ilTorinese

Telegram, cosa è e come si usa

Il sistema di messaggistica istantanea che garantisce maggiore privacy e sicurezza.

Nata nel 2013 dai fratelli Durov, Telegram è una applicazione di messaggistica che ha raggiunto i 500 milioni utenti mensili attivi. A differenza di altri servizi similari ,Telegram, grazie ad una tecnologia che fa uso dei cloud, assicura una maggiore sicurezza delle conversazioni che non vengono salvate all’interno del nostro dispositivo ma su una piattaforma esterna che effettuerà un backup criptato.
E’ importante spiegare, innanzitutto, che la tecnologia cloud, “nuvola” nella nostra lingua, permette di usufruire di memorie per l’archiviazione di dati, come documenti o foto, tramite l’utilizzo di un server remoto, e che l’accesso a questi ultimi è sempre possibile connettendosi ad internet tramite cellulare, tablet o computer; questa app fornisce, quindi, anche un servizio di catalogazione di tutto quel materiale che abitualmente viene conservato nei nostri dispositivi permettendo, pertanto, un notevole risparmio di tempo nelle azioni di backup e una consistente disponibilità di spazio nelle nostre memorie personali o di lavoro. Dal 24 marzo 2019, inoltre, è stata introdotta una funzione che consente di eliminare messaggi inviati e ricevuti senza limiti di tempo cancellando ogni traccia di chat e , rimanendo in tema di protezione, gli utenti possono essere rintracciati anche attraverso il nickname scelto durante la registrazione senza necessariamente rendere pubblico il numero di telefono.
Telegram è gratuito e l’applicazione può essere scaricata facilmente da PlayStore o dall’AppleStore. Il sistema crittografico server-client mantiene chiuso l’accesso e la lettura delle conversazioni da parte di terzi il meccanismo delle spunte, argomento spesso trattato, ha un percorso diverso da quello di Whatsapp: una spunta vuol dire che il messaggio è stato inviato, due spunte per indicare che il messaggio è stato letto, si evita così quella fase “ha ricevuto ma non ha ancora visualizzato” che spesso provoca situazione scomode e di imbarazzo.
Questo evoluto sistema di messaggistica offre la possibilità di creare gruppi con un numero di iscritti fino a 200, super gruppi fino a 5.000, le cui impostazioni di base possono essere utilizzate esclusivamente dall’amministratore, e canali, gestiti da una sola persona che pubblica contenuti e informazioni, che ricordano un po’ le newsletter e che possono costituire un valido strumento commerciale.
Telegram, inoltre, è in grado di inserire nella sua applicazione i bot, chat automatiche che rispondono a specifiche richieste dell’utente seguendo comandi predeterminati come nell’ l’assistenza clienti o nei costumer care. Inoltre queste chat bot sono in grado di comunicare informazioni aggiuntive e interessanti come sconti, promozioni o fornire un supporto nell’acquisto dei prodotti.
Utilizzare questa applicazione è semplice, dopo aver scaricato l’applicazione e aver concesso l’accesso alla lista dei propri contatti, si potrà cominciare a messaggiare, inviare file, adesivi, foto e video e attraverso un motore di ricerca interno sarà possibile, inoltre, trovare persone di nostro interesse.
Telegram, dunque, non è un semplice un programma di messaggistica, è una applicazione evoluta che permette la condivisione di file anche molto pesanti, garantisce un alto livello di privacy e sicurezza e può essere un valido strumento di promozione e assistenza.

Maria La Barbera

Non gradisce il pranzo di Natale: prende a pugni la compagna e le taglia un sopracciglio con una chiave

Non ha gradito il pranzo di Natale e le ha tagliato un sopracciglio con una chiave. Lui,  37 anni, si era già arrabbiato con la compagna perché al mattino avevano trovato chiuso un supermercato. Le aveva lanciato addosso il carrello e cercato di picchiarla ma lei era riuscita a tornare a casa, in  Barriera di Milano. Durante il pranzo però l’ha colpita in volto con un pugno e le ha tagliato un sopracciglio con una chiave. La donna è riuscita  a chiamare la polizia che ha arrestato il compagno per maltrattamenti in famiglia.

La strana coppia (tassi di interesse e inflazione)

IL PUNTASPILLI  di Luca Martina  

 

I risparmiatori sono sempre più sconcertati dalla mancata protezione fornita ai loro risparmi dai titoli di Stato.  

 

Non parliamo solamente del nostro mercato, di BTP e CCT, ma di tutte le obbligazioni emesse dai principali Paesi sviluppati.

 

Il tasso di interesse, il rendimento dei titoli obbligazionari, dovrebbe garantire che i capitali concessi in prestito (nient’altro che questo, infatti, si tratta quando si acquistano dei titoli di Stato) possano essere rimborsati mantenendo invariato il loro potere di acquisto.

 

La remunerazione ricevuta dagli obbligazionisti dovrebbe perciò essere tale da ricompensarli per la perdita di spesa generata dagli aumenti dei prezzi che ci si aspetta si verifichino (l’“inflazione attesa”) dal momento del prestito a quello del suo rimborso.

 

Questo non sembra proprio essere quanto sta avvenendo di questi tempi e, per citare Warren Buffet (il celebre investitore statunitense): investire è semplice ma non è facile.

 

L’inflazione, “rara avis” sino all’inizio dell’anno, è da qualche mese in rapidissima salita.

 

Negli Stati Uniti si è passati dall’1,5% di gennaio al 6,8% di novembre e nel nostro Paese è salita dallo zero al 4% circa.

 

Questa risalita è stata a più riprese (e secondo chi scrive) correttamente attribuita in buona parte ai colli di bottiglia generatisi dopo la ripartenza della crescita economica (domanda di beni e servizi), che ha superato la capacità di fornire prontamente quanto veniva richiesto (le imprese avevano ridotto le scorte di magazzino durante il primo anno di pandemia e la ripartenza del processo produttivo ha richiesto più tempo).

I fattori che hanno provocato il surriscaldamento dei prezzi dovrebbero mitigarsi a partire dalla prossima primavera e questo dovrebbe essere sufficiente a “raffreddare” la temperatura, ora al calor bianco.

 

Rimane però il fatto che i rendimenti delle emissioni governative sono aumentati da inizio anno (provocando una discesa dei prezzi dei titoli) ma solo in minima misura rispetto non solo all’attuale tasso di inflazione (“temporaneamente” molto elevato) ma anche ad un livello più “normale” del 2-2,5%.

 

Oltreoceano, infatti, il titolo governativo decennale rende oggi l’1,49% mentre il nostro BTP con uguale scadenza frutta solo l’1,1% (e il titolo a 5 anni lo 0,34%).

 

Le spiegazioni fornite a questo apparente paradosso sono di tre tipi.

 

Da un lato ci sono coloro che accusano le banche centrali di avere falsato irrimediabilmente il funzionamento dei mercati attraverso i loro massicci e reiterati interventi di acquisto di titoli (il cui rendimento risulta così molto più basso di quanto dovrebbe essere).

 

C’è poi chi ritiene gli investitori obbligazionari estremamente razionali (in contrapposizione alla presunta irrazionalità di quelli azionari) ed informati; in quest’ottica i (bassissimi) tassi di interesse rifletterebbero qualcosa di molto negativo: una recessione sarebbe nuovamente alle porte e con questa la fine dell’inflazione (la diminuzione della domanda di beni e servizi porterebbe alla discesa dei loro prezzi, dopo la salita di quest’anno).

 

In verità risulta difficile negare, almeno in parte, le ragioni di questi primi due gruppi ma cionondimeno ci sembra che la realtà sia ben più complessa.

 

I mercati del reddito fisso sono sempre più dominati da quattro diverse categorie di operatori (che superano in importanza gli investitori tradizionali):

 

  • Gli speculatori che agiscono sulla base di algoritmi, noncuranti del livello assoluto dei tassi di interesse (e che “giocano” sul differenziale tra tassi a lungo e tassi a breve, la “pendenza” della curva);
  • Gli investitori “ufficiali”, le banche centrali ed i governi, che intervengono per perseguire i loro obiettivi di politica monetaria (per sostenere o rallentare l’economia) o per stabilizzare la propria valuta nazionale;
  • I grandi fondi pensione, le compagnie assicurative e le banche che acquistano titoli obbligazionari per allocare parte delle proprie attività a basso rischio (come dettato dagli organi regolamentari);
  • Gli investitori privati che perseguono il profitto tramite i mercati azionari e che utilizzano le obbligazioni governative per abbassare il rischio complessivo dei loro portafogli.

 

La presenza di questi attori sul mercato rende meno “inspiegabile” l’attuale livello dei tassi di interesse (destinato comunque a salire se l’economia mondiale non deraglierà dal percorso di crescita dettato dagli investimenti in corso di implementazione in tutto il mondo).

 

Rimane, comunque, per noi poveri investitori la difficoltà di trovare degli investimenti che proteggano il nostro cammino dal deprezzamento generato dall’aumento dei prezzi al consumo.

 

La risposta negli ultimi anni è stata fornita dal volo compiuto dai mercati azionari i quali però presuppongono una capacità di rischiare e di pazientare (allungare l’orizzonte temporale dei propri investimenti rimane l’unico metodo verificato per ridurre la probabilità di perdere) non sempre correttamente valutata ex ante (la “voglia” di rischiare tende ad essere elevata quando i risultati sono positivi per poi annullarsi in caso di perdite).

 

Prepariamoci ad un altro anno molto interessante al quale ben si addice, a mo’ di augurio, la frase di Martin Luther King: “Se non puoi volare, corri, se non puoi correre, cammina, se non riesci a camminare, allora striscia, ma qualunque cosa tu faccia, devi andare avanti.”

 

Auguri a voi ed ai vostri patrimoni.

Uncem: portare i vaccini nei paesi di montagna

“L’impegno del Commissario Figliuolo lo condividiamo fino in fondo.

Portare i vaccini in tutti i paesi, anche i più lontani dai centri vaccinali, e portare i cittadini ai vaccini, ai centri vaccinali. Uncem ritiene decisivo questo impegno del Commissario, nell’arrivare a tutti”. Lo afferma Roberto Colombero, Presidente Uncem Piemonte. Uncem lo aveva chiesto già un anno fa, auspicando camper mobili per salire fino a Balme, Campertogno, Elva, Castelletto d’Erro, Carrega Ligure. Uncem sta con il Commissario in questo impegno per vaccinare tutti, al più presto. Anche agevolando la Regione Piemonte e i Comuni nell’attivare campagne di vaccinazione efficaci e veloci.

Sono inaccettabili, secondo Uncem, le campagne pubblicitarie di paesi montani no vax, per rispetto del lavoro di tanti e della responsabilità della stragrande maggioranza degli abitanti della montagna. “Le Istituzioni locali si facciano, con responsabilità e coraggio – prosegue il Presidente Uncem – portavoce di un rinnovato impegno nella campagna vaccinale che è l’unica via per uscire dalla crisi sanitaria evitando chiusure che nessuno, e tanto meno la montagna, può permettersi”.

Il progetto di sviluppo di Ponti. Il sostegno della Regione

Tronzano: “un sistema produttivo piemontese che investe e guarda al futuro con ottimismo e prospettive di crescita”

 

Nel corso dell’ultima riunione di giunta è stato approvato un Accordo di Sviluppo con Mise, l’Agenzia Nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa e la società Ponti Spa quale soggetto proponente. L’accordo è riferito a un cofinanziamento legato ai contratti di sviluppo che prevedono sia uno sviluppo della stessa impresa che un aumento degli occupati.

Il progetto approvato prevede la realizzazione di un programma di sviluppo relativo alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, un progetto di investimento finalizzato alla razionalizzazione degli spazi produttivi e l’acquisto di macchinari ed attrezzature con l’obiettivo di incrementare i livelli produttivi, di migliorare la qualità dei prodotti e di ridurre i costi di produzione, attraverso un maggior livello di automatizzazione degli stessi processi.

La società, con sede a Ghemme nel novarese, ha infatti presentato un progetto di sviluppo che comporterà un incremento occupazionale di 14 unità (di cui 11,5 dislocate sul territorio piemontese) e interventi diretti negli stabilimenti di produzione conserve e nell’acetificio tutti e due situati a Ghemme. L’importo complessivo del progetto è di 20 milioni e 349 mila euro con agevolazioni complessive da parte delle Istituzioni pari a 8 milioni di euro.

 

“Quello di Ponti così come quello di molte altre aziende produttive nel settore che abbiamo approvato nel corso dell’anno – commenta l’Assessore allo sviluppo delle attività produttive Andrea Tronzano – è la dimostrazione chiara di un sistema produttivo piemontese che non si ferma, che investe, e guarda al futuro con ottimismo e prospettive di crescita. L’aiuto dello Stato e della Regione – conclude l’Assessore Tronzano – è la risposta concreta delle istituzioni che fanno gioco di squadra con il territorio per dare impulso al sistema produttivo”.

 

Chiese vandalizzate, Fdi: fatto grave


“Le Chiese di Torino prese d’assalto dai vandali nei giorni di Natale rappresentano un fatto molto grave. Bisogna assolutamente ripristinare la sicurezza per la città, aumentando anche presidi nei luoghi “caldi” come largo Giulio Cesare. Non è possibile che un parroco debba avere paura di svolgere il proprio ruolo o anticipare la sua attività prima che faccia buio per il timore di essere nuovamente aggredito con bottigliate o minacciato con un coltello come è successo nella notte di Natale. Se avvenisse verso altre religioni si griderebbe giustamente allo scandalo e alla discriminazione. Capita contro la chiesa cattolica e le conseguenze sul piano di intervento e condanna sono praticamente nulle. Non accettiamo di vivere in ghetti all’incontrario e che a essere bersaglio sia chi invece fa solidarietà e integrazione. Le istituzioni da Lamorgese in giù intervengano immediatamente. Gravissimo infatti anche quello che è successo nella parrocchia di Sant’Agnese dove i vandali hanno danneggiato la statua del Gesù bambino, simbolo di queste festività. Tutto questo è un oltraggio ai simboli cristiani, alla città di Torino e all’Italia intera” commenta il deputato torinese di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli.

Dossier delle criticità delle carceri piemontesi

Mercoledì 29 dicembre, alle ore 12, a Palazzo Lascaris – Sala Viglione, il Garante regionale delle persone detenute Bruno Mellano, insieme ai Garanti comunali, presenta il “VI Dossier delle criticità strutturali e logistiche delle carceri piemontesi”.

Obiettivo del documento, che verrà trasmesso al ministro della Giustizia e agli altri organi nazionali e regionali competenti, è segnalare le esigenze degli istituti penitenziari, in vista del piano straordinario di interventi che il Ministero intende finanziare con risorse proprie e mediante il Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Saranno presenti Domenico Arena, Responsabile dell’Ufficio Interdistrettuale dell’Esecuzione Penale Esterna del Piemonte, Simona Grabbi, Presidente dell’Ordine degli Avvocati del Piemonte Occidentale e Valle d’Aosta, Maria Grazia Grippo, Presidente del Consiglio comunale di Torino, Cosimo Marcello, Ufficio Osservazione e Trattamento del Provveditorato dell’Amministrazione Penitenziaria del Piemonte, e Tiziana Propizio, Presidente della Conferenza Regionale del Volontaria Penitenziario.

28 dicembre 1982: Pallone d’Oro a Paolo Rossi

Il 28 dicembre 1982 è,senza dubbio,una data storica per il calcio italiano: in quel giorno, infatti, Paolo Rossi vinse il Pallone d’Oro.Il secondo calciatore italiano a vincerlo dopo quello Gianni Rivera nel 1969. Decisiva per la vittoria del premio di France Football fu lo straordinario Mondiale del 1982 vinto dall’Italia con il centravanti classe ’56 autore di ben 6 reti.Il nostro bomber capocannoniere del mondiale spagnolo ottenne tale riconoscimento mettendosi alle spalle Alain Giresse e Zibì Boniek.Fu un successo davvero clamoroso, visto che Pablito giocò soltanto le ultime partite del campionato di serie A prima del Mondiale per via della squalifica a seguito dello scandalo del calcioscommesse.

Enzo Grassano

Il bollettino Covid di martedì 28 dicembre

COVID PIEMONTE: IL BOLLETTINO DELLE ORE 16

LA SITUAZIONE DEI CONTAGI

Oggi l’Unità di Crisi della Regione Piemonte ha comunicato 7.933 nuovi casi di persone risultate positive al Covid-19 (di cui 6.563 dopo test antigenico), pari al 11,1% di 71.513 tamponi eseguiti, di cui 59.423 antigenici. Dei 7.933 nuovi casi gli asintomatici sono 5.522 (69.6%).

I casi sono così ripartiti: 6.430 screening, 1175 contatti di caso, 328 con indagine in corso.

Il totale dei casi positivi diventa 466.110, così suddivisi su base provinciale: 38.188 Alessandria, 22.391 Asti, 15.216 Biella, 66.013 Cuneo, 36.131 Novara, 246.648 Torino, 16.377 Vercelli, 17.041 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.995 residenti fuori regione ma in carico alle strutture sanitarie piemontesi. I restanti 6.110 sono in fase di elaborazione e attribuzione territoriale.

I ricoverati non in terapia intensiva sono 1.118 (+60rispetto a ieri).

I ricoverati in terapia intensiva sono 92 (+3 rispetto a ieri).

Le persone in isolamento domiciliare sono 46.686

I tamponi diagnostici finora processati sono 11.497.059 (+71.513 rispetto a ieri), di cui 2.692.102 risultati negativi.

I DECESSI DIVENTANO 12.023

Tredici decessi di persone positive al test del Covid-19, uno di oggi, sono stati comunicati dall’Unità di Crisi della Regione Piemonte (si ricorda che il dato di aggiornamento cumulativo comunicato giornalmente comprende anche decessi avvenuti nei giorni precedenti e solo successivamente accertati come decessi Covid).

Il totale diventa quindi 12.023 deceduti risultati positivi al virus, così suddivisi per provincia:1.598 Alessandria, 731 Asti, 446 Biella, 1.484 Cuneo, 965 Novara, 5.747 Torino, 554 Vercelli, 382 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 116 residenti fuori regione ma deceduti in Piemonte.

406.191 GUARITI

I pazienti guariti diventano complessivamente 406.191 (+2.175 rispetto a ieri), così suddivisi su base provinciale: 32.545 Alessandria, 19.742 Asti, 13.046 Biella, 58.117 Cuneo, 31.988 Novara, 216.311 Torino, 14.712 Vercelli, 15.087 Verbano-Cusio-Ossola, oltre a 1.592 extraregione e 3.051 in fase di definizione.

Dal 3 gennaio 50 mila vaccinazioni al giorno in Piemonte, anche nell’hub del Valentino

TERZE DOSI – IL GENERALE FIGLIUOLO PROMUOVE IL PIEMONTE: “È TRE PUNTI SOPRA LA MEDIA NAZIONALE”

“Stiamo procedendo in maniera veloce sulla terza dose e il Piemonte ha fatto e sta facendo benissimo la sua parte, con una percentuale di tre punti sopra la media nazionale”: il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid, ha promosso così la macchina vaccinale piemontese in occasione della visita di ieri all’hub della Caserma Vian di Cuneo e a Torino del centro vaccinale per i bambini allestito dalla Compagnia di San Paolo e dell’hub del Sermig.

DAL 3 GENNAIO 50 MILA VACCINAZIONI AL GIORNO IN PIEMONTE
Il presidente della Regione Alberto Cirio, in occasione della visita del generale Figliuolo, ha annunciato che “dal 3 gennaio il Piemonte porterà la media giornaliera dei vaccini dagli attuali 35 mila a 50 mila in modo da convocare ogni cittadino prima della scadenza del proprio Green pass, che in base alle nuove disposizioni nazionali dal 1 febbraio passerà da 9 a 6 mesi. In tutto sono circa 1.350.000 i vaccini che il Piemonte somministrerà da qui a fine gennaio: quasi 1,1 milioni di terze dosi e altre 200 mila tra prime e seconde dosi. Uno sforzo enorme per tutto il sistema – ha sottolineato il presidente Cirio – che garantiremo grazie ad una maggiore integrazione e potenziamento tra Asl, Aso e territorio, con il supporto dei medici di famiglia e delle farmacie”.

FARMACIE: APERTURE STRAORDINARIE PER TAMPONI E VACCINI DURANTE LE FESTIVITÀ
La Regione Piemonte ha autorizzato per questo periodo di festività la possibilità di aperture straordinarie per le farmacie del territorio, in deroga ai turni già previsti, per potenziare e dare continuità all’esecuzione dei tamponi e dei vaccini anche in questo periodo festivo”.

RITORNANO LE VACCINAZIONI AL MAXI HUB DEL VALENTINO
Dal 3 gennaio riprenderanno le vaccinazioni nell’hub del Valentino di Torino, con una capacità che a regime sarà di 2 mila somministrazioni giornaliere. La gestione sarà curata dall’azienda ospedaliero universitaria Città della Salute in collaborazione con l’Asl Città di Torino.