Martedì 7 giugno alle ore 18,30 sulla pagina Facebook del Centro “Pannunzio”, Pier Franco Quaglieni, curatore, ed Ennio Pedrini, editore, presenteranno, in dialogo con Valeria Fantino, la nuova edizione di “Doveri dell’uomo” di Giuseppe Mazzini, in cui si riassume il magistero morale e civile più alto di uno dei grandi protagonisti del Risorgimento italiano insieme con Cavour, Garibaldi e Vittorio Emanuele II. Il libro esce per i 150 anni dalla sua morte ed è impreziosito da un inedito su Mazzini di Renzo De Felice e dalla copertina di Ugo Nespolo.
La circolazione sulla Roma – Napoli AV resta sospesa dopo che, intorno alle 14, il treno AV Torino – Napoli si è arrestato in galleria per lo svio della locomotiva di coda, rimasta in posizione verticale.
I viaggiatori sono stati aiutati a scendere e, con l’ausilio dei Vigili del Fuoco e del personale di protezione aziendale delle Ferrovie, hanno potuto raggiungere a piedi la vicina stazione di Roma Palmiro Togliatti da dove hanno proseguito il loro viaggio con i mezzi sostitutivi messi a disposizione da Trenitalia. Nessuna persona a bordo ha riportato conseguenze fisiche da quanto accaduto. La circolazione ferroviaria ad Alta Velocità prosegue con allungamenti dei tempi di viaggio compresi fra 60 e 90 minuti come conseguenza degli instradamenti sulle linee convenzionali: i treni con fermata a Napoli Afragola percorrono la Roma – Cassino per poi rientrare nell’alta velocità, mentre gli altri proseguono sulla linea Roma – Formia.
I tempi di ripristino dell’infrastruttura saranno comunicati dopo che i tecnici di RFI avranno completato la ricognizione della linea e il binario sarà liberato dal treno.
Quattro persone sono morte e due sono i feriti nello scontro frontale tra un furgone e un camion avvenuto a Strevi (Alessandria) nella zona dell’Acquese. I feriti in codice rosso sono stati trasportati agli ospedali di Torino e Alessandria. L’incidente, le cui modalità sono al vaglio delle forze dell’ordine, è avvenuto sulla statale 30.
“Non e’ in alcun modo tollerabile che a Torino in pieno giorno si possa assistere a scontri e inseguimenti tra soggetti armati, per giunta di fronte ad una scuola. Quanto avvenuto in zona dell’istituto Parini, dove due giovani si inseguivano ed uno impugnava un machete, e’ purtroppo
solo l’ultimo caso di una situazione insostenibile per i cittadini della nostra citta’”. Lo dice la senatrice della Lega Marzia Casolati. “Ormai – prosegue – e’ noto come gli agenti di Polizia siano chiamati ad intervenire continuamente ed i cittadini siano
costretti a sopportare i continui disagi causati da stranieri violenti, i mancati interventi risolutivi mettono in mostra tutte le lacune della gestione della sicurezza. La Lega non solo segnala da tempo questo genere di problematiche, legate anche
all’immigrazione clandestina, ma ha gia’ dimostrato di saper gestire il fenomeno migratorio con Matteo Salvini Ministro e con i suoi tanti amministratori locali, cosa che in questo momento manca ed e’ sotto gli occhi di tutti. Occorre – conclude – mettere in condizione le Forze dell’Ordine di lavorare al meglio con strumenti adeguati e numeri adatti a
gestire le esigenze di sicurezza dei cittadini torinesi, ormai esasperati da questa situazione che pervade diverse zone della nostra Citta’”.
Quattro feriti nello scontro tra auto e ambulanza
Incidente all’incrocio tra i corsi Grosseto, Ferrara e Molise a Torino. Un’ambulanza della Croce Reale di Venaria e una Toyota Yaris si sono scontrate. La conducente dell’auto ha ferite in codice giallo, invece due volontari dell’ambulanza e il paziente, un ragazzino, che stavano trasportando sono stati portati in codice verde al Maria Vittoria.
Chi ha reso possibile questo scempio in Barriera di Milano almeno non dorma sonni tranquilli. Decenni di incuria e sciatteria. Chi ha potuto, come il sottoscritto, vent anni fa è scappato.
UEFA Nations League. Italia-Germania
Sabato 4 giugno a Bologna ore 20:45
La lettera di Mino Giachino al ministro Lamorgese e al sindaco Lo Russo
“Amare male” e tanto altro
Nostra intervista al poeta torinese Guido Catalano
Qualche anno fa diceva di volere diventare “poeta professionista” un po’ per scherzo, un po’ no. Oggi, dopo 12 libri pubblicati, una miriade di reading e poetry slam con cui ha fatto il giro di tutta Italia, un podcast “Amare Male” (edito Chora) da cui è tratto il suo ultimo libro (edito Rizzoli), Guido Catalano “poeta professionista” lo è diventato veramente. Classe 1971, nasce a Torino, città dove vive attualmente e a cui è particolarmente legato tanto da renderla protagonista di diverse sue poesie. Nel 2015, Guido diede vita ad un blog, primissima vetrina dei suoi versi, costruendosi una credibilità online e offline. Oggi, oltre ai libri e agli spettacoli, Catalano usa i social come strumento di diffusione dei suoi componimenti poiché le poesie, sopratutto quelle brevi, sono “come una canzone: pura condivisione. Per cui sono perfette per piattaforme del genere”. Al Salone Internazionale del Libro di Torino, oltre alla presentazione del suo romanzo, ha affiancato il cantautore e musicista torinese Bianco all’ evento “Ticket to read”. Si è parlato di “cuori selvaggi” (titolo scelto per l’ edizione 2022 del Salone), di poesia, musica e ovviamente d’amore.
Oltre ad essere “un poeta professionista vivente”, come ami simpaticamente sottolineare, sei diventato anche un podcaster per la squadra di Chora con “Amare male”. Rispondendo alle missive degli utenti dal cuore infranto hai fornito “un servizio gratuito per chi soffre le pene d’amore”. Cosa ti ha dato questa esperienza che- di fatto- è una nuova forma di racconto della realtà?
Il podcast è stata un’esperienza bellissima. Raccontare delle cose senza essere visto, come succede alla radio, mi piace. Anche perché ho un’ idiosincrasia con le telecamere. Il podcast mi da maggiore libertà espressiva perché mi permette di essere ciò che voglio e, addirittura, di vestirmi come preferisco. Anche in mutande, ma non l’ ho mai registrato così.
Dici che le telecamere ti imbarazzano, ma tu parli spesso davanti al pubblico. Come vivi questo rapporto?
Probabilmente è dettato dal mio desiderio di farmi vedere perché diversamente sopporterei l’idea di recitare davanti a 100/200 persone. Fin da ragazzino, quando ho iniziato cantando in un gruppo, esprimevo in questo modo il mio bisogno di teatralità, malgrado io sia una persona timida. Spesso le persone che fanno spettacolo hanno questa caratteristica e utilizzano lo spettacolo per superarla. Per me il palco e il rapporto con la gente sono stati fondamentali per raccontare quello che scrivevo. Quando ho iniziato nessuno mi pubblicava e non esistevano i social: è stato naturale, per me, cercare il contatto con il pubblico dal vivo.
A proposito di timidezza, si dice che i timidi “apprendano” dal mondo e della vita di più di altri proprio grazie a questa loro modo di essere. Quanto è stata utile nel tuo caso?
Mi piace molto questa citazione perché i timidi guardano la vita e ascoltano in modo diverso e, così facendo, parlano più degli estroversi. Questa caratteristica è stata fondamentale per la mia scrittura. Infatti mi trovo continuamente ad ascoltare quello che succede intorno a me. La mia ispirazione viene, spesso, dalle conversazioni sentite al bar e dai dialoghi delle persone che mi circondano.
Da questo ascolto attivo è nato anche il tuo ultimo libro “Amare male”. I tuoi titoli sono sempre ironici. Cosa c’è dietro in questo caso?
E’ un titolo quasi paradossale perché da molto tempo non mi succedeva di essere felice in amore come lo sono ora ma ho ugualmente deciso di intitolarlo così. Parla della mia attuale relazione che è felice, ma anche della storia di tanti altri. E così torniamo al tema dell’ ascolto: a me piace la vita della gente, ho piacere a sentire i loro racconti. Non mi dispiacerebbe fare “l’intervistatore” delle persone. Alla luce di tutto questo, nel libro si parla di amare male ma anche di amare molto bene.
Esiste, quindi, l’amore felice che tutti cercano ma pochi trovano?
Sì esiste e va cercato. Sicuramente la fortuna ha un ruolo ma, come dicevano gli antichi, aiuta gli audaci.
Prima di venire al Salone Internazionale del Libro, hai presentato l’ultimo disco di Willie Peyote al PeyoteMes. Siete l’esempio di due torinesi che ce l’hanno fatta. Tu hai sempre detto che Torino è una città non facile in cui affermarsi perché “a Torino non si scherza un cazzo”. Questa formazione sabauda, così rigida e austera, ti ha aiutato nella tua carriera?
Penso di sì, perché Torino è come una palestra di vita dove fai un po’ più fatica rispetto a Milano e a Roma. Per questo dico che, se riesci qui, nel resto d’Italia sarà in discesa: Torino è una città difficile per gli artisti o la gente che fa il mio lavoro dal momento che non ci sono molte possibilità: qui ti fai i muscoli.
Valeria Rombolà
“Parlare di rigenerazione sociale quando per le vie di Aurora e Barriera si vive nel terrore di essere colpiti da un machete significa essere fuori da ogni realtà.
Servono provvedimenti drastici: daspo urbano, controlli a tappeto degli stabili, operazioni per andare alla testa delle organizzazioni criminali che tengono le fila della malavita, risorse straordinarie per Torino da parte del Ministero. Solo tre settimane fa scendevamo in piazza per chiedere alle Istituzioni di prestare attenzione alla sicurezza di Aurora e Barriera e l’attivazione del daspo per alcune aree. Ora il ministro degli interni Lamorgese venga – come da noi chiesto più di sei mesi fa – a vedere come si vive in questa parte di Torino e stanzi uomini e strumenti, altrimenti si dimetta” così in una nota congiunta il deputato e l’assessore alla Regione Piemonte di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e Maurizio Marrone. “Dal comune arrivano solo parole e pure quelle fanno cadere il latte alle ginocchia: trasudare di buonismo evidenzia come non si conosca quanto e’ incancrenito il fenomeno in quell’area della città. Non siamo noi esagerati – come il partito democratico ci ha sempre accusato – e’ la realtà che è terribile e bisogna avere il coraggio di vederla per prendere le giuste misure” concludono.