Questa mattina i lavoratori della Tecnositaf società controllata della Sitaf Spa si sono mobilitati di fronte a Palazzo Civico.
“Un appello che mi trova perfettamente in sintonia con i lavoratori – comunica il Vice Capogruppo di Torino Bellissima, Giuseppe IANNO’ – che devono fare i conti con una forte preoccupazione per il loro posto di lavoro. Esprimo il mio sostegno, rivolto non solo ai 160 addetti altamente qualificati in un’azienda, in cui si è avviato un percorso di liquidazione. Ma anche verso tutte le altre aziende satelliti, che a breve si troveranno in un’analoga situazione. Mi chiedo – prosegue Iannò – anche quale sia il motivo della crisi aziendale, visto che il primo cliente della Tecnositaf è l’Anas, che non mi pare sia economicamente in cattive acque. E’ necessario, che anche il Comune di Torino intervenga, per stroncare una nuova perdita di posti di lavoro, attraverso la convocazione urgente della 3^ Commissione Consiliare”
Srebrenica, dall’antico nome latino Argentaria si può tradurre in “città dell’argento”. Prima del 1992 era conosciuta per le terme, l’estrazione di salgemma e le miniere. Poi, dissoltasi la Jugoslavia, la storia si è incaricata di consumare tra quelle montagne l’ultimo genocidio in terra europea dalla fine della seconda guerra mondiale. In quella località tra le terre alte della Bosnia nord-orientale circa diecimila musulmani bosgnacchi vennero trucidati dalle forze ultranazionaliste serbo-bosniache e dai paramilitari serbi. L’atroce crimine di massa venne consumato tra l’11 e il 21 luglio 1995, dopo che la città, assediata per tre anni e mezzo, il 10 luglio era caduta nelle mani del generale Ratko Mladić. Nel marzo del 1993 Srebrenica era stata proclamata enclave dell’Onu, in virtù della risoluzione 819. In pratica l’intera area doveva essere protetta, difesa. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, infatti, inviò un piccolo contingente di qualche centinaio caschi blu.
Rubrica settimanale a cura di Laura Goria
Il romanzo da poco pubblicato in Italia è uno dei più ambiziosi della Maynard, ed anche parecchio autobiografico.
Poco più di 400 pagine che vi afferrano per non mollarvi più, con il racconto di una fase della vita della Maynard doloroso ma anche intensissimo, che sciorina temi portanti quali l’amore, la morte, il caso e il disperato tentativo di contrastarlo.
E’ un’altra storia coinvolgente, di quelle che ci incollano alle pagine con la suspense continua e l’attesa di vedere svelata una verità sottesa, ma che aleggia nell’aria fin quasi da subito. Potremmo definirlo il magistrale racconto di un sottile plagio, di una dipendenza emotiva ed affettiva che finisce per condizionare tutta la vicenda e relega in un angolino la capacità di giudizio della protagonista.
Non è un vero e proprio thriller anche se le vittime ci sono; giovani donne che perdono la vita in modo sospetto.
Alessandro e Valentino (dog)