Riceviamo e pubblichiamo
“Allontanati dal responsabile della sicurezza, ma accolti con calore da lavoratori e lavoratrici. Torneremo presto!”
“Non volevamo in nessun modo calpestare gli oltre 60 mila metri quadri del centro di distribuzione. Anzi, pur sotto il sole, abbiamo evitato anche di stare sotto le tettoie dell’edificio. Non contento, il responsabile della sicurezza, tramite telefono portato appositamente da una steward, ci ha invitati ad andare fuori dal parcheggio dei visitatori perché non graditi” – dichiara Marco Grimaldi, candidato capolista alla Camera per l’Alleanza Verdi Sinistra e membro della segreteria nazionale di Sinistra Italiana. Grimaldi, insieme ad altri giovani militanti, questa mattina ha volantinato davanti allo stabilimento di Torrazza in cui ha sede il quarto centro di distribuzione aperto da Amazon in Italia, che impiega 1.200 persone.
“Abbiamo spiegato al gentilissimo responsabile telefonico della sicurezza che siamo soliti recarci davanti alle fabbriche non perché invitati, ma per far vivere la democrazia fuori da quei cancelli” – prosegue Grimaldi. – “Ci siamo spostati sulla strada adiacente, consegnando i volantini alle macchine in uscita e in entrata. Che dire? Dobbiamo ringraziare Amazon per la gentilezza e per l’accoglienza. Non avremmo mai sperato di ricevere tanto calore, dall’asfalto quanto dalle lavoratrici e dai lavoratori stupiti di vederci lì in mezzo al nulla. Non possiamo che promettere che torneremo prestissimo!”


Il Terzo Reich, dal giugno del 1940, vi aveva installato una delle più importanti basi per i sommergibili della Kriegsmarine e per questa sua posizione strategica subì 165 bombardamenti aerei da parte degli Alleati che provocarono quasi un migliaio di morti e centinaia di feriti gravi. La grande offensiva alleata nel settore occidentale del fronte di Normandia, denominata “operazione Cobra”, aveva come obiettivo la conquista dei porti e quello di Brest, principale base della marina francese prima della guerra, era il più a ovest e il più importante per garantire i rifornimenti alle truppe d’invasione. Una carneficina che ispirò anche una delle più importanti poesie di sempre. “Rappelle-toi Barbara. Il pleuvait sans cesse sur Brest ce jour-là. Et tu marchais souriante. Épanouie ravie ruisselante. Sous la pluie (Ricordati Barbara. Pioveva senza sosta quel giorno su Brest. E tu camminavi sorridente. Serena rapita grondante. Sotto la pioggia)”. Barbara è tra le poesie più famose di Jacques Prévert. Nel 1946, terminata la guerra, non più giovanissimo ( era nato a Neuilly-sur-Seine il 4 febbraio del 1900, all’alba del secolo breve) pubblicò la raccolta di poesie Paroles dove troviamo anche questo poema che figura tra i più belli di Prévert. Dopo il periodo surrealista, i testi delle canzoni, l’attività teatrale con il Gruppo d’Ottobre, le collaborazioni cinematografiche con Jean Renoir e Marcel Carné e nuovamente l’attività teatrale, videro la luce queste poesie ( insieme ad altre, raccolte in Histoires) che, nell’edizione curata da René Bertelé per Le Point du Jour, ebbero un enorme successo. In perfetta sintonia con il clima culturale del tempo la silloge poetica rappresentò una novità assoluta e dirompente, mostrando una potenza evocativa intrisa da quell’ansia bruciante di andare oltre le pagine dei libri per entrare prepotentemente nella vita di tutti i giorni. Già dai primi versi Prévert delineò il luogo in cui l’opera era ambientata: la città di Brest, importante porto bretone nel dipartimento del Finistère. La città era stata quasi completamente distrutta da un devastante bombardamento nell’estate del 1944. La pioggia di bombe l’aveva rasa al suolo a tal punto che solo qualche vecchia fortificazione medievale in pietra aveva miracolosamente resistito. Il padre di Prévert era bretone e proprio in Bretagna il piccolo Jacques aveva trascorso parte della sua infanzia portando con sé per tutta la vita l’impronta di quella terra battuta dai venti e impregnata dall’odore salmastro dell’oceano. Barbara, con il suo lungo testo vide il poeta esprimersi in prima persona, filtrando il ricordo di una ragazza, osservandone gli incontri , i gesti e i movimenti mentre felice correva incontro al suo uomo e lo abbracciava. Emozioni e sorrisi che si tradussero in versi diventati immagini indimenticabili e senza tempo, vere e proprie icone per intere generazioni, veloci e brevissime incursioni su un avvenimento tanto doloroso, dove l’intimità di una storia d’amore s’incuneava nella più grande storia francese. Così la quasi anonima Barbara venne trasformata da Prèvert da vittima in un potente simbolo, donandogli l’immortalità, contestando l’orrore della guerra che, ieri come oggi, uccide anche gli amori felici come quello di Barbara e dell’uomo che la chiamava al riparo di un portico mentre “pioveva senza tregua su Brest”.
A Torino, torna a rivivere l’arte in autunno. Anche quest’anno, il dopo-estate ci riserva un lungo e nutrito percorso ( all’insegna in particolare del contemporaneo) che culminerà il 4 e il 6 novembre con “Artissima”, la principale Fiera d’arte contemporanea in Italia ospitata all’ “Oval – Lingotto Fiere”. Ad aprire le danze, nei prossimi giorni, sotto la Mole sarà come sempre “Exhibi.To”, giunta alla sua terza edizione e, oggi più che mai, attesa manifestazione di partenza dell’arte contemporanea torinese. Sul piatto, un programma di aperture coordinate (ingresso libero, fino alle 23, a partire dalle 15), inaugurazioni e proposte che coinvolgeranno più di trenta realtà – fra gallerie, spazi emergenti e associazioni culturali – dislocate in tutto il territorio ( dal centro alle periferie; elenco completo su
contemporanea torinesi, che propone cultura, oltre che cercare di mandare avanti le proprie attività commerciali. Fino ad oggi si è stati autosufficienti, dividendo le spese tra le realtà partecipanti e grazie alla volontà di professionisti che hanno offerto il proprio lavoro. In questi giorni si è data ad ‘Exhibi.To’ la veste ufficiale di ‘Associazione’, che ha già ottenuto il patrocinio della Città di Torino. Spero che la visione delle amministrazioni riesca a valorizzare e comprenda anche questo comparto nei suoi capitoli di investimento di supporto alla cultura”. Anche quest’anno, la manifestazione offre un programma di “tour gratuiti” adatti agli appassionati ma anche a chi vuole scoprire la bellezza e il valore dell’arte contemporanea. I tour saranno guidati dagli studenti dell’“Accademia Albertina” che per l’occasione vestiranno i panni di mediatori culturali. Ogni itinerario include gallerie e spazi indipendenti dal centro alla periferia; punto di ritrovo in piazza Vittorio Veneto 5 a Torino, davanti al “Cinema Classico”. “Exhibi.To” chiuderà sabato 17 settembre con uno spettacolo artistico e musicale a “Villa Rey” (Strada Val San Martino Superiore, 27), organizzato dall’“Associazione Bastione”. Maggiori informazioni sugli itinerari:

Piuttosto originale è poi stata la “Passeggiata con l’artista”, avvenuta alle 17.30, per raggiungere lo spazio ex Lancia, oggi più noto come “Cumiana 15”, situato in prossimità dell’atelier, in cui e stato possibile visionare, insieme all’autore, le svettanti sculture allestite per l’occasione sulle pareti dell’edificio.