Riceviamo e pubblichiamo
LA POLITICA A TORINO DISCUTE SUI BLACKOUT MA NON VUOLE PRENDERE MISURE PER MITIGARE DAVVERO L’ISOLA DI CALORE CONSERVANDO TUTTI GLI ALBERI SANI: I CONSIGLIERI COMUNALI APPROVINO LA DELIBERA CONTRO IL RINNOVO DELLE ALBERATE, SENZA EMENDAMENTI (E SENZA ASTENSIONI)!
Invitiamo i cittadini e le cittadine torinesi a seguire, se possibile in presenza, la seduta del Consiglio
comunale di lunedì 29/06/2026, dalle ore 15.00. Dovrebbe essere votata la delibera di iniziativa
popolare sulla salvaguardia degli alberi dei viali torinesi. Auspichiamo che si discuta e si voti anche
quella sugli sprechi idrici.
Nonostante si tratti di istanze sottoscritte da migliaia di cittadini e COLLEGATE ANCHE ALLA MITIGAZIONE E
ALL’ADATTAMENTO AL CAMBIAMENTO CLIMATICO, i consiglieri comunali di maggioranza si rifiutano di approvarle
senza stravolgerle e quelli di centrodestra si dileguano al momento della votazione (come accaduto lunedì
per la suddetta delibera contro la rottamazione delle alberate). E questo nelle stesse sedute di Consiglio in
cui discutono degli effetti del surriscaldamento climatico, in particolare dei BLACKOUT.
Su «Torino Today» del 23/06/2026 abbiamo letto della rabbia del sindaco verso IREN e IRETI a causa dei
blackout: «Le misure adottate non sono assolutamente sufficienti per gestire efficacemente l’emergenza.»
Ma come? Lunedì scorso Lo Russo era assente in Consiglio comunale, ma dovrebbe sapere che l’assessora
Foglietta ha risposto a un’interpellanza del centrodestra assicurando che le misure adottate da IRETI erano
adeguate sia rispetto alle ondate di calore, sia all’aumento dei consumi energetici. E comunque non si tratta
di un’“emergenza”, né, come ha affermato qualche consigliere, della “nuova normalità”: il cambiamento
climatico è un processo senza un punto di arrivo: le temperature estive continueranno ad aumentare, tanto
più se si insiste a maltrattare e a ridurre il verde pubblico e il patrimonio arboreo.
Forse la principale misura inadeguata alla gestione del cambiamento climatico è proprio la nomina della
Foglietta ad assessora con delega alla Transizione ecologica e alle Politiche per l’Ambiente (mai intervenuta
nelle vicende dei viali e dei parchi torinesi nonché dell’acqua pubblica). Lunedì scorso Foglietta ha letto
cantilenando le cifre degli investimenti di IRETI, come se fosse il direttore tecnico dell’impresa. Dal suo
resoconto è emersa l’inesistenza di un vero piano cittadino per fronteggiare i blackout nonché di veri
protocolli del Comune e di tavoli permanenti per garantire la continuità dei servizi sanitari, della viabilità
ecc. Tutto è demandato a IRETI, controllata al 100% da IREN S.p.A., della quale il Comune di Torino nel 2025
è diventato il primo azionista, per una scelta di Lo Russo che non pare incidere positivamente sulla gestione
della rete elettrica: mentre le case ATC restano al buio, a una telefonata del sindaco l’amministratore
delegato di IREN ha risposto che era in barca in Grecia (fonte «Corriere della Sera», 25/06/2026).
Forse limitando per Regolamento gli abbattimenti ai soli alberi a rischio crollo, come chiedono i cittadini,
si avrebbe più ombra e si attenuerebbe il surriscaldamento del suolo, che secondo la relazione letta dalla
Foglietta è una delle principali cause dei blackout? Il terreno si surriscalda di giorno e non si raffredda di
notte, inaridendosi non dissipa più il calore. Perciò il rivestimento plastico dei cavi si deteriora più
rapidamente e arriva anche a fondere, causando cortocircuiti. Il calore riduce anche la portata di corrente, si
arriva più rapidamente al sovraccarico…
Evidenziamo che il Nature Restoration Regulation dell’UE (2024/1991) impone agli Stati membri di
conservare a livello nazionale la quantità di copertura arborea rilevata dal satellite Copernicus nel 2024.
Eppure, in direzione ostinata e contraria, lunedì scorso i consiglieri di maggioranza (PD e Sinistra Ecologista),
facendo quadrato intorno all’assessore Tresso, hanno confermato di voler emendare, stravolgendola, la
delibera di iniziativa popolare che mira a conservare tutti gli alberi sani dei nostri viali.
I tecnici comunali quindi potranno continuare a proporre progetti di “rinnovo delle alberate” etichettandoli
come “manutenzione straordinaria”, come successo in corso Umbria e corso Belgio. Inoltre i cittadini
aderenti ai Comitati spontanei saranno esclusi dal tavolo di lavoro per la revisione del Regolamento del
Verde: l’antidemocratico Tresso ha sprezzantemente definito i Comitati “soggetti nati sui social”, così
offendendo simultaneamente le persone che hanno partecipato al presidio in corso Belgio, i ricorrenti, i
firmatari delle petizioni e della stessa delibera di cui si stava discutendo.
Intanto, mentre le temperature si arroventano e in pieno periodo di riproduzione dell’avifauna,
l’assessorato al Verde torinese consente a GTT di potare il viale di corso Belgio. Un vero attentato alla
salute degli alberi: non c’è da stupirsi che essi diventino sempre più fragili.
Quindi l’antiecologismo della Giunta è ormai noto, e Lo Russo e Tresso non riescono a mascherarlo facendosi
fotografare con la pala in mano e annunciando la messa a dimora di 2.800 alberi. Sono poi meno di 1.000
alberi all’anno, in buona parte peri cinesi, noccioli turchi e altre piante di piccole dimensioni: e non perché
più adeguate al cambiamento climatico, ma perché i vivai non dispongono di abbastanza alberi di specie di
prima e seconda grandezza per soddisfare le esigenze propagandistiche dei politici (dato che la corsa alla
fotografia con la pala in mano è lo sport in voga tra i sindaci e gli assessori al Verde ormai da qualche anno).
Si ripiega su queste specie anche perché più economiche, volendo sbandierare quantità di piante a tre zeri.
Secondo la relazione letta dall’assessora Foglietta la temperatura dell’asfalto arriva a temperature
superiori a 65-70°C. Quali temperature raggiungerà nel prossimo futuro? E l’assessore Tresso, che rideva
quando il dott. Maurizio Stella disse che svenendo per strada, una persona corre anche il rischio di ustionarsi,
riderà ancora a fronte di questi dati? Dirà ancora ai cittadini di non preoccuparsi, perché lui manderà le
ambulanze? Tresso si rende conto che certe “soluzioni” che proponeva l’anno scorso, come la saletta
refrigerata in Circoscrizione per gli anziani che non hanno il condizionatore suonano esattamente come le
brioches della regina Maria Antonietta, a fronte della gravità del problema dell’isola di calore torinese, la più
intensa l’anno scorso tra i capoluoghi italiani, e che coinvolge il 98% della popolazione secondo il rapporto
di Greenpeace 2026? La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha già stabilito che la mancata mitigazione
degli effetti del cambiamento climatico viola l’obbligo del rispetto dei diritti umani. Ci auguriamo che i
decisori politici che arrivati a questo punto trattano ancora con leggerezza la questione o, peggio, fanno
scelte contrarie, saranno presto perseguibili anche dalle leggi nazionali.
In conclusione, invitiamo tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione a rileggere la delibera proposta
da 2.500 cittadine e cittadini e a decidere di approvarla, lunedì, ritirando o votando contro tutti gli
emendamenti, senza astensioni che sarebbero davvero pilatesche.
Comitato Salviamo gli Alberi di corso Belgio
Comitato Difesa del Parco della Pellerina
Salviamo il Paesaggio, Torino
Comitato Salviamo il Meisino

