Saranno soprattutto i puledri i grandi protagonisti nella riunione di trotto in programma mercoledì 19 ottobre all’ippodromo di Vinovo. Sette corse che prenderanno il via alle 14,55 e tra queste, una riservata alle femmine l’altra ai maschi di 2 anni non vincitori di duemila euro in carriera. Quindi, o sono debuttanti o comunque con poca esperienza al loro attivo, ma hanno potenzialità per crescere. Nelle femmine (Premio Wagner) c’è il tanto atteso debutto per Elisabeth Bar, figlia di Lana Del Rio e Face Time Bourbon, che si presenta alla prima sulla pista torinese. Allenata da Erik Bondo, sarà affidata a Federico Esposito. Nei maschi invece il Premio Schubert vede 4 puledri alla prima uscita. I favori del pronostico potrebbero essere per Emerson, con Simone Di Lorenzo, ma anche per Enigma D’Amore del team Baroncini-Farolfi e per l’allievo di Marco Smorgon. Enock.
Di rilievo il Premio Berlioz, con dieci schierati dietro le ali dell’autostart. Tra loro Filippo Rocca con Dorothy Del Sauro, recente vincitrice sulla pista torinese. Molto bella e dal pronostico aperto, la corsa riservata alla categoria dei Gentlemen, che vede Stefano Manzato nel ruolo di protagonista principale alle guide di Camionst, affidatogli da Santo Mollo. Come sempre ingrasso gratuito.
L’iniziativa promette una serata di grandi suggestioni, ma anche di riflessione (il che non guasta mai, anzi!) su temi di grande attualità quali quelli relativi alla “sostenibilità ambientale”. “Una notte ai Musei Reali” è promossa da “Club Silencio” (“Associazione Culturale no profit” con sede a Torino in corso Massimo d’Azeglio 60, specializzata nella promozione e valorizzazione dei Musei e degli edifici storici attraverso visite serali), in collaborazione con i “Musei Reali”, “ASviS” (“Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile”) e con il patrocinio della Città di Torino e di Regione Piemonte. L’appuntamento è per giovedì 20 ottobre prossimo, alle 19, in piazzetta Reale 1, a Torino, dove “in notturna” si apriranno le porte dei “Musei Reali” per il “Festival dello sviluppo sostenibile 2022”, il più grande evento a livello nazionale, rivolto alla più ampia diffusione di una cultura vicina alle tematiche ambientali. Obiettivo, quello di contribuire a “realizzare – dicono i responsabili – un cambiamento culturale e politico che consenta all’Italia di attuare l’‘
In occasione della serata sarà, infatti, possibile partecipare all’inaugurazione progettuale dell’“Osservatorio Generazione 2030” sul rapporto tra giovani e obiettivi di sviluppo sostenibile, nell’ambito di un progetto che durerà per tutta la stagione 2022/2023 di “Club Silencio”. Inoltre, fra le attività a cura di Urban LAB*, con “37.20 – Patrimoni naturali per Torino” saranno distribuite mappe della città di Torino per narrare come natura e comunità si incontrano nell’obiettivo di generare nuovi spazi, nuovi usi e nuovi modi di vivere la città in maniera più sostenibile. Attraverso la proiezione “Flying on urban rivers – Po, Dora, Sangone, Stura di Lanzo” sarà poi possibile assistere ai filmati che raccontano l’osservazione in volo dei quattro fiumi torinesi durante diverse stagioni dell’anno. Non mancherà infine la sensibilizzazione alla cura e all’empatia verso ciò che ci circonda, grazie alla collaborazione nata con “Delbac Bonsai” per diffondere la filosofia del bonsai e stimolare l’empatia con la natura.
Sì, è vero, il cosiddetto “terzo polo” non ha centrato l’obiettivo di un risultato a doppia cifra. Come, del resto, e almeno per il momento, non è stato determinante ai fini della costruzione degli equilibri politici. Ma il consenso al “terzo polo” – questo è abbastanza evidente al di là delle stesse analisi demoscopiche – è stato il frutto di due elementi incrociati. Da una lato una sorta di “identità in negativo”, come si suol dire, ovvero si è votato il “terzo polo” perchè il bipolarismo selvaggio che ha caratterizzato gli ultimi anni della politica italiana era ormai giunto al capolinea come credibilità complessiva. E, non a caso, l’esordio di questa legislatura lo ha già confermato platealmente. E, in secondo luogo, si è votato “terzo polo” perchè si è dato una delega in bianco a chi cercava di riproporre, dopo la lontana stagione di Marini e di Martinazzoli con il progetto del Ppi, una “politica di centro” nella cittadella politica del nostro paese. Queste, in sintesi, le due argomentazioni decisive che hanno portato il “terzo polo” ad un consenso che ha sfiorato l’8%. Al di là e forse anche al di fuori degli stessi leader che si sono fatti carico di questa scommessa politica ed elettorale.