Il 22 gennaio un pomeriggio per condividere movimento e natura sulla collina torinese
L’associazione Rubens in collaborazione con Paideia, Mercato Circolare e Completa-mente onlus vi invita il 22 gennaio dalle ore 14 alle ore 17 nel suo splendido Borgo immerso nel verde per partecipare al recupero della bellezza di una parte importante del suo bosco.
Uno dei tratti che rendono unica Torino è proprio il paesaggio naturale che la circonda ed è quindi anche un dovere dei suoi abitanti preservare questo patrimonio diffuso e inestimabile, compiendo con un solo gesto un’azione spontanea di rispetto per l’ambiente e un’opera di alto valore sociale ed educativo.
L’esperienza sarà occasione di scoperta del Borgo, dei cavalli che vi abitano liberi e di condivisione dei valori di cura, fioritura e rispetto che sono fondanti il Borgo ed i suoi frequentatori. www.associazionerubens.it
Un evento aperto a tutti, ma soprattutto ai giovani di età compresa tra 14 e i 22 anni e alle loro famiglie perché all’evento, che si concluderà con una ricca merenda, verrà raccontata un’opportunità speciale.
Non a caso il Borgo Rubens si definisce come “luogo di fioritura” dove sentirsi a casa e ritrovare se stessi, rilassandosi e riabilitandosi alla felicità. Uno spazio di incontro dove trasformare i bisogni in potenzialità attraverso relazioni di qualità in un ambiente di grande bellezza.
In questo contesto l’evento della pulitura del bosco vuole essere un momento di conoscenza reciproca e al tempo stesso di sensibilizzazione per avvicinare adolescenti e giovani adulti ed introdurli al mondo del volontariato, facendoli immergere in uno spazio ideale per l’aggregazione giovanile in cui essere utili e svolgere un servizio per gli altri.
Per questo successivamente all’iniziativa, verrà illustrata per i partecipanti che saranno interessati, la possibilità di iscriversi gratuitamente alla formazione per poter partecipare al nuovo progetto sociale dell’Associazione Rubens ovvero il Bistrot del Borgo che inaugurerà il 26 marzo. La formazione si svolgerà dal 9 febbraio e per 5 settimane per due pomeriggi a settimana.
Il Borgo Rubens si trova in corso Casale 438/16 a Torino ed è raggiungibile anche con i mezzi pubblici (linee 15, 61 e 68), tutte le informazioni sono disponibili sul sito www.associazionerubens.it mentre per partecipare all’evento del 22 gennaio, assolutamente gratuito, è necessario prenotare telefonando al 340.4651152 o scrivendo a borgorubens.info@gmail.com.
Si raccomanda di trovarsi al Borgo 15 minuti prima dell’orario ufficiale di inizio, verranno distribuiti un paio di guanti da lavoro e un sacco per raccogliere i rifiuti.
Già nel titolo, la rassegna esprime appieno la personalità e lo spirito del grande “Immaginifico” o “poeta – soldato” o “poeta – vate” (allo stesso modo di Giosué Carducci) cui la mostra si ispira. Ospitata in “Palazzo Giusiana” (ex sede del Tribunale) ad Ivrea, da sabato 21 gennaio a domenica 12 marzo, “Vate, Vanitas, Vittoria” è stata ideata per inaugurare la seconda parte dell’anno da “Capitale italiana del libro 2022” di Ivrea – terza capitale dopo Vibo Valentia nel 2021 e Chiari (Brescia) nel 2020 – e per ricordare il centenario della donazione, il 22 dicembre 1923, da parte di Gabriele D’Annunzio (Pescara, 1863 – Gardone Riviera, 1938), della sua casa-museo (“città nella città”, eretta, a memoria delle imprese dei soldati italiani durante la Prima Guerra Mondiale, sulle rive del Lago di Garda con l’aiuto dell’architetto Gian Carlo Maroni) allo Stato Italiano. Curata da Costanza Casali, assessore alla Cultura della Città di Ivrea, la mostra presenta opere di Nicola Bolla e Andrea Chisesi e sarà introdotta, sempre sabato 21 gennaio, alle ore 17, al “Teatro Giacosa” (piazza Teatro, 1), da una lectio magistralis di Giordano Bruno Guerri, storico e presidente dal 2008 della Fondazione “Il Vittoriale degli Italiani”, affiancato da Angelo Piero Cappello, studioso del “Vate” abruzzese e direttore del “Cepell – Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura”.
Artista di fama internazionale, anche il secondo ospite di “Palazzo Giusiana”, Nicola Bolla, nativo di Saluzzo (Cuneo), ma residente a Torino, dove alterna l’attività creativa al lavoro di medico-oculista. Bolla è, per tutti, l’ “artista degli Swarovski”, il particolare pregiatissimo cristallo ideato nel 1862 dal tagliatore boemo Daniel Swarovski, attraverso il quale l’artista saluzzese raggiunge la notorietà negli ultimi anni grazie ad una serie di “installazioni iconiche” – “Vanitas” – fondate su opere scultoree che, attraverso l’utilizzo esclusivo di un materiale riflettente (come, appunto, il cristallo Swarovski) “rileggono la storia della scultura invertendo i fattori costitutivi della stessa, da sempre fondata su materiali pesanti, duri, poco propensi alla riflessione della luce”. Ottima la scelta dei due artisti e delle loro creazioni ispirate alla figura del Grande “Immaginifico”, interpretata in maniera non didascalica, traendo ispirazione da tre termini a lui fortemente legati e ben ricordati nel titolo della mostra a tre “V”: “Le opere di Andrea Chisesi e Nicola Bolla – sottolinea in proposito, Costanza Casali – si discostano dalle tecniche tradizionali, e offrono un punto di vista diverso su D’Annunzio: se Chisesi utilizza la ‘fusione’ intervenendo con la fotografia dopo aver dipinto la tela, Bolla utilizza materiali inusuali per la scultura come cristalli e carte da gioco, che esprimono pienamente l’effimero. Le opere di Chisesi dedicate al ‘Vate’ rivelano fotogrammi di vita di D’Annunzio. Le ‘Vanitas’ di Bolla sono un ‘memento mori’ e la ‘Vittoria’ è rappresentata dalla ‘Nike di Samotracia’ reinterpretata da Chisesi e da ‘bandiere ammainate’ in cristallo create da Bolla, che sono il simbolo di una vittoria effimera che rappresenta soltanto un momento e un passaggio che domani potrebbe tramutarsi in disfatta”.

