ilTorinese

I 59 anni del Sermig

IL MESSAGGIO DEL FONDATORE ERNESTO OLIVERO

Cari amici,
oggi il Sermig compie 59 anni. Ringraziamo il Signore per averci permesso di sognare con lui un pezzo del suo Regno e di aiutare davvero milioni di persone.

Ognuno con il proprio amore ha dato un senso e vita a tantissime persone. Possiamo dire solo “Grazie!”.

Da tempo, abbiamo legato il nostro compleanno alla Giornata del Perdono, il dono più grande insieme alla riconoscenza.

Perdono per i nostri errori, perdono per interrompere l’odio e permettere all’amore di tornare di nuovo in circolo.

Questa è speranza!

Ernesto e tutta la Fraternità

Cicloescursionismo nelle Terre Alte

Tra le proposte presentate, anche Bike Val Susa

 

Si è tenuto un utile e interessante tavolo di confronto tra gli operatori sulle strategie per la gestione sostenibile del cicloescursionismo, presso il Museo della Montagna di Torino.

Erano presenti, in rappresentanza dell’Unione Montana, anche l’assessore al Turismo Giorgio Montabone e quello ai prodotti locali, Luca Giai.

È stato un momento importante di confronto per far emergere punti di forza e criticità, definire gli obiettivi di sostenibilità a fronte di un’intensa frequentazione della montagna e delle Colline della Città Metropolitana di Torino, oltre che definire un’agenda di temi e progetti per il futuro.

La rete di sentieri e mulattiere è nata in equilibrio con l’ambiente in un’epoca in cui la mountain bike non esisteva ancora.

Tar le proposte e idee illustrate dai diversi rappresentanti del territorio, un particolare riguardo ha avuto “Bike val Susa” dell’Unione Montana, un piano di valorizzazione del territorio montano valsusino attraverso le due ruote.

 

Mara Martellotta

A Borgaro la nuova via Lanzo

A Borgaro è stata inaugurata la nuova via Lanzo finanziata dal bando Top Metro della Città metropolitana di Torino .

Un progetto di riqualificazione che ha restituito alla cittadinanza un ampio  spazio urbano.

Merlo: Popolari nel Pd, irrilevanti e quindi inutili

 

Adesso servono coerenza e presenza significativa.

“E’ inutile girarci attorno e la riflessione va detta con chiarezza, seppur nel rigoroso rispetto del
pluralismo politico dei cattolici italiani. Ovvero, i cattolici popolari che restano in un partito come il
Pd, dove il commento più ricorrente degli autorevoli esponenti del nuovo corso quando c’è
qualche abbandono è quello che ‘per uno che se ne va oltre 100 ne arrivano’, resta un esercizio
ormai del tutto inutile se non addirittura grottesco.
E questo perchè con il progressivo ritorno della politica, e quindi dei partiti e delle relative culture
politiche dopo la stagione del populismo grillino, la tradizione del cattolicesimo popolare e sociale
non può continuare a vivacchiare in un partito che ha assunto, dopo l’elezione alla segreteria di
Elly Schlein, una chiara e netta identità politica radicale, libertaria e massimalista. Forse è giunto il
momento affinchè i cattolici popolari, oltre ad essere coerenti con la propria storia, ritornino anche
ad essere protagonisti nei partiti. Ma non in quelli che si compiacciono quando esponenti storici,
o addirittura ‘fondatori’, se ne vanno perchè in quel partito sono ridotti ad una presenza del tutto
testimoniale. Appunto, come diceva recentemente Beppe Fioroni, ‘gentilmente ospitati’ in quanto
irrilevanti se non addirittura mal tollerati”.

Giorgio Merlo, Dirigente nazionale Popolari.

Ruffino (Azione): L’Italia dei sindaci insegna al governo

L’Italia dei sindaci, dei corpi intermedi, delle associazioni, rimane la più grande risorsa della democrazia. Il governo spende parole, alcune insultanti come quelle sull’etnia, ma l’Italia positiva e concreta opera e agisce, Bravo il sindaco Nardella, che ha subito trasmesso alla ministra Bernini una mappatura degli edifici pubblici dismessi da rendere disponibili. Ottima la disponibilità di Confagricoltura di Milano, Lodi e Brianza pronta ad accogliere studenti universitari con affitti “a prezzo calmierato” o addirittura ospitarli in cambio di prestazioni di lavoro.

     A un governo che si affanna sul presidenzialismo e su altre riforme che mai vedranno la luce, c’è un’Italia della concretezza che cerca risposte rapide e pratiche al problema del caro affitti. Voglio credere che altri sindaci, penso al nostro di Torino, si attiveranno sulla scorta di quanto fatto da Nardella a Firenze. E altre associazioni vorranno imitare Confagricoltura per dare subito un aiuto concreto ai giovani che studiano. Perché non soltanto sono costretti a emigrare una volta laureati, adesso rischiano anche di non poter più studiare per mancanza di alloggi. La presidente Meloni si occupi di trovare risposte ai problemi dell’oggi anziché vendere illusioni sul presidenzialismo che mai vedrà la luce come lei ben sa

Casa d’Aste Sant’Agostino, compleanni da leggenda: Porsche 911 e Rolex Daytona

Martedì 16 maggio prossimo, alle 18, presso la Casa d’Aste Sant’Agostino, in corso Tassoni 56, a Torino, si terrà l’incontro “Compleanni da leggenda. Sessanta anni di Porsche 911 e Rolex Daytona”.

L’incontro ha come obiettivo quello di rendere omaggio al sessantesimo anniversario di due icone, rispettivamente del mondo dell’automobilismo, come la Porsche 911, e di quello dell’orologeria, come il Rolex Cosmograph Daytona.

Il responsabile del dipartimento di automobili della casa d’aste farà un’introduzione sulla nascita dei due modelli, avvenuta lo stesso anno, il 1963. Metterà in luce il particolare legame presente tra il Rolex e il mondo delle corse automobilistiche e il circuito di Daytona.

Quindi ci parlerà dei sessant’anni di evoluzione del modello Porsche 911, il modello più longevo della storia dell’automobilismo. Si soffermerà sui diversi progetti che si sono succeduti nel tempo, con attenzione alle versioni più sportive e alle soluzioni tecnico innovative portate sul mercato.

Il collezionista Piero Monticone, ex pilota e dealer, parlerà della sua esperienza con la 911.

L’incontro sarà l’occasione per interrogarsi sul futuro della PORSCHE 911, per quanto riguarda la guida autonoma, la propulsione elettrica e l’impiego del modello in pista.

Christian Figazza, esperto di orologi, esporrà l’evoluzione del celebre Rolex Daytona, passando in rassegna le undici referenze realizzate dal 1963 ad oggi e il passaggio dal calibro manuale a quello automatico. Si tratta di una pietra miliare nella storia del collezionismo degli orologi.

Infine interverrà il genio creativo Marco Mavilla che con il suo Ingenieux ha fuso in un modello due esempi eccezionali dell’orologeria, il Patek Nautilus e l’Audamars Piquet Royal Oak.

L’incontro vuole concentrarsi sui nuovi trend del collezionismo per individuare i modelli più redditizi sul mercato internazionale.

La partecipazione è gratuita e subordinata all’iscrizione.

MARA MARTELLOTTA

“Parla con me” ha partecipato alla Fiera Macfrut e a Tuttofood

 Il format dedicato al settore agroalimentare, innovazione, tecnologia e territorio

 

Parla con me, il format dedicato al settore agroalimentare, all’innovazione, alla tecnologia e al territorio, condotto e ideato da Simona Riccio, Social Media Marketing Manager e Digital Strategist nel campo del settore agroalimentare, ha partecipato attivamente alla Fiera Macfrut, dedicata completamente al settore dell’ortofrutta, tenutasi a Rimini dal 3 al 5 maggio scorsi.

Durante la fiera Simona Riccio ha avuto l’opportunità di incontrare numerose figure di spicco del settore e di condividere con loro prospettive attuali e future nel campo del mercato dell’ortofrutta.

“È stato emozionante – spiega Simona Riccio – partecipare in prima linea all’inaugurazione con taglio del nastro in presenza di Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna, Cristiano Fini, presidente nazionale di Cia, e il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, nell’ambito di un evento condotto da Simona Ventura.

Un momento di grande rilievo è stato dedicato alla presentazione del libro “50 sfumature in cucina. Un lavoro a quattro mani”, scritto da Nuccia Alboni e Claudio Menconi, opera che offre uno sguardo approfondito sulle ricchezze culinarie e sull’arte del cucinare.

La presentazione del libro ha suscitato grande interesse tra gli ospiti e ha contribuito ad alimentare discussioni sulle tematiche enogastronomiche.

Simona Riccio è stata poi invitata a partecipare come relatrice all’evento dal titolo “I valori che contano italianità, territorialità e stagionalità” organizzato da Sipo Italia. Sono stati esplorati i valori fondamentali che caratterizzano il settore ortofrutticolo italiano, evidenziando l’importanza della territorialità, della stagionalità nella produzione e nel consumo dei prodotti ortofrutticoli di qualità. Simona Riccio ha fatto emergere l’importanza della comunicazione e della collaborazione tra i diversi anelli della filiera.

Durante la partecipazione a Macfrut 2023 Simona Riccio ha avuto il piacere anche di scoprire nuovi prodotti che rappresentano eccellenze italiane, come quelli provenienti dalla regione Calabria, partner della fiera.

La conoscenza di questi prodotti di alta qualità ha suscitato grande entusiasmo, contribuendo a promuovere l’importanza della valorizzazione delle eccellenze regionali nel settore agricolo.

Un aspetto significativo che ha interessato Simona Riccio in questa esperienza è stato il ritrovarsi con numerose socie dell’Associazione Donna Ortofrutta, augurando alla Presidente Carola Gullino un ottimo lavoro.

 

“Parla con me” ha partecipato alla kermesse Tuttofood, tenutasi a Milano Rho Fiera dal’8 all’11 maggio 

 

“Parla con me “, ha partecipato  inoltre attivamente alla kermesse Tuttofood, tenutasi a Milano Rho Fiera dall’8 all’11 maggio scorsi.

Durante la Fiera Simona Riccio ha partecipato all’inaugurazione in presenza di ospiti, tra i quali Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia, Alessia Cappello, assessora allo sviluppo Economico e Politiche del Lavoro del Comune di Milano, Giampiero Maioli, Ceo di Credit Italia, Matteo Zoppas, presidente della Agenzia ICE, Maurizio Martina, vicedirettore generale del FAO Pacific e Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle foreste.

Durate la partecipazione a Tuttofood 2023, Simona Riccio ha avuto il piacere di incontrare molti professionisti del settore, conoscendo numerose aziende che rappresentano le eccellenze italiane.

Queste aziende hanno dimostrato l’importanza della comunicazione per il successo nel settore agroalimentare. Altrettanto determinante è, secondo Simona Riccio, continuare a collaborare con aziende capaci di comprendere l’importanza di raccontare le proprie storie, valorizzando le eccellenze italiane.

Presente alla Fiera anche l’onorevole Maria Chiara Gadda, prima firmataria della legge 166/16 antispreco e vicepresidente della Commissione Agricoltura della Camera, testimonial della trasmissione “Parlami di spreco” by Parla con me

 

MARA MARTELLOTTA

“Dialoghi sulla Memoria” all’interno del Salone Internazionale del Libro

 

Cinque incontri organizzati dal “Comitato Resistenza e Cosituzione” e dall’“Anpi”,

Da giovedì 18 a lunedì 22 maggio

Tatiana Bucci aveva solo 6 anni. La sorella Andra, 4. Originarie di Fiume, nel 1943 vissero sulla propria pelle il dramma della deportazione ad Auschwitz. Scambiate per gemelle, vennero tenute in vita per fungere da cavie per gli esperimenti medici condotti dal dottor Josef Mengele e vennero per questo risparmiate. Il 27 gennaio 1945, quando i sovietici arrivarono ad Auschwitz, erano in vita solo 650 bambini di varie nazionalità. Dei 776 bambini italiani di età inferiore ai 14 anni deportati nel campo di Auschwitz, ne sopravvivranno solo 25. Tra questi Tatiana e Andra. Oggi le sorelle Bucci sono fra i più importanti testimoni dello sterminio nazista e la loro storia l’hanno raccontata nel libro “Noi, bambine ad Auschwitz”, da cui è stata tratta la versione per ragazzi “Il baule dei segreti” e il film di animazione “La stella di Andra e Tati”.

Il 18 aprile scorso sono state anche fra gli accompagnatori del Presidente Mattarellanella sua visita ad Auschwitz. E anche di questo, insieme al dramma della “Shoa” e delle disumane brutture perpetrate dai nazisti in quei “luoghi dell’orrore” che furono i lager, Tatianaparlerà il prossimo giovedì 18 maggio, alle 14, in “Sala Oro”, nella giornata  di apertura della XXXV edizione (18 – 22 maggio; tema “Attraverso lo Specchio”) del “Salone Internazionale del Libro” di Torino. A dialogare con lei e a raccoglierne la testimonianza, in un incontro dal titolo “Testimoni allo Specchio”, sarà PIF (al secolo, Pierfrancesco Diliberto), volto noto e amato dal grande pubblico, regista, attore, conduttore televisivo e radiofonico, nonché scrittore, presente al “Salone” con il suo ultimo romanzo “La disperata ricerca d’amore di un povero idiota”. L’incontro (condotto dall’attrice e scrittrice Sara D’Amario) è il primo, per un totale di cinque tutti incentrati sul tema della “Memoria”, organizzati e promossi negli spazi del “Lingotto” – ampliati per la prima volta allo Spazio “Pista 500” – dal “Comitato Resistenza e Costituzione della Regione Piemonte” e dall’“ANPI”. Spiegano, in proposito, Daniele Valle, vice presidente del “Consiglio Regionale”, e Nino Boeti, presidente dell’ “ANPI” torinese: “Siamo convinti che oggi per ‘fare Memoria’ non siano sufficienti le cerimonie di commemorazione in occasione delle date fondamentali del nostro calendario civile. Crediamo che si debba parlare di Resistenza e Costituzione anche adoperando modalità, formule e linguaggi in grado di arrivare alle nuove generazioni, che sono le più esposte ai tentativi di riscrittura e falsificazione della Storia, ai negazionismi vari, al ritorno di simboli e di parole neofasciste e antisemite”. In linea con queste parole anche gli altri quattro incontri. Sempre giovedì 18 maggio, alle 17,30, presso l’“Arena Piemonte” (Padiglione 2), Andrea Ripetta(curatore del volume “Le Pietre di inciampo. Gunter Demnig, Accademico d’onore”) e Michele Cella (“ANPI Novara”) si confronteranno, sul tema “Alla fine vince sempre l’oblio? Le ‘pietre d’inciampo’ e la forza delle microstorie”, con Anna Foa e Adachiara Zevi. Figlia di Vittorio e Lisa Giua, la prima ha di recente pubblicato, con Lucetta Scaraffia, il libro “Anime nere. Due donne e due destini nella Roma nazista”; la seconda – curatrice dal 2002 della “Biennale Internazionale Arte in Memoria” nei resti della Sinagoga di Ostia Antica e, dal 2010, del progetto “Memorie d’inciampo” – è autrice del volume “Monumenti per difetto. Dalle Fosse Ardeatine alle Pietre d’inciampo”.


“Valori che non mutano col scender della sera”
in ricordo di Adriano Bianchi (partigiano, politico, capogruppo della DC in Consiglio regionale, che nel 1978 non esitò a salire sul palco di piazza San Carlo per esprimere lo sdegno di una comunità intera, nel giorno del rapimento di Aldo Moro) sarà invece il tema su cui, venerdì 19 maggio, alle 15, in “Sala Argento”, si confronteranno lo storico Gianni Oliva e il costituzionalista ed ex Ministro della Salute Renato Balduzzi. A seguire, alle 17, sempre in “Sala Argento”, sarà poi lo storico Alessandro Barbero a confrontarsi – sul tema “Raccontare i luoghi della Memoria” – con il presidente della rete nazionale dei “Paesaggi della Memoria” Daniele Borioli, Tatiana Bucci e il presidente nazionale dell’“ANPI” Gianfranco Pagliarulo, autore del recente volume “Antifascismo adesso. Perché non è ancora finita”.

Infine, lunedì 22 maggio, alle 10,30, presso lo “Spazio Città di Torino”, Padiglione 1, è in programma l’incontro, organizzato in collaborazione con la “Città Metropolitana” di Torino, dal titolo: “Gli Istituti Storici Piemontesi e le giovani generazioni: quale dialogo?”

Gianni Milani

Nelle foto:

–       Tatiana e Andra Bucci, con il cugino Sergio De Simone, anch’egli deportato ad Auschwitz

–       “Testimoni allo specchio” – PIF e Tatiana Bucci

–       Anna Foa

 

Amiens e Jules Verne, il padre dei racconti di fantascienza

Ci ha fatto sognare a occhi aperti, viaggiare con la fantasia, accompagnandoci con le sue storie in fondo al mare, a bordo del Nautilus, in giro per il mondo per ottanta giorni o nel cosmo con un razzo verso la luna.

Jules Verne è stato un grande della letteratura negli anni della giovinezza e sostare davanti alla sua tomba nel cimitero di Amiens provoca una profonda emozione. Tra i cinque autori più tradotti al mondo, lo scrittore che di fatto inventò la letteratura di fantascienza con i suoi romanzi  era nato l’ 8 febbraio 1828 a Nantes, città portuale francese, e  morì di diabete all’età di 77 anni  il 24 marzo 1905 ad Amiens, in quello che un tempo era il capoluogo della Piccardia ed oggi del dipartimento della Somme. Il cimitero in cui riposano le sue spoglie mortali è quello della Madeleine, a nord-ovest della città, all’estremità occidentale de quartiere di Saint-Maurice.  Nel parco alberato di diciotto ettari colpisce la scultura realizzata da Albert Roze, intitolata Vers l’Immortalité et l’Eternelle Jeunesse (Verso l’Immortalità e l’Eterna Giovinezza) collocata due anni dopo la morte dello scrittore sulla sua lapide.

La statua, utilizzando la reale maschera di morte di Verne, ne rappresenta la figura che rompe la propria lapide emergendo dalla tomba con il braccio teso verso il cielo, simboleggiandone la resurrezione. Abbandonata prestissimo la carriera giuridica, dopo aver portato a termine gli studi di giurisprudenza, Verne frequentò a Parigi gli ambienti letterari, scrivendo testi per il teatro e svolgendo attività impiegatizie. Dal 1963, compiuti trentacinque anni, iniziò la carriera di scrittore che continuò fino alla morte e ancora dopo, con la pubblicazione postuma di molti suoi lavori: sessantadue romanzi e diciassette racconti. Il suo successo si dovette in gran parte all’editore Pierre-Jules Hetzel (nato a Chartres nel 1814 e morto a Montecarlo nel 1886, sepolto nel cimitero parigino di Montparnasse) il quale, dopo aver pubblicato proprio nel 1863 il primo volume di racconti Cinque settimane in pallone, propose a Verne un contratto ventennale  con l’impegno di pubblicarne tre all’anno, consentendo all’autore di abbandonare l’impiego di agente di cambio e dedicarsi completamente alle sue opere. Nel 1870, per meriti letterari, gli viene conferita la Lègion d’Honneur e viene nominato per due volte presidente dell’Académie des Sciences, des Lettres et des Arts.

Collaborò inoltre con la Societé de Géographie, alla redazione della Géographie Illustrée de la France. Il suo primo romanzo fu il Viaggio al centro della Terra (1864), dove accompagnò i protagonisti, attraverso il cratere di un vulcano spento, fino alle viscere del pianeta in cui viviamo. L’anno successivo, con Dalla Terra alla Luna, immaginò la conquista dello spazio con dei primi astronauti in orbita attorno al pallido astro lunare a bordo di un proiettile sparato da un enorme cannone. Una storia che trovò seguito cinque anni più tardi ( nel 1870) con la pubblicazione del romanzo Intorno alla Luna  dove si scoprirà che l’equipaggio, dopo aver osservato il nostro pianeta  dal cosmo, rientrerà nell’orbita terrestre grazie ai razzi di bordo terminando la sua corsa tra le onde dell’Oceano Pacifico, esattamente come accadde cent’anni dopo, nel luglio del 1969, con la missione spaziale statunitense dell’ Apollo 11 che portò i primi uomini sulla Luna, gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin. Poco prima Verne aveva pubblicato l’avventura marinara de I figli del capitano Grant mentre è datato 1870 quello che per molti è stato il suo capolavoro, uno dei capisaldi della letteratura d’avventura: Ventimila leghe sotto i mari.

Un viaggio incredibile nel profondo degli abissi oceanici a bordo  del Nautilus, il sottomarino costruito e comandato dal capitano Nemo. La lunga serie dei suoi viaggi straordinari conta decine di titoli ma è utile ricordare anche la sfida de Il giro del mondo in ottanta giorni ( datato 1873), con  Phileas Fogg e il fedele domestico Passepartout, un viaggio verso est, in cui – tra continui colpi di scena impegnati nell’impresa di compiere il giro del globo avvalendosi di ogni possibile mezzo di trasporto, tra mille problemi, ostacoli e disavventure. Spulciando tra cronache e ricordi è interessante e curioso che, quando scrisse Parigi nel XX secolo ( era il 1863, ai tempi degli esordi) il testo venne rifiutato da Hetzel e si dovettero attendere 131 anni per vederlo pubblicato, nel 1994. Un pronipote dello scrittore aveva fatto aprire una vecchia cassaforte di cui si erano perdute le chiavi scoprendo il manoscritto dell’opera, che l’editore Hachette pubblicò, a dire il vero, con scarsa convinzione. In pochi giorni ne vennero vendute duecento mila copie, costringendo la prima casa editrice di Francia a ricredersi, prendendo atto dell’immutato fascino dei romanzi di Jules Verne. Nel centro di Amiens, al numero due di Rue Charles Dubois c’è la casa in cui Jules Verne visse per diciotto anni e che oggi, trasformata in museo, accoglie i visitatori svelando davanti ai loro occhi il fantastico mondo dello scrittore. Attraverso numerosi oggetti e documenti, si racconta la vita e le opere dello scrittore.

Costruita in mattoni rossi dal notaio Jean-Baptiste Gustave Riquier nel 1854 e conosciuta come la “casa della Torre”, fu la dimora di Jules Verne dal 1882 al 1900. Restaurata nel 2006 fa parte del circuito  delle case degli scrittori francesi aperte al pubblico. Dal piano terra alla soffitta, su quattro piani, attraverso arredi, libri e oggetti che hanno rappresentato alcune delle fonti d’ispirazione e i ricordi di Jules Verne, si respira l’atmosfera del tempo. Di grande interesse le carte geografiche, le mappe dei viaggi, alcuni dei giocattoli  e dei modellini realizzati dallo stesso Verne. Un’occasione straordinaria per fare un viaggio nel tempo, rinverdire ricordi delle letture giovanili e delle emozioni evocate dalle sue opere che facevano sognare avventure e sconfinamenti nel futuro. Forse risiede proprio in questa capacità di emozionare l’intramontabile fascino dei racconti e delle storie che il padre della fantascienza moderna ha saputo narrare a intere generazioni.

 Marco Travaglini