Ciriè – 3° Festival della birra artigianale piemontese
Continua l’emozionante viaggio dei Mastri birrai on the Road che il prossimo fine settimana, 18-19-20-21 Maggio, saranno a dar lustro ad un comune importantissimo della città metropolitana di Torino: stiamo parlando di Ciriè, bandiera dell’Alto Canavese e perla di ingresso delle Valli di Lanzo.
La carovana dei Sapori lascia il segno al suo passaggio, entrando nel cuore di migliaia di amanti dell’enogastronomia di livello. Un pubblico maturo e meravigliosamente ricettivo a questo tipo di manifestazione, in cui il gradimento per la ‘Street Culture’ portata nelle piazze, sta crescendo sempre più ad ogni appuntamento.
I fooders, i birrifici e microbirrifici artigianali, così come le località selezionate, sono scelte accuratamente dall’organizzazione, che punta a garantire solo il meglio alla propria community. E i followers Sapori dal Mondo ringraziano; d‘altro canto avere una ‘fan base’ di golosi in movimento, pronti a tutto per soddisfare a dovere il palato, è l’ingrediente principale di un evento di successo come questo.
Info utili
• Dove: Corso Martiri della Libertà, Ciriè (TO)
• Quando: 18-19-20-21 Maggio 2023
• Ingresso gratuito
• Evento Facebook: https://fb.me/e/2ClsQ2cpW
• email: saporidalmondo019@gmail.com

seconda delle scene) in cui una grossa mano mi diedero alcune colleghe e colleghi, come la Maria Luisa Martina (“Musica”) e il Giampiero Mazzarella, per gli amici Gianmazza, (“Educazione Fisica”), grandi compagni e supporter importanti negli anni della “Pascoli”. Ricordo le serate tendenti alle notti passate nella casa-mansarda, magicamente incollata sui tetti della piazza Benefica, del Gianmazza a registrare le musiche e le canzoni che avrebbero fatto da “colonna sonora” ai vari spettacoli. Notti sudate (si era sempre a fine maggio-primi di giugno), notti di note esaltanti, spesso sul filo di un amarcord del tutto personale e di un lavoro fatto di cuore e di anima, fra grappini abbondanti e mici (i due magnifici del Mazza, madre e figlio) che ti ballonzolavano e saltavano intorno sornioni e indagatori, fino a che si arrivava alla definitiva incisione dei nastri-cassette (altri tempi!) che avrebbero poi accompagnato lo spettacolo, non senza riferimenti precisi alle storie portate in scena. Serate indimenticabili. Esperienze forti. Trasmesse quasi sempre ai ragazzi. E conficcate come frecce d’amore nei loro cuori. Me lo ricordava il “nostro” Giacomo dell’Araldo. Credo che oggi sia pratica abbastanza costante programmare nelle scuole (anche per mantenerle in piedi e vive) laboratori teatrali. Si continui. I ragazzi, soprattutto gli adolescenti, sono “naturalmente” attori e sul palcoscenico si scopre che proprio i più timidi, con quella vocina che dietro il banco o alla cattedra si sente appena appena, diventano giganti della recitazione e ti fanno rabbrividire, fuori e dentro, regalandoti sensazioni che ti restano appiccicate per la vita. Quella mattina, finito lo spettacolo all’Araldo, Giacomo mi aspettò all’uscita. Mi abbracciò, mi parve di sentirgli un po’ di magone che andava su e giù in gola. Grazie, mi disse ancora. Ma grazie a te, caro Giacomo… e grazie a te Carletto e grazie a te Simone e grazie a te Vittorio… e grazie e grazie e grazie. Ritornammo a scuola. Io e i miei “primini”. Ancora presi dallo spettacolo appena visto, negli occhi le luci e le ombre, i “gesti” le movenze e gli sguardi degli attori; nelle orecchie i suoni delle voci, i canti le musiche i rumori di scena. Il calpestio dei piedi sulle assi del palcoscenico. Ci sedemmo. In aula, dov’era tradizionale prassi commentare e “recensire” quanto visto. Aspettavo le prime reazioni. Un vocione si fece strada dall’ultimo banco. Alessandro – amabile “mastino” che superava tutti in altezza di varie spanne e quasi nessuno nello studio – urlò quasi professò domani si prova? Grande Alessandro! La tua domanda-desiderio suonò meglio di ogni commento.