I giovani “Under 30” della Provincia di Torino del Partito “Azione”, fondato da Carlo Calenda, determinati a conservare e a diffondere la memoria dei fratelli Carlo e Nello Rosselli con i valori di libertà e democrazia che essi hanno rappresentato, promuovono la commemorazione storica dell’omicidio dei fratelli Rosselli, che si terrà questo venerdì 9 giugno 2023 alle 18 a Torino, in Viale dei Partigiani, vicino al monumento al Carabiniere.
Un elemento significativo dell’evento consisterà nel collegamento online tra diverse città, in
particolare Torino, Bologna e varie città dell’Umbria. Questa scelta mira a coinvolgere un pubblico
più ampio e a creare un legame tra diverse comunità che condividono l’obiettivo di ricordare il
passato per costruire un futuro migliore.

La scelta di Torino e del sito di Viale Partigiani, ha un valore simbolico che richiama il coraggio e la
lotta dei partigiani durante la Resistenza, che ripresero, per la denominazione delle loro brigate, il
titolo della Rivista Giustizia e Libertà, pubblicata dagli esuli Italiani antifascisti in Francia e diretta
da Carlo Rosselli.
Alle ore 18, i partecipanti si riuniranno in questo luogo per rendere omaggio ai fratelli Rosselli e a
tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita per la causa della libertà.
L’omicidio dei fratelli Rosselli, avvenuto il 9 giugno 1937 a Bagnoles-de-l’Orne, rappresenta uno dei
momenti più tristi della lotta antifascista italiana. Carlo e Nello Rosselli erano due intellettuali e
attivisti politici che hanno combattuto strenuamente il fascismo e il nazismo. La loro morte è un
simbolo della ferocia del regime fascista e della sua volontà di reprimere qualsiasi voce di dissenso.
Alla città di Torino lega Carlo Rosselli la figura di Pietro Gobetti. Sulla rivista da lui pubblicata LA
RIVOLUZIONE LIBERALE, pubblicò alcuni articoli il giovane Carlo Rosselli. Gobetti come i fratelli
Rosselli, sostenne la lotta contro l’implacabile negazione delle libertà fondamentali da parte del
Fascismo. Gobetti, come e prima dei Rosselli, fu vittima di violenze fasciste, e nonostante la sua
breve vita, spezzata brutalmente dalle conseguenze sul suo fisico delle violenze delle squadre
fasciste quando aveva solo 25 anni, ha lasciato un’eredità duratura come intellettuale e attivista
che ha combattuto con coraggio per la libertà e la democrazia in un periodo buio della storia
italiana. La sua figura di giovane eroico difensore della Libertà è diventata un simbolo di resistenza
e impegno civile, ispirando le generazioni successive a lottare per la giustizia e i diritti umani.
L’evento di venerdì 9 giugno a Torino prevederà anche momenti di lettura pubblica di una selezione
antologica di brani sull’esilio di Filippo Turati, il leader storico del socialismo italiano perseguitato
dal Fascismo, la cui fuga dall’Italia su un motoscafo per la Francia, passando dalla Corsica, fu
organizzata da Carlo Rosselli, Sandro Pertini e Ferruccio Parri, futuro leader del Partito d’Azione e
Presidente del Consiglio italiano.
Questo momento contribuirà a ricordare la figura di Turati, uno dei fondatori del Partito Socialista
Italiano e una delle voci più importanti dell’opposizione al regime fascista. L’esilio di Turati in età
avanzata rappresenta uno dei capitoli più bui della sua vita, ma anche un esempio per tutti gli
Italiani di coraggio e determinazione nel difendere i valori democratici e la giustizia sociale.
Nel corso dell’iniziativa di Torino, sarà inoltre presentata una breve narrazione storica sul Partito
d’Azione. Dal movimento di Giustizia e Libertà il PDA, che si rifà all’omonimo partito fondato nel
1853 da Giuseppe Mazzini, trarrà le sue radici: la sua fondazione risale al giugno del
1942 nell’abitazione romana di Federico Comandini alla presenza di Guido Calogero, di Ugo
La Malfa, Mario Vinciguerra, Edoardo Volterra, Franco Mercurelli, Vittorio Albasini Scrosati, Alberto
Damiani e di due delegati per l’Italia meridionale e la Sicilia.

Ugo Malfa illustrò la sera del 4 giugno ai presenti un programma in sette punti che contenevano
indicazioni di massima per un futuro ordinamento riformatore:
costituzione di una repubblica parlamentare con classica divisione di poteri;
decentramento politico-amministrativo su scala regionale;
nazionalizzazione dei grandi complessi industriali;
riforma agraria (revisione dei patti colonici); libertà sindacale;
laicità dello Stato e separazione fra Stato e Chiesa; proposta di una federazione europea dei liberi Stati democratici.
Il Partito d’Azione svolse un ruolo fondamentale nella resistenza al regime fascista e nella lotta per
la libertà e la democrazia. Attraverso la narrazione di questa storia, si vuole rendere omaggio a
coloro che hanno dedicato la propria vita alla causa dell’antifascismo e ispirare le nuove
generazioni a difendere i valori di libertà e giustizia.
Attraverso questa iniziativa di commemorazione storica del 9 giugno, l’odierno partito Azione, che
a questi ideali e a queste radici culturali si ispira, vuole mantenere viva la memoria dei fratelli
Rosselli e di tutti coloro che hanno lottato per la libertà e la democrazia.
VICE SEGRETARIO PROVINCIALE DI AZIONE PER LA CITTÀ METROPOLITANA DI TORINO
FRANCESCO TESIO
SEGRETARIA PROVINCIALE DI AZIONE PER LA CITTÀ METROPOLITANA DI TORINO
CRISTINA PEDDIS
“Questo interesse – continua Simona Riccio – si è trasformato in una vera e propria passione quando chiesi al direttore generale del CAAT, Gianluca Cornelio Meglio di visitarlo. Ricordo di quella fredda giornata accanto al Presidente Marco Lazzarino tutti i colori, i profumi e il vociare allegro di una città in movimento.

Il “nodo” che lega l’“Archivio di Chieri” alla “Tessitura di Firenze” è frutto di una collaborazione che può esser vista “come un ‘viaggio’ fra due città a forte vocazione tessile ma anche fra due realtà che coniugano memoria storica e sviluppi contemporanei”. In quest’ottica, il Progetto ben si inserisce nel quadro tematico “Carnet de voyage” di “Archivissima”, dove “il viaggio è esplorazione … un andare – sottolineano ancora gli organizzatori – che non esisterebbe senza il racconto di ciò che è stato”. Così le trame immaginate in un disegno e tessute a telaio sono divenute “segni vivi, in cui risuonano emozioni, senza cui tutto resterebbe segno muto”.
Quando si varca il cancello della villa la vista è mozzafiato. Camminando nelle tranquille viuzze del borgo, all’esterno della dimora, non si penserebbe certo di vedere uno spettacolo simile. Nascosta dal muro di recinzione c’è una villa di campagna di metà Settecento che conserva intatto il suo antico fascino. Ma è il giardino che rapisce gli sguardi. Si resta ammirati dall’eleganza di quel piccolo parco più che dalla villa. Siamo a Casa Lajolo, residenza nobiliare nell’antico borgo di San Vito, sulla collina di Piossasco, alle pendici del Monte San Giorgio. Entriamo con i volontari di “Dimore storiche italiane”, l’associazione nazionale che, d’intesa con i proprietari, apre le porte al pubblico di palazzi, ville, castelli e tenute agricole, tutte proprietà private e abitate, consentendo di scoprirne la storia e le bellezze artistiche e di passeggiare in giardini incantati e parchi storici ammirando alberi secolari, piante poco conosciute e specie esotiche. Qui a Piossasco, insieme ai responsabili dell’associazione c’è il conte Lajolo, il proprietario, è lui che apre le porte di questa meraviglia, da aprile a ottobre. Davanti a noi un giardino all’italiana, tra ortensie, iris, agrumi, fiori perenni e annuali, poi un’alta siepe di tassi che custodisce un giardino all’inglese, poi ancora un orto-giardino in cui perdersi tra colori e profumi. Una dimora da visitare per trascorrere una giornata di relax. Appartenuta nel Settecento alla famiglia Ambrosio conti di Chialamberto, la proprietà fu ereditata dai cugini nella metà dell’Ottocento, i conti Lajolo di Cossano, antica famiglia astigiana, tuttora proprietaria della dimora. Oggi l’obiettivo della Fondazione Casa Lajolo è quello di conservare e valorizzare un patrimonio di notevole valore artistico e storico. Le visite si svolgono, su prenotazione, da aprile a fine ottobre, contattando l’Associazione “Dimore storiche italiane”. È possibile vedere il piano terreno della casa padronale, il giardino e l’orto
botanico, con visite guidate da giovani botanici che ci fanno conoscere, tra l’altro, la pianta del cappero e una pianta di canfora, ci presentano una piccola coltivazione di alberi da frutto, una ricca varietà di ulivi, un noce americano e una pawlonia. In villa si tengono concerti di musica contemporanea, mostre d’arte, laboratori per bambini e concorsi fotografici. Tra i prossimi appuntamenti, sabato 17 giugno, una giornata dedicata agli amanti di orti e giardini per imparare le basi del giardinaggio e della cura dell’orto. Dal 25 giugno fino all’8 ottobre sarà invece la volta di “Bellezza tra le righe, maneggiare con cura, incontri e letture per mettersi in salvo” con autori e libri nei giardini storici di alcune dimore del pinerolese, Casa Lajolo, Castello di Miradolo e Palazzo Bricherasio. Le visite guidate si svolgono ogni ultima domenica del mese e partono ogni 30′, dalle 10 alle 13 e dalle 14,30 alle 18. Si può prenotare la visita contattando il sito di Casa Lajolo o telefonando al 333-3270586. Filippo Re