|
|
|
|
Oltre Torino. Storie, miti, leggende del torinese dimenticato
***
Il fil rouge di questa serie di articoli su Torino vuole essere l’acqua. L’acqua in tutte le sue accezioni e con i suoi significati altri, l’acqua come elemento essenziale per la sopravvivenza delpianeta e di tutto l’ecosistema ma anche come simbolo di purificazione e come immagine magico-esoterica.
***
1. Torino e i suoi fiumi
2. La Fontana dei Dodici Mesi tra mito e storia
3. La Fontana Angelica tra bellezza e magia
4. La Fontana dell’Aiuola Balbo e il Risorgimento
5. La Fontana Nereide e l’antichità ritrovata
6. La Fontana del Monumento al Traforo del Frejus: angeli o diavoli?
7. La Fontana Luminosa di Italia ’61 in ricordo dell’Unità d’Italia
8. La Fontana del Parco della Tesoriera e il suo fantasma
9. La Fontana Igloo: Mario Merz interpreta l’acqua
10. Il Toret piccolo, verde simbolo di Torino
Il fil rouge di questa serie di articoli vuole essere l’acqua. L’acqua in tutte le sue accezioni e con i suoi significati altri, l’acqua come elemento essenziale per la sopravvivenza del pianeta e di tutto l’ecosistema ma anche come simbolo di purificazione e come immagine magico-esoterica.
Il 71% del Pianeta Terra è coperto d’acqua.

Il corpo umano è costituito di acqua per il 60%; alla nascita, il peso corporeo di un bambino è costituito d’acqua per l’80%.
Eppure, per capire quanto tale elemento sia essenziale è necessario fare riferimento ad altre cifre: gli studi dell’Unicef sottolineano che ogni giorno circa 700 bambini muoiono a causa di malattie causate dall’utilizzo di acqua non pulita; 2,1 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile e almeno 263 milioni di individui impiegano più di 30 minuti per raccogliere dell’acqua pulita. Secondo altre statistiche ONU sono ben 3900 i bambini che decedono ogni giorno per scarsità idrica.
Cifre, queste, terrificanti e obbrobriose, che dovrebbero comparire nelle nostre menti tutte le volte che per un po’ di calore, per stanchezza o anche solo per capriccio, ci fermiamo con tranquillità e noncuranza ad abbeverarci ad una fontana.
La definizione del termine “acqua” sul dizionario dice “trattasi di un composto chimico di due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, è inodore, incolore e insapore, costituente fondamentale degli organismi viventi, in natura si trova allo stato liquido, (fiumi laghi, mari), allo stato solido, (neve, ghiaccio), allo stato aeriforme, (vapore acqueo).”
Continuando a leggere ci si accorge di quanto sia presente tale parola nel linguaggio, sia che si tratti di argomenti scientifici, sia che ci si riferisca a modi di dire o frasi fatte; vi è poi anche il richiamo alle proprietà purificatrici attribuite all’acqua nelle diverse culture e religioni.
Si parla di “acqua corrente”, cioè disponibile grazie ad un dato sistema di condutture; “acqua minerale”, cioè contenente minerali, utili e necessari per il funzionamento dell’organismo; per i puntigliosi esiste l’ “acqua frizzante”, per alcuni sistemi chimici si utilizza l’ “acqua distillata”. Si differenzia l’ “acqua dolce” dall’“acqua salata”, diversa ancora da quel che si intende per “acqua morta”, cioè stagnante, ancora diversificabile a sua volta dalle “acque bianche” e dalle “acque nere”. Distaccandosi daisignificati più terreni, possiamo fare riferimento a quell’acqua utilizzata nelle funzioni religiose, per questo definita “santa”; se esiste poi una sorta di via di mezzo tra la terra e il cielo, per coloro i quali usano un approccio salutistico o olistico, nella lunga definizione del dizionario, sono presenti le tanto elogiate proprietà delle “acque termali”. In ultima analisi, per sottolineare quanto tale parola sia presente non solo nell’immenso ecosistema, ma anche nel complesso universo linguistico, proponiamo ad esempio alcuni modi di dire: “acqua in bocca”, “fare un buco nell’acqua”, ragazza “acqua e sapone” ecc.
La questione non si esaurisce solo in un lungo elenco di espressioni linguistiche e di statistiche geologiche, una “cosa” di tale arcana importanza e ancestrale essenzialità non può che essere portatrice di significati nascosti, interni ed esoterici. L’acqua è un simbolo ricco di significati, è presente, sotto tale accezione nella Bibbia e nel Nuovo Testamento, è, inoltre, uno dei quattro elementi principali, (acqua, aria, terra, fuoco), a cui tradizionalmente sono attribuite qualità di intuizione e adattabilità. L’acqua è associata alla sfera femminile e alla passività. In alchimia è l’elemento associato al numero 2, simboleggia le polarità in antitesi all’unità, (identificata con l’elemento fuoco). Quando l’acqua si trova allo stato liquido può insinuarsi ovunque e assumere svariate forme, portando al significato traslato di “unione tra spirito e materia”.
La religione cristiana associa l’acqua a Cristo, in quanto sorgente che disseta eternamente. L’acqua è anche purificatrice, utilizzata durante il battesimo, quando i bambini vengono bagnati con l’acqua santa. L’acqua, dunque, pulisce non solo a livello materiale ma anche spirituale, proprio per questo è elemento essenziale in quasi tutti i rituali di purificazione. Nella religione ebraica, l’acqua, viene associata a Dio, perché ritenuta come sua manifestazione all’inizio della creazione. L’elemento viene anche associato al concetto di “nascita” perché essa “dona la vita”, così come accade durante la gestazione, che vede il nascituro immerso per 9 mesi in un liquido. Sono molte le culture dell’antichità in cui l’acqua era considerata fonte di vita, principio cosmico femminile e Madre, proprio in quanto generatrice. Per gli antichi greci i mari, i fiumi, i laghi erano nati da Oceano, figlio di Urano e Gea; rimanendo sempre in ambito classico, si pensi poi al mito di Narciso, vicenda in cui l’acqua è lo specchio che permette di scoprire se stessi.
L’acqua ha anche un significato onirico: quando si sogna l’acqua, significa che l’inconscio richiama a sé significati di energia materna, legati all’ambito profondo e sentimentale, e può indicare stati emotivi diversi a seconda che l’acqua appaia limpida o torbida.
In alcune culture si parla di “prova dell’acqua”, momento importante per il cammino iniziatico, in cui si mette alla prova il candidato, chiamato a resistere ad una serie di difficoltà. La prova diventa metafora di una capacità di adattamento alle diverse condizioni di vita, che l’iniziato deve avere: o ci si adatta o si perisce.
Ma cosa centra il discorso dell’acqua con la nostra città? Ebbene, esso si collega al capoluogo piemontese più di quanto ci possa sembrare. Torino è posta alla confluenza di tre fiumi: il Po, la Dora Riparia e la Stura di Lanzo. Anche altre città sorgono vicino a dei corsi fluviali, ma il nostro è un caso particolare, infatti a Torino, città magica, città in cui si respira l’ascendenza egizia, si percepiscono le linee sincroniche, proprio i due fiumi, il Po e la Dora, assumono una particolare importanza. Analizzati in chiave esoterica, il primo rappresenta il Sole e la componente maschile, la seconda corrisponde alla Luna e alla parte femminile. Sui fiumi inoltre incidono correnti energetiche che, incrociandosi, generano un punto d’intersezione di peculiare forza. Chi si intende di esoterismo sottolinea che il castello del Valentino e il vicino Borgo Medievale simboleggiano forza e per questo si trovano in riva al Po. Il grande cimitero monumentale, invece, si situa sulle sponde del fiume più “notturno”, la Dora.
I due fiumi giustificherebbero dunque l’ambivalenza torinese: città solare e maschile, a cui fa da contraltare una città lunare, femminile, come una sorta di grande madre.
Non dimentichiamo, infine, che a specchiarsi sulle acque del Po c’è anche una chiesa assai particolare, la Gran Madre.
Tre sono i fiumi che bagnano Torino, ma due sono particolarmente cari alla cittadinanza, il Po e la Dora, i due corsi d’acqua diventano, infatti, protagonisti di un angolo di città, fissati in personificazioni statiche e solenni. Si tratta della piazzetta CLN, posta nel centro storico della città, appena dietro le due chiese gemelle di piazza San Carlo (Santa Cristina e San Carlo), lungo l’asse di via Roma in direzione di piazza Carlo Felice e dei giardini Sambuy. Prima del 1935 la piccola piazza era conosciuta come piazza delle due chiese.
L’aspetto attuale si deve alla ristrutturazione del 1935 prevista dal progetto di Marcello Piacentini, avvenuta in pieno periodo fascista, che riguardava il secondo tratto di via Roma e la zona circostante. Nel progetto erano comprese anche le statue di Benito Mussolini, Vittorio Emanuele III di Savoia e due fontane poste sul retro delle due chiese, con allegorie antropomorfe dei fiumi Po e Dora Riparia. Solo le ultime due statue vennero effettivamente realizzate e la piazza venne rinominata Piazza delle due Fontane, realizzate dallo scultore Umberto Baglioni nel 1973. Durante l’occupazione nazista la piazzetta si incupisce di un’ombra crudele ma purtroppo reale, e ospita il comando della Gestapo, ubicato presso l’albergo Nazionale. Alla fine della guerra, forse proprio per chiudere quella ferita storica, il nome della zona vene cambiato e dedicato al Comitato di Liberazione Nazionale costituitosi al termine del fascismo.
Il tempo scorre, proprio come l’acqua delle due fontane che guardano ieratiche il susseguirsi degli uomini e degli avvenimenti. Eppure anche loro hanno avuto delle peripezie da affrontare, nel1987 le fontane furono svuotate e messe fuori servizio a causa dell’usura della copertura della vasca e dell’impianto idrico.
Solo nel 2005, dopo un significativo restauro, vennero rimesse in funzione; nel 2013 altri lavori di ristrutturazione costrinsero la fontana del Po ad essere chiusa nuovamente, finché il 23 dicembre dello stesso anno vennero nuovamente inaugurate entrambe, con una cerimonia alla presenza dell’allora sindaco di Torino Piero Fassino.
Nel 2017 un pezzo di cornicione di marmo del retro della chiesa di Santa Cristina precipitò sulla fontana dedicata alla Dora Riparia, fortunatamente senza danni né alle perone né al monumento.
Infine, dopo varie vicissitudini, per il Po e per la Dora arriva il vero momento di gloria: la piazza venne scelta nel 1975 dal regista Dario Argento per alcune scene del film Profondo Rosso, rimanendo impressa per sempre sia in una delle pellicole cinematografiche più conosciute, sia nella mente degli appassionati dell’horror.
Alessia Cagnotto
E del turismo montano piemontese.
“C’è una singolare ed originale dimenticanza nella promozione del turismo montano estivo da parte dei grandi organi di informazione: dalle reti televisive nazionali alla stragrande maggioranza della carta stampata. Una dimenticanza che, guarda caso, colpisce particolarmente le cosiddette ‘montagne olimpiche’ ma che coinvolge tutta le mete del turismo montano piemontese. E, specularmente, c’è – seppur giustamente e comprensibilmente – una grande esaltazione dell’offerta turistica di altre zone, a cominciare d quelle del nordest e di altre realtà italiane che non hanno nulla da invidiare al ricco ed articolato comprensorio del nord ovest. A partire da quello piemontese.
Ora, come ovvio e scontato, non si tratta di innescare una competizione, o un derby, tra i singoli territori del nostro paese ma di prendere atto, amaramente, che persiste una sottovalutazione delle potenzialità e della concreta offerta turistica di territori montani che rappresentano un fiore all’occhiello e un ‘valore aggiunto’ per l’intero comparto turistico del nostro paese. Una realtà che coinvolge il turismo invernale ma anche, e soprattutto, quello estivo.
Ecco perchè, questa eccessiva e persistente distrazione del sistema informativo e mediatico del nostro paese, non vorremmo che fosse un obiettivo che viene sapientemente pianificato e programmato e non una semplice e banale dimenticanza da parte di chi gestisce le leve del comando. Una preoccupazione, questa, che non può che impensierire la rete degli amministratori locali di questi territori e che, soprattutto, penalizza la concreta offerta turistica estiva ed invernale di questo immenso patrimonio naturalistico. Un grave danno per la nostra economia soprattutto e non solo, e di conseguenza, un modo alquanto singolare per non evidenziare la ricchezza e la bellezza dei nostri territori”.
Giorgio Merlo, Sindaco Pragelato, Consigliere Nazionale Anci.
Roberto Vaglio, Sindaco Cesana Torinese.
Il Gruppo Iren e il Politecnico di Torino hanno avviato il nuovo gruppo di lavoro congiunto Green District Heating (GDH), nato con l’obiettivo di individuare le modalità e le tecnologie necessarie per la transizione energetica della rete metropolitana di teleriscaldamento di Torino e per sviluppare nuove soluzioni tecnologiche e modelli di business per rendere possibile la decarbonizzazione delle reti di teleriscaldamento esistenti. Finalmente e in modo serio qualche realtà locale si sta impegnando in modo concreto e non solo attraverso slogan su temi decisivi per il futuro di tutti.
E’ mancato uno dei maggiori giuristi italiani allievo di Antolisei, paragonabile ai Carnelutti e ai Chiusano, ma anche docente e senatore. I giornali non hanno dedicato al grande Marcello Gallo, un maestro insuperato, un articolo in nazionale. Vergogna! Della sua importanza si era accorto anche De Mita. (Pfq)
IL 10 SETTEMBRE LA CORSA DI SOLIDARIETÀ
DI FONDAZIONE TELETHON E U.I.L.D.M SEZIONE DI TORINO ODV
A settembre a Walk of Life di Torino è un evento che coinvolge famiglie, adulti, bambini, atleti e
amatori, per lanciare un messaggio di speranza e sostenere la ricerca scientifica sulle
malattie genetiche rare di Fondazione Telethon e le attività di U.I.L.D.M. Sezione di
Torino OdV
I partecipanti si riuniranno domenica 10 settembre, presso il Parco del Valentino, per
partire con la corsa alle ore 10:00
Sarà possibile scegliere tra la camminata di 4 km e la corsa non competitiva di 8 km
Torino, XX luglio 2023 – Si terrà anche a Torino la Walk of Life, l’evento di solidarietà a
sostegno della ricerca scientifica sulle malattie genetiche rare organizzata da U.I.L.D.M.
Sezione di Torino OdV in collaborazione con Fondazione Telethon.
L’obiettivo della manifestazione sarà quello di lanciare un forte messaggio di speranza.
Correndo o camminando, si contribuirà alla ricerca Telethon sulle malattie genetiche
rare e si sosterranno le attività di riabilitazione svolte presso la sede Uildm (Unione
Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) di Torino.
Il ritrovo di domenica 10 settembre sarà presso il Parco del Valentino (viale Mattioli,
Torino), dalle 8:30 alle 9:45, per prepararsi allo start delle 10:00. Ogni partecipante potrà
scegliere tra una camminata di 4 km e una corsa non agonistica di 8 km.
Il percorso sarà accessibile a tutti e ai primi 1.100 iscritti verrà regalato il pacco gara con la
maglietta. Per iscriversi la quota è di 12 euro per gli adulti e di 3 euro per i bambini under 12
anni.
Per informazioni ed iscrizioni:
Versamento su conto bancario: IT37T0623001000000015209363 – Causale: NomeCognome e data di nascita;
Presso la sede UILDM di Torino (Via Cimabue, 2);
Rete del dono: https://www.retedeldono.it/it/progetti/u.i.l.d.m.-sezione-di-torinoodv/walk-ofo-life-10-settembre-2023
Sito UILDM: https://torino.uildm.org/walk-of-life-2023-a-torino
Iscrizione possibile in loco il giorno dell’evento, fino a 30 minuti prima della partenza
Per informazioni e prenotazioni: 011/7770034.
Walk of life 2023, a Torino “La ricerca corre, corri anche tu” #andarelontano
Fondazione Telethon ETS
Fondazione Telethon ETS è una delle principali charity biomediche italiane, nata nel 1990 per
iniziativa di un gruppo di pazienti affetti da distrofia muscolare. La sua missione è di arrivare alla
cura delle malattie genetiche rare grazie a una ricerca scientifica di eccellenza, selezionata secondo
le migliori prassi condivise a livello internazionale. Attraverso un metodo unico nel panorama italiano,
segue l’intera “filiera della ricerca” occupandosi della raccolta fondi, della selezione e del
finanziamento dei progetti e dell’attività stessa di ricerca portata avanti nei centri e nei laboratori
della Fondazione. Telethon inoltre sviluppa collaborazioni con istituzioni sanitarie pubbliche e
industrie farmaceutiche per tradurre i risultati della ricerca in terapie accessibili ai pazienti. Dalla sua
fondazione ha investito in ricerca 660,3 milioni di euro, ha finanziato 2.960 progetti con 1.720
ricercatori coinvolti e 630 malattie studiate. Ad oggi grazie a Fondazione Telethon è stata resa
disponibile la prima terapia genica con cellule staminali al mondo, nata grazie alla collaborazione
con l’industria farmaceutica. Strimvelis, questo il nome commerciale della terapia, è destinata al
trattamento dell’ADA-SCID, una grave immunodeficienza che compromette le difese dell’organismo
fin dalla nascita. Un’altra terapia genica frutto della ricerca Telethon resa disponibile è quella per
una grave malattia neurodegenerativa, la leucodistrofia metacromatica, dal nome commerciale di
Libmeldy. Questo approccio terapeutico è in fase avanzata di sperimentazione clinica per un’altra
immunodeficienza, la sindrome di Wiskott-Aldrich. Altre malattie su cui la terapia genica messa a
punto dai ricercatori Telethon è stata valutata nei pazienti sono la beta talassemia e due malattie
metaboliche dell’infanzia, la mucopolisaccaridosi di tipo 6 e di tipo 1. Inoltre, all’interno degli istituti
Telethon è in fase avanzata di studio o di sviluppo una strategia terapeutica mirata anche per altre
malattie genetiche, come per esempio l’emofilia o diversi difetti ereditari della vista. Parallelamente,
continua in tutti i laboratori finanziati da Telethon lo studio dei meccanismi di base e di potenziali
approcci terapeutici per patologie ancora senza risposta.
U.I.L.D.M. Sezione di Torino OdV
L’associazione U.I.L.D.M. Sezione di Torino OdV è attiva a Torino dal 1967 e conta circa 400 soci.
Grazie alle donazioni raccolte, U.I.L.D.M. sezione di Torino Odv potrà continuare a offrire a tutti i soci
miodistrofici le seguenti attività fondamentali per loro vita:
• Sostenere le persone affette dalla patologia e i loro caregiver attraverso sedute individuali e incontri
di gruppo con una psicologa.
• Effettuare le sedute di logopedia per valutare/trattare la disfagia e le problematiche legate alla
tracheotomia.
• Continuare a offrire attività motoria assistita in acqua presso la piscina Cecchi a Torino con
l’assistenza di una professionista.
• Avvalersi della collaborazione di una biologa nutrizionista per gestire gli aspetti dietologici e legati
all’alimentazione.
Nel comune di Mergozzo (Vco) i carabinieri della Radiomobile di Verbania hanno denunciato un 33enne del posto. Lo hanno trovato alla guida della sua bicicletta con un tasso alcolico 4 volte superiore al consentito. Per il ciclista è scattata la denuncia e il ritiro della patente di guida.
Riceviamo e pubblichiamo – E’ un “apprezzamento convinto e sincero” quello che esprime la Segreteria Regionale della Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria all’iniziativa di Fratelli d’Italia in Regione Liguria che ha presentato un Ordine del Giorno (a firma del capogruppo di FdI Stefano Baleari e dei consiglieri regionali Sauro Manucci e Veronica Russo) con cui si impegnano il Presidente Giovanni TOTI e la Giunta regionale “ad intraprendere tutte le azioni e le interlocuzioni necessarie, nelle sedi istituzionali che riterrà più consone ed opportune, affinché la Liguria possa tornare ad ospitare la sede del Provveditorato per l’Amministrazione Penitenziaria, al fine di porre prontamente rimedio alle continue e numerose problematicità, che stanno quotidianamente emergendo negli Istituti di pena regionali”.
“E’ un provvedimento che va nella giustizia direzione e che auspichiamo venga approvato trasversalmente da tutte le forze politiche presenti in Regione”, commenta il segretario regionale SAPPE Vincenzo Tristaino, che ricorda come il SAPPE, in più occasioni “ha chiesto pubblicamente che chi di dovere tenga in considerazione le criticità dei penitenziari liguri che evidentemente non sono più in condizione di gestire le troppe tipologie di detenuti, spesso mandati qui dal Provveditorato regionale di Torino, con una presenza di soggetti dalla personalità particolarmente violenta, senza alcuna possibilità di diversa collocazione all’interno della Regione”. Rincara la dose Tristaino: “Ora la Liguria dipende dal Piemonte e, come la segreteria regionale ligure del SAPPE ha denunciato in più occasioni, l’ufficio regionale di Torino si sbarazza dei detenuti più pericolosi e problematici mandandoli in Liguria. Non a caso, buona parte dei gravi eventi critici violenti che accadono vedono protagonisti proprio detenuti assegnati da Torino. Insomma, la Liguria e le sue carceri sono diventate la discarica sociale del Piemonte. Questo è inaccettabile! E siamo sconcertati dall’assenza di provvedimenti in merito contro chi si rende responsabile di queste inaccettabili violenze, determinando quasi un effetto emulazione per gli altri ristretti violenti. Aggressioni, colluttazioni, ferimenti contro il personale, così come le risse ed i tentati suicidi, sono purtroppo all’ordine del giorno. Per questo l’iniziativa del capogruppo di FdI Stefano Baleari e dei consiglieri regionali Sauro Manucci e Veronica Russo va nella giustizia direzione e auspichiamo abbia la condivisione unanime dei gruppi politici in Regione Liguria”.
“E’ stato un grave errore politico sopprimere, a Genova, il Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, accorpando tutto a Torino, che non a caso manda tutti i detenuti più problematici dal Piemonte e dalla Valle d’Aosta in Liguria”, aggiunge il segretario generale SAPPE Donato Capece. “. Già si sta prevedendo la riapertura del Provveditorato regionale a Pescara. Genova deve essere messa in condizione di avere un proprio Provveditorato regionale, con una piena autonomia organizzativa e gestionale da parte di un Dirigente, certamente utili ai servizi di Polizia Penitenziaria ed alla gestione dei detenuti. E questo sarebbe utile anche per accelerare i tempi per la costruzione di un nuovo carcere a Savona il cui territorio, dopo la chiusura del S. Agostino sta pagando un grande prezzo in termini di territorialità della pena e operatività del personale di Polizia e dell’Amministrazione penitenziaria. Io credo che la Regione Liguriapotrebbe dare un segno tangibile di riconoscenza ai poliziotti penitenziari in servizio nelle carceri della Regione per quel che quotidianamente fanno, agli eroi silenziosi del quotidiano con il Basco Azzurro a cui va anche il ringraziamento del SAPPE; perché se le carceri liguri continuano a reggere alle costanti criticità penitenziarie è solamente merito loro”.
|
|
|
|
|
|
La serata iniziata puntualmente alle h 21.00 e terminata verso le h 22.30, si è articolata su diversi momenti: alcuni dedicati all’inquadramento storico politico della situazione, altri alla riflessione e alla testimonianza e altri ancora alle proposte da portare avanti nei prossimi mesi. La conduzione dell’evento è stata di Zaira Zafarana – esponente di A.gi.te. – che ha dato spazio alle molte opinioni presenti.
Il documento fondamentale – condiviso da tutte/i – è stato molto ben illustrato da Giorgio Mancuso storico esponente di “Casa Umanista”, una cui esponente ha concluso l’incontro con una riflessione di alto profilo spirituale.
Fra gli interventi – legittimamente non sempre in piena sintonia tra loro – i rappresentanti di diverse associazioni e movimenti pacifisti, del Segretario di Rifondazione Comunista e del Portavoce del Coordinamento interconfessionale “Noi siamo con voi” Giampiero Leo, anche nella sua veste di Vice Presidente del Comitato per i diritti umani della Regione Piemonte.
Leo nel complimentarsi per l’iniziativa e per tutti gli sforzi a favore della Pace, ha voluto sottolineare che, come dice anche Papa Francesco, non esiste Pace giusta senza il rispetto dei diritti umani e che il possesso di armi nucleari da parte di Stati brutali e totalitari come la Corea del Nord (in rinnovato feeling con Putin), costituisce un oggettivo fortissimo puntello al mantenimento del regime.
Quindi per tutte le ragioni già addotte, ma anche per quest’ultima, è indispensabile giungere al bando totale delle armi nucleari.
Infatti la manifestazione si è conclusa con il richiamo di A.gi.te. a riprendere con vigore la mobilitazione affinchèil trattato adottato dell’ONU nel 2017 ed entrato in vigore nel 2021, sia sottoscritto da tutti i Paesi del mondo, Italia compresa.

Nel giro di un paio d’ore, un 31 enne nigeriano aveva tentato di violentare due donne nelle vie del centro storico di Trecate, nel Novarese. Le vittime erano riuscite, reagendo, a scappare. I fatti risalgono al 15 giugno. Dopo meno di due mesi di indagini, i carabinieri di Trecate sono riusciti a trovare il responsabile, al quale è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, dove già si trova per altri reati. E’ accusato di duplice tentata violenza sessuale.