ilTorinese

Un’estate di grande fotografia. Porte sempre aperte a “CAMERA” con la retrospettiva su Dorothea Lange

Narratrice della “Grande Depressione”, e gli scatti di “FUTURES 2023”

Fino all’8 ottobre

In parete, fra le oltre 200 immagini esposte fino a domenica 8 ottobre, è ben presente anche una delle massime icone fotografiche del secolo scorso, la toccante che di più non si può “Migrant Mother” datata 1936, autentico pilastro della ritrattistica documentaria del Novecento. A firmarla, la grande Dorothea Lange, cui– dopo l’esposizione su Eve Arnold, oltre 27mila visitatori – “CAMERA-Centro Italiano per la Fotografia” dedica la sua “estate – fotografica”, sempre sotto il segno delle più celebri fotografe del XX secolo. In contemporanea, in “Project Room”, il “Centro” di via delle Rosine a Torino presenta un’altrettanto interessante collettiva dedicata a sei giovani talenti del Progetto “FUTURES Photography”, titolata “FUTURES 2023: nuove narrative”. Curata dal direttore di “CAMERA”, Walter Guadagnini, e da Monica Poggi, la mostra “Dorothea Lange. Racconti di vita e di lavoro” presenta la carriera della Lange (Hoboken, New Jersey, 1895 – San Francisco, 1965) in particolare negli anni Trenta e Quaranta, apice assoluto della sua attività e decennio nel quale la fotoreporter (“per scelta un’osservatrice sociale e per istinto un’artista” com’ebbe acutamente a definirla John Szarkowski, fotografo e direttore emerito del Dipartimento di Fotografia del “Museum of Modern Art” di New York) seppe documentare con ruvida ma poetica umanità gli eventi epocali che drasticamente modificarono l’assetto economico e sociale degli States.  Fra il 1931 e il 1939, il Sud degli Stati Uniti fu infatti colpito da una grave siccità e da continue tempeste di sabbia, che misero in ginocchio l’agricoltura dell’area, costringendo migliaia di persone a migrare.

E proprio in quei terribili anni Dorothea Lange fu chiamata a far parte del gruppo di fotografi chiamati dalla “Farm Security Administration” (agenzia governativa incaricata di promuovere le politiche del “New Deal”) a documentare la storica “Grande Depressione” e l’esodo dei lavoratori agricoli in cerca di un’occupazione nelle grandi piantagioni della “Central Valley”. La Lange realizzò, in quei terribili frangenti, migliaia di scatti, raccogliendo storie e racconti, riportati poi nelle dettagliate didascalie a completamento delle immagini. E proprio in questo contesto, realizzò il ritratto, passato alla storia, della giovane madre disperata e stremata dalla povertà (“Migrant Mother”), che vive insieme ai sette figli in un accampamento di tende e auto dismesse. Scatti di realtà remote, eppur così vicine.

Crisi climatica, migrazioni, discriminazioni, povertà e disperanti umiliazioni: nonostante ci separino diversi decenni dalle immagini cristallizzate da Dorothea Lange, i temi da lei trattati ritornano oggi di assoluta attualità e forniscono spunti di riflessione e occasioni di dibattito sul presente, oltre a evidenziare una tappa imprescindibile della storia della fotografia del Novecento. “La mostra – sottolineano i curatori – offre quindi ai torinesi e ai turisti un’occasione imperdibile per conoscere meglio l’autrice di una delle immagini simbolo della maternità e della dignità del XX secolo e interrogarsi sul presente”.

Sempre fino all’8 ottobre e in parallelo alla retrospettiva dedicata a Dorothea Lange, “CAMERA” propone anche la collettiva “FUTURES 2023: nuove narrative”, a cura di Giangavino Pazzola, coordinatore dei suoi progetti di ricerca. Oltre 40 gli scatti esposti, incentrati sul tema della “rappresentazione visiva” della contemporaneità e realizzati da sei giovani talenti fotografici, selezionati per il programma europeo di promozione e valorizzazione degli artisti emergenti “FUTURES Photography”, cofinanziato dal “Programma Europa Creativa” dell’UE.

I loro nomi: Andrea Camiolo (Leonforte, 1998), Nicola Di Giorgio (Palermo, 1994), Zoe Natale Mannella (Londra, 1997), Eleonora Roaro (Varese, 1989), Sara Scanderebech (Nardò, 1985), Alex Zoboli (Guastalla, 1990). “Attingendo a diverse pratiche di creazione fotografica, da quelle di riutilizzo di immagini e materiali di archivio fino a quelle che prevedono l’impiego di software e nuove tecnologie – spiega Giangavino Pazzola – i progetti presentati indagano non solo usi e costumi della società odierna, ma anche le nuove tendenze che attraversano il panorama della fotografia contemporanea”.

Gianni Milani

“Dorothea Lange. Racconti di vita e di lavoro” e “FUTURES 2023”

“CAMERA-Centro Italiano per la Fotografia”, via delle Rosine 18, Torino; tel. 011/0881151 o www.camera@camera.to

Fino all’8 ottobre

Orari: lun. merc. ven. sab. dom 11/19; giov. 11/21; mart. chiuso

 

–       Dorothea Lange: “Migrant Mother”, Nipomo, California, 1936

–       Dorothea Lange:”Toward Los Angeles”, California, 1937

–       Dorothea Lange: “Nisei girl with baggage”, Oakland, California, 1942

–       Nicola Di Giorgio: “Borgo Nuovo 1957-1983, diciottesimo quartiere di Palermo”, 2022

–       Zoe Natale Mannella: dalla serie “Taxidi”, 2018

 

Dai bruciaprofumi ai candelieri ai vassoi, in mostra al “MAO” l’arte islamica medievale

“Metalli sovrani”

 

Fino al 17 settembre

Dopo la suggestiva rassegna “Lustro e lusso dalla Spagna islamica”, il “MAO-Museo d’Arte Orientale” di Torino continua il suo viaggio di avvicinamento alla grande mostra del prossimo autunno, incentrata sull’arte dei “Paesi tra Estremo Oriente e Centro Asia fino alle sponde del Mediterraneo”, con la presentazione, all’interno della “galleria islamica” e fino a domenica 17 settembre, di un progetto espositivo dedicato ai più raffinati oggetti di arte islamica medievale in metallo. Dal titolo “Metalli sovrani. La festa, la caccia e il firmamento nell’Islam medievale”, la mostra – curata da Veronica Prestini – rappresenta la prima collaborazione fra il “Museo” di via San Domenico e la britannica “The Aron Collection”. Bruciaprofumi, bottiglie porta profumo, portapenne, candelieri, vassoi, bacili e coppe: in esposizione troviamo una mirata selezione di quella “metallistica” datata XII – XV secolo che, insieme alla “miniatura”, può essere considerata fra le più alte espressioni della creatività artistica islamica e che dalla Persia raggiungeva a Oriente l’India e la Cina, arrivando in Occidente fino alle pendici dell’Atlante e alla stessa Europa, dimostrando quanto le percezioni estetiche viaggino sempre per conto loro, assolutamente incuranti di frontiere politiche e religiose. Fra i soggetti preferiti, in fase di decorazione, al primo posto é sicuramente quello della “caccia”, in particolare l’iconografia del re a cavallo affiancato da alcuni animali (falconi e ghepardi, soprattutto) e da una schiava (artista scienziata o musicante); non meno “gettonati” i temi dell’“astronomia” e dell’“astrologia” che rivestivano un ruolo centrale nella vita dei sovrani, influenzandone le scelte politiche, militari e perfino amorose. Altri soggetti, realizzati non di rado dagli artigiani del tempo, erano le “scene di festa e banchetto”, legate al genere letterario Bazm-o-Razm, ovvero “banchetto e battaglia” ad indicare come le piacevolezze della pace non potessero mai disgiungersi dal ciclico ardore dei combattimenti. E’ dunque un repertorio artistico “straordinario e metafisico”, quello che possiamo leggere in mostra, associato ad uno stupefacente “rigore calligrafico” applicato in prevalenza negli oggetti destinati all’illuminazione, quali candelieri e lampade, fondamentali nella vita quotidiana, ma anche nella più sfarzosa dimensione spirituale e sacra.Fra gli oggetti più raffinati in esposizione troviamo un “Portapenne incrostato in argento” (Mosul, Iraq, fine XIII secolo), che reca una raffigurazione del sole circondato dai pianeti (motivo iconografico tipico degli oggetti destinati a governanti e ad altri membri dell’élite nonché emblema dell’iconografia astrologica nell’Islam medievale) e un grande “bacile in ottone inciso e ageminato in argento” (Fars, Iran meridionale, XIV secolo) dalla decorazione altamente simbolica, con scene di caccia che ricorrono su tutta la superficie dell’oggetto, espressione di una prerogativa reale che, rimandando alle eccezionali qualità di combattente del sovrano, ne legittimavano il potere.

Piacevolissima sorpresa (ma neppure tanto, essendo pratica ricorrente per le mostre del “MAO”), la volontà di intrecciare arte antica e contemporanea, con l’esposizione dell’opera “Monochrome bleu” (1959) del francese, precursore della Body art, Yves Klein(1928-1962). E mai intreccio, come in questo caso, fu più centrato e illuminante. L’opera esposta di Klein (uno degli oltre mille dipinti monocromi da lui realizzati a partire dal ’56) appartiene al periodo del “solo blu”, tinta che “doveva unificare il cielo e la terra e dissolvere il piano dell’orizzonte”, quel blu oltremare “saturo e luminoso” (da Klein addirittura brevettato col nome di “International Klein Blue” che però non venne mai prodotto) che, in qualche modo rappresenta il compiersi di una ricerca che ha origini antichissime.  Il blu oltremare, il cosiddetto “blu di Persia”, domina infatti nelle pregiatissime miniature islamiche medievali ed è spesso sapientemente accompagnato dall’uso della “foglia oro”. In quest’ottica “Monochrome Bleu” permetterà di “apprezzare l’evoluzione della sapienza tecnica, artigianale e artistica, in continua tensione espressiva, divenuta un modello filosofico nell’interpretazione di Klein, e poter godere appieno della profondità dirompente del suo colore”.

Gianni Milani

“Metalli sovrani. La festa, la caccia e il firmamento nell’Islam medievale”

MAO-Museo d’Arte Orientale”, via San Domenico 11, Torino; tel. 011/4436932 o www.maotorino.it

Fino al 17 settembre

Orari: da mart. a dom. 10/18. Lunedì chiuso

Nelle foto:

–       Particolare dell’allestimento, Ph. Perottino

–       “Portapenne (qalamdam)”, Iraq (Mosul), XIII sec, Lamina di ottone, battuta, incisa ed incrostata d’argento e oro, Ph. Valerio Ricciardi

–       Yves Klein: “Monochrome bleu”, 1959, Pittura su carta, Collezione privata, Torino, Ph. Paolo Mussat Sartor

Campionati Europei Femminili di Pallavolo

Al Pala Gianni Asti dal 21 al 23 agosto si disputeranno 6 incontri dei Campionati Europei Femminili di Pallavolo. Sarà un’occasione per assistere alle partite delle squadre nazioni di Bosnia Erzegovina, Romania, Croazia, Svizzera, Bulgaria e anche, naturalmente, dell’Italia, che giocherà due partite nelle giornate del 22 e del 23 agosto.
Federazione Italiana Pallavolo

👉 Biglietti ancora disponibili:
https://www.federvolley.it/ticketing-eurovolley-2023

Schianto sulla statale, morto sul colpo motociclista

Un motociclista è morto ieri sulla statale 24 a Susa, nei pressi dell’innesto con l’autostrada Torino-Frejus. Si sono scontrate un’Alfa Romeo Tonale e una moto Mv Agusta il cui conducente è morto sul colpo.  Sul posto i carabinieri e i soccorsi. La vittima è un 56enne di Bussoleno. . Il 76 enne alla guida della vettura è stato portato per controlli medici in ospedale.

Bardonecchia, passaporti a Torino

A causa dell’attuale inagibilità dei locali del Commissariato di P.S. Bardonecchia, tutti coloro che erano prenotati per il rilascio del passaporto, o che abbiano un’urgenza documentata in merito, devono recarsi a Torino, presso l’Ufficio Passaporti centrale di Piazza Cesare Augusto 5 nei seguenti orari:

  • lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 9.00 alle 13;
  • martedì dalle 15.00 alle 18.00.
  • giovedì dalle 15.00 alle 18.00.

Iannò: “Strade, verde, anagrafi. Così non va”

“Assessore Tresso ho stima della sua persona, ma non altrettanto del suo operato.

La vedo in difficoltà su più fronti, il verde pubblico, le anagrafi, la manutenzione strade, tutte deleghe che oserei dire, essere una vera iattura.

La cosa che più indispone è che sembra attivarsi, quando le notizie diventano di pubblico dominio.

Ieri si è parlato sui quotidiani del sedime dissestato di fronte alla Mole, oggi lei interviene dicendo che provvederà quanto prima.

La stessa cosa con l’erba da tagliare, ha disposto una squadra di emergenza per lo sfalcio.

Anche il problema anagrafi sembra essere affrontato quando appare sui giornali o l’opposizione le fa notare le disfunzioni

Le porto un paio di esempi concreti.

L’anno scorso dopo una mia interpellanza aveva affermato in Consiglio comunale, che gli alberelli cresciuti sul guard rail di lungo Stura Lazio sarebbero stati estirpati a breve, peccato che siano ancora lì e cresciuti come una foresta amazzonica.

E le passerelle? Quella ciclopedonale della Colletta per fortuna dopo 9 mesi è stata sistemata, mentre quella del Meisino la Alex Langer, che sto monitorando, dovrebbe, uso il condizionale, essere sistemata (detto da lei in Sala Rossa) dal 15 agosto. A proposito i cartelli indicano il 14 agosto come ultimo giorno di chiusura del passaggio, io vigilo.

Manca una visione programmatica a lungo termine sulle risposte da fornire ai torinesi e si agisce solo in emergenza o quando le problematiche vengono segnalate sui giornali.

Assessore vogliamo cambiare marcia? Visto che a settembre dovrà confrontarsi con altri due temi molto forti, corso Belgio e il parco del Meisino.

L’opposizione anche se va in vacanza, è sempre attenta!

 

Pino IANNO’  Torino Libero Pensiero

Concerto per Bardonecchia a Sauze di Cesana

MA.MA with Luca Aquino

Venerdì 18 agosto 2023 – ore 21
Chiesa di San Restituto – Sauze di Cesana
L’appuntamento clou del programma estivo di Sauze di Cesana, ossia il concerto del trio
composto da Sade Mangiaracina (pianoforte), Luca Aquino (tromba) e Salvatore
Maltana (contrabbasso) previsto per venerdì 18 agosto alle 21 nella Chiesa di San
Restituto, avrà un risvolto benefico.
In virtù di quello spirito che lega i Comuni protagonisti delle Olimpiadi del 2006 il Sindaco
di Sauze di Cesana – Maurizio Beria d’Argentina – e quello di Bardonecchia – Chiara
Rossetti – hanno deciso, durante il concerto, a ingresso libero, di raccogliere fondi per
ricostruire il monumento con i cerchi olimpici distrutto dall’alluvione che ha
sconvolto Bardonecchia il 13 agosto scorso.
Un piccolo segno per manifestare la vicinanza di Sauze di Cesana a Bardonecchia, in
questo non facile momento.
Un concerto acustico, quello dei tre musicisti protagonisti di diverse edizioni del Berchidda
Jazz Festival di cui Sade Mangiaracina ha composto la sigla rivisitando la canzone Futura
di Lucio Dalla, in una delle più belle chiese della Valsusa: un tesoro del XIII secolo che si
staglia nel cuore dell’alta valle Susa.
Una chiesa, quella di san Restituto, dove nel 2021 si è tenuto il concerto del duo Paolo
Fresu e Daniele di Bonaventura e nel 2022 quello di Giorgio Conte.
BIOGRAFIA ARTISTI
Sade Mangiaracina nasce a Castelvetrano nel 1986. A sei anni inizia lo studio del
pianoforte classico che prosegue fino ai 18, vincendo in questi anni diversi concorsi
nazionali e internazionali, compreso un importante riconoscimento da parte di UNESCO
dopo un concerto ad Atene. Dopo la maturità classica si trasferisce a Roma per studiare
jazz presso la scuola Percentomusica diretta da Massimo Moriconi dove si diploma nel
2007 con il massimo dei voti, proseguendo successivamente gli studi jazz al conservatorio
di Santa Cecilia con il maestro Danilo Rea.
In questi anni ha preso parte a molti progetti musicali, incidendo diversi dischi anche a suo
nome. Dal 2013 inizia a collaborare anche in ambito pop con Simona Molinari (festival del
Cinema di Cannes, Premio Tenco, Umbria Jazz), Amara (Sanremo) e Dionne Warwick per
la quale apre i concerti del suo tour italiano continuando a lavorare con diversi jazzisti di
fama internazionale quali Greg Osby, Fabrizio Bosso, Giovanni Tommaso, Massimo
Moriconi, Luca Aquino, K.J.Denhert, Francesco Bearzatti e altri.
Comune di Sauze diCesana
UNIONE MONTANA COMUNI OLIMPICI VIA LATTEA
Il presente della pianista parla comunque di un sempre maggiore successo pubblico
anche grazie ad un fortunato suggerimento di Paolo Fresu ad Ornella Vanoni che l’ha
voluta accanto a sé a suonare e ad occuparsi degli arrangiamenti e della produzione del
suo spettacolo “Le donne e la musica”, ospitato nei maggiori teatri italiani nella stagione
autunno-inverno 2022/2023.
Salvatore Maltana è da tempo uno dei nomi di primo piano della scena jazzistica sarda.
Direttore artistico dei Seminari jazz di Nuoro, dopo esserne stato prima allievo e poi
docente, il contrabbassista algherese ha suonato con musicisti come Enrico Rava, Paolo
Fresu, Flavio Boltro, Peter Bernstein, Roberto Gatto, Django Bates, Pierre Favre, David
Linx, Daniele di Bonaventura e tanti altri.
Luca Aquino, tra i musicisti jazz italiani più apprezzati nel panorama internazionale, inizia
a suonare all’età di diciannove anni da autodidatta. Per due anni abbandona la pratica
dello strumento per completare gli studi universitari in Economia e Commercio. L’amore
per il suono di Miles Davis e Chet Baker lo riconduce allo studio della tromba e lo porta a
dedicarsi completamente alla musica.
La passione per la sperimentazione sonora e le registrazioni in luoghi insoliti sono tra gli
aspetti più sottolineati dalla stampa di settore che lo descrive come “l’esploratore sonoro
contemporaneo”, analogamente la critica estera riconosce in lui quel particolare tratto
italiano che nell’immaginario internazionale richiama il viaggio, la creatività, l’estro
visionario e la bellezza. Il luogo e la storia assumono un valore speciale e sono al centro di
alcuni tra i suoi migliori progetti e del festival da lui ideato e diretto, “Riverberi” che utilizza
l’acustica naturale di luoghi storici come elemento centrale della performance.

Murales della tradizione a Sestriere

Inaugurato  a Champlas du Col, frazione di Sestriere, uno splendido murales con le principali maschere dello storico Carnevale di Champlas. L’opera, realizzata da Danilo Pistone “Neve” in arte, è stata dedicata a Livio Prin, presidente dell’Associazione Fondiaria di Champlas du Col e Janvier, scomparso lo scorso gennaio. L’inaugurazione è avvenuta alla presenza del Sindaco di Sestriere, Gianni Poncet, del Vicesindaco Francesco Rustichelli, dell’Assessore Maurizio Cantele e del Consigliere Emanuela Ruspa Tedeschi oltre al Consigliere Regionale Valter Marin. Per l’Associazione Fondiaria erano presenti Luciano Gorlier, neo presidente, ed Elisa Poncet assieme agli altri membri dell’AssFo.

La scuola estiva di Eataly per i bimbi

Torna la Scuola estiva per bimbe e bimbi: dal 4 all’8 settembre una settimana di giochi, attività creative e laboratori per avvicinarsi al mondo del cibo, prima di tornare a scuola. Iscrizioni aperte qui 👉 bit.ly/ScuolaEstivaEatalyTO

Ordigno bellico trovato a Bardonecchia

 

Un ordigno bellico della II Guerra Mondiale è stato rinvenuto a Bardonecchia, in via Sommeiller, nei pressi del torrente Rochemolles, in una zona non interessata dagli eventi calamitosi di questi giorni.

Gli artificieri dell’Esercito hanno provveduto alla bonifica.

All’intervento hanno partecipato i Carabinieri, il Soccorso Alpino, i Vigili del fuoco ed i Carabinieri in congedo.

Ufficiostampa@bardonecchia.it