Ammissione in Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze) di una nuova associazione di volontariato, la Croce Verde Villastellone. L’entrata in Anpas è avvenuta il primo ottobre con deliberazione del Consiglio nazionale e con il parere positivo espresso da Anpas Comitato Regionale Piemonte.
Democrazia, gratuità, laicità, partecipazione sociale, mutualità e sussidiarietà sono i valori fondanti di Anpas che le associazioni aderenti, come Croce Verde Villastellone, fanno propri. L’Anpas è un’organizzazione nazionale di volontariato che si occupa di soccorso e trasporto sanitario, protezione civile e ambientale, servizi sociali, cultura e cooperazione internazionale; trae le sue origini dalla tradizione solidaristica popolare e si sviluppa costantemente attraverso un profondo rapporto con la gente e con le istituzioni.
Alle Pubbliche Assistenze che aderiscono ad Anpas viene richiesto di sottoscrivere un codice etico finalizzato a garantire comportamenti e procedure responsabili volti a prevenire attività illegittime o illecite, a migliorare l’efficacia, la trasparenza e la qualità dell’azione volontaria, a soddisfare i bisogni della collettività. Le Associazioni Anpas in Piemonte vengono regolarmente certificate per la trasparenza gestionale, finanziaria e fiscale del proprio operato.
Andrea Bonizzoli, presidente Anpas Piemonte: «Diamo il benvenuto alla Croce Verde Villastellone, la quale, dopo aver superato le verifiche di qualità e trasparenza contabile e amministrativa, è stata ammessa in Anpas dall’ultimo Consiglio nazionale. Si amplia così la nostra presenza sul territorio piemontese già forte di altre 80 realtà, migliorando ulteriormente l’offerta dei servizi a favore della popolazione».
Non è il caso di sentirsi “complottisti”, ma di certo dà da pensare tutta questa tecnologia “monoporzione”, che impegna e che immerge totalmente, che unisce, ma sempre attraverso uno schermo, e che ci distrae dalla vita vera, quella che scorre fuori dalla finestra, mentre noi non la guardiamo.
Liberato nel gennaio del ’45 dalle truppe sovietiche, per tornare in patria Levi deve attraversare la Polonia, la Russia Bianca, l’Ucraina, la Romania, l’Ungheria, l’Austria, e infine giunge a Torino nell’ottobre del ’45. Inseritosi nella vita civile, sente comunque il bisogno di raccontare ciò che ha subito.