ilTorinese

Dal Monferrato alla Valstrona e alla Real Casa torinese

Facino, figlio di Emanuele Cane proconsole di Casale Monferrato nel 1387 proveniente dalla Val Polcevera genovese, era al servizio dei duchi di Milano Giovanni Maria e Gian Galeazzo Visconti.

Signore di Cuccaro, Ottiglio, Gavi, Borgo San Martino, Biandrate e Novara sposò in prime nozze Beatrice Lascaris nel 1398. Duchessa di Milano, contessa di Tenda, signora di Casale Monferrato, di Abbiategrasso e Binasco, Beatrice in realtà era figlia del condottiero casalese Roggero al servizio del cugino Facino il quale, dopo le famose imprese nell’Italia settentrionale, fu costretto a ritirarsi nel castello di Pavia dove morì nel 1412. Lasciò l’immenso patrimonio di 400000 ducati e il forte esercito alla moglie con clausola di risposarsi con Filippo Maria, figlio di Gian Galeazzo e Caterina Visconti, favorendone la successione al ducato di Milano. Per il troppo potere acquisito o per sottrarle i beni, Beatrice fu accusata ingiustamente di adulterio e decapitata nel castello di Binasco con il presunto amante nel 1418, ricordata sulla lapide posta all’ingresso del maniero. La tragedia lirica dell’eroina romantica, donna, sposa e vittima sacrificale musicata da Vincenzo Bellini su libretto del genovese Felice Romani che aveva debuttato nel 1833 con scarso successo alla Fenice di Venezia, fu utilizzata nel 1840 per l’inaugurazione del teatro dei nobili di Casale, società dei 16 cavalieri che aveva ricostruito il teatro cittadino su disegno dell’abate spoletino Vitoli, inaugurato nel 1791 con l’opera buffa “la moglie capricciosa”, mediocre rappresentazione del napoletano Vincenzo Fabrizi. Della società facevano parte il conte Alberico Pico Gonzaga, marchese Giuseppe Della Valle, conte Ottavio Magnocavallo e i marchesi Gozzani Giovanni Battista di San Giorgio e Luigi Gaetano di Treville. Per i 600 anni dalla morte di Beatrice, l’opera in forma di concerto fu rappresentata nel 2019 a Milano, Abbiategrasso, Binasco, Tenda e  Casale con la partecipazione della compagnia del Passo Antico di Binasco e del Casale Coro.
Giovanni Cane, discendente di Facino, acquistò il feudo della Torre di Monromeo di Serralunga di Crea da Giovanni Battista Forni e ne fu investito nel 1553. Il Forni ne era stato investito dalla marchesa Anna d’Alencon nel 1538. Alla morte di Giovanni Battista, figlio di Giovanni, il feudo fu ereditato da Fabio Cane conte palatino, investito per procura nel 1575. Dalla moglie Ginevra Sannazzaro dei conti di Giarole ebbe una figlia, Anna Vittoria Cane che portò in dote la contea di Monromeo al matrimonio con il medico Curzio Magnocavallo dei conti di Cuccaro e Varengo. Curzio fu vittima del tremendo fatto d’armi del 1662 avvenuto davanti al palazzo del governo a causa delle soventi liti tra antica e nuova nobiltà, con i sostenitori dei Mossi di Morano e Magnocavallo da una parte e degli Ardizzone e Scarampi dall’altra. Alessandro e Giacomo Sannazzaro, sostenitori degli Ardizzone, ferirono a morte Curzio. Messi al bando, furono mandati in esilio dal duca Carlo II° Gonzaga-Nevers.
Ne fu coinvolto anche il 10° conte di Camino Geronimo Scarampi, poi perdonato dalla vedova Anna Vittoria, il quale cedette nel 1691 il feudo di Pontestura ai marchesi Gozzani di Treville Carlo Antonio vescovo di Acqui, Giacomo Bartolomeo vice presidente del senato monferrino, Giovanni Battista vicario generale di Casale e  Antonino di San Giorgio. Nel 1684 il feudo di Monromeo era stato acquistato con un prestito di 4200 fiorini depositato alla comunità di Serralunga di Crea tramite il tenente Cerrano al servizio dei Gonzaga, rogato dal notaio Giacomo Porta suocero del ricco cugino Francesco Gozzano di Cereseto. La proprietà passò a Francesco Bernardino Gozzano, genero di Francesco Perracino procuratore di Giacomo Bartolomeo. Bernardino, figlio del notaio casalese Antonio, fu l’ultimo della famiglia che si trasferì in Monferrato cedendo la casa padronale al comune di Luzzogno come da atto rogato dal notaio Albergante di Omegna nel 1709. La pronipote contessa Teresa Gozzani, figlia di Giovanni Battista e della contessa Petronilla Callori di Vignale, fu l’ultima residente della famiglia a Monromeo.
Cugini dei più famosi marchesi, utilizzarono il loro stemma ancora oggi visibile sul banco di preghiera nel duomo di Casale e infeudati di Ponzano dai Savoia per meriti militari. Molti anni dopo altri discendenti dei Gozzani  tramandarono le antiche storie di famiglia tramite i matrimoni con Isabella di Giulio Cesare Lascaris presidente del senato monferrino e conte di Castellar di Ventimiglia, con Giacinto Magnocavallo dei conti di Varengo e con Giuseppina Sannazzaro dei conti di Giarole.
Una linea monferrina dei Cane fu costretta nel 1358 a lasciare la loro terra perché vessati dalle angherie del marchese del Monferrato e si rifugiarono nella Valle Anzasca, dove intrapresero l’attività di cercatori d’oro. Ormai ricchissimi, furono scacciati perché considerati stranieri, sfruttatori e prepotenti. Discesi dal monte Massone, giunsero nel 1425 a Chesio nel comune di Strona come Luzzogno, luogo di origine dei conti Gozzano. Durante la nuova attività pastorizia scoprirono un filone di materiale ferroso in località Frera sull’Alpe Loccia e si associarono alla ricca famiglia Gianoli di Chesio proprietari dell’Alpe per l’estrazione del ferro, delimitando l’ambito minerario con le loro iniziali scolpite sulla roccia. Esaurita la miniera, la società Cane-Gianoli si trasferì in Valchiusella di Ivrea a fine 1600 dove attivarono una fonderia di ferro, alimentando così il grande negozio di ferramenta a Torino e diventando fornitori del principe Amedeo di Savoia con brevetto del 1715.
Una ipotetica immagine di Facino Cane si trova nel castello di Masino nel Canavese, olio su tela di pittore anonimo del XVII° secolo. Una antica fusione in bronzo, custodita da molte generazioni nella propria casa di Luzzogno da Pietro Cane (*1939) discendente dai cercatori d’oro emigrati dal Monferrato, rappresenta una significativa e inedita immagine di Facino Cane.
Armano Luigi Gozzano 

Quando il Sol Levante incontra Torino

Scopri – To

Alla scoperta di Torino
In Via Monte di Pietà a Torino si trova un luogo magico dall’atmosfera orientale che ci riporta in un piccolo paese del Giappone, si chiama Kintsugiteandcakes. Il nome deriva da Kintsugi ovvero l’arte orientale di riparare gli oggetti rotti mettendo dell’oro puro nelle crepe e poi tea and cakes dai tè e le torte che preparano.
Entrando nel locale si percepisce subito di essere arrivati in un piccolo angolo giapponese, con tavoli di legno, piante e canne di bamboo che decorano la stanza. Un profumo di torta appena sfornata pervade tutto il locale e l’ampia scelta di dolci in vetrina attira anche i clienti più scettici.
Dato il ristretto numero di posti a sedere il tavolo va sempre prenotato prima, quando ci si accomoda le giovani proprietarie, Francesca e Martina molto amiche tra loro, propongono un menù molto ampio, “mochi” ovvero dei “panini” preparati con riso pestato per ottenere un’impasto bianco e morbido che viene poi modellato a sfera, cotto e farcito con ingredienti dolci o salati, vi sono anche vari tipi di tè, bevande e cappuccini rivisitati. Numerosi dolci fusion che uniscono la tradizione torinese con quella giapponese come i baci di matcha, simili ai Baci di dama ma con un impasto al tè matcha, la Moussecacke una tortina al mango, frutto della passione e crumble, poi Kumo un dolce al pistacchio e moltissimi altri per ogni gusto con anche alcune scelte salate per il pranzo.
Il loro cavallo di battaglia si chiama proprio come il locale Kintsugi cake, una torta a forma di foglia verde intensa, composta da una mousse al tè matcha con gelee al frutto della passione con sopra crumble al cacao e caramello salato.
I dolci giapponesi della tradizione erano senza zucchero solo con pochi ingredienti come l’agar agar e i fagioli, con il tempo date le influenze culturali occidentali iniziarono a unire il cacao e vari tipi di zuccheri sempre rimanendo semplici per gustare al meglio ogni ingrediente  utilizzato scelto con cura. Proprio con questa filosofia Francesca e Martina creano i loro dolci per i clienti del locale.
Kintsugi organizza anche eventi molto particolari come il “Matcha e origami breakfast” dove le sapienti mani di Kayo, una giovane donna giapponese, prepara un cerimoniale a base di tè matcha e wagashi giapponesi, dolci tradizionali preparati con zucchero di canna, fagioli e farina di riso, accompagnati poi da una torta fatta in casa e vari gusti di mochi e tutti insieme mentre fanno colazione preparano degli origami con l’aiuto di Kayo. In altre occasioni viene mostrata la preparazione del matcha o dei mochi sempre accompagnati da splendidi cerimoniali e ospiti giapponesi. Il matcha è una varietà di tè verde originario della Cina dove le foglie vengono raccolte e cotte al vapore per molto tempo, ve ne sono di due tipi quelli di foglie giovani ovvero raccolte quando la pianta ha meno di trent’anni e quelle mature quando la pianta ha più di trent’anni, alcune leggende dicono che i più esperti sanno riconoscere quando il tè viene fatto con una o l’altra pianta.
Si dice che questa varietà di tè sia un toccasana per la bellezza e la salute, contiene infatti molecole antiossidanti che proteggono la pelle dall’invecchiamento, inoltre grazie alla presenza di polifenolo aumenta il metabolismo e aiuta contro la ritenzione idrica. Il tè matcha aumenta la memoria grazie ad alcuni amminoacidi che ha al suo interno, aiuta a rilassarsi e migliora la digestione. E’ anche consigliato per i diabetici perché riduce la pressione, il colesterolo e i trigliceridi.
In Italia la cultura del tè è molto meno tipica, proprio per questo locali come Kintsugi permettono di scoprire prelibatezze diverse dal solito e arricchiscono il nostro bagaglio culturale, all’interno del locale ci raccontano infatti che tutti i tipi di tè provengono sempre dalla stessa pianta la Camellia Sinensis e in base alla lavorazione delle foglie si ottiene il tè verde, rosso, nero, fermentato.
Le contaminazioni culturali portano quindi un’enorme crescita da ogni punto di vista e come disse la prprietaria del locale in un’intervista pubblicata online: “Non avere schemi e preconcetti aiuta a sviluppare la creatività. Non ci sono cose che non si possano provare a prescindere, non esistono abbinamenti di sapori da escludere solo perché lo ha detto qualcun altro…”
NOEMI GARIANO

Delegazione cinese a Palazzo Civico

Visita a Palazzo Civico per una delegazione cinese proveniente da Shenyang guidata dal vicesindaco Zhou Zhou che è stata accolta dalla vicesindaca Michela Favaro.

Gemellata con Torino dal 1985 Shenyang, città nota in Cina come “origine di una dinastia e capitale di due imperatori”, è un importante polo economico-commerciale, culturale, tecnologico, logistico, congressuale e di innovazione situato nel nordest del paese, con una popolazione di 9,88 milioni di abitanti e un territorio vasto 13mila chilometri quadrati.

Con Torino negli anni sono nati rapporti di amicizia e cooperazione in ambito commerciale, culturale, accademico, scientifico e sportivo. L’ultima visita a Torino da parte di una delegazione di Shenyang era avvenuta nel 2016.

“Questo – ha spiegato la vicesindaca Michela Favaro, dando il benvenuto alla delegazione cinese – è il primo incontro con i rappresentanti di un altro paese in visita a Palazzo Civico di quest’anno. Il 2024 sarà per la nostra città un anno di grande trasformazione grazie agli investimenti del Pnrr ma anche di grandi eventi di sport, cultura e intrattenimento che coinvolgeranno torinesi e turisti da tutto il mondo”. Nel suo discorso la vicesindaca ha poi ricordato anche gli investimenti su digitale e innovazione e quelli per sostenere il commercio di prossimità.

“Siamo molto interessati a sviluppare rapporti di collaborazione con Torino –ha spiegato il vicesindaco di Shenyang – e per questo coinvolgeremo nelle prossime visite le nostre imprese e Università. Sappiamo che Torino ha una importante tradizione nel settore dell’automotive e nella nostra città sono molto conosciuti anche i vostri atenei, in modo particolare il Politecnico, e le squadre di calcio Juventus e Torino”.

“Lavoreremo per avviare un dialogo proficuo tra le nostra città sugli ambiti che ci proponete” ha concluso la vicesindaca, ricordando che nel settore dell’automotive molte imprese torinesi collaborano già attivamente con la Cina, che il Politecnico che ha una platea internazionale di studenti conta tra i suoi iscritti anche studenti cinesi mentre nel settore dello sport potranno essere organizzati programmi di scambio indirizzati magari in modo particolare ai più giovani.

ICT, R1 Group festeggia 30 anni. Nuova sede a Torino

R1 Group, system integrator a capitale interamente italiano, cresce ancora e a gennaio apre una nuova sede a Torino, che si aggiunge a quelle di Roma, Milano, Perugia, Napoli, Genova.

 

L’apertura degli uffici a Torino assicurerà a R1 Group un nuovo presidio commerciale nel Norditalia, in una delle città da sempre più sensibili all’innovazione. “Ci è venuto naturale scegliere Torino” spiega Marco Rossi, Team Leader della nuova sede e già Team Leader della sede di Genova del Gruppo. “Torino e il Piemonte continuano a investire sul loro sviluppo forti di un DNA che unisce storia e innovazione, proprio come noi, che mettiamo da trent’anni competenza ed esperienza al servizio di idee, servizi e progetti sempre più innovativi e digitali pensati per tutte le imprese. Qui, dove ricerca, sviluppo e innovazione, competitività e transizione digitale rappresentano la vocazione all’innovazione di Torino e sono per noi strumenti per la creazione di valore per le società, il tessuto sociale e le economie.” Ospitata a Turin Confienza, in un edificio storico di pregio nel cuore di Torino, la sede di rappresentanza si avvale dei diversi ambienti di lavoro suddivisi in spazi flessibili, open space e spazi comuni nel pieno centro della città.

 

Per celebrare questo momento, il 19 gennaio 2024 si svolgerà un evento di inaugurazione, il primo di presentazione sul territorio piemontese, del Gruppo, delle società di R1 Group e del team di lavoro. Sono previsti ospiti dei brand della tecnologia, figure chiave del Gruppo e clienti.

 

R1 Group, 30 anni di esperienza per il digital partner a capitale italiano

Con 6 società (R1 S.p.A., Eurome, Gway, R1 Lease, Cyber- Bee, Trice), 6 sedi in Italia e 200 professionisti, R1 Group è oggi un digital partner sempre più strategico per i principali player tecnologici del mercato ICT italiano, che con le sue soluzioni e tecnologie accompagna in media 800 clienti all’anno nella Digital Transformation.

La crescita di R1 Group, che ha chiuso il 2023 con 300 milioni di euro di venduto (+50% rispetto al 2022) è uno specchio dello sviluppo degli investimenti digitali delle aziende italiane. Secondo Assintel, la spesa in Italia ICT business del 2023 è di circa 39 miliardi di euro. Mentre gli osservatori Startup Thinking e Digital Transformation Academy stimano per il 2024 un incremento di quasi il 2% del budget ICT delle aziende nazionali. Un dato superiore alle previsioni di crescita del PIL e in continuità con il trend degli ultimi 8 anni. E infatti la trasformazione digitale è una chiave per la modernizzazione di tutto il Paese: da cloud, cittadinanza digitale, cybersecurity, intelligenza artificiale e internet delle cose dipendono, tra l’altro, la semplificazione della PA, il potenziamento della competitività del sistema produttivo anche gli investimenti in turismo.

R1 Group si trova al centro di questo mondo da 30 anni, accompagnando le più importanti aziende del settore pubblico e privato attraverso l’offerta delle migliori soluzioni e tecnologie presenti sul mercato. Era il 1994 quando Giancarlo Stoppaccioli ha aperto a Roma un’azienda familiare per la vendita di materiali di consumo e di hardware. Da allora, il passaggio da S.r.l a S.p.A., i percorsi di certificazione e di specializzazione, l’apertura di nuove sedi e società, le importanti partnership consolidate e la creazione di un ecosistema strategico hanno affermato R1 Group come uno dei partner più affidabili per intraprendere progetti di integrazione di sistemi e di tecnologie.

 

30 anni di storia in un’industria e in un mercato competitivo e veloce come quello dell’ICT sono un traguardo di assoluta soddisfazione” – dichiara Giancarlo Stoppaccioli, President & Founder di R1 Group – “che voglio condividere con tutte le persone e con tutti i clienti con i quali abbiamo lavorato in questi anni. L’arrivo in Piemonte risponde alla nostra necessità di disporre di una struttura sempre più capillare per penetrare in modo ancora più efficace nel territorio del nord ovest e rappresenta una nuova, ulteriore, tappa del nostro percorso di crescita”.

 

 

 

 

Company Profile

R1 Group
R1 Group è un Digital Partner con sedi a Roma, Milano, Napoli, Perugia, Genova e Torino che lavora con le più importanti aziende del settore pubblico e privato. 30 anni di esperienza hanno permesso al Gruppo di stringere partnership con i principali players tecnologici del mercato e di offrire alle aziende soluzioni e tecnologie per accompagnarle nella Digital Transformation.
Con le società R1 S.p.A., Eurome, Gway, Cyber-Bee, Trice ed R1 Lease, il Gruppo combina le soluzioni e i prodotti dei partner con il valore della progettazione ed il proprio know-how tecnico grazie ad attività di project management, moderne soluzioni di virtualizzazione, di networking, di gestione documentale, di digital marketing e sicurezza IT. Nel 2022 R1 ha ottenuto da CRIBIS D&B il Prime Company, il riconoscimento di massima affidabilità commerciale.

 

La retrospettiva dedicata a Marlon Brando nel 42° TFF diretto da Giulio Base

È dedicata a Marlon Brando la grande retrospettiva del 42° Torino Film Festival che si terrà dal 22 al 30 novembre 2024, per la prima volta diretto da Giulio Base.

Dopo la mia nomina ho iniziato a lavorare subito al mio progetto di TFF e ho immaginato un importante omaggio a Marlon Brando, forse il più grande attore di sempre, nessuno come lui ha lasciato unimpronta così potente nella storia del cinema, è il modello a cui guardano gli interpreti di tutto il mondo racconta Giulio Base, direttore del TFF. Nel centenario della nascita, mi sembrava giusto e doveroso dedicare unampia retrospettiva a colui che ha rivoluzionato larte della recitazione, lasciando un segno indelebile non solo nellimmaginario filmico ma generando personaggi diventati icone del costume”.

 

Con lannuncio di questa retrospettiva inizia a definirsi la direzione di Giulio Basesottolineano Enzo Ghigo e Domenico De Gaetano, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema di Torino. La scelta di un omaggio dedicato a Marlon Brando unisce passato e presente e ripercorre tutta la carriera di uno dei più grandi attori di tutti i tempi, sovente controverso ma sempre attuale. I migliori auguri al direttore e a tutto lo staff del TFF per questa nuova edizione”.

Oltre due chili di cocaina nascosti nella scarpiera

Nel corso delle attività investigative condotte dalla Polizia di Stato per il contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, la Squadra Mobile di Torino ha operato l’arresto di due uomini di nazionalità albanese, regolari sul territorio nazionale, gravemente indiziati dell’illecita detenzione di oltre 2,2 chilogrammi di cocaina, destinati ad alimentare il mercato clandestino dei narcotici di questo capoluogo.

In particolare, gli investigatori della Sezione Antidroga della Squadra Mobile, a seguito di prolungati servizi di osservazione, effettuavano accurati accertamenti per l’individuazione di possibili luoghi di occultamento del narcotico, da parte dei due suddetti stranieri, sospettati dell’illecito traffico.

In particolare venivano individuati due appartamenti ubicati nel quartiere cittadino di “Madonna di Campagna”, che sarebbero risultati nella disponibilità dei soggetti investigati.

Gli investigatori, all’esito di un prolungato ed ininterrotto servizio di osservazione nei pressi delle abitazioni individuate, bloccavano ed identificavano i due uomini, separatamente, all’uscita dagli stabili in argomento.

Le successive perquisizioni dei due domicili consentivano di sequestrare, all’interno del primo alloggio, abilmente occultati nell’intercapedine di una scarpiera, 4 involucri contenenti sostanza stupefacente del tipo cocaina, per complessivi Kg.1,200, oltre ad un bilancino di precisione ed a materiale utile per il confezionamento della droga in dosi.

All’interno del secondo appartamento venivano sequestrati, nascosti all’interno di un materasso, ulteriori 2 (due) involucri contenenti identica sostanza psicoattiva, per complessivi Kg. 1,025, nonché tre bilancini di precisione, materiale idoneo al confezionamento dello stupefacente nonché una rilevante somma di denaro contante.

Alla luce di quanto rinvenuto, i due uomini albanesi venivano tratti in arresto.

Merlo: Piemonte, anche alle regionali il Centro unito

“Anche alle prossime regionali piemontesi il Centro deve essere unito. Unito sul progetto politico
ed amministrativo per il futuro della Regione Piemonte e, soprattutto, unito nella presentazione di una lista che incarni quella ‘politica di centro’ e quella domanda di Centro richiesti da settori
consistenti, e crescenti, della pubblica opinione moderata e riformista subalpina.
Un luogo politico che non è compatibile con qualsiasi estremizzazione e con quelli che fanno della radicalizzazione politica la loro ragion d’essere. E questo luogo politico non può che coincidere con una lista civica espressione dei territori, degli amministratori locali – soprattutto dei piccoli e medi Comuni che sono la stragrande maggioranza degli enti locali piemontesi – e di tutti coloro che individuano nel civismo una risorsa politica, culturale ed amministrativa”.
Giorgio Merlo, Dirigente nazionale Tempi Nuovi-Popolari uniti.

Al centro culturale Dar Al Hikma di Torino “Diritti umani e fratellanza”

Una immagine dell’incontro di martedì 9 gennaio 2024, presso il Centro Culturale Dar Al Hikma di Torino su «Diritti umani e fratellanza, un confronto tra diritto canonico, shari’ah e halakha» con mons. #AlessandroGiraudo, vescovo ausiliare di Torino, L’incontro fa parte del ciclo de “I martedì della sapienza islamica” organizzati dall’ ISA Interreligious Studies Academy . Al dibattito hanno partecipato: imam #YahyaPallavicini (vicepresidente #COREIS Italia, rav #ArienFinzi (rabbino capo di Torino) e la professoressa #IlariaZuanazzi (docente del Dip. Giurisprudenza dell Università degli Studi di Torino). Moderatrice #AishaLazzerini (COREIS Italia). Hanno portato un saluto: #GiampieroLeo (vice-presidente Comitato Regionale Diritti Umani e comitato Noi siamo con Voi), #YounisTawfik (giornalista, scrittore e presidente del Centro Dahr al-Hikma) e #FrancaGiusti (consigliera dell’Ordine dei Giornalisti di Torino)
cfr: https://www.diocesi.torino.it/site/s-photogallery/mons-giraudo-ai-martedi-della-sapienza-islamica-su-diritti-umani-e-fratellanza-torino-9-gennaio-2024-foto-reale/
Diocesi di Torino Foto: #Reale

(da Facebook Ufficio Pastorale per la Cultura Arcidiocesi di Torino)

Qualità dell’aria, Confagricoltura Piemonte: continua il dialogo con la Regione

Palazzo Piemonte, l’incontro con le Organizzazioni agricole organizzato dall’Assessore all’Agricoltura Protopapa e la direzione regionale 

 

Positivo l’incontro con l’Assessore all’Agricoltura e Cibo, Marco Protopapa che ha visto ancora una volta accolte le richieste di Confagricoltura Piemonte.

Infatti, con l’imminente applicazione delle norme e dei vincoli previsti dal nuovo Piano stralcio agricoltura per la qualità dell’aria, la Federazione regionale degli imprenditori agricoli si era rivolta direttamente al presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, evidenziando le preoccupazioni degli agricoltori per le nuove misure attualmente in essere, che prevedono un impegno a carico del settore agricolo sempre più oneroso, vasto e articolato.

Plaudiamo al fatto che la Regione ha istituito, su nostro suggerimento, un tavolo tecnico di lavoro da convocare nel più breve tempo possibile per affrontare le due criticità più urgenti relative alla gestione delle coperture dei cumuli di letame e alla chiusura dei vasconi di stoccaggio dei liquami, e poi periodicamente per superare le criticità che, via via, si presenteranno, analogamente a quanto già avviene con il Comitato nitrati per l’utilizzazione agronomica dei reflui zootecnici. In altre parole, il tavolo, che sarà anche coadiuvato da esperti dell’Università, dovrà analizzare le numerose problematiche tecnico-gestionali e concordare protocolli o indicazioni operative omogenee per tutti i soggetti coinvolti, dalle aziende ai progettisti fino agli enti che dovranno effettuare i controlli” ha affermato Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte. “Da sempre riteniamo che un’azione concordata tra mondo agricolo ed ente pubblico rappresenti la migliore soluzione per tutti gli attori delle filiere e non ultimo per i cittadini”.

In conclusione Confagricoltura Piemonte ha ancora una volta rimarcato il fatto che la dotazione finanziaria riservata all’intervento SRD02 del Complemento di sviluppo rurale non sia sufficiente, chiedendo alla Regione di prevedere un incremento dei modesti fondi per il bando 2024 di prossima emanazione.

AffiDarsi, al via la sesta edizione

In un contesto regionale, quello del Piemonte, che attraversa un momento particolarmente complesso a livello sociale, l’Associazione Museo Nazionale del Cinema (AMNC) da anni promuove con la cultura il servizio dell’affido. Lo fa insieme a Città di Torino, Casa dell’Affidamento e Fondazione Crt grazie alla rassegna cinematografica AffiDarsi che quest’anno giunge alla sesta edizione.

Dal 14 gennaio all’11 febbraio 2024, attraverso cinque film, l’AMNC apre il dialogo con il pubblico sui temi dell’accoglienza e dell’inclusione. Sul grande schermo saranno proposte storie universali, in grado di parlare al cuore delle persone con un linguaggio semplice, pensate per i più piccoli ma anche per gli adulti, seguendo il concetto di famiglia nel senso più ampio del termine.

Si tratta di proiezioni a ingresso libero con un focus sul cinema d’animazione, a partire da Elemental di Peter Sohn (Stati Uniti, 2023, 93’), in programma il 14 gennaio alle ore 15.30 al Cinema Massimo del Museo Nazionale del Cinema. Gli altri film in calendario sono Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki, Ruby Gillman di Kirk DeMicco e Faryn PearlIl gatto con gli stivali 2 di Joel Crawford e Yuku e il fiore dell’Himalaya di Rèmi Durin e Arnaud Demuynck.

Solidarietà umana e sociale

«L’affido è una delle più alte forme di solidarietà umana e sociale, da cui nascono storie che non sono mai banali; il cinema – afferma Jacopo RosatelliAssessore a Welfare, Diritti e Pari opportunità della Città di Torino – aiuta a capire che l’affido è un’avventura che non annoia perché fa vivere ai suoi protagonisti emozioni che cambiano le loro vite. Crescere in una famiglia è un diritto, dunque è importante che ogni adulto che sia nelle condizioni di farlo rifletta sulla possibilità di mettersi in gioco aprendo il proprio futuro alla presenza di bambini e bambine, ragazzi e ragazze che hanno diritto di ricevere affetto e cura».

Storie universali di accoglienza e inclusione

«Dopo le seguitissime ultime rassegne di AffiDarsi, siamo molto contenti di continuare il percorso cinematografico insieme alla Casa dell’Affidamento – dichiara Valentina NoyaVicepresidente dell’AMNC – e soprattutto in Piemonte, contesto complicato dalla legge “allontanamenti zero”. Riteniamo importante proporre alle famiglie dei momenti culturali pubblici, dedicati a bambini e ragazzi, per condividere sul grande schermo le emozioni che sa regalare il cinema d’animazione attraverso storie universali di accoglienza e inclusione. Un ringraziamento particolare va ai nostri importanti partner, il Museo Nazionale del Cinema, il CineTeatro Monterosa e il Centro Studi Sereno Regis che a diversi livelli lavorano insieme a noi con passione sul territorio».

Le famiglie affidatarie di Torino: linfa vitale delle politiche sociali

«L’affido familiare è al centro delle politiche sociali della Città di Torino da oltre quarant’anni: è un atto di genitorialità sociale, attenzione e solidarietà, un gesto che può cambiare la vita di un bambino in una temporanea situazione di vulnerabilità, quando la sua famiglia biologica non può prendersene cura. Le famiglie affidatarie – prosegue Barbara SolariDirigente del Servizio Minori e Famiglie della Città di Torino – rappresentano la linfa vitale di questo sistema e si collocano al centro di un percorso condiviso e di un supporto professionale che vede coinvolti, da un lato, le famiglie d’origine, e dall’altro i Servizi Sociali, in un costante dialogo e sostegno. Nonostante l’incessante impegno di tutti, in città rimane molto alto il bisogno di più famiglie affidatarie: la rinnovata collaborazione con l’Associazione Museo Nazionale del Cinema ha l’obiettivo di mantenere viva la cultura dell’affidamento e la sensibilizzazione sul tema affinché tutti i minori aventi diritto possano beneficiare di questa meravigliosa opportunità».

Il programma

 

Domenica 14 gennaio, ore 15,30, Cinema Massimo (via Verdi 18, Torino)

Elemental di Peter Sohn (USA 2023, 93′)

La nuova animazione targata Pixar dà forma e colore ai quattro elementi. Ember, ragazza di fuoco determinata a continuare l’attività di famiglia, incontra Wade, ragazzo d’acqua che la mette alla prova sfidando le leggi di Element City, città multiculturale dove gli elementi non si mischiano. Un racconto d’amore e formazione per cui il regista si è ispirato alla migrazione dei suoi genitori dalla Corea agli Stati Uniti, riflettendo sulle dinamiche dell’integrazione e del confronto tra differenti provenienze. Ingresso libero con prenotazione scrivendo a info@amnc.it oppure attraverso Eventbrite https://bit.ly/48iwoom

Domenica 21 gennaio, ore 15,30, CineTeatro Monterosa (via Brandizzo 65, Torino)

Il mio vicino Totoro di Hayao Miyazaki (Giappone 1988, 86′), ingresso libero

Nei giorni in cui è uscito nelle sale con grande successo Il ragazzo e l’airone, AffiDarsi propone uno dei capolavori animati di Hayao Miyazaki, distribuito in Occidente con due decenni di ritardo dopo il successo degli altri titoli del maestro giapponese. L’amicizia di due sorelline con un Totoro, buffa creatura dai magici poteri che vive nella foresta è lo spunto per uno sguardo surreale e magico sul rapporto tra natura e umanità.

Domenica 28 gennaio, ore 15,30, Centro Studi Sereno Regis (via Garibaldi 13, Torino)

Ruby Gillman, la ragazza con i tentacoli di Kirk DeMicco e Faryn Pearl (USA 2023, 91’), ingresso libero

Ruby Gillman è allegra, colorata, simpatica e una figlia obbediente, specie quando si tratta di rispettare il diktat di casa Gillman: stare lontani dall’oceano. Quando però il ragazzino che le fa battere il cuore finisce in acqua con lo skate e stenta a riemergere, Ruby non ci pensa due volte e si tuffa, scoprendo un paio di cose su di sé che le erano state taciute dalla nascita.

Domenica 4 febbraio, ore 15,30, Centro Studi Sereno Regis

Il gatto con gli stivali 2, l’ultimo desiderio di Joel Crawford (USA 2022, 102′), ingresso libero

Il Gatto con gli Stivali ha appena scoperto di aver esaurito otto delle sue nove vite e ha incontrato un Lupo Cattivo che gli ricorda come, stavolta, anche lui dovrà morire. Dunque Gatto va alla caccia di una stella caduta nella Foresta Oscura che possa esaudire il suo più grande desiderio: ripristinare le numerose vite perdute, ma non è il solo ad avere una grande aspirazione esistenziale, ci sono anche Kitty, Riccioli d’Oro e i tre Orsi e Jack Horner, un megalomane squilibrato uscito da una filastrocca di Mamma Oca.

Domenica 11 febbraio, ore 15,30, Centro Studi Sereno Regis

Yuku e il fiore dell’Himalaya di Rémi Durin e Arnaud Demuynck (BE/FR 2022, 65′), ingresso libero

In cima alle montagne più alte della terra vive una pianta che si nutre della luce più pura: si chiama fiore dell’Himalaya. La topolina Yuku lascia la sua famiglia per cercare questo fiore magico e regalarlo alla nonna che ha annunciato che presto dovrà seguire la piccola talpa cieca nelle profondità della terra, ma per trovarlo c’è un lungo viaggio da fare, pieno di ostacoli. Sulla sua strada, grazie alla musica e alle canzoni, Yuku si farà molti amici: sono loro il bene più prezioso per riuscire nell’avventura della vita.