ilTorinese

Rapine nelle farmacie di Torino, fermato un uomo

La Polizia di Stato ha eseguito, a Torino, un fermo di p.g. di un cittadino italiano gravemente sospettato di aver commesso, il giorno precedente, una rapina e un tentativo di rapina ai danni di due farmacie del centro città.
L’attività di indagine, svolta degli investigatori della Squadra Mobile, ha consentito di ricondurre i due episodi alla medesima persona per le modalità di azione. L’uomo si era presentato nelle farmacie con il volto parzialmente coperto da occhiali da sole e cappuccio, armato di un grosso coltello, e aveva minacciato il personale facendosi consegnare il denaro, appropriandosi di oltre 1200 euro.
L’immediata intensificazione dei servizi di controllo del territorio ha consentito di individuare e fermare, già il giorno successivo, il presunto responsabile mentre percorreva una via cittadina.
Durante le perquisizioni sono stati trovati i vestiti, le scarpe e il coltello utilizzati durante le rapine . Gli elementi raccolti, insieme alle testimonianze e al riconoscimento fotografico da parte delle vittime, hanno confermato i gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo, un cinquantaduenne italiano, già noto alle Forze dell’Ordine per reati della stessa natura e già sottoposto a misure cautelari e di sicurezza.
Pertanto, anche in relazione al fondato il pericolo di fuga e di reiterazione dei reati, è stato disposto nei suoi confronti il provvedimento restrittivo del fermo di p.g., convalidato dall’Autorità giudiziaria che ne ha disposto la custodia cautelare in carcere presso la Casa Circondariale Lorusso e Cutugno.

Grande Torino, firmato il Patto per il luoghi della memoria degli Invincibili

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È stato sottoscritto questa mattina il Patto di collaborazione per la cura e la valorizzazione delle “Memorie del Grande Torino” presso il Cimitero Monumentale e la Basilica di Superga. L’accordo vede insieme la Città di Torino, AFC Torino SpA e il Circolo Soci Torino FC 1906, presieduto da Leonardo Mario D’Alessandro, impegnati nella tutela di alcuni tra i luoghi più significativi della memoria collettiva cittadina.

Il patto consolida e rinnova un impegno avviato già nel 2019 dal Circolo, che nel tempo ha operato per mantenere il decoro e la dignità degli spazi commemorativi dedicati la memoria degli Invincibili, simbolo non solo sportivo ma anche civile della città e dell’Italia del dopoguerra, tragicamente scomparsi il 4 maggio 1949 nel disastro aereo di Superga.

“Il Grande Torino non appartiene solo agli archivi dello sport, ma all’anima stessa della nostra città – commenta l’assessora ai Servizi Cimiteriali Chiara Foglietta -.  Quei campioni hanno rappresentato la forza di rialzarsi, di credere nel futuro, in un momento in cui Torino e l’Italia intera uscivano dalle macerie della guerra. Per questo la cura dei luoghi che ne custodiscono la memoria è un dovere civico oltre che un gesto di profondo rispetto. Come torinese e tifosa granata – ha proseguito l’assessora – questo impegno ha per me anche un valore personale: significa contribuire a mantenere vivo un legame che attraversa generazioni. Grazie al Circolo Soci Torino FC 1906 e ad AFC per la dedizione e la passione dimostrate in questi anni: insieme continuiamo a custodire un’eredità che appartiene a tutti”.

“Ringrazio l’assessora e la Città di Torino per la fiducia e per la collaborazione che ci viene rinnovata – ha dichiarato il presidente del Circolo Soci Torino FC 1906 Leonardo Mario D’Alessandro –. Il nostro impegno prosegue nella cura e nella manutenzione dei luoghi della memoria, dal Cimitero Monumentale alla Basilica di Superga, che seguiamo con dedizione ormai da anni. Nonostante i recenti atti vandalici che hanno colpito il totem dedicato alla storia del Grande Torino, siamo già al lavoro per il pieno ripristino e contiamo di restituirlo alla città in perfette condizioni in vista del 4 maggio. Per noi si tratta non solo di un’attività associativa, ma di una responsabilità profonda e anche personale: custodire la memoria degli Invincibili significa preservare una parte essenziale dell’identità di Torino e trasmetterla alle nuove generazioni.”

Il Grande Torino non è stato solo una squadra di calcio leggendaria, capace di vincere cinque scudetti consecutivi, ma rappresenta ancora oggi un punto di riferimento nella storia della rinascita nazionale dopo il secondo conflitto mondiale: un esempio di unità, talento e orgoglio che seppe restituire speranza a un Paese ferito. La tragedia di Superga colpì profondamente il cuore dell’Italia, e ancora oggi il legame tra la città e i suoi campioni resta indissolubile. Curare i luoghi del loro riposo significa onorare la storia stessa di Torino.

Al Cimitero Monumentale, il patto riguarda in particolare l’arcata 146 della V ampliamento, dove sono collocate le targhe commemorative dei caduti, e il monumento dedicato al Grande Torino realizzato dall’architetto Cappellari nell’VIII ampliamento. Qui il Circolo continuerà a occuparsi di interventi di manutenzione ordinaria, pulizia e cura delle aree, nel pieno rispetto delle normative vigenti e senza alcun onere per la Città o per AFC.

Analogo impegno è previsto presso la Basilica di Superga, luogo simbolo della tragedia del 4 maggio 1949, dove si trova la lapide commemorativa collocata sul muraglione posteriore, ancora segnato dall’impatto dell’aeromobile. Il patto consentirà di proseguire le attività di monitoraggio e segnalazione delle criticità, come già avvenuto per la lastra centrale che presenta segni di deterioramento.

AFC Torino SpA, società interamente partecipata dalla Città e responsabile della gestione dei cimiteri cittadini, conferma il proprio ruolo di supporto organizzativo e logistico, garantendo le condizioni per lo svolgimento delle attività commemorative e contribuendo alla loro valorizzazione.

L’accordo si inserisce nel quadro delle politiche di amministrazione condivisa dei beni comuni. Come già avvenuto per importanti interventi di recupero del patrimonio storico cittadino – ultimo in ordine di tempo il restauro della tomba di Bernardino Drovetti – la Città di Torino punta sullo strumento dei Patti di Collaborazione per coinvolgere attivamente la cittadinanza e le associazioni nella tutela del decoro urbano e della memoria collettiva.

Con la firma del patto, Torino rinnova così il proprio impegno nel preservare e tramandare la memoria del Grande Torino, patrimonio identitario della città e simbolo universale di sport, comunità e rinascita.

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“Fantozzi. Un mito italiano” Alla Fondazione Mirafiore

Sabato 18 aprile sarà la volta di Guido Harari

Il laboratorio di Resistenza Permanente della Fondazione E. Mirafiore si avvia verso la conclusione della sua sedicesima edizione, con tre appuntamenti straordinari capaci di restituire al pubblico il meglio di quella cultura italiana, che sa essere popolare e raffinata, comica e profonda, quotidiana e immortale. Venerdì 17 aprile, alle ore 19, il teatro della Fondazione Mirafiore, in collaborazione E.ART.H Foundation accoglie “Fantozzi. Un mito italiano”, con Guido Andrea Pautasso e Luca Bochicchio, curatori di una mostra a lui dedicata, ad approfondire e analizzare la figura del personaggio di Fantozzi con particolare rilevanza alla sua immagine cinematografica, culturale e immaginaria. Entrambi hanno collaborato alla stesura del libro “Fantozzi. Un mito italiano”, che sarà presentato per l’occasione e che ripercorre le tappe che hanno reso Fantozzi l’antieroe per eccellenza, e ai racconti saranno alternate le proiezioni di alcune iconiche scene dei suoi film. Considerato l’ultima maschera della commedia italiana dopo Totò. Fantozzi nacque dalla penna di Paolo Villaggio, che poi interpretò anche il personaggio cinematografico, con una serie di racconti pubblicati sul settimanale L’Europeo e successivamente, nel 1971 con un romanzo pubblicato da Rizzoli a seguito del successo ottenuto dal “ragioniere nazionale” e incarnandosi in 11 film entrati nella memoria collettiva, diventando molto più di un personaggio comico. Uno specchio spietato e affettuoso dell’italiano medio, delle sue umiliazioni quotidiane, delle sue sconfitte sempre sfiorate e mai.

Sabato 18 aprile, alle ore 18.30, la penultima serata della stagione porta a Serralunga d’Alba un ospite fra i più luminosi: Guido Harari, con “La luce nello sguardo”. Nato al Cairo nel 1952, e formatosi da autodidatta ispirandosi ai grandi fotografi di rock e jazz degli anni Quaranta, Harari si è formato negli anni Settanta come fotografo e giornalista musicale, diventando nel tempo uno dei più autorevoli ritrattistica italiani, capace di attraversare decenni di musica, di cultura e di spettacolo con un obiettivo sempre teso a cogliere non il gesto, ma l’anima. In oltre cinquant’anni di carriera, ha collaborato con le maggiori testate internazionali, la fotografia musicale dentro le gallerie d’arte e curato il recupero degli archivi storici dimenticati, tra cui quelli dei leggendari Art Kane e Joe Alper. Nel 2011 ha fondato ad Alba, insieme a Cristina Pellissero, la Wall of Sound Gallery, segnando con questo gesto un ritorno alle radici piemontesi, che rende la sua presenza alla Fondazione Mirafiore qualcosa in più di un semplice incontro, un racconto intimo per immagini e parole di una vita trascorsa a inseguire la luce negli occhi delle persone e il senso del tempo nei loro volt.

L’intera stagione è stata guidata dalla parola #partecipazione, che trova la sua incarnazione più autentica e fisica nell’ultimo atto della sedicesima edizione, sabato 25 aprile, quando a partire dalle ore 10 tornerà l’appuntamento ormai tradizionale e irrinunciabile della Fondazione Mirafiore10. Il ritorno è al nuovo Bar Fontana by Ugo Alciati, sotto i portici della Bottega del Vino, da cui partiranno tre gruppi di lettura guidati da Oscar Farinetti, Antonio Armano e Paola Farinetti, ciascuno con la propria voce e il proprio sguardo a fare da filo conduttore tra gli alberi e i sentieri del bosco. Al termine della passeggiata, una sosta per ricordare i partigiani caduti della 21esima Brigata Matteotti, e per intonare insieme i canti della Resistenza, accompagnati dalla voce di Filippo Bessone, ex frontman del gruppo Trililu e dalla Filarmonica del maestro Walter Porro.

In caso di maltempo, la passeggiata si trasferirà nelle cantine storiche di Fontanafredda, dove la storia di questa terra continua a vivere tra i muri e il profumo del vino.

Partecipazione libera con prenotazione gradita su fondazionemirafiore.it

Mara Martellotta

Città in Danza Piemonte 2026, quando l’arte incontra la solidarietà

L’edizione 2026 di Città in Danza Piemonte si preannuncia come un appuntamento di straordinaria intensità artistica e umana, capace di coniugare il linguaggio universale della danza con un profondo messaggio di impegno sociale.
Sabato 18 aprile prossimo, dalle ore 11 alle ore 20, il palcoscenico del teatro Superga di Nichelino ospiterà la 18esima edizione della tappa piemontese del celebre concorso nazionale targato UISP, patrocinata dalla Regione Piemonte. Quest’anno la manifestazione si arricchisce di un significato ancora più speciale: la presenza di rappresentati della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, che offrirà al pubblico di celebrare un’occasione importante, ossia i quarant’anni di attività della Fondazione. Un anniversario che racconta quattro decenni di dedizione, eccellenza scientifica e sostegno concreto a migliaia di persone, e che verrà omaggiato attraverso la forza espressiva della danza.

“Città in Danza” non è soltanto un evento, ma un progetto culturale che rappresenta profondamente i valori UISP: accessibilità, inclusione, partecipazione e valorizzazione della persona. Se un tempo la danza era considerata un ambito riservato a pochi, oggi si afferma come spazio aperto, in cui ciascuno può trovare il proprio modo di esprimersi, il talento, secondo questa visione che non è prerogativa di pochi ma una qualità diffusa che ha bisogno di contesti qualificati e accoglienti per emergere. I numeri della tappa piemontese raccontano la vitalità di questo movimento: 39 associazioni sportive partecipanti, 139 coreografie in gara e ben 640 tra candidate e candidati, tra i più piccoli, a partire dai 4 anni, fino agli over 60. Un mosaico di esperienze, età e linguaggi che attraversa tutte le discipline, dalla danza classica alla contemporanea, dall’hip-hop al modern, fino alla danza jazz. A valutare le esibizioni, sarà una giunta di alto profilo, chiamata ad assegnare punteggi validi per la classifica finale, che prevede premi e borse di studio di categoria tecnica e scuola. In palio anche l’accesso alle finali nazionali, culmine di un percorso che attraversa 15 tappe in tutta Italia.
Città in Danza Piemonte 2026 si conferma così un’evento capace di andare oltre la competizione autentica, in cui arte, sport e comunità si intrecciano. Un palcoscenico dove ogni gesto racconta una storia e dove la danza diventa veicolo di valori, emozioni e speranza.
Un appuntamento aperto a tutti, in cui il movimento del corpo si fa linguaggio universale, e la bellezza dell’arte incontra la forza della solidarietà.

Mara Martellotta

All’Orto Botanico Salucci presenta “Riflessi d’acqua tra arte e natura”

Per la prima volta all’ Orto Botanico dell’Università di Torino si tiene una mostra che pone in dialogo la fotografia contemporanea e l’ambiente, immersi, attraverso la postproduzione, in una dimensione acquatica e straniante. Architetture familiari si trasformano, cosi,  in visioni poetiche e in riflessioni sull’innalzamento delle acque e sul fragile equilibrio presente tra uomo e ambiente.
La mostra è  anche l’occasione per rendere omaggio alla città di Torino con tre opere inedite di Aldo Salucci, dedicate allo skyline cittadino, a piazza San Carlo e allo stesso Orto Botanico.
All’interno della mostra sarà inoltre esposto un kakemono giapponese, un dipinto a inchiostro su seta realizzato a Kyoto intorno alla metà dell’Ottocento  da un artista della scuola Maruyama Shijō, raffigurante una carpa che risale una cascata. L’opera è simbolo di crescita continua attraverso lo studio e la ricerca, e sarà  posta in dialogo con le fotografie di Salucci e potrà essere ammirata nel corso delle visite guidate.
L’intero percorso invita alla quiete e alla riflessione, al rallentare lo sguardo, ascoltare il silenzio dell’acqua e percepire il mutare delle stagioni, che permette di riscoprire l’Orto Botanico come luogo di conoscenza, di dialogo e consapevolezza ambientale, in cui fotografia, natura e ricerca scientifica si incontrano.

La mostra è  realizzata dall’Università di Torino, Orto Botanico, Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi e Associazione Amici Orto Botanico, con il patrocinio della Regione Piemonte, del Comune di Torino e Consolato del Giappone. Main sponsor Smat Società Metropolitana Acque Torino. La mostra fa parte del circuito Extra di Exposed Torino Photo Festival.

Mara Martellotta

Rapine ai bancomat con la “marmotta”, sgominata la gang: sette arresti

Sette le persone finite in manette dopo un’operazione dei carabinieri di Vercelli, nell’ambito di un’inchiesta che ha fatto piazza pulita di una gang esperta in rapine ai bancomat con il “metodo della marmotta”. Gli arresti sono scattati tra Torino, Vercelli e il territorio di Foggia. Quattro complici, invece, hanno ricevuto l’obbligo di firma e di dimora.

L’operazione ha messo in luce un gruppo criminale attivo nel Nordovest. Due capi sono accusati di aver architettato e coordinato le imprese, mentre gli altri si occupavano di procurare l’esplosivo, piazzare gli ordigni, compiere i furti o gestire intestazioni fasulle di auto e immobili usati come rifugi, oltre al riciclaggio del bottino.

Le perquisizioni hanno portato al pignoramento di due auto e una moto provento di furto, tre “marmotte” metalliche già piene di esplosivo e pronte per l’azione, 20 chili di polvere da sparo, targhe contraffatte, un disturbatore di frequenze, apparecchi tecnologici per forzare le centraline delle macchine, attrezzi artigianali per scassinare porte corazzate e bancomat, assieme ai caschi e altro materiale utilizzato durante gli assalti.

VI.G

Cade dal tetto mentre lavora: elisoccorso al Cto

Un grave incidente sul lavoro si è verificato ieri a Castellamonte, in via San Sebastiano 24. Un uomo di 50 anni è precipitato da un’altezza di circa 5 metri mentre era impegnato nelle operazioni sul tetto.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i soccorritori del 118 dell’Azienda Zero, con un’ambulanza e l’elisoccorso. La vittima, in condizioni critiche con un politrauma, è stata trasportata d’urgenza al Cto di Torino in codice rosso e ora è seguito dai medici. Sono in atto le verifiche per chiarire la precisa dinamica dell’incidente.

VI.G

“Sentinelle di Torino. Dove la memoria incontra la città”

Evento/Incontro tra “Veterani della Difesa”, Scuole e Artisti, presso il “Monumento Nazionale dell’Arma di Artiglieria” o “Arco del Valentino”

Martedì 21 aprile, dalle 9,30 alle 12,30

La realizzazione per immagini di un vero e proprio “Carnet de Voyage” attraverso il quale “valorizzare i Monumenti Militari di Torino, il loro significato ed il ricordo dei Caduti”: è questo l’obiettivo principe del Progetto realizzato dalla Sezione Provinciale di Torino dell’“Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia (A.N.Art.I.)” in sinergia con la sezione torinese dell’“Associazione Nazionale Ufficiali” provenienti dal “Servizio attivo” (“ANUPSA”) e quella, sempre subalpina, dell’“Associazione Marinai d’Italia (A.N.M.I.)”, che prevede l’organizzazione di un “Laboratorio” tra “Veterani della Difesa”esperti militari e studenti delle Scuole torinesi, volto, per l’appunto a favorire il dialogo intergenerazionale sulla “memoria storica dei monumenti militari”. L’iniziativa nasce, in origine, da un “Bando” della “Regione Piemonte” e dal “Comune di Torino”, concordato in occasione del “Centenario” del “Parco della Rimembranza” al “Bric della Maddalena” (inaugurato nel 1925 da re Vittorio Emanuele III) e rivolto alle “Associazioni d’Arma Nazionali (ASSOARMA)” – su proposta del Consiglio Periferico di “ASSOARMA Torino” – teso a valorizzare l’area dedicata ai “Caduti della Città”.

Il Progetto di “A.N.Art.I.”, unico nel suo genere in Italia, mira a porre e a riportare (se mai ce ne fosse bisogno) nella giusta considerazione la memoria storica delle “Armi militari”, in una prospettiva di doverosa valorizzazione del servizio e del sacrificio dei “Caduti”, nonché delle risorse umane e tecnologiche del territorio nella prospettiva di “offrire un racconto originale della genesi architettonica e politica dei ‘Monumenti’, arricchito da dettagli sulla vita materiale del passato”.

Primo evento in avvio del “Progetto”: l’incontro, martedì 21 aprile ( ore 9,30 – 12,30), presso l’“Arco monumentale all’Arma di Artiglieria” (noto anche come “Arco del Valentino” o “Arco di Trionfo”, realizzato su progetto di Pietro Canonica ed inaugurato il 15 giugno 1930, in occasione dell’anniversario della Battaglia del Piave, 1918), situato all’ingresso Nord del “Parco del Valentino”, dove si terrà un workshop di “disegno dal vivo”Oltre cinquanta partecipanti – tra “Veterani della Difesa”, studenti, artisti e disegnatori professionisti – collaboreranno alla realizzazione di un ‘Carnet de Voyage’, coordinati dall’“Artigliere Cartoliniere” Antonio Mascia, per quarant’anni docente di “materie artistiche” nelle Scuole cittadine, nonché “socio volontario” dell’Associazione “Amici del Museo Pietro Micca e dell’Assedio di Torino del 1706”. Agli studenti verranno distribuiti appositi taccuini e l’opera ritenuta migliore sarà stampata in forma di “Manifesto”. La documentazione foto-video, realizzata da “SHOWBYTE” sarà pubblicata sul sito https://www.patres.eu/ e integrata nell’applicazione di un “Progetto”, in cui “ in un clima di libertà e responsabilità – sottolinea il Generale Luigi Cinaglia, Consigliere ‘A.N.Art.I.” e responsabile dello stesso ‘Progetto’ – i monumenti militari diventano protagonisti, poiché, sebbene siano sotto gli occhi di tutti, è necessario conoscerne a fondo la genesi storica e i valori che rappresentano, i quali non celebrano tanto la guerra quanto il sacrificio degli uomini per la propria Patria, grazie al quale è stata possibile la crescita economica e lo sviluppo tecnologico dell’Italia in un clima di Pace e di Democrazia”. Parole cui fanno eco le riflessioni del “Cartoliniere” Antonio Mascia“In quest’ era tecnologica, dove l’IA spesso sostituisce la mano ‘pensante e creativa’ dell’uomo, è fondamentale che questo ‘Progetto’ dedichi uno spazio adeguato al disegno. E disegnare, in questo caso, non è un’operazione nostalgica, ma significa proiettare sul foglio le proprie osservazioni ed emozioni nate dall’incontro con i ‘Veterani della Difesa’ e dal confronto con artisti professionisti e giovani della ‘Generazione Z’, che con la loro spontaneità ci aiutano a vedere il mondo con occhi diversi”.

Le Attività Future

Le Associazioni realizzeranno una “app” collegata con il sito internet già “on line” https://www.patres.eu/ per raccontare e valorizzare tre “Monumenti” ed un “Parco”. Dopo l’“Arco Trionfale del Valentino”, sarà la volta del “Monumento al Duca d’Aosta” di piazza Castello, di quello all’“Artigliere da Montagna” (nel Giardino tra i corsi Ferrucci e Vittorio Emanuele, a fianco dei campi sportivi di “Cit Turin”) e il “Parco della Rimembranza” in occasione del suo Centenario. Le attività consisteranno nella raccolta di testimonianze da parte di esperti, “Veterani della Difesa”, architetti e testimonial della materia e nella conseguente realizzazione di decine di video-contributi, podcast, materiali iconografici anche d’epoca rigenerati e canali social per la massima fruizione del “Progetto”. Il prodotto multimediale, che sarà realizzato entro dicembre 2026, sarà aperto a tutti e potrà accogliere in futuro anche altri contributi su ulteriori “Monumenti” della città.

Gianni Milani

Nelle foto: “Arco Monumentale all’Arma di Artiglieria”, Gen. Luigi Cinaglia e il “Cartoliniere” Antonio Mascia

Gli appuntamenti della Fondazione Torino Musei

SABATO 18 APRILE

 

Sabato 18 aprile ore 15

CON LA MATITA BLU

Palazzo Madama – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

Quali colori servono per raccontare un’emozione? Quali per creare la luce?

I blu, le ocre e le terre verdi e brune sono i colori che il pittore ha usato per raccontare la quotidianità della

sua epoca.

Prendendo spunto da “Donna in blu che legge una lettera”, e sperimentando accostamenti cromatici, i bambini rielaboreranno un ambiente a loro familiare dove invitare la Donna in blu.

Età: 5-11 anni

Costo €4 a bambino. Biglietto di ingresso ridotto al museo per adulti accompagnatori (gratuito con Abbonamento Musei)

Prenotazione obbligatoria: t. 011.4429629 (lun.-ven. 09.30 – 13; 14 – 16); madamadidattica@fondazionetorinomusei.it

 

Sabato 18 aprile ore 15:30

IL MAO IN UNA MATITA

MAO – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

Nelle sale delle collezioni permanenti, spaziando tra opere di diverse epoche, origini e materiali e alcuni lavori dell’artista Chiharu Shiota, i partecipanti muniti di fogli e matite potranno scegliere un soggetto con cui ‘fare amicizia’ disegnandolo dal vero, per poi conoscerne, con una breve visita, contesto, contenuti e significati.

Prenotazione obbligatoria maodidattica@fondazionetorinomusei.it

Costo: € 4 a bambino; adulto accompagnatore ingresso ridotto alle collezioni € 10 (gratuito con Abbonamento musei)

DOMENICA 19 APRILE

 

Domenica 19 aprile ore 15:30

QUANDO IL SEGNO DIVENTA SPAZIO.

GAM – Attività per famiglie in occasione di “Disegniamo l’arte”

In occasione dell’evento organizzato dall’Associazione Abbonamento Musei “Disegniamo l’arte 2026” la GAM propone un’attività in cui protagoniste saranno le sculture della collezione del museo.

I bambini saranno coinvolti in un gioco di scoperta delle opere plastiche partendo dagli spazi del giardino fino alle sale del museo, ragionando sul concetto di spazio che da chiuso e limitato si apre all’esplorazione e di come il disegno sia una parte fondamentale nella creazione di una scultura, sia essa figurativa o astratta. Momenti di disegno dal vero di fronte alle opere permetteranno di analizzare e rielaborare le forme fino a sintetizzarle in un segno personale. In laboratorio una tela bianca diventerà un nuovo luogo di accoglienza sul quale far rivivere le sensazioni ispirate dalle opere che, rielaborate attraverso il lavoro grafico, diventeranno originali composizioni da esporre.

Grazie alla collaborazione tra FTM e Biraghi, al termine dell’attività sarà offerta la merenda a tutti i partecipanti. I materiali per le attività del Dipartimento Educazione GAM sono forniti da Fibracolor.

Costo: € 10 a partecipante

Costo aggiuntivo: adulti biglietto di ingresso ridotto; gratuito per i possessori di Abbonamento Musei Torino Piemonte e Valle d’Aosta

Per prenotazioni e informazioni: 011 19560449 – ftm.prenotazioni@coopculture.it

Prenotazione e pagamento online

LUNEDI 20 APRILE

 

Lunedì 20 aprile ore 17

MONUMENTA ITALIA. UN PROGETTO DI ARTE PUBBLICA ITINERANTE

PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra MonumenTO e presentazione dell’esposizione Monumenta Italia / Cantiere Madama

Con Irene Pittatore, Tea Taramino e Lisa Parola

Il progetto artistico di Irene Pittatore, a cura di Lisa Parola e Tea Taramino, propone attraverso l’arte una riflessione sull’assenza di monumenti dedicati alle donne e alla loro storia nello spazio pubblico. Un vuoto che diventa occasione per un processo civico e culturale sul significato contemporaneo di memoria collettiva, patrimonio urbano e monumentalità in prospettiva di genere. Manifesti e opere compongono un percorso che supera i confini degli spazi espositivi per estendersi a laboratori, lezioni e azioni d’arte pubblica, configurandosi come un cantiere aperto.

Irene Pittatore (Torino, 1979). Artista e performer adotta strumenti visivi, narrativi e partecipativi per creare opere che riflettono su emarginazione, discriminazione e i loro sintomi. I suoi progetti, dedicati alla violenza di genere (Monumenta ItaliaL’amavo troppo e le ho sparato), alla diversità e all’inclusione (You as me / Nei panni degli altri), all’emergenza abitativa (Homeless heroines) si sviluppano in dialogo con musei, festival, gallerie, università.

Tea Taramino (Torino, 1952). Artista e curatrice, ideatrice del PARI – Polo delle Arti Relazionali e Irregolari spazio di dialogo tra arte ufficiale e outsider art, con sede presso Flashback Habitat. Dal 1982 cura la collezione civica di arte irregolare che valorizza in coprogettazione con la Città di Torino attraverso eventi con istituzioni pubbliche e private in collaborazione con i Dipartimenti educazione dei Musei di Arte Contemporanea, Università, Accademie e altri enti italiani ed esteri.

Lisa Parola (Torino,1964). Storica dell’arte, autrice e curatrice. Per Einaudi ha pubblicato Giù i monumenti? Una questione aperta (2022). Nel 2024 ha aggiornato la voce ‘Monumento’ in occasione del Centenario dell’Enciclopedia Treccani; nel 2025 ha pubblicato con Lenz New Monumentalities in You don’t make a masterpiece, you survive one, nell’ambito della personale di Maurizio Cattelan curata da Lorenzo Giusti alla GAMeC di Bergamo. È socia fondatrice di a.titolo.

Conferenza a ingresso libero fino a esaurimento posti. Non è richiesta prenotazione.

 

 

MARTEDI 21 APRILE

 

Martedì 21 aprile ore 17:30

COSA RESTA DI UNA CITTÀ QUANDO SMETTE DI RICORDARE?

PALAZZO MADAMA – conferenza sulla mostra MonumenTO

Biblioteca Francesco Cognasso, corso Cincinnato 115

Con Giovanni Carlo Federico Villa, direttore di Palazzo Madama e curatore della mostra.

La conferenza intende portare il museo fuori dalle sue mura per promuovere la conoscenza di un patrimonio significativo e sostanzialmente ignoto, non solo al pubblico di Palazzo Madama, ma anche ai cittadini torinesi che frequentano più abitualmente le biblioteche. Gli appuntamenti sono un invito a conoscere la città.

Torino è una città che non grida: ammonisce. Lo fa con il bronzo, con il marmo, con statue che sembrano ferme e invece lavorano nel tempo. Qui il monumento non è ornamento: è progetto. È un’idea di città che educa senza alzare la voce, che distribuisce la memoria lungo le strade, che trasforma l’arrivo in una lezione e la piazza in una coscienza civile.

Torino non ha solo fatto l’Italia: l’ha messa in scena, ogni giorno, davanti ai suoi cittadini. Questa è la storia di una capitale che ha scelto di scolpire non il potere, ma la responsabilità.

E di affidarci una domanda che brucia ancora: cosa resta di una città quando smette di ricordare?

Ingresso libero.

MERCOLEDI 22 APRILE

 

Mercoledì 22 aprile

Irene Pittatore | Monumenta Italia / Cantiere Madama

PALAZZO MADAMA – apre l’esposizione

A cura di Tea Taramino

@Piccola Guardaroba e Gabinetto Cinese

Quanti sono i monumenti dedicati a una donna, a Torino e nelle altre città italiane? Quanti quelli realizzati da una donna? Da questi e altri interrogativi prende le mosse Monumenta Italia, un progetto d’arte pubblica che ha l’obiettivo di creare consapevolezza rispetto all’esiguità dei monumenti dedicati alle donne: un’occasione per una riflessione civica sul patrimonio artistico urbano, su cosa oggi significhi parlare di monumentalità, memoria e patrimonio rispetto alla storia delle donne.

Monumenta Italia riunisce manifesti, video e un gonfalone utilizzati come strumenti di riflessione in mostre, laboratori, lezioni e azioni nello spazio pubblico. Il cantiere, che opera a livello nazionale, ha la sua base a Torino, dove, dal 2024, sono stati diffusi i manifesti (Biblioteche Civiche, fermata Bengasi della metropolitana, URP del Consiglio regionale del Piemonte, rassegna Opera Viva – Il Manifesto in piazza Bottesini), organizzate mostre e laboratori (Recontemporary, Assessorato alla Cultura della Città di Torino, Gliacrobati). Il progetto è in corso di svolgimento a Novara con una campagna di 71 affissioni urbane e si è concluso a Savona con azioni performative e cantieri fotografici diffusi. Cantieri di ricerca sono attivi a Bologna e a Roma.

Ingresso incluso nel biglietto delle collezioni.

 

 

   
Visite guidate in museo alle collezioni e alle mostre di Palazzo Madama, GAM e MAO

a cura di CoopCulture.
Per informazioni e prenotazioni: t. 011 19560449 (lunedì-domenica ore 10-17)

ftm.prenotazioni@coopculture.it

 

https://www.coopculture.it/it/poi/gam-galleria-darte-moderna/
https://www.coopculture.it/it/poi/mao-museo-darte-orientale/
https://www.coopculture.it/it/poi/palazzo-madama-museo-civico-darte-antica/

Dalla Regione fondi per le imprese contro l’abbandono della montagna

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Un aiuto concreto rivolto a migliaia di aziende agricole attive nelle aree montane del Piemonte, con l’obiettivo di garantire la continuità delle attività, la tutela del territorio e il contrasto allo spopolamento.

Per il 2026, la Regione Piemonte ha attivato, nell’ambito del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027, un intervento che mette a disposizione complessivamente 14,4 milioni di euro. Il bando sarà pubblicato nei prossimi giorni.

Si tratta di una delle principali misure a sostegno dell’agricoltura di montagna, che prevede un contributo annuale per ettaro destinato agli agricoltori che operano in contesti caratterizzati da condizioni difficili, come altitudine elevata, terreni in pendenza e maggiore complessità produttiva.

L’iniziativa punta a favorire la permanenza delle attività agricole, incentivare l’utilizzo continuativo delle superfici e assicurare la manutenzione del territorio, con effetti positivi anche sulla sicurezza ambientale e sulla qualità del paesaggio.

«Questa misura rappresenta un pilastro delle politiche per la montagna – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo e promozione della montagna Marco Gallo – perché riconosce concretamente il ruolo degli agricoltori come presidio del territorio. Senza il loro lavoro quotidiano, intere aree rischierebbero l’abbandono, con conseguenze non solo economiche ma anche ambientali e sociali».

Il contributo, rivolto agli agricoltori attivi nelle zone montane piemontesi, è modulato in base a diversi elementi: il tipo di coltivazione (seminativi, frutteti, pascoli), il livello di svantaggio del terreno e la presenza stabile dell’azienda sul territorio. È inoltre prevista una premialità maggiore per imprenditori agricoli professionali e coltivatori diretti, a conferma dell’intenzione di sostenere chi vive e lavora stabilmente in montagna.

Gli importi previsti variano da circa 500 euro fino a un massimo di 13.000 euro per beneficiario, contribuendo a compensare i maggiori costi e i minori redditi legati alle condizioni produttive tipiche delle aree montane.

«Non è solo un contributo economico – prosegue l’assessore Gallo – ma un investimento sulla vitalità delle nostre comunità montane. Sostenere l’agricoltura significa mantenere vivi i territori, preservare il paesaggio e creare le condizioni per nuove opportunità di sviluppo, anche in chiave turistica e ambientale».