ilTorinese

“Nel cuore della notte alla GAM”, attività per famiglie

 

Domenica 28 dicembre alle ore 10.30

Alla Fondazione Torino Musei, domenica 28 dicembre alle 10.30, si terrà la visita alla mostra “Notti. Cinque secoli di stelle, sogni e pleniluni”, che si trasforma in un viaggio speciale tra arte, scienza e pura immaginazione. Il percorso consente di esplorare come il buio, le stelle, la luce abbiano affascinato gli artisti per secoli, passando dai cieli osservati da Galileo fino alle intense visioni romantiche. Dai sogni più misteriosi fino alle opere contemporanee. È una narrazione suggestiva che svela la bellezza della notte, fatta di bagliori, riflessi, lune e luci che irrompono nell’oscurità. Dopo l’immersione nella mostra, l’esperienza prosegue nell’educational are, dove grandi e piccoli saranno protagonisti di un lavoro creativo dedicato alla luce notturna. Ogni bambino, con la sua famiglia, realizzerà una piccola creazione luminosa da portare a casa come un ricordo unico. Questa è un’occasione irripetibile per giocare insieme e condividere. L’età consigliata è dai 3 ai 5 anni. Il costo a partecipante è di 10 euro, il costo aggiuntivo per gli adulti è rappresentato dal costo del biglietto ridotto, gratuito per i possessori della carta Torino Musei.

Mara Martellotta

Carcere “Lorusso Cutugno”, visita del Partito Radicale

Mercoledì 24 dicembre alle ore 10 presso il carcere “Lorusso Cutugno” di Torino una delegazione del Partito Radicale farà visita al penitenziario torinese. Della delegazione faranno parte Mario Barbaro del consiglio generale del Partito Radicale, Alberto Nigra già parlamentare, Claudio Desirò segretario di Italia Liberale e Popolare, Bruno Mellano già parlamentare e garante dei detenuti della Regione Piemonte. Partecipano alla visita il Presidente della Camera Penale del Piemonte e della Valle d’Aosta Avv. Roberto Capra e l’Avv. Alberto Gorga.
Al termine della visita del penitenziario torinese la delegazione incontrerà la stampa alle ore 13.
È prevista inoltre la visita al Carcere di Alessandria “San Michele” il giorno 29 dicembre con una delegazione composta da Bruno Mellano, Daniele Robotti e Paolo Giargia che entrerà nel carcere a partire dalle ore 10.

“Oltre la moda”, omaggio ai fotografi Helmut Newton e Ferdinando Scianna

Continua nel 2026 il programma di incontri pubblici “Oltre la moda”, curato da Monica Poggi e Fondazione Artea, che accompagna i visitatori fra due grandi progetti espositivi: il primo è “Helmut Newton. Intrecci”, al Filatoio di Caraglio, e il secondo “Ferdinando Scianna. La moda, la vita” alla castiglia di Saluzzo. Dopo i primi tre appuntamenti del 2025, il nuovo anno offrirà nuove e imperdibili occasioni di dialogo con esperti di fotografia, moda e cultura visiva per leggere e contestualizzare il lavoro dei due autori e riflettere su fotografia, produzione, collezionismo e società contemporanea.

Prosegue al Museo Lavazza di Torino e al Cinema Magda Olivero di Saluzzo il Public Program intitolato “Oltre la moda” dedicato a Helmut Newton e Ferdinando Scianna, a cura della Fondazione Artea. Venerdì 16 gennaio, alle ore 18, presso il Museo Lavazza di Torino, verrà approfondito il rapporto tra fotografia e mondo industriale con l’incontro “Costruire un’identità visiva”. La sede scelta per questo evento rappresenta proprio questa alleanza, andando a evidenziare quanto la visione che autori e autrici possono offrire. In occasione e dell’evento, verranno presentati gli scatti realizzati da Helmut Newton e Ferdinando Scianna per gli iconici calendari Lavazza del 1993, ’94 e ’96, con gli approfondimenti di Matthias Arder, curatore e direttore della Fondazione Helmut Newton, Marco Amato, direttore del Museo Lavazza, Monica Poggi, storica della fotografia, e Davide De Luca, direttore della Fondazione Artea. Seguirà una esclusiva “coffee experience” guidata dai coffellier del Museo Lavazza. La prenotazione è gratuita al link https://www.ticketlandia.com/m/event/talk-costruire-identita-visita.

Lunedì 19 gennaio, alle ore 21, sarà al cineteatro Magda Olivero di Saluzzo, alle ore 15, a ospitare la proiezione del docufilm “Ferdinando Scianna. Il fotografo dell’ombra”, diretto da Roberto Andò e presentato alla 82esima Mostra Cinematografica della Biennale di Venezia. Il film esplora la vita e la carriera di Scianna, offrendo uno sguardo approfondito sulle sue opere e i contesti in cui sono state create, coinvolgendo molti di coloro che ne hanno fatto l’arte, tra giganti della cultura del Novecento e amici di gioventù. Al termine della proiezione si potranno approfondire alcuni temi emersi dalla visione grazie alla presenza del regista Roberto Andò, del fotografo Ferdinando Scianna e del direttore della Fondazione Artea Davide De Luca. L’evento è in collaborazione con l’associazione Ratatoj APS, nell’ambito della rassegna Lunedì Cinema (inverno 2026). Ingresso libero fino a esaurimento posti, apertura al pubblico ore 20.30.

Mara Martellotta

Rifllessioni su Babbo Natale

Nonno, come mai sul 25 Dicembre c’è scritto solo Natale e non il nome intero, Babbo Natale?”

La domanda di mio nipote mi ha lasciato di stucco…

Il 25 Dicembre è la festa principale per tutti i bambini, che la attendono con ansia soprattutto per un motivo: ricevono regali dai genitori, dagli zii, dai nonni; e la cerimonia dell’apertura dei pacchio dono sotto l’albero è uno dei momenti magici dell’anno…

Che tensione nei giorni precedenti, che timore di non meritare giochi, bambole, scatole multicolore perché non si è stati abbastanza buoni durante l’anno…

Che gioia scartare la carta e scoprire, oh sorpresa, proprio quello che sognavano e che avevano chiesto in letterine accorate…

Che felicità passare ore liete a giocare con i fratelli, i cugini, gli amici mentre i “grandi” intrecciano conversazioni e programmano l’ormai prossima festa di Capodanno…

Per i piccoli da decenni i regali sono portati da Babbo Natale, un personaggio inesistente creato dalla Coca Cola per reclamizzare la sua nota bibita gassata.

 

Nel 1931 Coca‑Cola commissionò all’illustratore Haddon Sundblom il compito di disegnare Babbo Natale per le pubblicità natalizie. Queste raffigurazioni hanno cambiato il modo in cui Babbo Natale veniva rappresentato: il primo Babbo Natale infatti era verde e si legava alla tradizione nordica di Odino, che immaginava il personaggio che regalava dolciumi. La sua origine peraltro può essere ascritta ancor più indietro nel tempo, legata ad un personaggio realmente esistito nel IV secolo a.C, e cioè il vescovo Nicola di Mira, che ancora sopravvive nei paesi nordici con il nome di Santa Klaus..

Potenza del marketing: in pochi decenni un’immagine pubblicitaria ha cancellato non solo secoli di tradizioni radicate, ma (e questo è l’aspetto più triste nella domanda del mio nipotino) la vera essenza del 25 Dicembre, che non è la festa di Natale Babbo, ma è la festa che ricorda la nascita di Gesù!

Nei calendari più attenti e precisi, il 25 Dicembre è infatti descritto come “Natale N.S.G.C.”, sigla misteriosissima per tutti i nipotini e per la stragrande maggioranza degli adulti, che, per esteso, significa “Natale di Nostro Signore Gesù Cristo”.

Natale è un aggettivo, non un nome! Indica il giorno “natale” (cioè della nascita) del Redentore.

Una festa intrinsecamente religiosa, staccata da ogni contenuto gaudente legato a regali, feste, cenoni, pacchi dono.

Una festa che dovrebbe far riflettere sui contenuti spirituali, sull’importanza di staccarsi dai valori materiali e meditare sui valori spirituali; altro che regali, trenini, tablet, bambole, cellulari…

E la cosa più triste è che (riflettete!) passate poche ore o pochi giorni i rutilanti giocattoli giaceranno in un angolo, dimenticati ed inutili, perché il tempo corre in maniera sempre più veloce, bruciando anche le cose più belle e desiderate e lasciando un triste, amaro vuoto nell’anima.

GIANLUIGI DE MARCHI

 

Giallo, divertimento, inaspettati finali: ed è subito “Forbici Follia”

All’Erba, repliche sino al 6 gennaio

Cinquant’anni e non li dimostra. Un minimo di cronistoria? Tutto ebbe inizio ancora nei primi anni dei Sessanta, quando Paul Portner, psicologo svizzero, romanziere, propugnatore di un “teatro della spontaneità” capace di attrarre il pubblico su uno spunto iniziale e coinvolgente, scrisse per il teatro “Scherenschnitt” come a dire il termine che sta indicare l’arte del ritagliare la carta con le forbici. Il debutto avvenne a Ulm, in terra tedesca, nel 1963. Il suo interesse era legato in principal modo alla maniera nella quale le persone percepiscono la realtà e ai diversi modi di percepire fatti relativi a un crimine. Pensò di ambientare la storia all’interno di un salone di parrucchiere e di dar vita a sei personaggi fortemente tipizzati, ciascuno dei quali capace di commettere l’assassinio di una ricca e famosa pianista nel suo appartamento posto al piano sopra il salone. Elemento di novità che Portner pensò di aggiungere alla vicenda nuda e cruda -, secondo le sue teorie, in modo da rendere quel giallo diversissimo da tutti gli altri in circolazione – fu quello di dare agli spettatori presenti in sala la possibilità di risolvere il caso attraverso “l’interpretazione” di quanto avevano visto e sentito o, meglio ancora, di ciò che “avevano creduto” di aver visto e sentito. Una scommessa in altre parole, lunga due ore. Una quindicina d’anni dopo, Bruce Jordan e Marylin Abrams – ideatori e produttori di numerosi allestimenti teatrali negli States – assistettero per puro caso ad una replica della commedia tinta di giallo, non si vollero lasciar scappare l’occasione credendola vincente e contattarono immediatamente l’autore per produrre e mettere in scena lo spettacolo con i personaggi in versione americana. Nell’estate del ’78 la prima versione americana andò in scena nel teatro-ristorante di Lake George, New York. Dopo il grande successo ottenuto acquistarono i diritti per tutto il mondo. Da allora, “Forbici Follia” reclama il proprio posto nel Guinness dei primati, è lo spettacolo teatrale più longevo nella storia degli Stati Uniti, con 40 diversi allestimenti in suolo americano, è stato tradotto in 28 lingue (tra cui il turco, lo spagnolo e il catalano, il greco e il polacco) per un totale di 14 milioni di spettatori in tutto il mondo. Trasportabile e adattabile ovunque, insomma un successone.

Da noi fu lo scomparso regista Gianni Williams (ma anche premiato doppiatore, attore di teatro con Squarzina e Soleri e il Garinei di “Se devi dire una bugia dilla tutta”, nonché di televisione), altra bella sorpresa, a scoprire per caso la commedia a Washington e decise di portarla in Italia. Ma si doveva arrangiarla, rodarla, renderla appieno per un pubblico di casa nostra. Gian Mesturino, anima di Torino Spettacoli e del Gioiello, lungimirante inventore di spettacoli a lunga tenitura e intuito teatrale davvero sopraffino, capitò alle prove della commedia tra Bologna e Milano: incertezze e delusioni cancellate in poco tempo e l’invito a Williams a trasferirsi a Torino, era il 1999, considerate appieno le potenzialità che stavano in quel testo. L’inaugurazione, su quel nuovo palcoscenico, fu nel novembre del 2000, una prima stagione di cinque mesi ininterrotti e di 50mila spettatori, più di 800 rappresentazioni in 25 anni consecutivi di repliche conteggiando sino a fine 2024, superando anche una pandemia che mostrò lo spettacolo in streaming ad un numero imprecisato e mai scoperto di spettatori.

A lunga tenitura anche gli interpreti, inossidabili, espertissimi, abituati a indossare senza nessuna fatica da anni una seconda pelle, da Simone Moretto (volto di diverse pubblicità nazionali, cinema, teatro che va da Machiavelli ad Agatha Christie, da Kesselring a De Benedetti, laboratori a Milano e New York con l’insegnamento di John Strasberg, figlio del grande Lee), il più che eccentrico parrucchiere/proprietario del “Giampy”, a Elena Soffiato (la provocante sciampista Alina), da Matteo Anselmi agente speciale Salvatore Lo Sordo a Elia Tedesco come l’antiquario Giulio Valleri, da Carmelo Cancemi, un più o meno nostrano commissario Montalbino a Cristina Palermo, ovvero la signora Costanza Ravagliati, “impossibile” rappresentante della borghesia subalpina di stanza in Crocetta o in fascia precollina. Indizi, più di un sospetto, azzccati coinvolgimenti della sala (non ultimi, un lavaggio unito a una veloce messa in piega), piccole trasgressioni, battute, divertimento, una serata tutta diversa. Ognuno coinvolto, in questo appuntamento ormai “reclamato”, con il pubblico ogni sera a dipanare quel finale, diverso, inaspettato, sempre effervescente, che il pubblico stesso vorrà immaginare.

Al teatro Erba, venerdì 26 e sabato 27 ore 21; domenica 28 ore 16; mercoledì 31 ore 20,45 già sold out; sabato 3 domenica 4 lunedì 5 gennaio ore 21, martedì 6 ore 16. Da non perdere.

Elio Rabbione

Nelle immagini gli inossidabili interpreti di “Forbici Follie” e gli applausi di una recente edizione.

The Originals accendono Hiroshima Mon Amour

Reggae e contaminazioni sonore per la notte di Santo stefano

Venerdì 26 dicembre a Torino il progetto che riunisce Africa Unite e The Bluebeaters presenta il singolo “No! (No, No, No, No)” e una serata pensata come vero e proprio party natalizio

Torna sul palco di Hiroshima Mon Amour il progetto che ha incendiato l’estate: The Originals, l’incontro artistico esplosivo tra Africa Unite e The Bluebeaters, protagonisti venerdì 26 dicembre di un live imperdibile che trasformerà il storico locale torinese in epicentro di musica, energia e contaminazioni sonore. Lo spettacolo inizia alle 22.00 (porte aperte a partire dalle 21.00) presso Hiroshima Mon Amour in via Bossoli 83, con ingresso a 20 euro. I biglietti sono disponibili in prevendita online sul sito ufficiale www.hiroshimamonamour.org.

Una serata in tre atti

La serata è stata concepita come un vero e proprio party natalizio, scandito da tre momenti distinti. Ad aprire le danze sarà il Dj Piddu, maestro nel dosare calypso, original ska, rocksteady ed early reggae con un ritmo irresistibile, perfetto per riscaldare il pubblico e introdurre l’atmosfera del live show.

The Originals porteranno poi in scena il meglio dei repertori di Africa Unite e The Bluebeaters, arricchito dal nuovo singolo “No! (No, No, No, No)”, un pezzo reggae di forte impatto che affronta le tensioni dell’attuale scenario geopolitico. Il brano nasce da un’idea di Pat Cosmo, elaborata successivamente dai contributi artistici di Bunna e soprattutto di Madaski, che ha realizzato anche una potente versione dub del brano, unendo così le sonorità distintive delle due formazioni in una direzione condivisa. Il singolo, in uscita il 14 novembre per Caribb Roots Records (l’etichetta che da anni supporta i progetti di questa famiglia di musicisti), rappresenta il debutto ufficiale di The Originals come collettivo autonomo.

Il gran finale: Madaski e Baldini in dialogo sonoro

Il concerto raggiunge il suo apice con il confronto creativo tra Madaski e Paolo Baldini, due icone indiscusse della scena dub italiana. Un dialogo sonoro destinato a trasformare Hiroshima Mon Amour in uno spazio immersivo, ipnotico e unico: un’esperienza pensata per lasciare il pubblico senza fiato.

Un viaggio attraverso energia, storia e innovazione, in cui la tradizione reggae incontro l’innovazione sonora contemporanea.

Valeria Rombolà

Natale 2025, in Piemonte cresce la voglia di regali: enogastronomia e benessere in testa

Spesa media procapite di 211 euro. L’81,5% degli italiani acquista doni, con una prevalenza femminile. Crescono le esperienze digitali e culturali.

Il Natale 2025 conferma una rinnovata propensione agli acquisti. Secondo l’indagine Confcommercio–Format Research, l’81,5% degli italiani prevede di comprare regali natalizi, in aumento rispetto al 79,9% registrato nel 2024. La percentuale sale all’85% nel Nord Ovest, area in cui la fascia più attiva nello shopping è rappresentata dalle donne over 55.

Il budget destinato ai doni resta sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno: la spesa media per persona si attesta a 211 euro, con oltre la metà degli intervistati (53,5%) pronta a spendere tra i 100 e i 300 euro.

Tra le tipologie di regalo più scelte dominano i prodotti enogastronomici, che raccolgono il 19,7% delle preferenze. Seguono i trattamenti legati alla bellezza e alla cura della persona (15,2%) e l’abbigliamento, insieme agli articoli sportivi (13,2%). In crescita anche l’interesse verso esperienze e contenuti digitali, come abbonamenti e biglietti per eventi culturali.

Nel capoluogo piemontese, Ascom Confcommercio Torino e provincia rileva un andamento in linea con quello del 2024, caratterizzato da una forte concentrazione degli acquisti negli ultimi giorni prima di Natale e da una buona tenuta dei negozi fisici. Dall’indagine emerge infatti che circa un consumatore su quattro sceglie di acquistare esclusivamente nei punti vendita tradizionali. «Dopo anni di acquisti digitali, il negozio fisico sta riconquistando l’attenzione delle persone – spiega Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Confcommercio Torino e provincia –. I doni scelti nei negozi del territorio sono fatti con il cuore, aiutati anche dalla competenza e dalla professionalità dei negozianti. Il commercio di vicinato si conferma insostituibile per chi cerca autenticità. Anche in questo 2025 il commercio torinese ha saputo rispondere con creatività e competenza, rendendo ogni acquisto un momento speciale. Le vetrine torinesi parlano di bellezza, cultura, tradizione e innovazione. In un’epoca in cui i consumi cercano valore e significato, il commercio di prossimità è la risposta più concreta e umana».

Un ruolo rilevante è svolto anche dalle tredicesime, che quest’anno sostengono in modo significativo i consumi. Grazie a un’inflazione sotto controllo, a un mercato del lavoro in crescita e a una maggiore disponibilità di reddito, la spesa complessiva generata dalle tredicesime raggiunge i 49,9 miliardi di euro, con un incremento di 2,4 miliardi rispetto al 2024. La spesa media per famiglia sale a 1.964 euro (+53 euro), anche se solo una parte viene destinata ai regali natalizi: il 22,8% utilizza la tredicesima per le spese legate alla casa e alla famiglia, il 22,1% per il risparmio, il 20,2% per il pagamento di tasse e bollette, mentre quasi il 18% la impiega per l’acquisto dei doni di Natale.

La Noire Gallery: cinque progetti dell’open call DIALOGUES

Torna DIALOGUES, l’open call, giunta alla sua terza edizione, rivolta a studentesse, studenti e alumni per dare forma alla propria creatività attraverso arte e design. Dopo due edizioni di successo, la Noire Gallery di via Piossasco 29/B, a Torino, è pronta a ospitare la mostra collettiva, curata da Lucrezia Nardi (docente IAAD e curatrice indipendente), dei cinque progetti che verranno selezionati.

Per questa terza edizione di DIALOGUES, il tema si concentra sull’incontro tra discipline: arte e design come linguaggi in continua contaminazione, capaci di generare nuovi modi di pensare, creare oggetti e immaginare spazi condivisi. L’invito è quello di proporre un progetto che esplori questa soglia (estetica, concettuale o processuale) dove arte e design si fondono, si confrontano e si contraddicono, aprendo a nuove possibilità di espressione e relazione. La possibilità di partecipare al bando scadrà il 9 gennaio 2026.

DIALOGUES è un’attività realizzata nell’ambito del progetto P+ARTS – Partnership for Artistic Research Technology and Sustainability – finanziato dall’Unione Europea Next Generation EU (NGEU).

Gian Giacomo Della Porta

Incendio al Pam in centro, densa nube di fumo

Nel pomeriggio un incendio è divampato per cause in via di accertamento al supermercato Pam tra via XX Settembre e via Monte di Pietà. Una densa nube di fumo si è sprigionata e sono dovute intervenire più squadre di vigili del fuoco per domare le fiamme . Non ci sarebbero feriti.

Foto Beatrice Pezzella

“Oro, incenso e mirra” tra i presepi del Monferrato

“Oro, incenso e mirra-presepi nel Monferrato” entra nel vivo con gli appuntamenti a ridosso del Natale e dell’Epifania che accompagneranno i visitatori fino ai primi giorni del 2026. La manifestazione di presepi diffusa, attraverso otto comuni del territorio, tra Aramengo, Castagnole delle Lanze, Castagnole Monferrato, Castell’Alfero, Cocconato, Frinco, Monale e San Damiano continua a incantare con i suoi presepi d’autore. Venerdì 27 dicembre 2025, a Cocconato, alle 15.30, si terranno i laboratori natalizi per bambini alla Biblioteca Rocca , con degustazione dello zabaione di Alberto Marchetti; sabato 28 dicembre, a Castagnole Monferrato, alle 15, laboratorio di cucina con Daniela Gai presso la tenuta La Mercantile; lunedì 6 gennaio 2026, Epifania a Castagnole Monferrato: alle ore 15 caccia al tesoro con la Befana, e grande tombolata per grandi e piccini (tenuta La Mercantile); a Castell’Alfero, alle ore 15, camminata della Befana ed elezione di Miss Befana in piazza Castello. Alle ore 17 premiazione del concorso dei presepi nel teatro di piazza Castello; a Monale, alle ore 9, vi sarà la camminata della Befana con tè, panettone e pandoro offerti dalla Pro Local. Fino al 12 gennaio rimarrà aperto a Monale il percorso dei presepi; ad Aramengo, in piazza del Municipio, un grande albero illuminato e presepe con personaggi intagliati e dipinti a mano dall’artista Gianluigi Nicola. Un secondo presepe dell’artista è esposto Marmorito Santa Maria. Una sala comunale ospita il concorso “Alla luce della stella”, aperto al voto dei visitatori. La mostra del concorso è visitabile nei giorni feriali, durante gli orari d’apertura degli uffici comunali e nei giorni festivi dalle 15.30 alle 18, esclusi il 25 dicembre, l’1 e 6 gennaio; una suggestiva mostra a cielo aperto è presente a Castagnole delle Lanze, un percorso tra vie, portici e botteghe di San Bartolomeo fino al Belvedere del Municipio, al parco della Rimembranza e alla torre del Conte Ballada. Si tratta di opere realizzate con materiali poveri e riciclati, che richiamano tradizioni locali e visibili fino al 6 gennaio 2026; a Castagnole Monferrato, la mostra dei presepi avverrà nella tenuta La Mercantile e nella chiesetta della stessa, con visite guidate per le scuole. A Castell’Alfero l’esposizione sarà nelle sale del castello, con il concorso dedicato e il voto per il presepe più tradizionale e creativo. La mostra a cielo aperto sarà nel concentrico e nelle frazioni Caglianetto e Stazione. “Presepi d’artista” sarà l’iniziativa di Cocconato che sarà arricchita dalla mostra fotografica “A Natale…i Cocconatesi nel Medioevo”. A Frinco, un percorso di presepi diffusi, ispirato al messaggio di San Francesco “vivere la fede nella semplicità”. A San Damiano d’Asti il centro storico si trasforma in un borgo incantato con luminarie, mercatini natalizi e stand di artigianato. La passeggiata dei presepi attraversa le borgate e frazioni del territorio e si protrarrà fino al 6 gennaio.

“Visitare i presepi del Monferrato significa entrare in un racconto corale, un viaggio tra borghi illuminati, suoni, profumi e gesti che continuano a unire generazioni diverse intorno alla Natività – spiega Francesco Marengo, presidente dell’Associazione – ‘Oro, incenso e mirra’ è un invito a riscoprire la meraviglia dell’attesa, a camminare lentamente tra le vie dei paesi, lasciarsi sorprendere dalla magia autentica del Natale”.

“Continua anche quest’anno la pluriennale collaborazione con questo circuito unico nel suo genere – aggiunge Bruno Colombo, Presidente Ecomuseo BMA – che arricchisce nel periodo natalizio una vasta area del territorio con un itinerario tematico che favorisce l’attrattività dei nostrani paesi, animando la vita culturale, sociale e lo sviluppo economico delle realtà locali tra folklore, memoria e tradizione”.

www.presepinelmonferrato.it

Mara Martellotta