EDITORIALE
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AVS: “Scuola e corsi a rischio al Lorusso e Cutugno”
A 40 anni dalla tragedia dell’Heysel
Commemorazione alla Continassa e in piazzetta Vittime dello stadio Heysel

Oggi il sindaco Stefano Lo Russo ha partecipato insieme al presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio alla commemorazione per i 40 anni dalla tragedia dell’Heysel. Con loro gli assessori allo Sport e alla Cultura della Città Domenico Carretta e Rosanna Purchia e quella regionale Marina Chiarelli. In platea i giocatori della Juventus Mattia Perin e Federico Gatti, oltre a chi era in campo in quella finale di Champions League: gli ex bianconeri Stefano Tacconi e Sergio Brio, oltre all’ambasciatore del Liverpool ed ex centravanti Ian Rush.
La cerimonia è avvenuta a pochi passi dal centro sportivo della Continassa, dove è stata inaugurata l’opera commemorativa “Verso altrove”, realizzata dall’artista Luca Vitone e curata dal critico Luca Beatrice, recentemente scomparso.
L’opera si sviluppa in un’area di circa duemila metri quadri: sul manto erboso sono disposti dei maestosi ginkgo biloba – simbolo di resilienza e longevità – e tra gli alberi è presente una rampa a forma di spirale centrifuga, un percorso lungo 66 metri fino a raggiungere un’altezza complessiva di oltre 5 metri.
“Ricordare la terribile tragedia dell’Heysel e prestarle un tributo, in questo anniversario importante, è doveroso – spiega il sindaco Lo Russo -. Quest’opera rende omaggio alle vittime innocenti di una pagina nerissima nella storia del calcio europeo, che persero la vita durante quella che avrebbe dovuto essere soltanto una festa di sport”.
Le celebrazioni continueranno nel pomeriggio. Alle ore 18 si terrà la commemorazione pubblica presso piazzetta Vittime dell’Heysel, con la parteciperà dell’assessore Domenico Carretta: “Oggi ricordiamo un evento che ha segnato profondamente la storia della nostra città – ha ricordato l’assessore -, in questa giornata celebriamo il ricordo delle vittime affinché quanto successo possa insegnare alle future generazioni il valore della vita e dell’umanità”.
All’istituto Plana, dentro la casa circondariale Lorusso e Cutugno, avrà luogo un incontro di educazione civica sulla tragedia. Alle ore 20.30, nella sala convegni ATC di corso Dante ci sarà la rappresentazione teatrale “Due tragedie, una città”, a cura dell’associazione “Quelli di…via Filadelfia” in collaborazione con il Museo Grande Torino. Come ogni anno, con l’arrivo della sera, un’illuminazione speciale della Mole Antonelliana chiuderà la giornata di commemorazione.
TORINO CLICK
Foto della manifestazione: Igino Macagno
Rissa con coltelli e bastoni chiodati, 11 in manette
In tutto sono 11 gli arrestati tutti di nazionalità peruviana, il giorno dopo la maxi rissa tra una quindicina di persone con coltelli e mazze chiodate inBarriera di Milano, corso Giulio Cesare, di ieri intorno alle 20,30. Sono invece tre persone denunciate a piede libero e tre i feriti, di cui uno grave. Grazie alle immagini diffuse sui social sono stati identificati.
E’ morta la donna di 61 anni ferita a coltellate dal marito coetaneo a Grugliasco, alle porte di Torino. Era stata trasportata d’urgenza in ospedale in condizioni gravissime, ed è deceduta questa mattina. Il marito l’aveva colpita con più coltellate all’addome durante una lite avvenuta nella loro abitazione. Al pronto soccorso la donna era arrivata in arresto cardiaco per shock emorragico. i chirurghi le hanno asportato la milza ma non è stato possibile salvarle la vita.
A Torino ritorna, con la sua XI edizione, il “Festival delle Culture Africane”
Dal 5 al 19 giugno
“Una finestra aperta sulle culture africane, uno sguardo libero sulle arti di scena, la letteratura, il cinema, l’arte e il design di questo grande continente”: questo vuole essere, ed è, secondo gli organizzatori di “Renken ETS” (Associazione che, dal 2006, opera fra Senegal e Italia, promuovendo educazione, cittadinanza globale e cooperazione fra i due Paesi) il Festival “CreativAfrica”, giunto alla sua XI edizione e pronto a ritornare sotto la Mole da giovedì 5 a giovedì 19 giugno.

Fatta eccezione per alcuni giorni di “inattività”, ne restano nove completi di grande festa, articolata in tre sedi, e ricca di talk con vari ospiti, di appuntamenti letterari e laboratori – da quello di “apertivi africani” o di “cucina latina/afrodiscendente” a quello di “etnogastronomia sulle tradizioni Akan”, gruppo etnico dell’Africa occidentale, composto da diverse popolazioni diffuse in Costa d’Avorio e in Ghana – per proseguire con sei “dj set” e otto “live” (fra i partecipanti, ricordiamo, il camerunense, compositore, polistrumentista Taté Nsongan – seconda voce dei torinesi “Mau Mau” – con il suo nuovo doppio album di “world music”), insieme a caratteristiche “esibizioni coreutiche” interpretate dai bravissimi danzatori di “Danseincolore”, Compagnia con sedi in Francia ed in Congo, nelle cui libere movenze si celebra tutta la ricchezza del patrimonio espressivo africano e “la vitalità degli applausi, dei fiumi e delle foreste del Congo”. Tantissimi gli argomenti trattati: si parlerà di “Color, identidad y tradición” con i maestri colombiani de “La Linterna” (storica tipografia della Colombia che dagli Anni ’30 stampa manifesti stradali su centinaia di muri, lasciando un’eredità che si rifiuta di essere cancellata), di “Universo Parallelo” con l’autrice Nogaye Ndiaye (autrice di opere che esplorano la dimensione personale e collettiva della decolonizzazione), di “Spazi di cultura” insieme a “Interplay Festival” e “Cisao” e di “Identità e soggettività”, a partire da “Ma siamo ancora qui a parlarne?”, primo lavoro scritto e interamente disegnato dall’autrice e fumettista milanese Cleo Bissong.
Tre, si diceva, le sedi che ospiteranno i nove giorni del “Festival”: buona parte degli eventi si terranno al Ristorante Sociale “Jigeenyi”, in via Borgo Dora 3/0. Due serate musicali si terranno, invece, al “Magazzino sul Po” sulla sponda sinistra dei “Murazzi” e l’altra nel Cortile della “Lavanderia a Vapore” a Collegno, corso Pastrengo 51, in collaborazione con il “Festival Interplay”.
Fil rouge che legherà i molti eventi, il tema delle “Afrodiscendenze”. Tema che vuole “richiamare l’attenzione – affermano gli organizzatori – sul riconoscimento dei discendenti degli africani che arrivarono durante il periodo coloniale nel continente americano come parte del commercio degli schiavi e che soffrirono, storicamente, della discriminazione e della negazione dei diritti umani. Ma anche tema che vuole raccontare la storia dei discendenti degli africani nati al di fuori di questo continente e le migrazioni internazionali, attuali e passate”.

Il tutto, attraverso riflessioni con artisti e attiviste di generazioni diverse su “cosa significhi essere afrodiscendenti oggi”, in una contemporaneità sempre più complessa, interconnessa e multiculturale. Perché “essere afrodiscendenti non è solo una questione geografica, ma una questione di identità”.
Workshop, concerti e talk saranno occasione per aprire nuovi orizzonti e “combattere i maggiori stereotipi e i razzismi” che la popolazione “afrodiscendente”, ancora oggi, e in più contesti socio-culturali, incontra. Di giorno in giorno.
Per info su programma dettagliato: “Renken ETS”, via Priocca 28, Torino; tel. 338/1416296 o www.renken.it
G.m.
Nelle foto: “Danseincolore”, Cleo Bissong, Nogaye Ndiaye, Taté Nsongan
La “2ª Partita della Leggenda” al Filadelfia
IL TORINESE WEB TV
È stata ufficialmente presentata, al Museo del Toro, la “2ª Partita della Leggenda”, evento che si terrà il prossimo 6 giugno 2025 alle ore 20,15 allo stadio Filadelfia. “Siamo riusciti a coinvolgere moltissimi ex giocatori e un nutrito gruppo di celebrità, ovviamente tutti di fede granata. Quest’anno hanno assicurato la loro presenza anche Rolando Bianchi e Rosina”. Il Presidente della ”Associazione Memoria Storica Granata e del Museo del Toro” Domenico Beccaria ha spiegato che l’obiettivo di questa partita speciale non è solo divertirsi e rivivere i momenti più belli del passato, ma anche raccogliere fondi per un progetto importante: il trasferimento del Museo del Toro da Villa Claretta, a Grugliasco, allo Stadio Filadelfia a Torino. Si vuole portare tutto il patrimonio e la storia del Toro nel suo habitat naturale . Cioè al “Fila”. Durante la conferenza è stato annunciato, dal vicepresidente dell’associazione “Toromio” Massimiliano Romiti che, quest’anno, il prestigioso Premio Bonetto sarà consegnato al cantautore Willy Peyote, grande tifoso del Torino, che anche al festival di Sanremo ha manifestato, in mondovisione, il suo amore per il club granata. Il ricavato della partita sarà, quindi, interamente destinato al progetto di trasferimento del museo, che rappresenta un patrimonio prezioso per la storia del club e per tutti i tifosi che vogliono mantenere vivo il ricordo delle gloriose imprese granata. “La squadra del Toro non è solo una squadra di calcio, ma un patrimonio culturale del calcio mondiale, è un simbolo, una parte importante della storia sportiva e culturale di tutto il mondo” ha commentato Andrea Carbonara di Vertigo spettacoli. “Con le sue imprese, i suoi campioni e le sue tradizioni, il Torino rappresenta molto di più di un semplice club: è un patrimonio che attraversa generazioni, un esempio di passione, lealtà e orgoglio granata. Ogni volta che si parla del Toro, si parla di un pezzo di storia del calcio, di un’identità forte e di un legame speciale con i tifosi. È questa ricchezza culturale che rende il club così unico e amato, e che merita di essere preservata e condivisa con il mondo intero. Quindi, quando pensiamo alla squadra del Toro, ricordiamoci che rappresenta molto di più di una semplice formazione sportiva: è un vero e proprio patrimonio culturale del calcio mondiale!”
FRANCESCO VALENTE
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Cooperazione in Kosovo con la Regione Piemonte
Il progetto, ideato dall’associazione Fiori di Ciliegio Aps con la collaborazione del partner locale Biser Metohije, è stato realizzato anche grazie al contributo del contingente Cimic del Regional Command West e punta a trasformare il villaggio in un polo innovativo per lo scambio di buone pratiche, la promozione dei prodotti locali e il dialogo interculturale.
A tagliare il nastro tricolore è stato l’assessore regionale alla Cooperazione internazionale Maurizio Marrone, insieme all’associazione Fiori di Ciliegio APS, ideatrice del progetto, in collaborazione con il partner locale Biser Metohije, mentre i militari italiani sono intervenuti durante i lavori di consolidamento strutturale.
“L’attività vitivinicola e la tradizione ortodossa sono legate tra loro da secoli – ha dichiarato l’assessore Marrone – La Cooperazione Internazionale del Piemonte, con l’aiuto logistico del contingente di pace italiano, ha consentito il recupero di un luogo andato in rovina durante l’ultima guerra balcanica, diventando un centro di aggregazione sociale, rilancio commerciale e orgoglio identitario per le nuove generazioni”.
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La cantina, appartenuta alla storica famiglia Patrnogić, era stata abbandonata dopo il conflitto del 1999, in seguito al rapimento dell’ultimo erede Tihomir, di cui non si conosce ancora la sorte.
Velika Hoča, uno dei villaggi serbi più antichi del Kosovo, conserva una lunga tradizione vinicola legata anche al vicino monastero ortodosso di Visoki Dečani, oggi protetto dai militari italiani della Brigata Folgore.