ilTorinese

Cattolici, servono leader e non predicatori

LO SCENARIO POLITICO  di Giorgio Merlo

Se c’è una cultura che non ama la personalizzazione della politica è quella del cattolicesimo
politico italiano. Sia nella sua versione democratica o popolare o sociale. Perchè, appunto, si
tratta di una tradizione che ha sempre privilegiato il progetto, la proposta e l’iniziativa rispetto
all’adulazione servile e miracolistica di un capo. Non a caso, nella stessa Dc si è sempre parlato di
“leadership diffusa” anche se in quel partito, l’ultimo grande partito italiano, c’erano grandi leader
nonchè statisti. Ma, per non rifugiarsi nella nostalgia o nella mera decantazione del passato, è
inutile nascondere che il capitolo della leadership, accanto indubbiamente alla valenza del
progetto, assume oggi un’importanza straordinaria ai fini del consenso, della rappresentanza
politica e della bontà del progetto stesso. E l’individuazione del leader, accanto al profilo
democratico e collegiale del partito, resta comunque un tassello decisivo per qualificare il
progetto politico. Parlo, come ovvio, di una rinnovata e qualificata presenza dei cattolici italiani
nella cittadella politica contemporanea. Ma anche sul tema della leadership occorre intendersi. E
cioè, il leader non è un astratto predicatore di valori e di principi. Categoria, questa, che abbonda
e che, tuttavia, resta sostanzialmente incompatibile con la necessità, e anche l’utilità, di avere dei
leader. Leader di una comunità, beninteso. E non di un circolo autoreferenziale e circoscritto fatto
di adulatori o di tifosi. Un leader che “naturalmente” è il punto di riferimento di un mondo, di
un’area e di un segmento della società non perchè viene “benedetto” dall’alto attraverso i soliti e
ben noti meccanismi di potere ma, al contrario, perchè viene selezionato nella concreta battaglia
politica. Senza auto investiture, senza ‘benedizioni’ di casta e, soprattutto, senza essere
predestinato a ricoprire ruoli di potere in virtù di misteriosi meccanismi di selezione. Cioè il leader
è il frutto e la conseguenza di un percorso che coincide con una pratica democratica e popolare
che poco si addice per chi è abituato a ricoprire incarichi di potere e di grande prestigio o
nell’amministrazione dello Stato o perchè ‘scende in campo’ solo se assolve e ricopre incarichi di
potere. A prescindere. Ecco, di tutto ciò oggi l’area cattolica italiana, seppur nel rigoroso rispetto
del pluralismo politico che la contraddistingue, non ne ha bisogno. Semmai, e al contrario, è
necessario ed indispensabile che l’area cattolica italiana – sia sul versante della sinistra, sia su
quello del centro destra come su quello più squisitamente centrista – abbia dei punti di riferimento
politico e culturali autorevoli ma soprattutto popolari. Cioè espressione di una cultura politica che
si afferma attraverso una rigorosa prassi democratica e popolare. Questa è la lezione decisiva, di
merito ma soprattutto di metodo, che oggi deve caratterizzare l’area cattolica italiana. E
l’esempio, questa volta sì, ce lo offre il passato. Perchè se è vero che non si vive di nostalgia, è
pur vero che i criteri democratici e popolari per selezionare la classe dirigente non cambiano con
le mode del momento. Ma affondano le loro radici nella storica ed antica cultura del cattolicesimo
politico italiano. E, ieri come oggi, quelle regole conservano una straordinaria attualità e
modernità

“Aree industriali dismesse per uno sviluppo sostenibile”

Caro direttore,
gradirei richiamare la vostra attenzione sul tema delle aree industriali dismesse e non utilizzate. Anziché abbandonarle al degrado ed all’incuria, si potrebbe assegnare loro la priorità quando si tratta di realizzare nuove opere, pubbliche o private che siano, per cercare di ridurre al minimo l’erosione dei suoli e l’impatto ambientale, contemperando sviluppo economico, necessità della collettività e rispetto dell’ambiente. Sarebbe opportuno che ogni amministrazione comunale le censisse.
A mio avviso, occorrerebbe sensibilizzare maggiormente non solo la cittadinanza, ma anche i pubblici amministratori sulla necessità del loro riutilizzo, nell’immediato o in un futuro prossimo, per altre finalità. Tra gli esempi concreti di cui ho diretta conoscenza: l’area ex Mecaplast di Beinasco, l’area ex Sandretto di Collegno, l’area ex Manifattura Moncalieri di Torino e l’area ex ThyssenKrupp di Torino. Chissà quante realtà analoghe esistono al di fuori di Torino e del suo hinterland!
Ritengo che questo sia un tema importantissimo nell’ambito del concetto di sviluppo sostenibile che, dal livello locale a quello globale, si afferma di voler perseguire, fissando scadenze e stilando elenchi di obiettivi da raggiungere.
Vi ringrazio per la gentile attenzione e vi auguro un buon lavoro.

Walter Nicolosi

XXIV Convegno AMIAR, “Agopuntura e MnC: esperienze cliniche ed evidenze”

5 aprile 2025 Pacific Hotel Fortino – Torino

Iscrizione gratuita
2,4 crediti ECM per “Medico Chirurgo” e “Odontoiatra”

Il 5 aprile 2025 si svolgerà il XXIV Convegno AMIAR, “Agopuntura e MnC: esperienze cliniche ed evidenze”.

La ventiquattresima edizione del Convegno A.M.I.A.R. “Agopuntura e Medicine non Convenzionali: esperienze cliniche ed evidenze” si prefigge, come sua tradizione, di analizzare e promuovere l’integrazione all’interno delle cure attualmente erogate dal Servizio Sanitario Pubblico dell’Agopuntura e di altre discipline “alternative”, in particolare dell’Omeopatia e della Fitoterapia, in base alle loro prove scientifiche di efficacia. La tematica è costituita dall’applicazione dell’Agopuntura e delle MnC nella pratica clinica e al contempo dalle prove di efficacia derivate dalla ricerca scientifica, che ne avvalorano l’utilizzo.

🔗 Maggiori informazioni su: www.agopuntura.to.it

📄 Programma:
https://www.agopuntura.to.it/wp-content/uploads/2025/01/Programma-Dei-Lavori-Congresso-AMIAR-2025-TEMPI-RELAZIONI.pdf

📥 Iscrizione:
https://www.cognitoforms.com/cstnf/xxivconvegnoamiaragopunturaemncesperienzecliniche5aprile205

📞 Contatti:
info.amiar@fastwebnet.it
3737999648 (dalle 9 alle 13)

 

La primavera arriva con San Salvario Emporium

Domenica 6 aprile, dalle 11 alle 20 Piazza Madama Cristina, Torino

 

La primavera arriva a San Salvario Emporium trasformando Piazza Madama Cristina in una festa domenicale dedicata a tuttɜ in cui chiunque può andare alla ricerca della creatività tra stand di artigianɜ, musica e giochi, all’insegna della scoperta.

 

Edizione dopo edizione, il market diventa un’occasione per artigianɜ e maker di entrare in contatto con il pubblico, per far conoscere le proprie creazioni a chi sa comprenderne il valore sia artistico che personale. Ogni oggetto rappresenta un’espressione della passione e della cura dei dettagli che ogni artista mette quotidianamente nel proprio lavoro.

 

Il 6 aprile saranno molte le attività della giornata. Grazie alla collaborazione delle realtà del quartiere e della città, San Salvario Emporium vi permetterà di conoscere il quartiere e le sue botteghe partecipando alla Passeggiata letteraria di Libri Selvatici o ai workshop organizzati dall3 artigian3 di Made in Sansa.

Per chi preferisce rimanere immers3 tutto il giorno nell’atmosfera del mercato, potrà scoprire i giochi di ruole di PLay Ethic, progetto dell’associazione Altera che esplora il valore educativo e le potenzialità del gioco di ruolo narrativo, come pratica culturale e di riflessione sociale immersiva e collettiva, capace di stimolare empatia e curiosità, relazioni e cambiamento.

 

Con la primavera in piazza tornano anche i busker, che si esibiranno nel pomeriggio creando quel clima di festa che caratterizza le domenica di Emporium.

Juventus – Genoa 1-0

I bianconeri tornano a vincere nella prima partita con Tudor in panchina, superando il Genoa per 1-0 all’Allianz Stadium.

A decidere il match il  gol di Yildiz al 25′ del primo tempo, che permette alla Juve di restare a un solo punto dal Bologna, quarto in classifica.

Il Genoa, dopo tre risultati utili consecutivi, si ferma al 12° posto con 35 punti.

Aeroporto di Torino, record di traffico per il terzo anno consecutivo: 4,69 milioni di passeggeri

Utile d’esercizio a 2,8 milioni di euro

 

Il Consiglio di Amministrazione di SAGAT S.p.A., società dei gestione dello scalo di Torino Caselle, presieduto da Elisabetta Oliveri, ha approvato il Progetto di Bilancio 2024 e il Bilancio Consolidato del Gruppo.

Andamento del traffico

Nel 2024 l’Aeroporto di Torino ha registrato un record di 4.693.977 passeggeri, con un aumento del 3,6% rispetto al 2023 e del 18,8% rispetto al 2019. La crescita ha riguardato sia il segmento nazionale (+5,1%) sia quello internazionale (+2,2%).

L’ampliamento delle rotte ha favorito l’incremento del traffico: Turkish Airlines ha introdotto un volo giornaliero per Istanbul, mentre Ryanair ha avviato collegamenti con Reggio Calabria, Crotone e Salerno, e Volotea con Comiso. Le tratte più frequentate sono state Catania, Roma (+22%) e Londra. Le destinazioni internazionali dirette sono salite a 42, con un incremento del traffico turistico invernale.

Risultati economico-finanziari

Il Gruppo SAGAT ha registrato ricavi per 81,66 milioni di euro, in calo del 5% rispetto al 2023 a causa di minori poste straordinarie. I ricavi aviation sono aumentati del 3,5%, raggiungendo 47,4 milioni di euro. L’EBITDA si attesta a 10,91 milioni di euro, con una riduzione di 6,3 milioni rispetto al 2023, ma un incremento di 806 mila euro al netto delle voci straordinarie. Il Risultato Netto del Gruppo è stato di 2,8 milioni di euro (-4,7 milioni sul 2023). Gli investimenti hanno raggiunto 11,8 milioni di euro, destinati a modernizzazione, sostenibilità e cybersecurity. La Posizione Finanziaria Netta si è ridotta di 14,1 milioni, portandosi a -6,48 milioni di euro.

Elementi distintivi del 2024

  • Nuovi operatori commerciali: aumento delle attività food, retail e rent-a-car.
  • Best European Airport: premio ACI Europe per la ripresa del traffico e la sostenibilità.
  • Servizi di eccellenza: miglioramenti nella customer experience con un punteggio ASQ di 4,11/5.
  • Torino Green Airport: riduzione del 5% dei consumi energetici e copertura del 14% del fabbisogno elettrico con fotovoltaico.
  • Progetto TULIPS: sviluppo di un impianto smart grid per testare l’idrogeno come accumulo energetico.
  • Carbon Neutrality: certificazione ACA Livello 3+ con compensazione delle emissioni residue.

Prospettive 2025

Nei primi due mesi del 2025 il traffico è cresciuto del 10%, con nuovi record mensili. L’anno promette un’ulteriore espansione grazie a nuove rotte e al consolidamento di quelle esistenti. Tuttavia, il settore affronta incertezze geopolitiche ed economiche, oscillazioni dei prezzi energetici e difficoltà nella catena di fornitura degli aeromobili. SAGAT continuerà a investire nella connettività e nei servizi per garantire sostenibilità economica e sociale.

 

Forza Italia e il futuro dell’auto

Oggi al MAUTO di Torino si è tenuto il convegno  Il futuro dell’automotive passa da qui: per non essere solo museo, un evento promosso da Forza Italia per approfondire le sfide e le opportunità del settore automobilistico in Italia. Presenti tra gli altri  Maurizio Gasparri, Alberto Cirio, Paolo Zangrillo, Roberto Rosso e Andrea Tronzano.  “In un momento di profonda trasformazione, segnato dalla transizione all’elettrico, dall’innovazione tecnologica e dalle sfide per il clima, il dialogo tra istituzioni, imprese e mondo accademico è  fondamentale” , dicono i promotori.

Presenti anche i protagonisti dell’industria, come Stellantis e BYD, insieme a esperti, professori e ingegneri del Politecnico di Torino. L’obiettivo è delineare il futuro della mobilità e rafforzare il ruolo dell’Italia in un mondo  in continuo cambiamento per garantire il futuro al settore automotive.

Volo fatale dal secondo piano: uomo cade dal balcone e muore

Un 53enne di Valdilana nel Biellese è deceduto dopo essere caduto dal balcone del secondo piano mentre, dice la ricostruzione dei carabinieri, stava eseguendo alcuni lavori, probabilmente utilizzando una scala. A lanciare l’allarme è stato un vicino di casa, che lo ha trovato privo di conoscenza.

NOTIZIE DAL PIEMONTE

Inaugurati 100 nuovi orti urbani e una food forest nel Parco Piemonte

Ieri alla presenza dell’assessore al Verde della Città di Torino, Francesco Tresso – sono stati inaugurati 100 nuovi orti urbani e una food forest all’interno di Orti Generali, nell’area verde del Parco Piemonte, quartiere Mirafiori Sud.

Rispetto ai 170 già attivi dal 2019, i nuovi appezzamenti presentano una specificità: ciascuno dispone infatti di 50 metri quadrati di orto e 25 di food forestuna soluzione NBS (Nature based Solutions) che include alberi emergenti, alberi da frutto, arbusti e piante rampicanti, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’aria, favorire la biodiversità e mitigare le isole di calore. Per garantire una crescita ottimale e creare nuovi micro-corridoi ecologici gli alberi e gli arbusti sono stati messi a dimora dal 2023, con alcuni cantieri partecipati. Gli appezzamenti sono inoltre separati da siepi lineari composte da lamponi, ribes, cassis e dieci diverse varietà di rose damascene, utilizzabili per sciroppi e confetture.

Le nuove assegnazioni contribuiranno a ridurre la lunga lista di attesa formata da oltre mille persone interessate a gestire un orto urbano nella realtà di Mirafiori, divenuta negli anni un vivace luogo di incontro e di socialità attorno all’agricoltura urbana.

I nuovi orti sono parte del progetto “Ecosistema Agroforestale Urbano”, incentrato sulla sostenibilità e sul miglioramento ambientale, che interessa due realtà torinesi – Orti Generali e Cascina Falchera – situate ai due estremi della città, e realizzato grazie al contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo nell’ambito del bando “Simbiosi. Insieme alla natura per il futuro del Pianeta”. Altri cento orti, facenti sempre parte del progetto guidato da Orti Generali, sono stati recentemente inaugurati nell’hub di innovazione sociale e ambientale del quartiere Falchera, anch’essi racchiusi da una fascia di mitigazione a food forest di 2000 piante che protegge le coltivazioni.

“L’inaugurazione dei nuovi orti al Parco Piemonte rappresenta un passo importante per la Città di Torino – ha commentato l’assessore Tresso – che continua a investire sul verde per un miglioramento della qualità della vita. Orti Generali si conferma un progetto virtuoso di rigenerazione del territorio e dimostra come l’orticoltura e l’agricoltura urbana partecipativa possano avere un impatto positivo sulla biodiversità e sulla partecipazione delle comunità locali”.

Nato nel 2010 da un percorso partecipativo di comunità, Orti Generali si è evoluto nel 2018 con la concessione da parte della Città di 5 ettari di terreno all’interno del Parco Piemonte. Da area in abbandono con una residua attività agricola, grazie a un innovativo modello di impresa sociale lo spazio è stato trasformato in luogo di aggregazione e di condivisione di pratiche, esperienze e competenze legate alla coltivazione urbana. Oggi il parco ospita 270 orti, una fattoria didattica e un pascolo con tre mucche scozzesi; per preservare e valorizzare il carattere pubblico del parco circa due terzi dell’area sono stati destinati a spazi verdi condivisi, dove incontrarsi e socializzare attorno a un grande chiosco in cui, oltre alla trasformazione delle materie prime degli orti, vengono offerti servizi culturali, sociali, educativi e formativi. Nel 2023 il progetto ha vinto il Premio Nazionale del Paesaggio del Ministero della Cultura, un importante riconoscimento che ne ha attestato il valore nel panorama di iniziative di rigenerazione urbana e sostenibilità ambientale.