redazione il torinese

Moncalieri green con “Fiorile”

Castello Reale di Moncalieri Giardino delle Rose – Piazza Baden Baden 4, Moncalieri

 

Dopo il successo delle precedenti edizioni, il tradizionale appuntamento autunnale di Moncalieri «Fiorile» si rinnova. Un progetto dell’Assessorato alla Cultura della Città di Moncalieri, realizzato dall’ Associazione Amici del Real Castello di Moncalieri, «Fiorile» è stato istituzionalizzato nel 2016.

La manifestazione fa parte della serie di eventi culturali dedicati al tema del verde e della storia promossi dal Comune con il contributo della Compagnia di San Paolo per rilanciare l’immagine di Moncalieri città green, valorizzando il centro storico i percorsi della collina, i giardini e le antiche vigne, gli orti e parchi che ne impreziosiscono il panorama, le piste ciclabili, i sentieri e il parco del Castello.Il Sindaco Paolo Montagna afferma che “si punta su una proposta culturale che renda Moncalieri vero centro di attrazione turistica, mettendo anche in luce la storica vocazione di questa terra per l’orto-florovivaismo (in particolare con il crisantemo tipico di Moncalieri e rievocando il tradizionale “Orti e Fiori in piazza”)”.L’Assessore alla Cultura e al Turismo Laura Pompeo aggiunge: “Il Giardino delle Rose accoglie nel corso dell’anno numerosi appuntamenti che – insieme alle tante iniziative dedicate ad arte e storia, tradizioni e natura, letteratura e scienza, memoria e curiosità, valori paesaggistici e panoramici – offrono occasioni per vivere la Città, scoprirne e riscoprirne ancora il genius loci, l’anima ricca di storia e di storie”.L’evento è anche una mostra-mercato. Come ogni anno, si colloca nell’ultimo weekend del mese di ottobre, prima delle festività di Tutti i Santi e della Commemorazione dei Defunti. E, come di consueto, troverà posto nel Giardino delle Rose del Castello Reale, dove saranno presenti esperti del settore con attività correlate al verde, al giardinaggio e all’orticoltura. Tra questi, i produttori, commercianti ed artigiani, principalmente piemontesi, ma anche di altre regioni, esporranno e venderanno i loro prodotti: un’occasione per curiosare e per trovare regali originali. Un angolo sarà dedicato all’allestimento di un giardino d’inverno con arredi d’epoca. “All’ombra della magnolia” verranno proposti momenti di approfondimento attraverso la presentazione di volumi dedicati al verde, ai fiori e ai giardini, attraverso conferenze sul tema della green economy (a cura dell’associazione Kores) e mostre d’arte. In particolare, sabato 28 mattina, la giuria del Premio della Rosa “Principessa Maria Letizia” (presieduto dalla Professoressa Elena Accati) lancerà l’edizione del 2018 dello stesso con una conferenza sulla “regina dei fiori”. Arricchiranno l’evento la performance coreutica di Eclectica Danza, la musica, un laboratorio per la produzione del Vermouth, le attività curate da Casa Zoe per intrattenere i più piccoli con laboratori sui fiori e sulla natura. Il Giardino accoglierà un simpatico angolo ristoro. Inoltre, le serate del Moncalieri Jazz Festival inviteranno i visitatori a prolungare la permanenza in Città (Notte Blu del Jazz sabato 28). Nel pomeriggio di domenica è prevista la visita guidata al centro storico di Moncalieri a cura dell’Associazione Amici del Real Castello e Parco di Moncalieri. L’evento è patrocinato dal Polo Museale del Piemonte del MiBACT, dalla Regione Piemonte, dalla Città Metropolitana di Torino, dal Parco Collina Po.

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FIORILE 2017

Giardino delle Rose del Castello Reale – Moncalieri

sabato 28 e domenica 29 ottobre 2017

Dalle ore 10.00 alle ore 18.00

Ingresso, spettacoli, visite e attività: gratuiti.

Incidente a Trento, morte due torinesi: una bambina di 9 anni e una ragazza di 17

Tragico bilancio, di due giovani morte  e altre due persone  gravemente ferite, nell’incidente tra un’auto e un tir, nel  pomeriggio, sull’Autostrada del Brennero, vicino al casello di Trento sud. Sono decedute  una bambina di 9 anni Gioia Virginia Casciani di Villarbasse e una ragazza di 17 anni, Ginevra Barra Bajetto di Condove. La prima era campionessa di pattinaggio su ghiaccio e stava rientrando da una gara in Trentino.  Ferite due sorelle gemelle di 50 anni, le madri delle vittime,  estratte dall’abitacolo dai vigili del fuoco. La conducente della station wagon, forse per un malore, non ha frenato e si è schiantata contro un tir incastrandosi sotto il mezzo. Le due donne ferite sono state trasportate con l’elisoccorso all’ospedale di Trento.

Risparmio energetico, truffa allo Stato: 26 arresti

La Guardia di finanza di Torino  ha arrestato 26 persone, accusate a vario titolo di appartenere a un gruppo criminale protagonista di truffe nella vendita dei titoli di attestazione del risparmio energetico. L’ammontare sarebbe di circa 105 milioni di euro. Avrebbero presentato falsa documentazione sull’esecuzione dei lavori di efficientamento energetico, invece mai realizzati, così da ottenere contributi statali in modo fraudolento. L’ipotesi di reato su cui è incentrata l’inchiesta è truffa aggravata ai danni dello Stato. L’operazione ha visto la partecipazione delle fiamme gialle di  Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Sicilia, sono stati sequestrati diversi immobili e auto di lusso.

Scuola di Applicazione, giurano gli ufficiali

Gli ufficiali del 197° corso “Tenacia” hanno pronunciato questa mattina a Palazzo Arsenale la formula del giuramento di fedeltà alle istituzioni della Repubblica Italiana. Un atto che, fra l’altro, sancisce il passaggio formale dallo status di allievo a quello di ufficiale. In uniforme storica e con i simboli propri della categoria della quale sono entrati a far parte, la sciarpa azzurra e la sciabola, i 118 Sottotenenti dell’Esercito hanno giurato individualmente al cospetto della Bandiera d’Istituto della Scuola di Applicazione dell’Esercito. Alla cerimonia presieduta dal Comandante del Reparto Corsi, Generale di Divisione Flaviano Godio hanno preso parte una rappresentanza del quadro permanente della Scuola, i familiari, amici dei giovani Sottotenenti e tre colleghi stranieri provenienti da Afghanistan, Perù e Somalia. Il Generale Godio rivolgendosi ai presenti  ha sottolineato: “la solennità di un atto che impegna l’individuo, il cittadino e il soldato in primis di fronte alla propria coscienza”. “Una promessa” ha chiosato l’alto ufficiale “da mantenere a tutti i costi, in ogni circostanza e se necessario sino al supremo sacrificio, quello della vita”. Gli Ufficiali del 197°, fra di loro 9 donne, appartengono per il 57% alle Armi di Fanteria, Cavalleria e Artiglieria. Il restante 43% indossa le mostreggiature del Genio, delle Trasmissioni, dei Trasporti e Materiali, del Commissariato. Di età compresa fra i 20 e i 24 anni, provenienti da tutte le regioni d’Italia ma con prevalenza nord e sud della penisola, le ragazze e i ragazzi del 197° “Tenacia” resteranno a Torino per i tre anni necessari a conseguire le lauree triennale e specialistica in Scienze Strategiche presso l’ateneo subalpino. Successivamente saranno assegnati alle diverse unità dell’Esercito dislocate su tutto il territorio nazionale.

La stagione agonistica del nuoto si apre con la prima tappa della Coppa Tokyo

Si avvicina l’inizio della nuova stagione agonistica di nuoto. Sabato 28 e domenica 29 ottobre il Palazzo del Nuoto di Torino ospitera’ la prima tappa della Coppa Tokyo Winter Edition, manifestazione inaugurale di un calendario decisamente ricco di appuntamenti. Il Comitato Regionale FIN Piemonte e Valle d’Aosta parte dunque con la Coppa Tokyo, tradizionale meeting – assoluto e in vasca corta – che per moltissimi atleti rappresenta un importante banco di prova in vista di campionati regionali e gare nazionali. La prima di queste sara’ venerdi’ 1 e sabato 2 dicembre a Riccione e sara’ il Campionato Italiano Assoluto, quest’anno in vasca da 25 metri in preparazione agli Europei in vasca corta, a Copenaghen dal 13 al 17 dicembre.La Coppa Tokyo del week end si svolgera’ su quattro turni di gara con il seguente programma:

 

– sabato mattina a partire dalle 9.30: 100 mx F / 400 sl M / 50 do F / 50 fa M / 200 sl F / 50 ra M / 100 ra F / 400 mx M / 100 fa F

– sabato pomeriggio a partire dalle 15.30: 200 fa M / 200 do F / 200 ra M / 50 sl F / 100 do M / 200 mx F / 100 sl M / 800 sl F+M

– domenica mattina a partire dalle 9.30: 100 mx M / 400 sl F / 50 do M / 50 fa F / 200 sl M / 50 ra F / 100 ra M / 400 mx F / 100 fa M

– domenica pomeriggio a partire dalle 15.30: 200 fa F / 200 do M / 200 ra F / 50 sl M / 100 do F / 200 mx M / 100 sl F / 1500 sl F+M

 

20 le societa’ rappresentate, per un totale di 755 atleti, equamente divisi tra maschi e femmine, e oltre 2600 presenze gara. Ai blocchi di partenza Rari Nantes Torino, Sisport Spa, Polisportiva Ovest Ticino, Centro Nuoto Nichelino, Asti Nuoto, Aosta Nuoto, Nuotatori Canavesani, Centro Nuoto Torino, Libertas Nuoto Chivasso, Dynamic Sport, Aquatica Torino, Vivisport UISP Fossano, Dnamica, Sa-Fa 2000 Torino, Libertas Team Novara, NC Montecarlo Casale Monferrato, CSR Granda, OASI Laura Vicuna Rivalta, Blu Sport Orbassano e Dinamica Sport.

 

Novita’ della Coppa Tokyo Winter Edition 2017/2018 e’ l’introduzione dei 100 misti, specialita’ che e’ stata inserita nel programma di gara del Campionato Assoluto in vasca corta e pertanto ripresa anche in ambito regionale. Dopo la tappa del week end la manifestazione proseguira’ con altre tre prove, in programma il 18-19 novembre, 13-14 gennaio e 3-4 febbraio.

 

Si segnala inoltre che domenica 29 ottobre si correra’ la Maratona di Torino (la partenza della corsa e’ alle 9.30 in piazza San Carlo), di conseguenza alcune strade della citta’ e dei comuni di Moncalieri, Nichelino e Beinasco potranno essere bloccate per buona parte della mattinata e nel primo pomeriggio. A questo link il percorso della Maratona; nel caso uscisse comunicazione ufficiale delle strade bloccate (con relativi orari) provvederemo a comunicarlo tempestivamente.

 

Tutti i dettagli sulla prima tappa della Coppa Tokyo Winter Edition a questo link

Ecco il nuovo Collegio Carlo Alberto dieci anni dopo

È stata inaugurata oggi la nuova sede dell’ente strumentale della Compagnia di San Paolo che si occupa di ricerca e alta formazione in economia, diritto, scienze politiche e sociali

Dopo oltre dieci anni di abbandono, l’edificio è tornato a nuova vita grazie all’intervento della Compagnia di San Paolo, che ha in primo luogo acquistato la struttura per un costo complessivo di 10,6milioni di euro e ha poi avviato una profonda ristrutturazione, curata da una cordata di architetti e ingegneri che fa capo a Isolarchitetti S.r.l. L’operazione di restauro dell’edificio, sotto il vincolo della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio della città metropolitana di Torino, è durata due anni e ha avuto un costo complessivo di 10,5 milioni di euro. “Il restauro degli oltre 5mila metri quadrati del palazzo di Piazza Arbarello rappresenta l’ultimo tassello di un disegno più ampio della Compagnia di San Paolo nel centro storico della nostra città.– ha dichiarato Francesco Profumo, presidente della Fondazione torinese – “L’area interessata dai nostri interventi parte da corso Palestro, con il restauro dei Quartieri Militari Juvarriani dove si è insediato il Polo del 900 – e dove la Compagnia ha investito 6,5 milioni di euro – comprende il recupero del complesso del Collegio degli Artigianelli (1 milione di euro), dove è appena stato inaugurato il teatro diretto da Arturo Brachetti Le Musichall. A questi interventi vanno sommati quelli per i restauri delle 13 chiese del Quadrilatero Romano con un investimento di oltre 9,5milioni di euro. La Compagnia ha stanziato 38,1 milioni di euro a favore di progetti di recupero e valorizzazione del centro storico di Torino, escludendo gli interventi sul patrimonio museale e monumentale della medesima zona della città”. “Il Collegio Carlo Alberto rappresenta un’eccellenza nel mondo della ricerca economica, sociale e giuridica, ma è anche uno snodo internazionale per la formazione di giovani talenti che arrivano a Torino tutto il mondo. La nostra ambizione è quella di aprirci ulteriormente a collaborazioni internazionali, con programmi di ricerca fondati sull’analisi teorica e che servano anche a disegnare policy in diversi campi. Possiamo definire il Collegio l’incubatore scientifico di alcune delle più recenti riforme, come quella del sistema pensionistico, necessaria a evitare un probabile default del nostro debito pubblico, e il Jobs Act. Ora con l’inaugurazione della nuova sede a Torino puntiamo a diventare anche un punto di riferimento nel dibattito economico e culturale della città” ha dichiarato il Presidente del Collegio Carlo Alberto, Pietro Terna.  Oltre alla ricerca e alla didattica, il Collegio Carlo Alberto punta ad aprirsi alla divulgazione scientifica.Le principali aree di studio del Collegio Carlo Alberto riguardano l’economia politica, la finanza e le politiche pubbliche e sono portate avanti con un approccio interdisciplinare. Mutamenti demografici, migrazioni, ma anche welfare e l’evoluzione della famiglia e del lavoro sono alcuni dei temi che vengono affrontati dai ricercatori e dai docenti del Carlo Alberto, temi che ormai sono diventati di stringente attualità non solo nell’agenda politica europea, ma anche nella nostra quotidianità.

I LAVORI DI RESTAURO

I lavori hanno riguardato sia l’interno sia l’esterno dell’edificio. All’esterno sono stati riportati all’antico splendore la facciata, i serramenti, i colori e il portone originali del palazzo, che risale alla seconda metà dell’Ottocento e che nel 1930 acquisì il suo assetto definitivo, grazie al progetto dell’ingegnere Enrico Bonicelli, ideatore a Torino della Promotrice delle Belle Arti.  All’interno il progetto di recupero del palazzo ha coniugato il rispetto filologico delle parti storiche con le più moderne tecnologie green. La ristrutturazione, infatti, ha seguito i parametri Leed (Leadership in Energy and Enviromental Design) dell’ente di certificazione internazionale Green Building Council, massimo riferimento in edilizia per l’efficienza energetica. Si tratta di parametri che non erano mai stati applicati in Italia nella ristrutturazione di un edificio storico e che quindi fanno del nuovo Carlo Alberto un caso di studio. Riportata alla sua antica struttura ad archi e ricoperta da un tetto in vetro, come era all’origine nel progetto degli anni Trenta del secolo scorso, l’ex aula magna al piano terra è diventata la Common Room, una sorta di agorà per lo scambio di idee e progetti, uno spazio modulabile a seconda delle esigenze di ricercatori e allievi. L’attuale aula magna invece è una sala ipogea, che originariamente non esisteva e che è stata ricavata, sotto la Common Room. Si tratta di un moderno auditorium, con 150 posti a sedere, che può essere collegato in video conferenza sia con la Common Room sia con le aule della didattica. Aule che sono in tutto cinque, tutte al piano terreno, tranne la cosiddetta aula lignea, al secondo piano, dove sono stati restaurati i banchi in legno, la pedana con la cattedra e le lavagne antiche di quella che un tempo era l’aula di merceologia, i cui arredi testimoniano le antiche fattezze del palazzo.  La facciata di via Assarotti sul retro del palazzo è stata demolita e ricostruita, secondo il disegno originale. Il palazzo infatti negli anni Cinquanta, a causa dei danni subiti sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, era stato ritoccato, ma senza rispettare le forme originali. All’interno, su via Assarotti, un nuovo corpo scale, in struttura metallica, collega tutti i piani, eccetto il terzo, e fornisce un accesso diretto all’aula magna.

Piemonte, montagne in fiamme: la Regione chiede lo stato di calamità

Il presidente della Regione Piemonte, Chiamparino, assieme alla Giunta, ha incontrato poco fa Sergio Pirone, comandante Corpo Volontari A.I.B Regione Piemonte, Cristina Ricaldone, responsabile Area Incendi Boschivi del settore Protezione Civile Regione Piemonte, Franco Licini, dirigente Settore Protezione Civile della Regione Piemonte.  Dall’incontro è emerso che, dal 10 ottobre – quando è cominciato lo stato di massima allerta- sono state impiegate più di 2mila unità di personale e più di 500 mezzi. Al momento attuale sono oltre 2190 i volontari A.I.B., oltre a VVFF e protezione civile, presenti sui luoghi interessati, impiegati su 3 turni giorno e notte a presenza costante.  Purtroppo non si prevede un miglioramento significativo delle condizioni e resta lo stato di massima allerta fino a tutta la settimana entrante, una situazione che rende necessario mantenere la massima presenza di mezzi e persone. E’ stata a questo proposito formalizzata in giunta la copertura finanziaria atta a garantirla.  Il fronte complessivo di fuoco è di decine e decine di chilometri,  e migliaia di ettari di bosco bruciato, concentrati fra Valle Stura, Val Varaita, Pinerolese,  Val di Susa e Locana. Le forze di intervento operano con il criterio di isolare l’incendio, che non è solo nel torinese ma anche nel cuneese. In alta Val Stura è stato interrotto il traffico sulla statale del Colle della Maddalena. Le priorità di intervento riguardano l’incolumità delle persone, delle case, delle infrastrutture, degli animali e infine del bosco: da questo punto di vista, è chiaro che l’operatività dei mezzi è decisa dalla centrale operativa sulla base di criteri tecnici e di contesto, in ottica di gestione delle priorità dell’evento, non in base a richieste politiche o amministrative. “Sindaci e comunità – commenta Chiamparino – devono avere la tranquillità di essere in mano a un sistema integrato e coordinato che ha sempre funzionato, sta funzionando e funzionerà.  E’ stato inoltre formalizzato l’avvio della procedura di richiesta dello stato di calamità, che potrà concretizzarsi solo quando sarà possibile fare la stima dei danni. Ci permettiamo di sottolineare la necessità di una grande attenzione da parte del sistema delle Forze dell’Ordine, non tanto nell’attività operativa anti-incendio, ma in quella di prevenzione perchè c’è il sospetto che questa situazione possa dare adito a gesti dolosi che possano aumentare il fronte di intervento”.  Per quanto riguarda la qualità dell’aria, si legge nella nota della Regione ” è evidente che, bruciando boschi su aree così vaste, gli effetti sull’aria si sentono e provocano sensazioni sgradevoli e comprensibili preoccupazioni nella popolazione. Ma l’ARPA sta monitorando la situazione, e dal momento che brucia materiale vegetale non c’è propagazione di sostanze tossiche. Non sottovalutiamo gli effetti, ma il monitoraggio è attivo e costante”. 

Chivasso: contro il declino azione o attesa?

Al Sindaco, agli Assessori, ai Consiglieri di maggioranza, al Presidente del Consiglio del Comune di Chivasso

 

 

Pensiamo che anche voi amministratori siate d’accordo sul fatto che il principale compito di un’amministrazione comunale sia contrastare il declino economico e sociale della città che amministra. Ed è fin troppo evidente la situazione critica di Chivasso dove i negozi chiudono e gli immobili sono in svendita a prezzi sempre più bassi. Questo trend gravemente negativo non può essere invertito dal rifacimento di vie, incroci e marciapiedi, né da piccole manifestazioni ed eventi commerciali, né dall’insediamento di supermercati: serve un progetto di ampio respiro per far ripartire la città. Questo progetto non può essere che lo sfruttamento della posizione strategica di Chivasso all’incrocio di strade e ferrovie con la stazione di interscambio con l’alta velocità in grado di far diventare la città il nodo principale delle comunicazioni per Canavese, Monferrato ed Ovest Vercellese sull’asse Torino-Milano. Questo è il volano indispensabile per far ripartire l’economia cittadina ed arrestare il grave declino di Chivasso. Noi lo sosteniamo da 5 anni e da 5 anni attendiamo che l’amministrazione chivassese si mobiliti su questo progetto con energia, determinazione e costanza: il che significa investire qualche decina di migliaia di euro per far realizzare da una ditta specializzata uno studio di fattibilità, con cui cominciare il percorso politico e coinvolgere le istituzioni e le associazioni di categoria, creando un gruppo di lavoro tecnico e politico che persegua l’obiettivo con forza e continuità. Certo è una strada in salita ma è l’unica strada che può dare un futuro a Chivasso, ai suoi giovani ed al suo tessuto imprenditoriale. Più si aspetta ad intraprendere questa strada con la necessaria determinazione e più si aggraverà il declino economico e sociale di Chivasso. Mettiamo a disposizione, da usare come punto di partenza per lo studio di fattibilità, il materiale da noi prodotto e reperibile a questi link: http://www.portadelcanavese.it http://www.chivassese.it/documenti/baciniFerroviaToMi.pdf http://www.chivassese.it/documenti/StazionePortaCanaveseMonferrato.pdf http://www.chivassese.it/trasporti.pdf http://www.chivassese.it/documenti/ProgettoMetro.pdf A questo punto vogliamo sapere che cosa l’amministrazione intende realmente fare: limitarsi a sperare che la stazione si faccia, lasciando la città al suo declino, o prendere l’iniziativa con un serio studio di fattibilità ed il concreto avvio di un gruppo di lavoro tecnico e politico? Si sono già persi 5 anni a furia di temporeggiare e la crisi di Chivasso si è purtroppo aggravata. Cordiali Saluti

 

 

Il presidente dell’

Associazione culturale Identità Comune  Chivasso

Carlo Fontana

Incendi, salvi i vigili del fuoco isolati. E le polveri sottili si impennano a Torino

Erano rimasti isolati nella notte nel territorio in fiamme nel comune di Mompantero, in Val di Susa, una ventina di vigli del fuoco che stavano tentando di spegnere i roghi scoppiati nei boschi. L’incendio li circondava e solo nella mattinata i loro colleghi, riuscendo a  creare un varco tra le fiamme  li hanno liberati. Intanto a Torino il livello delle Pm10, le polveri sottili inquinanti è quadruplicato fino a raggiungere il valore di 199 microgrammi per metro cubo rispetto al massimo consentito per legge di 50, proprio a causa della caligine che ha coperto il cielo creando una cappa sulla città. Nella foto piccola (di Fmb) l’autostrada Torino-Bardonecchia lambita dalle fiamme. Roghi anche nella collina torinese a Pecetto, mentre alcune borgate della Valle di Susa vengono evacuate per precauzione. La Regione Piemonte chiederà probabilmente lo stato di calamità.

 

 

 

 

(foto grande: Valerio Minato)

Quattro tazzine di caffè al dì e vivi di pìù

27 e 28 Ottobre 2017 dalle ore 8.30 al Centro Congressi Unione Industriale

XXIX GIORNATE CARDIOLOGICHE TORINESI ADVANCES IN CARDIAC ARRHYTMIAS and GREAT INNOVATIONS IN CARDIOLOGY”

 

  • In passato demonizzato dal mondo medico, oggi salva cuore: gli insospettabili effetti positivi del caffè
  • La prevenzione salva più vite rispetto a qualsiasi terapia. Più della metà dei fattori di rischio sono determinati da stili di vita errati
  • Le novità terapeutiche per scongiurare la morte improvvisa

 

Quattro o cinque tazzine di caffè al giorno riducono la mortalità cardiovascolare. Questa ed altre novità inaspettate saranno trattate nelle due Giornate torinesi che vedono riuniti i più eminenti esperti italiani ed internazionali per parlare della salute del cuore.

A Torino, il 27 e 28 ottobre, le XXIX Giornate Cardiologiche Torinesi “Advances in Cardiac Arrhythmias and Great innovations in Cardiology” presso il Centro Congressi Unione Industriale ospiteranno i cardiologi della Mayo Clinic di Rochester (Minnesota) per discutere dei risultati dei più recenti studi, ricerche ed esperienze sul campo. Presenti anche i maggiori esperti europei, provenienti da Germania, Francia e Svizzera. L’evento, diventato ormai un polo d’interesse per la cardiologia mondiale, è organizzato e diretto da Fiorenzo Gaita, Direttore della Cattedra di Cardiologia presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Torino e Direttore della Cardiologia dell’ospedale Molinette della Città della Salute di Torino, e Sebastiano Marra, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare del Maria Pia Hospital di Torino. E i numeri parlano: otre 600 partecipanti tra medici ed operatori, 100 relatori, innumerevoli temi affrontati. Quest’anno, il Meeting è incentrato sulla prevenzione; forte degli eccezionali risultati di studi condotti prevalentemente in Europa e Stati Uniti, il trend è sempre più quello di prevenire, ossia fare in modo che ci si ammali di meno. Negli ultimi 30 anni la mortalità per cause cardiovascolari si è dimezzata. Analizzando le cause di tale diminuzione, i ricercatori hanno rilevato che in gran parte è dovuta alla correzione dei fattori di rischio.

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Certamente possiamo affermare che negli ultimi vent’anni abbiamo a disposizione nuovi farmaci, nuove tecniche chirurgiche, che indubbiamente hanno ridotto la mortalità, ma per ¾ il merito è della prevenzione – spiega il dottor Sebastiano Marraed è principalmente su questo fattore che noi medici dobbiamo impegnarci”. Un principio che dà i risultati più incoraggianti in Europa. Non si può affermare lo stesso in altri Paesi: in Cina accade il contrario grazie ad un’espansione economica che sta portando nel dimenticatoio i principi sani di un corretto stile di vita. Mentre in America sono aumentati i diabetici, gli obesi ed i sedentari, in Cina sono aumentati i soggetti con pressione alta ed i fumatori. “La mortalità a livello mondiale sta diminuendo grazie ad una nuova consapevolezza sui fattori di rischio. In questo Congresso iniziamo a ragionare in termini di eticità, rispetto dell’individuo, riduzione dell’impatto della malattia nella nostra società”. Ma oltre alla coscienza dei fattori di rischio, altro punto determinante è la conoscenza di ciò che fa bene alla salute del nostro cuore e dell’organismo in generale. In questo senso la novità più interessante, e per molti versi inaspettata, è costituita dal caffè. “Tre imponenti lavori, una metanalisi (tecnica clinico-statistica che genera un unico dato conclusivo da più studi su uno stesso argomento) e due importanti ricerche, hanno dimostrato gli effetti positivi del caffè indipendentemente dalla caffeina – prosegue Marra -. Quattro o cinque tazzine di caffè al giorno, anche decaffeinato, riducono la mortalità cardiovascolare in follow up che vanno da 10 a 18 anni. A lungo termine, bere caffè ha un effetto positivo. Il lavoro di metanalisi condotto negli Stati Uniti rileva che anche la mortalità per tumore viene significativamente ridotta. Il risultato non è legato alla presenza di caffeina, ma alle sostanze antiossidanti che sono contenute nel chicco di caffè. Il chicco di caffè è la sostanza con più antiossidanti esistente in natura”. Si potrebbe obiettare che il caffè ecciti, agiti e provochi insonnia. Ma a quanto pare anche questi sono luoghi comuni sfatati dalla ricerca. “Esistono dati su oltre 10mila individui che rivelano che chi assume caffè – su lungo periodo – ha meno ansia, dorme meglio, non ha la pressione più alta rispetto a chi non lo beve. Uno studio francese che ha analizzato oltre 200mila persone, su un periodo di 8-10 anni, riferisce dati positivi sulla mortalità. I dati piemontesi confermano che chi beve caffè ha un umore migliore, meno ansia, riposa meglio, non ha pressione o colesterolo più alti”. Analoghi effetti positivi sulla salute del cuore, seppur di più lieve entità, si riconducono all’assunzione di cioccolato fondente all’85-90%.

 

In primo piano la prevenzione della morte improvvisa.

 

Come sempre, il Meeting avrà come temi centrali le novità provenienti dai cardiologi americani e da quelli torinesi sull’interventistica. “Solo in Italia, ogni anno, 50mila persone muoiono improvvisamente, vale a dire più di 130 morti al giorno senza che si possa intervenire. – afferma il professor Fiorenzo Gaita – E’ una grossa battaglia che si cerca di portare avanti con vari mezzi “. E prosegue Forse non tutti sanno che l’Italia è, tra i Paesi occidentali, con poche altre nazioni, all’avanguardia nella prevenzione della morte improvvisa con un 90% di riduzione della mortalità negli atleti sottoposti a screening adeguato. Alle Molinette stiamo utilizzando tecniche interventistiche sempre più innovative, tese a prevenire l’evento fatale in soggetti con predisposizione, ad esempio su pazienti con malattie genetiche che possono condurre ad aritmie maligne ed a morte improvvisa anche nei giovani”.

 

  • IL DECALOGO SALVACUORE
  • Smettere di fumare
  • Camminare di più
  • Tenere sotto controllo il peso corporeo
  • Alimentarsi meglio, con cibi più sani
  • Controllare periodicamente colesterolo e glicemia prima che diventi diabete e monitorare la pressione sanguigna            
  • Diminuire la quantità di sale nel cibo
  • Bere caffè fino a 4-5 tazzine al giorno
  • Mangiare cacao fondente (non cioccolato dolce)
  • Dormire un numero adeguato di ore
  • Ridurre lo stress