“POSTI LETTO ESAURITI, BARELLE TERMINATE, OSSERVAZIONE BREVE (OBI) AL COMPLETO. MANCA UNA RETE EFFICACE CON I SERVIZI TERRITORIALI”
Blitz della consigliera regionale Stefania Batzella, ieri pomeriggio al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Rivoli, struttura di riferimento per un ampio bacino di utenza. L’obiettivo: verificare di persona l’eventuale situazione di sovraffollamento legata al picco influenzale.
“Ho trovato una situazione peggiore rispetto a quella che mi aspettavo”, precisa Batzella. “Il pronto soccorso era pieno di persone in attesa, i posti letto esauriti e il corridoio pieno di pazienti in barella, in piena violazione della loro privacy e della loro dignità”, spiega la Consigliera, che nell’occasione si è a lungo confrontata con il responsabile della struttura, Dr. Davide Minniti.
“Dal giorno di Natale, quando è esploso il virus influenzale, ad oggi, i passaggi al pronto soccorso – racconta Batzella – sono aumentati del 25 per cento: ogni giorno tra i 160 e i 190 pazienti, compresi bambini e donne in gravidanza”.
“I posti letto aggiunti per contrastare l’emergenza, il ‘Decalogo Pronto Soccorso’ diramato dall’Asl TO3 e l’ordine di servizio mandato al personale medico (la pianta organica del Pronto Soccorso prevede 20 medici, ma sono in 18), si sono rivelati insufficienti. La struttura di Osservazione Breve Intensiva di Pronto Soccorso (OBI), creata per monitorare i pazienti per un massimo di 30 ore, è di fatto diventata un reparto, con persone ricoverate da giorni e giorni e in attesa di avere un letto in un reparto vero. Oggi sarà dimesso un paziente che dal 2 gennaio fino a questa mattina è rimasto in OBI”.
“Il piano di emergenza si è rivelato inefficace perché sono mancate comunicazione e lavoro di rete tra ospedali e territorio: le Case della Salute sono ancora sconosciute alla maggior parte della popolazione, doveva essere attivato un maggiore coinvolgimento dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, i posti letto per la continuità assistenziale dovevano essere implementati sia nelle strutture pubbliche sia in quelle private convenzionate con il sistema sanitario nazionale. Tutte cose che l’assessore aveva annunciato, ma che sono rimaste sulla carta”.
“Spiace constatare ancora una volta come l’assessore Saitta non sia stato in grado di impartire direttive efficaci. Lo spirito di sacrificio e l’abnegazione del personale sanitario, che tra mille difficoltà affronta il sovraccarico di lavoro e l’emergenza in favore della salute dei cittadini, sottolineano l’ennesimo fallimento della politica sanitaria regionale”.
Stefania Batzella
Consigliera regionale Movimento Libero Indipendente
Il Nursing Up: “L’assessore ci riceva entro 48 ore o faremo appello al Presidente della Repubblica”
DALLA CAMPANIA




Continuano a persistere i grossi disagi al traffico causati dalla voragine che questa mattina, intorno alle quattro, si è aperta nel centro di Torino nel tratto di strada tra corso Regina e via della Consolata. Il problema è stato causato dallo scoppio di una tubatura della rete rete idrica Smat che ha provocato il cedimento del manto stradale, causando una profonda spaccatura proprio nella carreggiata centrale. Da questa mattina il traffico è completamente in tilt e la costante pioggia che ormai persiste da ieri, non facilita sicuramente la situazione. Si viaggia solo nei controviali e la polizia municipale ha provveduto a far spostare le vetture parcheggiate in modo da rendere un po’ più scorrevole il passaggio. Via Cigna e un lungo tratto di Corso Regina sono completamente congestionati mentre i sottopassi sono stati riaperti al traffico solo da un paio d’ore.
I tram e i bus hanno ripreso a circolare intorno alle 10 di questa mattina ma la situazione è talmente difficile che la maggior parte dei mezzi rimane per ore imbottigliata nella lunga coda di auto. La polizia municipale regola il traffico soprattutto nei vari incroci, considerati i tratti più critici, mentre una ventina di uomini della Smat sono già al lavoro con le ruspe per cercare di raggiungere il tubo danneggiato e risolvere così il problema. La Ztl centrale è stata sospesa in modo da permettere l’utilizzo di “strade alternative” ma per il momento questa soluzione sembra non aver dato i risultati sperati. Paolo Romano, presidente della Smat, ha assicurato che entro la giornata di oggi i lavori per la riparazione del tubo saranno terminati; per quanto riguarda invece la “situazione viabilità” non è ancora possibile stabilire le tempistiche di riapertura del tratto stradale danneggiato.
propria esperienza di figlio di operaio della Piaggio di Pontedera, licenziato negli anni ’60, e su richiesta dei 537 lavoratori ha promesso di scrivere a papa Francesco sulla difficile situazione dell’azienda. L’arcivescovo ha voluto portare la vicinanza della Chiesa torinese al presidio dove si sono presentati anche gli assessori al Lavoro della Regione Gianna Pentenero e del Comune di Torino Alberto Sacco. L’azienda ha prorogato al 12 gennaio la chiusura collettiva utilizzando ferie e permessi. I sindacati sono però preoccupati che possa scattare la mobilità.
inquadrano nella sua multiforme creatività l’opera di uno dei massimi protagonisti della scena artistica novecentesca e che ci tornano alla memoria di fronte a ciò che troviamo scritto, brevi manu, da Sergio Saccomandi su un semplice foglio bianco riposto in bacheca e in bella vista fra le circa quaranta opere – dipinti e grafiche – ospitate fino a domenica 21 gennaio negli spazi della Casa del Conte Verde, in via Fratelli Piol a Rivoli. Classe ’46, torinese (ma da oltre trent’anni impegnato a inventarsi una nuova vita sui colli canavesani di Barbania), Saccomandi scrive nero su bianco: “L’arte è un gioco preso seriamente e non una cosa seria presa per gioco”. Saltellanti giravolte di parole assai affini a quelle di Munari se l’arte, per l’appunto, è da intendersi come “gioco”. Così come per l’eclettico artista milanese aveva da essere e com’è per Saccomandi. Un gioco dove finzione e realtà – sempre
borderline – si intrecciano con garbata misura, ma con porte portoni e finestre tutte spalancate all’invenzione alla fantasia alla magia di voci e di suoni che arrivano non si sa da dove né da chi per raccontare mirabilia cariche di silente poesia e di mistero. Il “mistero nelle cose” appunto, come suggerisce il titolo della rassegna di Rivoli dedicata a Sergio Saccomandi, allievo all’Accademia Albertina di Paulucci e Calandri e già titolare della Cattedra di Discipline Pittoriche presso il Liceo Artistico di Torino; pittore sicuramente fra i più interessanti e raffinati nel panorama dell’arte contemporanea (al suo attivo più di sessanta personali e moltissime collettive a livello nazionale e internazionale), ma anche da oltre quarant’anni “uomo di teatro”. Particolare non da poco per capire a fondo la sua pittura. Regista, scenografo e, lui stesso, attore (è fra i fondatori nel ’75 del Gruppo Teatro Specchio di Cirié), Saccomandi considera il teatro come il suo “amore clandestino”, in perenne ma benefico conflitto e confronto con la pittura, “l’amore di sempre”. Ecco allora i paesaggi (quelli canavesani soprattutto, ma anche gli arditi “capricci veneziani”) che trasudano mestiere e processi di
segno e colore di impronta rinascimentale nella certosina perfezione e nell’assoluto rigore della complessiva composizione pittorica. Ma realtà assolutamente “spaesate”, surreali e improbabili, se fluttuanti su armoniose teorie di nuvole e cieli plumbei o su geometriche colline innevate o ancora su vuote e sontuose poltrone (il ciclo delle “sedie”) che tanto ricordano “Les Chaises” di Ionesco, pièce teatrale portata per altro dallo stesso artista in palcoscenico. Paesaggi come pagine di narrazione popolate di “strane”– pur se rigorosamente concrete e identificabili – presenze in primo piano, messe lì a bella posta per tirare la volata prospettica al nucleo centrale della scena: ambigue contraddittorie presenze che, di volta in volta, possono essere un gatto, un rospo, il muso dolce di una mucca che fa capolino a margine di un quadro, oppure un gallo, un oggetto d’arredo, segnali stradali accanto a materassi usurati, così come un cavolo o un uovo rotto “col tuorlo che pare galleggiare sull’albume” accanto a una caraffa che porta lo sguardo su una zuppiera emersa da un nero fondale (quinta
teatrale) traboccante di spaghetti (o che altro?). Siamo davvero al “teatro dell’assurdo”. Tenuto in piedi dalla bravura di un “burattinaio” di eccellenza che cerca finanche, ma invano, d’ingabbiare la scena attraverso i virtuosismi di una linea bianca tracciata (parrebbe) per contenere in improbabili geometrie le forme nette, contestualmente inspiegabili, di un rompicapo per il quale non necessita poi tanto trovare il bandolo della matassa. Va bene così! Troppo grande è la suggestione di universi pittorici che ci fanno incredibilmente e piacevolmente volare in alto. Sù sù. Senza barriere né vincoli di confine. Totalmente liberi. In fondo, racconta lo stesso Saccomandi, “dipingere è come partire, buttare giù tutta la zavorra, essere leggeri leggeri, avere in tasca solo il biglietto dell’andata”. Per il ritorno, se proprio vogliamo, tocca a noi pensarci.
riapplicarlo, vista la qualità del gioco offerto dalla FIAT Torino in replica contro l’ormai ex-capolista… (tra l’altro, i tifosi di Brescia probabilmente non saranno scaramantici ma, insomma, un pochino se “la sono tirata” esponendo a Milano uno striscione con sopra scritto “credo che un sogno così non ritorni mai più” iniziando quindi una bella serie di quattro sconfitte in cinque partite…).
contro Torino tutte le guardie avversarie siano scomparse, nell’ordine Theodore e Jerrels, Della Valle & Co., tutto il gruppo del Bayern, e buon ultimo Luca Vitali, apparso come semplice portatore di palla quando fino al giorno prima era dipinto come il novello Magic Johnson.
Supertorino in cui è difficile trovare un migliore! Eccezionali e mai fuori concentrazione! Luca Banchi dirige come un’orchestra una squadra perfetta! Final 8! Grande Aux!”. E in effetti ormai il traguardo final 8 di coppa Italia è raggiunto con possibilità oscillanti tra il 5° e il 3° posto a seconda dei risultati dell’ultima giornata.
di Mbakwe ha dimostrato di essere un valido giocatore di serie A, unendo qualità e quantità: il suo tiro dai 5 metri è ormai una “sentenza”ed in difesa non ha di certo sfigurato contro i lunghi di una squadra che punta all’Eurocup e contro quelli della squadra prima in classifica”, questo il commento tecnico di Mauro sulle buone prestazioni del nostro pivot che sta riemergendo alla grande!
Guerrieri, e bisogna dire che se si gioca così sarà dura per tutti gli altri!

