Si tratta del più avanzato e più innovativo sistema di monitoraggio della qualità dell’acqua (foto “IMG” allegata) esistente, quello che introduce Acea Pinerolese Industriale S.p.A. sul sistema idrico gestito dalla Multiutility Pinerolese. Si può dire che è una vera e propria rivoluzione nel modo di effettuare controlli sulla qualità dell’acqua servita ai cittadini che porta a un concetto di TELECONTROLLO della qualità in real time, potenziandolo ulteriormente. Il sistema di Telecontrollo (foto in allegato di una postazione), adottato da Acea Pinerolese tra i primi nel settore sin dagli anni ’80, consente già di verificare le portate di rete, i pozzi, le vasche e la richiesta di acqua dall’utenza nei vari periodi dell’anno, ad ogni ora del giorno per gestire al meglio la rete idrica che si estende sul territorio del Pinerolese (Pianura e Pedemontano), Val Chisone e Germanasca, Val Pellice, Alta Valsusa e Val Noce.

Il nuovo sistema, che è complementare e si aggiunge ai già avanzatissimi metodi di monitoraggio presenti sulla rete idrica di Acea Pinerolese che prevedono costanti e continue analisi, scatterà 4000 foto al secondo, 24 ore su 24, ogni giorno dell’anno, all’acqua distribuita dalla dorsale della Val Chisone per mappare gli aspetti microbiologici.
Acqua fotografata: grazie ad appositi sensori l’acqua viene sottoposta ad una osservazione continua per effettuare uno scan attraverso un sistema ottico di rilevamento. Un sistema di allarmi darà un’immediata comunicazione di eventuali situazioni anomale e consentirà di porre in atto le azioni correttive necessarie.
L’obiettivo finale dell’introduzione di questa nuovissima tecnologia da Acea Pinerolese, è quello di rendere ancora più efficiente il Telecontrollo della qualità dell’acqua che beviamo.
Inoltre, trattandosi di un sistema ottico non necessita di reagenti o additivi chimici per mappare la qualità dell’acqua.
“Acea Pinerolese è modello di azienda pubblica che, non solo funziona bene e produce utili, – affermaFrancesco CARCIOFFO A.D. di Acea Pinerolese Industriale S.p.A. – ma è capace di essere leader di efficienza e innovazione tecnologica che diventa esempio per aziende private e pubbliche in Italia ed in Europa. Per questa ragione Acea Pinerolese ha dato vita ad ACSI Acea Centro Sviluppo e Innovazione, un progetto di rilancio per il territorio pinerolese di grande respiro che parte dalla consapevolezza che questo area è Culla di Innovazione Tecnologica e Scoperte”.
DALLA LOMBARDIA




dell’Università di Torino prende parte in qualità di capofila del Progetto My-AHA (My Active and Healthy Ageing), coordinato dal professor Alessandro Vercelli, che riunisce numerosi Istituti di ricerca ed aziende di Information e Communication Technology, tra cui l’Istituto Boella di Torino, sia europei sia extraeuropei, giapponesi, australiani e coreani. Nell’ambito del progetto verranno reclutati 600 pazienti nel mondo, dei quali 80 alle Molinette di Torino, dal professor Innocenzo Rainero. A partire dalle prossime settimane nei soggetti reclutati si valuterà mediante moderni e rivoluzionari devices il rischio di Alzheimer e di decadimento cognitivo, psicologico, fisico e sociale. Ad esempio, indosseranno occhiali della ditta giapponese MEME (sotto sono visibili più fotografie), in grado di registrare i movimenti del corpo e del capo, valutando, grazie ad un giroscopio ed un accelerometro, il grado di equilibrio del soggetto nello spazio. Altri sensori sulle stanghette registreranno anche i movimenti oculari, che si modificano con l’età e con la patologia. La qualità del sonno di questi stessi soggetti verrà monitorata grazie all’applicazioni di bande della ditta tedesca Medisana, poste sul materasso. Gli smartphone di uso quotidiano saranno muniti di giochi di memoria, messi a punto specificamente per questo studio, giochi che il soggetto sarà in grado di autosomministrarsi per testare lo stato della memoria, dell’orientamento e la capacità di risolvere problemi più o meno complessi. Lo smartphone raccoglierà i dati di tutta la strumentazione e li
invierà ad un sistema in grado di riconoscere eventuali peggioramenti nel tempo. Di tutti i soggetti, metà saranno solo monitorati nel tempo, l’altra metà invece beneficerà di un intervento di stimolazione motoria, psicologica, cognitiva e sociale, grazie all’uso degli stessi apparecchi. Al termine dello studio sarà possibile definire con maggior chiarezza l’utilità delle nuove tecnologie nella diagnosi precoce, nell’invecchiamento in salute e nella prevenzione del decadimento dell’anziano. Nel corso della giornata verranno affrontati i diversi temi legati al miglioramento del trattamento dei soggetti affetti da demenza, si parlerà di ciò che si sa sulla genesi della malattia, dei fattori predisponenti e di come possano essere modificati, delle tecniche più avanzate di laboratorio e di medicina nucleare per la diagnosi precoce, si farà il punto sulla ricerca farmacologica e le difficoltà che incontra, ma anche sulla riabilitazione cognitiva. Si parlerà molto di nuove tecnologie di uso quotidiano e del loro utilizzo per la diagnosi precoce, ma anche per l’assistenza, dei pazienti affetti da demenza, come del possibile ruolo futuro di piccoli robot assistenti domestici.
Considerando che ogni approccio medico non può prescindere dalla centralità della persona malata e della sua famiglia, che deve gestirlo nel quotidiano, si parlerà anche delle cosiddette “comunità/città dementia-friendly”, cioè di quelle comunità disegnate per permettere alle persone affette da demenza di rimanere attive, autonome e di continuare a vivere una vita dignitosa per loro e per i loro cari, il più a lungo possibile con tutte le ricadute socio-economico-culturali a questo legate.
LE DIMISSIONI DI BANCHI
“follia” dei Forni vedrebbe probabilmente il basket non dal livello attuale, con i pro e i contro di ogni pensiero. Come si conduca una società è opinabile, che sia un fatto che con il loro arrivo sia coincisa la crescita del basket cittadino, no. L’allenatore, da sempre, nello sport è a rischio risultati e quando non è così, come nel nostro caso, può avere un ego e delle capacità molto alte tali da scontrarsi con personalità forti sia con giocatori che con dirigenza, ma a maggior titolo deve difendere con i fatti il proprio operato. Uno stipendio che raggiunge probabilmente cifre molto alte in tre anni a fronte di quello di gente tra gli spalti che spende del suo per seguire le trasferte e ci rimette anche un po’ di salute e famiglia, dovrebbe far riflettere su evidenti differenze tra lavoratore e “lavoratore”. La situazione in sé non è commentabile, la verità probabilmente è in caratteri forti da entrambi i lati e molta convinzione nei propri mezzi con poca gestione delle diplomazie necessarie per l’alto livello. Ma purtroppo è un male comune nel mondo dello sport, dove da sempre le proprietà litigano con gli allenatori e viceversa, salvo pochi periodi felici, e pensare di esserne immuni a Torino forse era un’utopia. Il mio pensiero va a tutti i tifosi che, come me, restano delusi da una passione, che come etimologia significa sofferenza, legata comunque a fattori umani. E il mio pensiero va proprio a coloro che vorrebbero con forza urlare la loro rabbia per quanto successo difendendo chi di loro non ha cura, avendo comunque
abbandonato la “nave”, e “offendendo” chi fino a poco tempo prima era l’artefice dei loro sogni. Probabilmente la ragione c’è ed è giustificata, però il giorno dopo gli allenatori, pur rinunciando a stipendi milionari troveranno il loro posto di lavoro “nuovo” e avranno nuove bandiere a cui alzare i pugni al cielo, le proprietà potrebbero anche cambiare interessi ma vivere comunque serenamente, ma loro, i tifosi veri, forse, avranno segni indelebili su aspetti della propria vita quotidiana che potrebbero turbare la loro esistenza “normale”. La saggezza imporrebbe il “non ti curar di loro ma guarda e passa”, ma la rabbia è un istinto difficilmente controllabile. E la parte maestra di noi vorrebbe che il fuoco delle passioni venisse soggiogato dalla forza della ragione. In tutto questo che sta succedendo vediamo tanti che si agitano e sembrano non curarsi delle persone che per questo sport “soffrono”, si emozionano, sbattono per terra i telecomandi quando le cose non vanno bene, piangono a fine partita quando si vince, danno la mano con gioia ai giocatori a fine partita e tanto altro . 


I carabinieri di Susa hanno arrestato una maestra d’asilo di 59 anni . Ora ai domiciliari, è accusata di maltrattamenti nei confronti dei suoi scolari