
Gusto intrigante, aspro ma non troppo, molto gradevole al palato
L’ingrediente principe di questo semplice arrosto di pollo sono i “kumquat”, conosciuti anche come mandarini cinesi, piccoli agrumi di forma ovale con buccia liscia molto dolce, polpa succosa ed aspra, molto profumati ed aromatici, versatili ingredienti per realizzare sfiziose ricette e piatti innovativi.
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Ingredienti per 6 persone:
1 grosso petto di pollo intero
200gr. di kumquat (mandarini cinesi)
1 spicchio di aglio
1 rametto di rosmarino
2 bicchieri di vino bianco secco
Olio, sale, pepe q.b.
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Lavare molto bene i kumquat. In un tegame scaldare l’olio con l’aglio, adagiare il petto di pollo e lasciarlo rosolare molto bene da tutti i lati a fuoco vivace, sfumare con il vino bianco. Abbassare la fiamma, cuocere per circa 10 minuti, salare, pepare unire i kumquat interi. Proseguire la cottura per altri 30/40 minuti sino a quando i kumquat saranno morbidi, quasi disfatti.
Gusto intrigante, aspro ma non troppo, molto gradevole al palato.
Paperita Patty
Il Memoriale è l’unico luogo di internamento, di transito e di deportazione ancora intatto e aperto al pubblico in Francia, dove la memoria e la storia della Shoah s’incrocia e sovrappone ai crimini commessi durante la Seconda Guerra Mondiale dal governo collaborazionista e filonazista di Vichy
erano rifugiate in Francia, la maggior parte in fuga dal totalitarismo, dal fanatismo e le dalla persecuzione di alcuni paesi dell’Europa. La sua storia si articola in diverse fasi corrispondenti alle diverse categorie di internati che vi soggiornarono: cittadini del Reich e legionari, stranieri che desideravano emigrare e gli ebrei prima di essere deportati. Dal settembre 1939 a giugno 1940 fu un campo per “stranieri nemici”.
collaborazionista, la Repubblica di Vichy, guidata dal generale Pétain. In breve, sotto il regime di Vichy, il campo raggiunse i 3500 internati. Durante quel periodo vennero trasferiti al Camp des Milles anche gli anziani delle Brigate internazionali in Spagna e gli ebrei espulsi dal Palatinato e dal Baden- Württemberg. A partire dal novembre 1940, il campo passò sotto l’autorità del Ministero degli Interni. Le condizioni di internamento si deteriorarono: parassiti, malattie, promiscuità, mancanza di cibo, privazioni di ogni genere.
Kaminsky, due anni; Jürgen Schild, due; Noëmie Kaminsky, sette; Maria Kleinkopf, quattro; Rachel Rosner, cinque; Willy Zwirn, sei; Isaac Strumer, nove. All’esterno del Memoriale, su un binario morto, c’è ancora un vagone ferroviario di quell’epoca, a ricordarli. Inaugurato a settembre 2012, il Camp des Milles ora è un memoriale dove il percorso di visita, distribuito su 15 mila metri quadri, si sviluppa attorno alle tematiche della storia, della memoria e della riflessione. In quello che viene soprannominato il “Ve’ l’ d’ Hiv” del sud ( nel Vélodrome d’Hiver di Parigi, vennero internati 12.884 ebrei , dopo la retata del 16 luglio del ‘42– tra i quali 5.802 donne e 4.051 bambini – tutti deportati nei lager nazisti,vittime della “soluzione finale“), oggi si fa didattica della memoria e ci vengono le scuole con i loro studenti e docenti. Per non dimenticare la storia e ciò che può insegnare, per sconfiggere ignoranza ,indifferenza e razzismo. Per tener ben desta la ragione ed evitare che il suo sonno generi ancora i mostri che fecero del Camp des Milles, nonostante la bellezza del paesaggio attorno, dipinto nei quadri di Paul Cézanne, un luogo che restituì a chi fu costretto a viverci tanto dolore e sofferenza .






Il salotto elegante di Torino, piazza San Carlo, in bianco e nero è ancora più affascinante. La bella foto ci è stata inviata da Giusy Pascullo.



