Rifugio Scarfiotti Rochemolles (Bardonecchia) – 10 agosto 2018

Stelle cadenti e musica. Al Rifugio Scarfiotti, presso l’incantevole valle di Rochemolles, la notte di San Lorenzo ha il sapore dell’evento speciale, pensato per accogliere i visitatori con il naso all’insù per una cena in alta quota. L’iniziativa, però, non finisce qui. Il prossimo 10 agosto, lo Scarfiotti ospiterà un trio musicale che darà vita a una serata musicale per accompagnare l’osservazione delle stelle cadenti. A suonare per l’occasione saranno Fra Diavolo, Alberto Agliotti e Ugo Briatore.
Il Rifugio Scarfiotti è raggiungibile in automobile attraverso una strada carrozzabile, la più alta
d’Europa, oppure a piedi da Rochemolles. È possibile pernottare e, da lì, partire verso il colle del Sommeiller (circa 3000 mslm), in auto per chi possiede un veicolo adeguato, o a piedi, utilizzando diversi sentieri che salgono lungo la montagna verso paesaggi incantevoli. La mezza pensione del 10 agosto comprende cena, pernottamento e colazione al costo di 45€ a persona. La prenotazione è obbligatoria al numero 0122.901892. Per informazioni: www.rifugioscarfiotti.com















Ed a galleggiare su tutto, come un velo di nebbia, l’assurdità assoluta e palpabile della guerra. Un “catalogo poetico” di straordinario fascino,in cui si trova Hofmannsthal che presagisce la fine della “nostra vecchia Austria, assediata da ombre nere, da torbidi presagi”, il tenente Musil che vede in faccia la morte sul campo di battaglia, Kafka che in sogno immagina le future camice brune naziste, Edith Stein che si fa suora cattolica ma muore in un lager come martire ebrea, Freud che spiega ai suoi alunni la connessione tra coraggio soldatesco e viltà scientifica. “Non abbiate timore. A prima vista / può sembrare poesia, ma sono storie / di due guerre, raccolte da un cronista / che si è perduto fra vecchie memorie. / Il testo, anche se ha righe disuguali, / non differisce in nulla da una prosa, / con nomi, date e luoghi ben reali – / sia documento o cronaca o altra cosa”.
Con questa chiave di lettura, Forti apre il suo racconto per poi sfogliare, pagina dopo pagina, gli “annali dispersi” dell’Impero asburgico, cogliendone le voci e riproducendole, trascritte in versi discorsivi su persone e vicende. Così s’incontrano la famiglia Canetti al concerto, l’ultima ora dell’Imperatore, il Golem che appare a Gustav Meyrink, il suo “biografo”. E ancora: Ettore Schmitz tra i naufraghi del
piccolo almanacco di Radetzky appartiene a quel genere”, scrisse Corrado Augias. Aggiungendo come “in un periodo così affollato di cronache, romanzi, storie, Forti è stato capace di mettere insieme avvenimenti ed episodi che mai nessuno prima aveva accostato con tanta appassionata perizia e finezza d’evocazione. Così facendo ci dà di quegli anni di guerra un volto inaspettato e più d’una sorpresa”. Quelle narrate da Forti ( eccellente traduttore, morto nel 199 a 77 anni) sono storie familiari e remote, trascritte come fogli di un “lunario” che racconta, dal 1914 al 1918, anno per anno, mese per mese, il tramonto dell’Impero e le vicende personali dei suoi scrittori e dei suoi artisti, fino alla sconfitta che distruggerà la vecchia compagine e libererà nuovi demoni. In pratica, la fine di un mondo e di un modo d’intendere la vita e i rapporti tra gli uomini che non avrebbe più avuto eguale.
