redazione il torinese

Saper ascoltare il melodramma

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Nell’ambito delle proposte educational della De Sono si rinnova, per il secondo anno scolastico consecutivo al Liceo Classico «V. Alfieri», il progetto Saper ascoltare: un ciclo di lezioni tenute dal prof. Paolo Gallarati sull’ascolto del melodramma attraverso la lettura critica di una grande opera del repertorio verdiano

Mentre nella scuola primaria e nella secondaria di I grado in questi anni si sono fatti molti progressi, nella secondaria di II grado l’educazione musicale praticamente non esiste, se si esclude il liceo musicale. I ragazzi escono dalle scuole superiori senza sapere nulla di Rossini, Bellini, Donizetti, Puccini e soprattutto di Verdi, compositore che ha contribuito in maniera significativa alla costruzione del nostro patrimonio culturale.Di qui l’idea nata per iniziativa di De Sono Associazione per la Musica con Paolo Gallarati – professore ordinario di Storia della musica e di Drammaturgia musicale all’Università di Torino – di un ciclo d’incontri, dedicati agli studenti dei licei classici e scientifici, finalizzati alla comprensione del melodramma e in particolare all’educazione all’ascolto di un’opera di Verdi: “Seguendo una sola opera nella sua totalità molto meglio di quanto non possa accadere con un discorso antologico che prenda in considerazione alcuni pezzi provenienti da opere diverse – spiega Paolo Gallarati – è possibile illustrare i mezzi attraverso i quali la musica realizza il teatro, in un progetto coerente.” La prima edizione del progetto si è svolta con successo durante l’anno scolastico 2017/2018 al Liceo classico V. Alfieri con l’analisi dell’opera La traviata; il prossimo 24 settembre si ricomincia, sempre tra le classi dell’Alfieri, con lo studio di un altro grande capolavoro di Giuseppe Verdi: Il trovatore.Durante ogni singolo incontro, in un primo momento si esegue una lettura accurata delle singoli parti del libretto; segue un ascolto guidato di ogni brano per illustrare come la musica definisca la situazione, l’ambiente, i singoli personaggi, la loro vita psicologica, il rapporto con gli altri caratteri e l’architettura teatrale; infine l’intero atto viene riascoltato senza interruzioni, attraverso la proiezione di un video che permetta di discutere anche le possibilità della regia. Grazie a questo metodo gli studenti a fine corso sono in grado di comprendere i meccanismi che regolano la drammaturgia del teatro musicale e le sue possibilità espressive e acquisiscono un metodo di ascolto applicabile a gran parte della produzione operistica, compresa tra il ‘600 e il ‘900.Al termine del progetto, grazie alla disponibilità del Teatro Regio di Torino, che ha in cartellone proprio Il trovatore dal 10 al 23 ottobre, gli studenti avranno la possibilità di effettuare una visita guidata del Teatro Regio, di assistere in modo privilegiato ad alcuni momenti di prova e infine di vedere lo spettacolo nella sua completezza.

LA STATUA DELLA LIBERTA’ E’ UN “PLAGIO” DI UN’OPERA FIORENTINA?

La Statua della Libertà è probabilmente uno dei monumenti più famosi al mondo ed è senza dubbio il simbolo più rappresentativo della città di New York e degli interi Stati Uniti d’America. Con i suoi 93 metri d’altezza, è visibile a 40 km di distanza e si erge come un imponente “biglietto da visita” per il visitatore che si appresti ad entrare nel Paese.L’opera, inaugurata nel 1886, fu donata dalla Francia agli Stati Uniti d’America, non solo in quanto le due nazioni erano storicamente alleate, ma anche perché, nell’imminenza del centenario delle rispettive rivoluzioni francese ed americana, si voleva ricordare l’impegno profuso da questi due popoli nella lotta per la conquista dei diritti fondamentali del cittadino.La Statua della Libertà fu realizzata dallo scultore francese Frédéric Auguste Bartholdi, con la collaborazione di Gustave Eiffel (noto anche per la torre parigina che porta il suo nome), che si occupò in particolare di progettare gli interni dell’immensa opera. Il genio creativo di Bartholdi è stato giustamente celebrato in tutto il mondo, ma sarà stata tutta farina del suo sacco? Nella bellissima basilica di Santa Croce a Firenze si trova una splendida scultura che ricorda moltissimo, soprattutto nella posa della figura femminile, il celebre monumento americano. L’opera si chiama “Libertà della Poesia” ed è stata realizzata tra il 1870 ed il 1883 e dunque solo qualche anno prima rispetto all’inaugurazione della Statua della Libertà. Il suo autore, lo scultore Pio Fedi, all’epoca in cui lavorava all’opera scultorea, era già all’apice della sua notorietà, avendo appena ultimato il suo ultimo capolavoro (il famoso “Ratto di Polissena”), che aveva avuto l’onore di essere collocato sotto la Loggia de’ Lanzi in Piazza della Signoria, in compagnia di altre stupende opere d’arte realizzate da artisti di tutte le epoche. Data la riconosciuta bravura dello scultore italiano, Pio Fedi ebbe anche l’onore di realizzare una scultura che rappresentasse un’allegoria della poesia e che sarebbe stata collocata, come in effetti è avvenuto, sopra la tomba del drammaturgo italiano Giovan Battista Niccolini, deceduto circa dieci anni prima e sepolto nella basilica di Santa Croce. Il destino ha voluto che, in quegli anni, si trovasse a Firenze lo scultore francese Bartholdi, il quale visitò l’Italia in più occasioni, soprattutto per combattere, a fianco di Garibaldi, nelle file dei franchi-tiratori durante la guerra franco-prussiana. Si sa per certo che Bartholdi si trovava a Firenze nel 1875, poiché è stata ritrovata una lettera che lo stesso scultore aveva scritto alla madre quell’anno. E’ altamente probabile che uno scultore straniero come Bartholdi, trovandosi a Firenze e visto il clamore suscitato dall’opera che il “collega” Pio Fedi stava realizzando, non abbia resistito alla tentazione di dare un’”occhiata” al lavoro dello scultore italiano e, con l’occasione, di studiarne i dettagli. Del resto, al di là delle differenze di dimensioni e di materiali utilizzati dai due artisti, la somiglianza tra le due statue è strabiliante ed induce a pensare che Bartholdi, quantomeno, abbia preso ispirazione dall’opera italiana. A ben vedere, infatti, entrambe le statue rappresentano una figura femminile con una corona in testa (quella di Pio Fedi è composta da otto raggi, mentre quella newyorkese ne ha solo sette), entrambe hanno il braccio destro sollevato, sebbene la statua italiana tiene nella mano una catena spezzata, mentre nella statua della libertà americana la figura femminile tiene in mano una fiaccola (le catene invece la statua americana le ha ai piedi); il braccio sinistro della statua italiana è abbassato e culmina con una ghirlanda d’alloro, simbolo della poesia, mentre la Statua della Libertà ha anch’essa il braccio sinistro abbassato ma tiene in mano il libro della dichiarazione di indipendenza americana. Entrambe le statue, infine, indossano una lunga toga e poggiano su un piedistallo. E’ plagio o semplice casualità?

Davide Longo 

 

LA CHIESA DI SCIENTOLOGY PARTECIPA A “SPIRITUAL TOUCH”

Sabato 22 e domenica 23 settembre, presso Cascina la Marchesa (Corso Regina Margherita 371) nel Parco Carrara la Chiesa di Scientology di Torino parteciperà a “Spiritual Touch” – Festival Internazionale della spiritualità.
Nell’occasione verranno presentate  “Le Assistenze per la Comunicazione con il Corpo”; sviluppate dal fondatore di Scientology L. Ron Hubbard per ripristinare la comunicazione con la parte lesa, le assistenze alleviano le cause di disagio o malessere spirituale collegate ad una lesione, dolore o un trauma. Il denso programma prevede interessanti momenti di presentazione al pubblico e di dialogo interreligioso, dimostrazioni ed esibizioni musicali a tema.

Laura Rossi e la figurazione innovativa

Laura Rossi si inserisce di diritto tra i più interessanti artisti del panorama contemporaneo distinguendosi dall’attuale imperante moda, spesso banalmente ripetitiva di quelle che sono state le geniali avanguardie storiche, mantenendo un’arte che, non annullando la figurazione, la tratta in modo innovativo, antiretorico con capacità di sintesi modernissima. Nata a casale Monferrato, dove vive, laureata in scienza naturali, ha all’attivo importanti mostre personali e collettive che l’hanno resa nota in Italia e all’estero (tra le tante la mostra itinerante in Australia per il gemellaggio Conzano –Ingram, per il Monferrato-Santiago di Compostela, la partecipazione alle biennali di Grafica ex Libris a Casale, per i 500 anni della Sinagoga della città, la personale alla “Giornata italiana” a Milwaukee, la collettiva “Visioni pittoriche” di Praga).

Costante ed apprezzata la collaborazione con Stat viaggi e col bisettimanale “Il Monferrato” per cui realizza incisioni e piatti ricordo per la Costa Crociere. Possedendo ricchezza di idee, formazione, capacità esecutiva che, uniti a sostegno della propria poetica danno luogo ad un unicum, ad uno stile personalissimo della pittura ad olio, ad acquerello, su vetro e della scultura, dagli anni 80 si è specializzata nell’incisione. I soggetti, in particolare monumenti, chiese, palazzi, pur nella rigorosa essenzialità di poche linee bianche su nero che miracolosamente creano atmosfere colorate, riescono a produrre visioni esaurienti e immediatamente riconoscibili. Non occorre dovizia di particolari per raggiungere lo scopo: basta il crocifisso pensile della Cattedrale di Casale inciso sulla facciata a rendere l’idea complessiva dello stile romanico dell’antica costruzione; basta la stella sulla cima della Mole Antonelliana che si erge sulle case appena accennate di Torino per comunicare il rapporto di empatia tra il monumento e la città facendo scaturire la memoria collettiva di ampi significati artistici, storici e psicologici. Le ultime incisioni riguardano la celebrazione del centenario del volo su Vienna del 9 agosto del 1918 compiuto dalla Serenissima al comando di Natale Palli sullo SVA biposto con D’Annunzio per lanciare i manifestini tricolore esortanti la fine del conflitto bellico. Anche in questo caso con la solita capacità di sintesi e la sola rappresentazione dei monumenti simbolo di Pescara patria di D’Annunzio, di Vienna che diede il nome al volo e di Casale patria di Natal Palli, l’artista ha dato efficacemente corpo alla memoria dell’evento.

Giuliana Romano Bussola

 

 

 

Pochi anarchici al corteo pro-migranti

“Contro gli autoritarismi e le frontiere chiuse” è lo slogan che ha mosso il corteo svoltosi nel pomeriggio in Alta Valle di Susa, dal confine francese a Bardonecchia, seguendo la nuova rotta per i migranti . Grande dispiegamento di forze dell’ordine ma pochi manifestanti. “Decidiamo  come e quando attaccare – dice all’Ansa un portavoce dei manifestanti, che in – Oggi abbiamo scelto di essere qui in pochi. Lo abbiamo scelto per fronteggiare un grosso schieramento di polizia. Per prendervi in giro”.

 

(Foto archivio)

La Piazza, accoglienza da sogno e nuovo bistrot

Il Podere La Piazza gode di un panorama mozzafiato. E’ in una fortunata posizione vicino ad Asti e Alba
Accogliente e spazioso, il Podere dispone di 10 camere, una piscina esterna, un ampio giardino, un dehors ed un’elegante sala affrescata adatta ad eventi e cerimonie, oltre all’ampia sala eventi.  Importante e caratteristica è anche la cantina storica del 1700. La Piazza è circondato da curati vigneti, i quali rendono possibile la produzione di un’ottima Barbera.  A partire dal 26 Ottobre, data in cui si terrà l’inaugurazione, inizierà anche l’attività di Bistrot, con menù alla carta.
Podere La Piazza
D.ssa Michela Surano
Strada Piazza 4
Frazione Santa Margherita
14055 Costigliole d’ Asti ( AT )
Tel 0141/966267
Facebook: Podere La Piazza
Informazione commerciale

Comital: atteso il 2 ottobre, scadenza per le offerte

Si è svolto negli uffici dell’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte, alla presenza dell’assessora Gianna Pentenero, un incontro sulla vicenda Comital; erano presenti i curatori fallimentari Massimiliano Basilio e Fabrizio Torchio, il sindaco del Comune di Volpiano Emanuele De Zuanne con l’assessore alle Attività produttive Marco Sciretti, e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali. La riunione è servita per fare il punto in vista della scadenza del 2 ottobre, data entro la quale devono essere presentate le proposte di acquisto per i complessi aziendaliComital e Lamalu, tenuto conto della condizione dei lavoratori, privi di stipendio dal mese di giugno in seguito alla sospensione dei contratti di lavoro dovuta al fallimento delle società. Il sindaco di Volpiano Emanuele De Zuanne ha illustrato l’iniziativa del  fondo di garanzia per il microcredito ai lavoratori con contratto sospeso: «Dal mese di agosto fino alla scorsa settimana abbiamo lavorato, di concerto con la Diocesi di Torino, la parrocchia di Volpiano e la Fondazione Don Mario Operti, alla costituzione di un fondo di garanzia per il microcredito, grazie al quale i lavoratori con contratto sospeso possono ottenere prestiti altrimenti non erogabili; il Comune contribuisce a questa iniziativa con uno stanziamento di 20mila euro. Così una misura presente in passato a livello nazionale e poi cancellata, grazie a questo strumento rinasce a livello locale, rappresentando un esempio per altre situazioni di crisi».

Toninelli sostiene Appendino: “Olimpiadi a Torino”

Il ministro Danilo Toninelli appoggia la Sindaca Chiara Appendino sulle Olimpiadi 2026 a Torino e dice che lui è “dell’idea che quella di Torino sia la scelta migliore da tutti i punti di vista, soprattutto da quello della convenienza economica e strutturale vista l’esperienza passata”. Per il ministro delle infrastrutture l’idea di tre città è “quantomeno caotica e difficilmente percorribile perché è anche la più costosa”. “Sulle Olimpiadi la Lega fa ragionamenti diversi – aggiunge -. Appena sarà utile, faremo un Consiglio dei ministri e troveremo come in tutte le questioni una soluzione condivisa”

Anche Grillo al Salone del Gusto

Beppe Grillo ha visitato Terra Madre accompagnato dal patron dell’evento  Carlo Petrini. Allo stand dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, il garante pentastellato ha  assaggiato alcuni prodotti e salutato  delegati e contadini provenienti da tutti i Paesi del  mondo.

Torino accende i motori: è capitale della moto

Harley Davidson che si trasformano in chopper, bobber, full dresser, rat bikes… 

Debutta al Palavela, il 22 e il 23 settembre, la Torino Custom Show, la prima edizione in città della kermesse interamente dedicata al mondo custom, a quello dei café racer e del naked. “Custom”, che letteralmente significa personalizzare, per i bikers è un’attitudine, una filosofia di vita, un modo particolare di concepire la moto che nasce dalla volontà di trasformare il proprio mezzo in un pezzo unico, su misura. Torino Custom Show è pensato come un grande show dedicato alla progettazione e all’evoluzione della customizzazione di quel segmento motociclistico che spesso viene identificato in modo riduttivo come “custom”. Due giorni intensi con la presenza di tutte le principali case costruttrici o dei loro dealer: Harleyovviamente ma anche Indian Triumph, Royal Enfield, Ducati, Moto Guzzi…Una rassegna esclusiva di progettisti internazionali, customizzatori, painters (verniciatori), designer e produttori di abbigliamento tecnico. I visitatori della manifestazione torinese potranno ammirare i modelli unici dal 1903 ad oggi ospitati nell’Harley Museum, fare test drive, scoprire le oltre 100 moto custom in esposizione in arrivo da tutta Europa e addirittura presentarsi con la propria due ruote per candidarla a partecipare allo show! Moto ma anche musica, con dj set, live music e l’hard rock in stile Easy Riders Soundtrack, show e performance dal vivo, imperdibili le evoluzioni mirabolanti dei piloti nel Globo della Morte, per la prima volta in Italia. Ospite speciale la squadra Cuneo Granda Volley che esordisce quest’anno in serie A1 del Campionato Italiano Femminile. Momenti clou della kermesse i due Contest: il Road Glide Contest, realizzato in collaborazione con il Road Glide Club Italy, per premiare la più bella tra le moto dal look aggressivo con carenatura a muso di squalo e il Low Ride Bike Contest, organizzato in partnership con Low Ride Magazine, che vedrà in gara le due ruote dal design in stile anni ’70. Torino Custom Show è una vetrina unica nel suo genere, un’occasione speciale per scoprire un universo affascinante e in continua evoluzione, una manifestazione, dedicata agli appassionati e non solo, che punta a diventare un appuntamento di riferimento del settore, in Italia e in Europa.

 

Orari: Sabato 22 e Domenica 23 settembre ore 10- 24

Costo Ingresso: 1 giorno 10 Euro, 2 giorni 15 Euro

Info: 393 800 4069

 

Biglietti online su: www.facebook.com/torinocustomshow/