Nel caso di riapertura di un “bioparco”, definizione apparentemente “innovativa” per una forma di detenzione animale a scopo commerciale, si ricorda che la Direttiva europea di riferimento, è stata largamente disattesa
Si terrà mercoledì 17 giugno alle ore 16.30 all’installazione “Black villa”, nei pressi dell’ingresso dell’ex zoo, la conferenza stampa di presentazione delle iniziative organizzate dal Coordinamento No Zoo, al fine di scongiurare la riapertura di un luogo di prigionia per animali e la privatizzazione del Parco Michelotti. Presso l’installazione en plein air, memoria storica della chiusura dell’ex zoo avvenuta nel 1987, a titolo simbolico verranno imprigionati a turno nella gabbia-gazebo cittadine e cittadine torinesi contrari al progetto di “valorizzazione” del parco deliberato dal Comune di Torino. Con occasione verranno informati e invitati cittadine e cittadine a partecipare per ribadire l’opposizione alla vendita dei beni comuni e per la tutela dei diritti di tutti*.Per quanto riguarda l’ipotesi di sfruttamento degli animali nell’area in oggetto, si rimarcherà che, nonostante le “rassicurazioni” della pubblica amministrazione in merito al rispetto del Regolamento n. 320, esso non inibisce la presenza di fattorie didattiche o similari. Nel caso di riapertura di un “bioparco”, definizione apparentemente “innovativa” per una forma di detenzione animale a scopo commerciale, si ricorda che la Direttiva europea di riferimento, è stata largamente disattesa (vd. www.euzooinquiry.eu). L’evento si inquadra in prossimità dell’imminente uscita del bando di gara per la concessione al soggetto privato vincitore la gestione dell’area per la durata di trent’anni.
COORDINAMENTO NO ZOO
info: noprigionierialmichelotti@gmail.com
FB: No Zoo a Torino
Torino aspira a diventare nuovamente Capitale. Questa volta, però, la leadership sarebbe nell’alta formazione. Il consiglio comunale, su proposta di Andrea Araldi, ha votato all’unanimità una mozione che impegna il sindaco Piero Fassino a promuovere un progetto che la renda “Capitale dell’Alta Formazione”. Il documento chiede di coinvolgere Università degli Studi e Politecnico di Torino, oltre ad enti, pubblici e privati, nazionali ed internazioneli per fare crescere il polo cittadino dell’alta formazione e fare crescere l’immagine internazionale della città. “Il documento – ha detto Araldi – nasce dal lavoro della commissione speciale Automotive, con l’obiettivo di creare un sistema che rafforzi il ruolo di Torino nella formazione”.
bar, in quanto pubblici esercizi, di mettere a disposizione le toilettes anche senza consumazione al banco. Ammettiamo anche che, da bambina, non abbia mai sperimentato tale classica situazione, e che sua madre, a differenza delle nostre, non l’abbia mai portata nel primo caffè aperto, chiedendo dove fossero i bagni, prima di ordinare un bicchiere di acqua del rubinetto (costo: 30-50 centesimi) per salvare le forme. Ammesso tutto questo, resta un interrogativo: che idea resterà a quel bambino, una volta cresciuto, delle regole minime della civile convivenza?
della rete smart cities, una speciale vernice idrorepellente, brevettata ad Amburgo, che sostanzialmente rifletterà sugli zozzoni che si liberano sui muri la loro stessa urina. Quando al governo ci andrà una generazione di bambini abituati a considerare quello sopra descritto un comportamento normale, c’è da scommettere che la sperimentazione verrà sospesa. E sarà il minore dei problemi. Postilla per politici e giornalisti: i disperati dei barconi, laceri e sporchi, accampati in stazione a centinaia, fanno notizia e certamente danneggiano l’immagine delle nostre città. Tutto un coro di voci indignate e di allarmi su focolai di scabbia, colera, Ebola. Ma probabilmente quelli, forniti di strutture igieniche anche temporanee, insegnerebbero ai loro figli come usarle. Attendiamo ansiosi fiaccolata di protesta contro i buzzurri italiani, che sono molti di più dei profughi stranieri.
I migranti sono così suddivisi: provincia di Torino 1.325; provincia di Alessandria 433; provincia di Cuneo 480; provincia di Vercelli 216; provincia di Novara 381; provincia di Asti 303; provincia di Biella 200; provincia del VCO 246




