redazione il torinese

Processo Eternit, si decide il 14 luglio

Stephan Schmidheiny dovrà venire processato per omicidio volontario nel procedimento Eternit bis, oppure la sua posizione verrà archiviata

 

ETERNIT FABBRICASarà un caso ma la data in cui il giudice dell’udienza preliminare Federica Bompieri dovrà decidere se Stephan Schmidheiny dovrà venire processato per omicidio volontario nel procedimento Eternit bis, oppure la sua posizione verrà archiviata, è di quelle che contano nella storia dell’umanità. Infatti la serie di udienze per arrivare alla decisione del magistrato si chiuderà proprio il 14 luglio, anniversario della presa della Bastiglia e, quindi, dell’avvio di quella rivoluzione che ha cambiato le sorti dell’umanità. La decisione del Gup verrà presa dopo un breve intervento dell’avvocato Di Amato, difensore del multimilionario svizzero,  che chiuderà così la serie delle schermaglie giuridiche. Nell’udienza di martedì 16, i scena sono stati ancora gli avvocati Alleva e Di Amato che hanno “replicato alla replica” della procura che si era avuta nell’udienza precedente. Alleva, in particolare ha insistito nuovamente sul principio del ne bis in idem, in virtù del quale un imputato non può essere processato due volte per lo stesso reato.  Poi è stata contestata la produzione di consulenze da parte della pubblica accusa, ma su questo punto il gup si è già espresso pronunciando una ordinanza di ammissione. Adesso, terminata la parte dello “scontro” in aula, seguirà un periodo di riflessione per il giudice che dovrà poi pronunciarsi sul provvedimento che chiuderà questa fase, o addirittura il processo.  Su quali sono le prospettive in vista del 14 luglio interviene Esther Gatti, che patrocina la parte civile dei Comuni di Casale Monferrato, Ozzano, Rosignano, Cella Monte e Ponzano: “La copiosissima attività di indagine della Procura della Repubblica di Torino, risulta certamente idonea a sostenere l’accusa in giudizio, nonostante le questioni sollevate dalle difese dell’imputato”. Dunque non c’è che attendere il 14 luglio.

 

Massimo Iaretti

Morta per overdose a soli 17 anni

Il suo corpo è stato trovato dai carabinieri in un capannone in disuso nella zona industriale

 

carabinieri xxAveva solo 17 anni ed è morta in un magazzino squallido e abbandonato alle porte di Torino, a Settimo. La ragazzina è stata stroncata da una overdose, e il suo corpo è stato trovato dai carabinieri in un capannone in disuso nella zona industriale, vicino a un supermercato.  La giovane, che viveva con la madre nella cittadina della cintura torinese, aveva problemi di tossicodipendenza da qualche tempo. Sul tragico episodio indagano i carabinieri.

Operaio muore sepolto da terra e pietre

Durante  uno scavo realizzato per  un intervento sulla rete fognaria

 

soccorsi 118Un nuovo incidente mortale sul lavoro, questa volta a Serravalle Scrivia, in provincia di Alessandria. Un operaio di origine venezuelana,  di 53 anni è morto sepolto da una massa di terra e pietre che gli sono franate addosso durante uno scavo  realizzato per  un intervento sulla rete fognaria. E’ stato estratto dalle macerie dai compagni di lavoro, ma non ha mai ripreso coscienza. Con il 118 sono intervenuti i carabinieri e i tecnici dello Spresal per le indagini relative al caso.

 

(Foto: archivio)

Porta il tuo cane all'esposizione di Grugliasco

cani grugliasco

Manifestazione cinofila amatoriale per cani di razza e meticci

 

Maury, Country Shop e Wuuft, realtà specializzate nel mondo cinofilo, promuovono per il 28 giugno una esposizione cinofila amatoriale di grande interesse. L’iniziativa, aperta a cani di razza e meticci, si svolge vicino al centro commerciale Le Gru di Grugliasco, in via Alberto Sordi, 25, sotto l’egida del Gruppo piemontese G. Solaro del Boxer Club d’Italia. Iscrizioni sul posto, dalle ore 8 alle 10. Pranzo a 15 euro. Info: 348 40 37 253. Una simpatica occasione per trascorrere una giornata a contatto con gli amici a quattro zampe.Raduni di razza e premi per ogni categoria. Appuntamento a domenica 28 giugno.

Galeotto fu il bacio di Laus alla conferenza del Pride

Laus bacio

Gariglio: “Il Partito democratico del Piemonte sostiene il gay pride di Torino.” Marrone: “I moderati condividono forse le adozioni gay? E’ tutta ipocrisia elettoralistica”

 

Un Torino Pride in grande stile, con tanto di conferenza stampa di presentazione nell’aulica sala Viglione di palazzo Lascaris e la banda della Polizia Municipale, solita a presenziare alla festa della Repubblica e al IV Novembre,  ad aprire la manifestazione dell’orgoglio omosessuale che il 27 giugno sfilerà nel nome dei diritti. La sfilata, partirà da via Cibrario, all’insegna dello slogan ‘Orgoglio e Pregiudizi’. Simbolo, un filo spinato che si trasforma in tanti fili nei colori della rainbow flag. La bandiera sventolerà nel cielo appesa alla mongolfiera del Balon e la locandina del Pride sarà presente su tutti i mezzi Gtt. Inoltre lo spot della manifestazione verrà trasmesso negli schermi della metropolitana.

 

Colpo di scena da parte del presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus, il quale durante la conferenza  con i giornalisti ha stampato un bacio sulla bocca al coordinatore del Pride, Alessandro Battaglia (che nella foto assomiglia vagamente a Giampiero Leo) . «Bisogna continuare a provocare le coscienze – ha detto Laus – per assicurare i diritti agli omosessuali che continuano ad essere discriminati per colpa del loro orientamento sessuale». insomma, un bacio “galeotto” che, negli auspici del presidente dell’Assemblea, dovrebbe spingere l’opinione pubblica spesso indifferente, se non ostica nei confronti dell’omosessualità, ad un approccio più “amichevole”. Un appello che non sarà raccolto dal capogruppo di Fratelli d’Italia in Comune e Regione, Maurizio Marrone che polemizza: “Il centrosinistra moderato sostiene solo all’apparenza, per puro interesse elettorale le battaglie omosessuali. I moderati condividono forse le adozioni gay? E’ tutta ipocrisia”.

 

Convalescente per la rottura del femore, interviene anche il segretario regionale Pd, Davide Gariglio: “Il Partito democratico del Piemonte sostiene il gay pride di Torino. Non è la prima volta che il Pd scende in piazza per i diritti, anche quelli rivendicati dalla comunità glbt avranno i democratici al loro fianco. La società è molto cambiata in questi anni – prosegue – non possiamo ignorare che esistono persone che non hanno tutele, la politica deve porsi questo problema. Di sicuro ci saranno divisioni e posizioni differenti ma credo che sia arrivato il momento di trovare la giusta mediazione per estendere i diritti di tutti. In Piemonte – conclude Gariglio – voteremo presto una legge contro le discriminazioni e la parità di trattamento, un passo concreto a sostegno dei nuovi diritti”.

Profughi, Chiamparino "dichiara guerra" alla Francia: "Egoista e spudorata"

profughi_protestachiampafotoprofughi_protesta_2Secondo l’Assessore Monica Cerutti “è necessario velocizzare gli esami da parte delle Commissioni territoriali e potenziare il sistema, in modo da avere risposte certe sugli esiti delle richieste di asilo nel giro di pochi mesi”

 

 

Mentre la vicenda profughi preoccupa il premier Matteo Renzi, a Torino il presidente della Regione, Sergio Chiamparino attacca duramente la Francia per il proprio atteggiamento: “mi sembra egoista e chiuso ai limiti della spudoratezza: considera Schengen all’esatto opposto dello spirito con cui è nato”, dice il governatore piemontese.Chiamparino incontrerà il ministro Angelino Alfano per proporgli  le caserme come centri di prima accoglienza, mentre la Regione sta predisponendo un piano per l’immigrazione.

 

Secondo l’Assessore Monica Cerutti, intanto “è necessario velocizzare gli esami da parte delle Commissioni territoriali e potenziare il sistema, in modo da avere risposte certe sugli esiti delle richieste di asilo nel giro di pochi mesi, ed è importante dire che è stato presentato il bando del sistema di protezione Sprar per richiedenti asilo in relazione ai minori non accompagnati e che la nostra speranza è in un prossimo bando anche per la popolazione adulta, per estendere l’accoglienza anche nelle province che in questo momento non hanno presenze Sprar, ovvero Cuneo, Vercelli, Novara e VCO, ma dove attualmente ci sono i progetti delle Prefetture”. Nel frattempo, a Verbania, i profughi respinti dalla Svizzera hanno manifestato davanti alla prefettura. Ecco il servizio di Vco24.it.

 

Da migranti a irregolari: monta la protesta dei profughi

 

Arrivati come migranti e profughi, se ne dovranno andare come immigrati irregolari. E protestano. Alle 9 di stamane è iniziata la marcia di una cinquantina di ospiti dei centri di accoglienza di Antoliva e Torchiedo. A piedi e incolonnati in fila indiana hanno raggiunto la questura. Sotto gli sguardi di poliziotti e carabinieri intervenuti per garantire l’ordine pubblico, hanno chiesto di parlare al questore, ottenendo un colloquio. Dopodiché si sono trasferiti in prefettura per un altro incontro con il viceprefetto Michele Basilicata. Quindi, scortati dalle forze dell’ordine, si sono diretti verso il comando provinciale dei carabinieri dove hanno inscenato un’altra protesta, tuttora in corso. Protestano perché alcuni di loro sono stati espulsi, perché la loro domanda per l’ottenimento dello status di rifugiati politici è stata respinta ed è stato rigettato anche il ricorso. Il problema nasce più di un anno fa quando sull’enorme pressione dei continui sbarchi, le regole d’ingresso sono cambiate, diventando più flessibili. Chiunque scenda da un barcone in qualunque località del sud Italia viene identificato, visitato e gli viene assegnato un permesso temporaneo come rifugiato politico, a prescindere dalla nazionalità e dalla storia personale. Poi viene smistato in uno dei centinaia di centri sparsi per l’Italia dove ha piena libertà di movimento, viene mantenuto e resta in attesa di ottenere il permesso definitivo di rifugiato politico. Che non è scontato perché difficilmente senegalesi, nigeriani e gambiani – per citare un esempio – possono dirsi profughi politici, contrariamente a siriani, libici o etiopi. E che non è immediato perché va avviata un’istruttoria sottoposta alla cosiddetta commissione Dublino, che prende il nome dalla città in cui sono state firmate le regole europee sull’immigrazione. In un clima di tensione le notizie che giungono dalla frontiera di Ventimiglia e dall’Unione europea, che sugli sbarchi fa orecchie da mercante, non fanno che peggiorare la situazione.

 

www.vco24.it

Come diventare "pet sitter"

I Casting mirano a formare un team di professionisti che agiranno sotto la supervisione ed il supporto dello staff mypetadvisor.com

 

cane petcasting petSe hai sempre desiderato lavorare con gli animali e nutri per loro un grande amore, partecipa Sabato 20 e Sabato 27 Giugno ai primi Casting per futuri “Pet Sitter” legati al progetto mypetadvisor.com, la nuova piattaforma 100% pet welcome nata il 29 Aprile con l’intento di fornire supporto ed assistenza a tutti i proprietari di animali. I Casting, che si terranno presso la sede della Held Eventi a Torino, mirano a formare un team di professionisti che agiranno sotto la supervisione ed il supporto dello staff mypetadvisor.com. Coloro che passeranno le selezioni, parteciperanno inoltre ad un breve corso di formazione con l’obiettivo di acquisire conoscenze veterinarie e legate al comportamento degli animali, da applicare per la corretta gestione degli stessi ed in caso di necessità. Al Casting possono partecipare tutte le persone maggiorenni, senza limiti di età ed il lavoro potrà essere svolto full time, part-time o dando una precisa disponibilità oraria.  Per partecipare è obbligatorio inviare la propria candidatura via mail all’indirizzo staff@mypetadvisor.com al fine di ricevere conferma in merito a quando potersi presentare. Non saranno ammessi ai Casting tutti coloro che non avranno presentato la richiesta in maniera corretta.

 

(http://mypetadvisor.com/scheda/torino-casting-pet-sitter-by-mypetadvisor/)

Maturità al via per 16 mila torinesi, si inizia con Calvino e Malala

Per il  tema di ordine generale, da analizzare un brano sul diritto all’istruzione: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”

 

MATURITA STUDENTESSAE’ iniziata la Maturità per 29 mila studenti delle scuole piemontesi, sono circa 16 mila quelli di Torino. Per quanto riguarda i temi la decisione del ministero è caduta su Calvino (Il sentiero dei nidi di ragno del 1947), come autore proposto per l’analisi del testo. Per il  tema di ordine generale, da analizzare un brano di Malala in tema di diritto all’istruzione: “Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo”.

Tema storico: la Resistenza, con un brano di Dardano Fenulli: “un testamento spirituale scritto da un ufficiale dell’esercito regio che dopo l’otto settembre 1943 partecipò attivamente alla Resistenza e per questo venne condannato a morte”. E poi la letteratura come esperienza per il saggio breve o articolo di giornale. Tra i temi proposti anche il Mediterraneo e le sfide del XXI secolo.Non poche le difficoltà per il forfait di quasi 200 commissari d’esame in tutta la provincia torinese. Le scuole hanno rivolto un appello a chiunque abbia i titoli da commissario.

Ottria (Pd): "Malattia, più tutele per i lavoratori autonomi"

I lavoratori autonomi sono infatti storicamente esclusi da una serie di diritti e tutele applicati ai lavoratori dipendenti e ai disoccupati

 

consiglio aulaIl Consiglio regionale ha votato un ordine del giorno presentato dal gruppo PD, primo firmatario il consigliere Valter Ottria, per chiedere al ministero del Lavoro di rivedere l’attuale normativa in tema di malattia dei lavoratori autonomi, al fine di garantire maggiori tutele, in particolare nei casi di malattia grave o prolungata. I lavoratori autonomi sono infatti storicamente esclusi da una serie di diritti e tutele applicati ai lavoratori dipendenti e ai disoccupati. Non possono beneficiare degli ammortizzatori sociali, in caso di malattia non hanno garanzie (per esempio 180 gg. a stipendio pieno, divieto di licenziamento, possibilità di richiedere part-time, divieto di trasferimento, accesso alla legge 104) e devono continuare a lavorare, poiché l’Inps o non prevede indennità di malattia (ad esempio per commercianti o artigiani) oppure prevede, per gli appartenenti alla gestione separata, garanzie irrisorie come i 61 giorni in un anno, insufficienti in caso di patologie serie o prolungate, con diarie giornaliere molto basse. L’ordine del giorno impegna anche la Giunta ad entrare in contatto con le associazioni di categoria (commercianti, artigiani, professionisti) e trasversali come ACTA, l’Associazione Consulenti Terziario Avanzato, per concordare azioni congiunte, in particolare campagne di informazione rivolte ai lavoratori, che spesso non sono neppure a conoscenza dei diritti minimi cui hanno accesso. Si tratta di un numero di lavoratori in costante aumento, soprattutto fra i giovani, ai quali è necessario aprire le porte oggi precluse delle tutele garantite agli altri lavoratori – sottolinea Ottria – In un periodo come questo è un messaggio formidabile e in controtendenza>.   

Servizi psichiatrici, audizione in Regione

Presenti consiglieri, operatori e sindacati del settore psichiatrico, associazioni di utenti e familiari

 

consiglio X 1La Sala Viglione di Palazzo Lascaris era gremita di persone anche in piedi. C’erano tutti: consiglieri, operatori e sindacati del settore psichiatrico, associazioni di utenti e familiari. Infatti, prima dell’avvio del dibattito sulla psichiatria, il 16 giugno, (sessione straordinaria sul riordino dei servizi psichiatrici), il presidente dell’Assemblea Mauro Laus, considerata la situazione di preoccupazione espressa dai rappresentanti delle numerose associazioni di settore presenti tra il pubblico, ha concesso un’audizione, svoltasi in Sala Viglione, sospendendo momentaneamente la seduta in deroga alle normali consuetudini. Erano presenti – oltre al presidente Laus e a diversi rappresentanti dell’Udp e della Conferenza dei capigruppo, nonché il presidente della IV Commissione Domenico Ravetti – il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, il vicepresidente Aldo Reschigna, gli assessori Antonino Saitta (Sanità) e Augusto Ferrari (Politiche sociali). Per gli auditi, oltre ad alcuni utenti, hanno parlato Barbara Bosi del Coordinamento Almm (Associazione per la lotta contro le malattie mentali) e Diapsi (Difesa ammalati psichici), Guido Geninatti dell’Alleanza delle cooperative sociali del Piemonte, Sara Cassin presidente nazionale Fenasco (Federazione nazionale strutture comunitarie psicosocioterapeutiche), Luciano Sorrentino Psichiatria democratica e Alessandro Zanetti della Confederazione unitaria di base sanità e assistenza.

 

I punti principali messi in risalto dall’audizione sono: in primo luogo, l’accusa verso l’Esecutivo di non aver dialogato con gli operatori, gli utenti e le famiglie rappresentanti il mondo della psichiatria, prima dell’adozione della deliberazione del 3 giugno “Riordino della rete dei servizi residenziali psichiatrici”; in secondo luogo, il timore che il passaggio della classificazione, previsto dalla delibera, dei “gruppi appartamento” e “comunità alloggio” dall’ambito sanitario a quello sociosanitario, porti un aumento dei costi, attraverso una compartecipazione della spesa del 60% a carico dei comuni e degli utenti, con rischio di mancanza di risorse da parte degli enti locali, e di forte aggravio di spesa per gli utenti. Il dibattito in Aula è ruotato soprattutto attorno a questi temi ed è stato aperto da Gian Luca Vignale (FI), primo firmatario della richiesta della sessione straordinaria, sottoscritta da tutti i gruppi delle opposizioni. L’esponente di FI ha lamentato che “la Giunta regionale ha scavalcato il Consiglio regionale senza i dovuti passaggi in Commissione. Comportamento non giustificato dalla fretta perché la delibera è destinata ad entrare in vigore il 1° gennaio 2016”. Alle accuse mosse dalle associazioni Vignale ha anche aggiunto che “la psichiatria è l’unico ambito della sanità piemontese nella quale il paziente non può scegliere il luogo dove curarsi” ed ha rivendicato la buona base di partenza che poteva essere utilizzata e costituita da quanto predisposto dall’Esecutivo nella precedente legislatura.

 

L’assessore Saitta è intervenuto per spiegare che “il lavoro che stiamo facendo non è finalizzato a far quadrare i conti” ma certamente “i gruppi appartamento che, oltretutto, non sono accreditati, lavorano con tariffe da 40 euro fino a punte di 165. Dobbiamo fare una ricognizione su quali siano le caratteristiche che devono avere i gestori e quali i criteri dei contributi e mettere in ordine e uniformare le tariffe. Ci viene chiesto anche dalla Corte dei conti e dal ministero. Vogliamo mettere al centro la salute del paziente in questa fase di transizione per mettere a punto le nostre misure fino al gennaio 2016 con la collaborazione di tutti i soggetti interessati. Dobbiamo verificare l’appropriatezza delle strutture rispetto ai loro assistiti e arrivare all’accreditamento delle stesse che è molto importante anche per uscire dai vincoli del piano di rientro”.

 

“Dal punto di vista politiche sociali – ha spiegato l’assessore Ferrari – credo che la questione di fondo stia in una domanda: il modo con cui in Regione Piemonte, nell’arco degli ultimi 15 anni, ha applicato i livelli essenziali di assistenza. Spesso il Piemonte ha saputo essere all’avanguardia ed indicare la strada, alle altre Regioni, concentrandosi nell’area della integrazione sociosanitaria sul tema della non autosufficienza”. Importante ha proseguito l’assessore “come detto anche dal collega Saitta, l’apertura di un tavolo di confronto con tutte le realtà che operano nel settore e, in quest’ambito, affrontare la questione dei gruppi appartamento per definire la fisionomia che queste realtà possono avere, tenendo conto dell’importante valenza terapeutiche che hanno avuto nella nostra regione”.

 

Il presidente della IV Commissione è intervenuto asserendo del dovere di “dare futuro a quest’ambito è un obiettivo non più rinviabile. È importante mettere al centro i bisogni ed i diritti del paziente, sapendo che la delibera è un punto di partenza. Trovare regole condivise tra tutti i soggetti del mondo della psichiatria”.Nella discussione sono poi intervenuti diversi consiglieri della maggioranza, Nino Boeti, Paolo Allemano, Andrea Appiano e Nadia Conticelli (Pd), Alfredo Monaco (Scelta civica) e Marco Grimaldi (Sel) che hanno sostanzialmente appoggiato l’operato dell’Esecutivo, pur se con qualche aspetto da chiarire meglio secondo Scelta civica e Sel, per i quali il mondo della psichiatria deve essere ascoltato attentamente, essendovi pure diverse esperienze che devono essere preservate.

 

Per il gruppo M5S, hanno parlato Giorgio Bertola, Davide Bono e Stefania Batzella che hanno usato toni molto duri, asserendo che “prendere in giro i consiglieri di opposizione va bene, ma i malati e le famiglie no. È stato fatto un convegno il 29 maggio ed approvata una mozione per incontrare gli operatori del settore e le associazioni dei familiari per discutere della parte sostanziale della delibera. Dovevate averè la bozza di delibera pronta e non l’ha avete presentata. Avete sottratto volontariamente al dibattito questa vostra decisione”. Quindi, “istituire un osservatorio permanente non sarebbe male, come aprire un tavolo di lavoro e di confronto. Ma è prima delle delibere che bisogna ascoltare i soggetti interessati”. Ed ancora, “quanto fatto oggi, quasi un Consiglio aperto più che un Consiglio straordinario, è positivo, anche se il Pd è poco favorevole ai Consigli aperti forse perché poi ci si deve confrontare con operatori. Temiamo che la Giunta stia costruendo un nuovo Piano sociosanitario senza confrontarsi con il Consiglio e con gli operatori. Se la gestione commissariale della Sanità porta ad atti assunti in modo troppo precipitoso e frettoloso, tanto vale partire con percorsi più condivisi”.

 

La seduta si è chiusa con la votazione di tre ordini del giorno e una mozione. Approvato l’ordine del giorno proposto dal primo firmatario Domenico Ravetti (Pd), che impegna la Giunta regionaleaffinché, nella fase transitoria prevista dalla D.G.R. n. 30-1517, il percorso di attuazione avvenga tramite il coinvolgimento, in un tavolo permanente, dei Dipartimenti di Salute mentale, delle Associazioni dei pazienti, degli enti gestori e dell’Anci; a prevedere, nel percorso attuativo, un confronto costruttivo tra i soggetti istituzionali interessati, in modo da prevederne le conseguenze economiche, sociali e sanitarie e elaborare modalità atte a fronteggiarle adeguatamente; ad effettuare una rivalutazione periodica degli obiettivi del riordino parallelamente al progredire della conoscenza della domanda consentendo l’adattamento dei modelli di riferimento delineati nella delibera approvata all’effettiva realtà del territorio regionale; a coinvolgere mediante pareri e indirizzi la Commissione consiliare Sanità, Politiche sociali e Politiche per gli anziani”. Respinta la mozione del primo firmatario Gian Luca Vignale (FI) per impegnare la Giunta regionale a ritirare la delibera n. 30 del 3 Giugno 2015 e costituire un Osservatorio permanente sulla psichiatria costituito da enti locali, associazioni di pazienti e familiari e imprenditoria sociale al fine di predisporre un nuova delibera di riordino dei servizi psichiatrici e due un ordine del giorno della prima firmataria Stefania Batzella (M5S) per istituire un tavolo di confronto fra i rappresentanti pubblici e privati impegnati nel riordino della rete dei servizi residenziali della psichiatria e delle famiglie dei pazienti che approdi alla revisione della delibera e per migliorare l’assistenza residenziale e semiresidenziale dei disabili psichici.

 

AB – www.cr.piemonte.it