

La serata si inserisce nel programma dell’Happening degli oratori e dei giovani organizzato dalla Pastorale Giovanile diocesana
In occasione della visita di Papa Francesco a Torino, sabato e domenica, il Parco Dora accoglie migliaia di ragazzi trasformandosi per una notte nell’«Oratorio più grande». La serata a Parco Dora si inserisce nel programma dell’Happening degli oratori e dei giovani organizzato dalla Pastorale Giovanile diocesana e salesiana secondo il progetto «Turin For Young».
Sabato 20 giugno
Dalle 18.30 è stato aperto «L’Oratorio più grande», presso il Parco Dora e l’Oratorio Santo Volto di Torino, dove è stata offerta l’ospitalità con il pernottamento del sabato sera (con sacco a pelo e materassino) e la consegna dei pasti previsti nel packet-lunch. Alle 21, la grande Veglia di preghiera in attesa di Papa Francesco presieduta dall’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia con i Vescovi di Piemonte – Valle d’Aosta. Dalle 23 possibilità di celebrare il sacramento della Riconciliazione e di vivere l’adorazione eucaristica notturna presso la chiesa del Santo Volto.
Domenica 21 giugno
Di primo mattino, i giovani si trasferiscono a piedi in piazza Vittorio Veneto nel settore loro riservato (pass TFY 2015) per partecipare alla Messa presieduta da Papa Francesco (alle 10.45).
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Evviva la Torino dei grandi eventi sportivi, musicali, (nazional)popolari. L’eredità olimpica non è fatta solo di debiti. I Giochi del 2006, da quando “Torino non sta mai ferma”, ci hanno anche lasciato un’immagine rinnovata della città che prima era solo industriale e oggi vivacchia di turismo e cultura, due filoni su cui c’è ancora molto da investire ma sui quali merita puntare. La desertificazione di via Roma pedonalizzata ha costretto la civica amministrazione a rimangiarsi la promessa fatta tempo fa: “mai più baracconi, gazebo e gonfiabili nelle vie o piazze auliche”. Ma il vuoto pneumatico creatosi dopo il divieto di circolazione imposto ai veicoli, in qualche modo bisognava pur colmarlo. E così nel tratto pedonalizzato, tra piazza San Carlo e piazza Castello si alternano bancarelle delle associazioni, stand del car sharing, mezzi ecologici della flotta Gtt esposti al pubblico. Bon. C’è però da chiedersi: il grande palco allestito in piazza San Carlo, che ha ospitato il
Torino Jazz festival, il megaschermo della finale di Champions e, in questi giorni la rassegna Torino Classical Music, non poteva essere piazzato altrove? intendiamoci, gli eventi citati sono di tutto rilievo culturale/sociale. Però il senso comune e il costume dei torinesi non vedono di buon occhio eventi di massa nel “salotto” subalpino. Sarà che le vittime dei moti di piazza – proprio di quella piazza – per il trasferimento della capitale da Torino a Firenze nel 1864, hanno lasciato uno spiacevole ricordo. Un gioiello storico e architettonico come quello che ospita nel bel mezzo la scultura equestre del Cavallo di bronzo merita di essere tutelato, protetto e ammirato in religioso silenzio. Non si lamentano forse i politici e i cittadini che le periferie sono troppo trascurate, rispetto al cuore urbano? E allora proviamo a spostare le manifestazioni di massa in luoghi più decentrati. Turisti e appassionati di musica, sport e altri generi sarebbero comunque disposti a salire su tram e metropolitana per assistere ai grandi eventi nel piazzale del Lingotto o in piazza d’armi, tanto per fare due ipotesi. Così che le vetrate antiche delle due chiese gemelle barocche di Santa Cristina e di San Carlo non debbano più tremare per l’esultanza o il dolore dei tifosi bianconeri. Così che antiestetici cessi chimici non siano piazzati in bella vista nello spazio tra i due edifici religiosi e i tavolini del caffè Torino. 

