


Per l’arcivescovo di Torino l’ostensione è stata una “esperienza travolgente alla quale la città ha partecipato con grande entusiasmo. Il bilancio è più che positivo”
Anche il premier Matteo Renzi è arrivato a sorpresa alla vigilia della chiusura dell’ostensione. Il capo del governo è stato accompagnato nel Duomo dal sindaco Piero Fassino e dall’arcivescovo, mons. Cesare Nosiglia, reduce dalla due giorni di papa Francesco. Renzi ha rivolto i complimenti per il lavoro svolto ai volontari dell’ostensione uscendo dalla cattedrale. Sulla piazza ha concesso un po’ di tempo ai selfie dei pellegrini e dei turisti.
Per l’arcivescovo di Torino l’ostensione è stata una “esperienza travolgente alla quale la città ha partecipato con grande entusiasmo. Il bilancio è più che positivo”. L’esposizione del sacro lino chiude i battenti nel giorno di San Giovanni dopo 67 giorni. Boom di presenze, ma non tante quant ci si aspettava: circa un milione e mezzo di pellegrini sono arrivati da ogni dove sotto la Mole. Il visitatore più illustre è stato ovviamente papa Francesco. “Non mi aspettavo che Torino – dice monsignor Nosiglia sul sito Ansa – rispondesse così bene, con entusiasmo e grande affetto”.
(Foto: il Torinese)

LA VERSIONE DI GIUSI 


Il 24, il clou della festa, con lo spettacolo dei fuochi artificiali alle 22.30 lungo il Po

Carla Bracchino è l’anziana cugina che ospitava il papa nelle sue visite in città negli anni passati. Ed erano quattro anni che non incontrava il cugino salito al soglio di Pietro




Sulla terrazza si affacciano le stanze dove Francesco ha dormito nella notte tra domenica e lunedì e dove ha pranzato con gli “ultimi” di Torino e con i suoi parenti piemontesi

