redazione il torinese

In una mostra gli ex-voto in Piemonte e la Sindone

ex voto

Il nucleo centrale della rassegna è costituito dalla selezione di documenti antichi custoditi dall’Ufficio Fondi antichi della Biblioteca Nazionale. Oltre 20 testimonianze a tema sindonico risalenti al periodo tra ‘500 e ‘700: stampe, manoscritti, frontespizi, volumi

 

E’ in corso la mostra “Ex-voto e Sindone. Antiche illustrazioni e figure devozionali”, promossa e organizzata dal Consiglio regionale del Piemonte nei locali della Biblioteca Nazionale Universitaria, in piazza Carlo Alberto a Torino. “Sono sempre stato affascinato dagli ex-voto – ha detto Boeti aprendo l’esposizione – sono il risultato di una promessa fatta in cambio di una grazia. Ci ricordano, come diceva Carlo Levi, che il futuro ha un cuore antico”. Dopo il saluto del nuovo direttore della Biblioteca Nazionale Guglielmo Bartoletti, i curatori Franca Porticelli e Renato Grimaldi, hanno condotto una accurata visita guidata della mostra. 

 

Il nucleo centrale della rassegna è costituito dalla selezione di documenti antichi custoditi dall’Ufficio Fondi antichi della Biblioteca Nazionale. Oltre 20 testimonianze a tema sindonico risalenti al periodo tra ‘500 e ‘700: stampe, manoscritti, frontespizi, volumi, spartiti che appartengono alla storia della Sindone, intrecciata con quella della dinastia Savoia che ne era orgogliosa proprietaria. Sono inoltre esposti 60 ex-voto originali: 14 tavole votive provengono dal Museo degli Ex Voto e della Devozione popolare di Dogliani (Cuneo), altre 35 tavole arrivano da Bene Vagienna (Cn) e 12 da Asti, messe a diposizione dall’Associazione Culturale Amici di Bene onlus e dall’Ufficio diocesano dei beni culturali della Curia di Asti.

 

In mostra anche 80 riproduzioni fotografiche di quadretti votivi, da edifici religiosi del Piemonte. Le immagini sono tratte dal recente volume “Gli ex-voto: arte popolare e comportamento devozionale”, di Renato Grimaldi, Simona Maria Cavagnero, Maria Adelaide Gallina (Torino 2015, realizzato dal Consiglio regionale del Piemonte con l’Università degli Studi di Torino).Completa l’esposizione alla Biblioteca Nazionale una ricca selezione di volumi sugli ex-voto in Piemonte, tratti dalla sezione tematica della biblioteca del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’educazione dell’Università di Torino. “Manufatti artigianali singolari, gli ex-voto sono importanti documenti della devozione di una comunità, testimonianza di un rapporto particolare tra uomo e mondo soprannaturale”, scrive il professor Gianni Carlo Sciolla nella prefazione del volume da cui è scaturita la mostra. 

 

La mostra “Ex-voto e Sindone. Antiche illustrazioni e figure devozionali”, realizzata con il patrocinio del Comitato per l’Ostensione della Sindone, rimarrà aperta presso la Biblioteca nazionale fino al 27 giugno, con ingresso gratuito. Orario: da lunedì a venerdì 9.30-18, sabato 9.30-13. La mostra sarà aperta anche il 1° maggio (9.30-18), le domeniche 24 maggio e 7 giugno (15-19) e il 24 giugno, festa patronale di Torino (15-19).

 

Info: Biblioteca Nazionale tel. 011.8101113

Consiglio regionale, relazioni esterne tel. 011.5757.807

 

 

Federica Calosso – www.cr.piemonte.it

Francesco nel tempio valdese: "Vi chiedo perdono per quello che la Chiesa vi ha fatto"

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Il papa: “Mi sento rattristato per le contese e le violenze tra cristiani”

 

E’ stato un incontro storico, quello di Papa Francesco, il primo pontefice a visitare un tempio valdese. Ad accoglierlo nella chiesa di corso Vittorio “Cada cosa en la vida”, un canto in lingua spagnola ha accolto il santo padre. A fare gli onori di casa il moderatore valdese, Eugenio Bernardini. Le due autorità religiose hanno pregato insieme.  Papa  Bergoglio ha chiesto perdono ai Valdesi per quanto è stato fatto nella storia fatto contro la loro professione religiosa dai cattolici. “Da parte della Chiesa Cattolica  vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi. In nome del Signore Gesù Cristo, perdonateci!”. Ha detto, inoltre, il pontefice: “Mi sento rattristato per le contese e le violenze tra cristiani”. Ha commentato il moderatore valdese Bernardini: “Oggi papa Francesco ha varcato un muro alzato otto secoli fa”.

 

(Foto: il Torinese)

Imbelli nella guerra della Nutella, arrendevoli sul fronte dei malati psichiatrici

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chiampafassinoIL GHINOTTO DELLA DOMENICA

Ma il buon Chiampa, di fronte all’indecoroso spettacolo dei migranti respinti alla frontiera di Ventimiglia, non le ha mandate dire : “L’atteggiamento della Francia mi sembra egoista e chiuso ai limiti della spudoratezza”

 

C’è mancato poco, a oltre 250 anni dalla gloriose giornate dell’Assietta, di dover risalire le valli per far fronte alle orde francesi calate sul Piemonte. Per fortuna i cugini transalpini, distratti dalle avventure amorose di Hollande, non hanno dato troppo peso al violento attacco sferrato dal nostro governatore. Il buon Chiampa, di fronte all’indecoroso spettacolo dei migranti respinti alla frontiera di Ventimiglia, non le ha mandate dire : “L’atteggiamento della Francia mi sembra egoista e chiuso ai limiti della spudoratezza”. Un tempo per molto meno si sarebbero ritirati gli ambasciatori. A dire il vero una risposta indiretta dei “bleu” è arrivata, e se n’è incaricata proprio l’ex-moglie di Hollande, la ministro dell’Ecologia Ségolène Royal che ha invitato a non consumare più la Nutella “per salvare il pianeta” con riferimento all’uso dell’olio di palma, ingrediente della pasta di cioccolata made in Alba, che provocherebbe la “deforestazione massiccia”. Detto dalla rappresentante di una nazione che per trent’anni ha scaricato bombe nucleari nel paradiso naturale di Mururoa, nel Pacifico, suona un po’ ipocrita, ma si sa che i francesi hanno una tendenza quasi naturale alla supponenza.

 

L’attacco alla nostra (quasi) unica gloria di calibro internazionale avrebbe meritato ben altra reazione, e invece neppure un amministratore piemontese si è schierato a difesa della “spalmabile” che ha fatto felice generazioni di bambini, e non solo. Certo sono giorni impegnativi per i nostro massimi vertici istituzionali. Visita del Papa a parte, Fassino è tutto preso a negare le illazioni che lo danno prossimo candidato per la Regione. Ha scritto persino a La Stampa senza pensare che una smentita è una notizia data due volte. Lo stesso Chiamparino è stato messo letteralmente sotto assedio dalle associazioni psichiatriche che con tanto di pazienti al seguito hanno quasi militarmente occupato Palazzo Lascaris, in occasione del dibattito, chiesto dall’opposizione, sulla delibera della Giunta che riordina politiche e strutture residenziali destinate alla cura dei malati di mente.

 

In una  Sala Viglione affollata all’inverosimile, Chiamparino e gli assessori Saitta e Ferrari sono stati sonoramente bastonati da chi lamentava il fatto che la Giunta avesse deciso senza dialogare con operatori e famiglie. Inoltre il cambio di classificazione dei “gruppi appartamento” e “comunità alloggio” dall’ambito sanitario a quello sociosanitario, porterà inevitabilmente le famiglie a vedere aumentati i costi a carico, visto che le casse dei Comuni sono praticamente vuote. La risposta di Saitta, primo responsabile della decisione, è stata abbastanza debole: ha negato che la decisione abbia ragioni economiche (ma dai!) e si è limitato a parlare di riordino di un settore dove gli interessi degli operatori sembrano prevalere su quello dei malati. In effetti, è parso anche agli osservatori più attenti che all’origine della protesta non ci fosse tanto il disagio dei pazienti quanto l’interesse delle strutture.

 

Comunque, la protesta ha scoperto un nervo sensibilissimo nel Pd, perché molte di queste associazioni fanno capo a quell’area. Per cui la maggioranza ha approvato un ordine del giorno, appena meno severo di quelli respinti dell’opposizione, che in pratica “commissaria” Saitta e Ferrari, imponendo il coinvolgimento “in un tavolo permanente, dei Dipartimenti di Salute mentale, delle Associazioni dei pazienti, degli enti gestori e dell’Anci”, nonché la commissione Sanità, e di avviare “un confronto costruttivo tra i soggetti istituzionali interessati, in modo da prevederne le conseguenze economiche, sociali e sanitarie e elaborare modalità atte a fronteggiarle adeguatamente”. Insomma, una resa quasi totale per la Giunta, che ora ha una grana in più da gestire.

 

Ghinotto

 

La bellezza delle Alpi salverà la montagna?

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La rivitalizzazione delle borgate, il recupero di porzioni di territorio che tornano a vivere grazie all’agricoltura

 

La bellezza dell’ambiente e dei paesaggi delle Alpi salverà la montagna ? E’ l’interrogativo cui cercherà di dare risposta il convegno che si tiene lunedì 22 giugno nella sala consigliare del Comune di Pomaretto, organizzato dall’amministrazione comunale e dalla delegazione piemontese dell’Uncem – Unione nazionale comuni montani. La rivitalizzazione delle borgate, il recupero di porzioni di territorio che tornano a vivere grazie all’agricoltura, le associazioni che contribuiscono a tenere vivo il tessuto sociale, sono tutti mezzi per il fine del contrasto dell’abbandono dei territori montani e la sua valorizzazione. Interverranno Danilo Brausa, sindaco di Pomaretto, Laura Zoggia, presidente dell’Unione montana Chisone, il consigliere regionale Elvio Rostagno, il sindaco di Ostana, comune tra i “Borghi più belli d’Italia”, Marco Bussone, vice presidente Uncem Piemonte, Alberto Peyron e Davide Panetto, di Asproflor, Associazione produttori florovivaisti, Massimo Crotti, architetto e fondatore dell?istituto di architettura montana e Pier Umberto Ferrero, organizzatore di eventi e spettacoli della Fondazione per il libro, la musica, la cultura.

Massimo Iaretti

Rassa nostrana: "Drit e sincer, cosa ch’a sun, a smijo"

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Basta dire “sabaudo” e tutti  pensano alla sobrietà, al rigore tipicamente piemontesi

 

“Rassa nostrana”, le parole di papa Francesco tratte dalla poesia del piemontese Nino Costa, hanno colpito nei sentimenti i torinesi. La testa dura, la prudenza, la voglia di fare della nostra gente, di cui anche il santo padre fa parte, sono caratteristiche riconosciute da tutti. Basta dire “sabaudo” e tutti  pensano alla sobrietà, al rigore e alla tenacia tipicamente piemontesi. Ma leggiamo il testo della poesia alla quale il papa ha fatto riferimento.

 

Rassa nostrana di Nino Costa

 

Aj Piemunteis ch’a travajo fora d’Italia

Drit e sincer, cosa ch’a sun, a smijo:
teste quadre, puls ferm e fìdic san
a parlo poc ma a san cosa ch’a diso
bele ch’a marcio adasi, a van luntan.

Sarajé, müradur e sternighin,
minör e campagnin, sarun e fré:
s’a-j pias gargarisé quaic buta ed vin,
j’é gnün ch’a-j bagna el nas per travajé.

Gent ch’a mercanda nen temp e südur:
– rassa nostrana libera e testarda –
tüt el mund a cunoss ch’i ch’a sun lur
e, quand ch’a passo … tüt el mund a-j guarda:

Biund canavesan cun j’öj colur del cel
robüst e fier parej d’ij so castej.
Muntagnard valdostan daj nerv d’assel,
mascc ed val Süsa dür cume ed martej.

Face dle Langhe, rubie d’alegrìa,
ferlingot desciulà d’ij pian versleis,
e bieleis trafigun pien d’energìa
che per cunossje a-i va set ani e un meis.

Gent ed Cuni: passienta e un poc dasianta
ch’a l’ha le scarpe grosse e el servel fin,
e gent munfrina che, parland, a canta,
ch’a mussa, a fris, a böj … cume ij so vin.

Tüt el Piemunt ch’a va serchesse el pan,
tüt el Piemunt cun sua parlada fiera
che ant le bataje del travaj üman
a ten auta la frunt … e la bandiera.

O biunde ed gran, pianüre dl’Argentina
“fazende” del Brasil perse an campagna
i sente mai passé n’”aria” munfrina
o el riturnel ed na cansun ed muntagna?

Mine dla Fransa, mine dl’Almagna
che el füm a sercia an gir parej ed na frangia,
vujaute i pöle dì s’as lo guadagna,
nost ovrié, cul toc ed pan ch’a mangia.

Quaic volta a turno e ij sold vansà ed bun giüst
a-j rendo un ciabotin o un toc ed tera
e anlura a anlevo le sue fiëte ed süst
e ij fiolastrun ch’a l’han vinciü la guera.

Ma el pi dle volte na stagiun perdüa
o na frev o un malör del so mesté
a j’incioda ant na tumba patanüa
spersa ant un camp-sant foresté.

 

Ecco, invece,  alcuni commenti dei nostri lettori alle parole del papa, postati sulla pagina Fb del Torinese.

 

Daniela Pregliasco Io sono torinese e piemontese, vivo in Toscana ed ho sposato 41 anni fa un toscano, ma vi assicuro che ora che ho una nipotina di 2 anni le parlo per quello xhe so in piemontese cosi’ come ho fatto con mio figlio! Le radici non si devono mai scordare!

Francine Sohier Parlate in piemontese io che sono olandese so usare questa bella lingua

Rosa Margherita Sperone ‘D. Rassa nustrana suma sempe menu
Beatrice Rambaldi E si estinguera’
Maura Tomasino A le’ bel avei el Papa piemunteis

Lucia Cremaschi Le nostre origini non vanno scordate

Francesca Fasano Ha fatto commuovere tutti,ed e’ riuscito a tirar fuori l orgoglio piemontese grazie papa Francesco

 

 

Francesco tra gli "ultimi" e il bagno di folla con i giovani: "Vivete, non vivacchiate"

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A tavola con detenuti, immigrati e clochard

 

Il papa ha pranzato in Arcivescovado con una famiglia rom (genitori e quattro figli) che abitavano nelle baracche di lungo Stura Lazio e ora sono seguiti da una comunità di religiosi e da una parrocchia, con alcuni clochard, undici minorenni carcerati al“Ferrante Aporti” e un gruppo di immigrati. Domani, invece, sempre lontano dai riflettori, il pranzo con i parenti torinesi e piemontesi. Nel pomeriggio, oltre alla visita al Cottolengo e alla Basilica di Maria Ausiliatrice l’appuntamento più affollato è stato quello con i giovani dell’Happening degli oratori, in piazza Vittorio.

 

 “Mi fanno tanta tristezza al cuore i giovani che vanno in pensione a vent’anni: sono invecchiati troppo presto”. Poi il tema dell’amore: “L’amore è anche casto, perché rispetta le persone e non le usa. La croce è il vero segno dell’amore, che  rappresenta il sacrificio”. Un riferimento anche alle vittime delle guerre, dallo sterminio degli ebrei allo stalinismo: “Perché le grandi potenze non hanno evitato tanto dolore? Che ipocrisia  parlare di pace, di dirsi cristiani e poi fabbricare o investire nelle armi.” Infine il suggerimento alle giovani generazioni: “Non invecchiate presto. Fate controcorrente. Siate creativi e portate qualcosa agli altri, siate al servizio, soprattutto dei poveri. E, come diceva Pier Giorgio Frassati, vivete, non vivacchiate”.

 

(Foto: il Torinese)

Il Papa in visita al Cottolengo: "Ammalati e anziani sono membra preziose della Chiesa"

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“Una mentalità che non fa bene alla società, e noi dobbiamo sviluppare degli anticorpi”

 

“Cari fratelli ammalati, siete delle membra preziose per la Chiesa, siete la carne del Cristo crocifisso che abbiamo l`onore di toccare e di servire con amore. Con la grazia di Gesù siete testimoni e apostoli della divina misericordia che salva il mondo”. Sono le toccanti parole del papa in visita al Cottolengo, la Piccola Casa della Divina Provvidenza, istituzione sociale e religiosa torinese che il santo padre non poteva non visitare. “Sono stati grandi  i progressi nella medicina e nell`assistenza sociale, ma è diffusa anche una cultura dello scarto, conseguenza di una crisi antropologica che non vede più l`uomo al centro, bensì il consumo e gli interessi economici. E tra le vittime di questa cultura dello scarto vorrei  ricordare in particolare gli anziani, numerosi in questa casa. La loro longevità non sempre è interpretata come un dono di Dio, ma talvolta come un peso difficile da sostenere, soprattutto quando la salute è compromessa. Una mentalità che non fa bene alla società, e noi dobbiamo sviluppare degli “anticorpi” contro questo modo di considerare gli anziani, o le persone disabili, quasi fossero vite non più degne di essere vissute”.

 

(Foto: il Torinese)

Un papa di "rassa nostrana" che si commuove pensando alle sue profonde radici piemontesi

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papa vittorio 33papa vittorioLa poesia gli era stata raccontata da Nonna Rosa in dialetto piemontese. Un ritratto della gente di Piemonte, rigorosa, sincera, delle teste quadre, dal polso fermo

 

Dopo l’accoglienza calorosa dei fedeli di fronte al Duomo, il papa è entrato in cattedrale e si è seduto di fronte al sacro telo, con la testa reclinata verso il basso e le luci abbassate. Si è fermato qualche minuto in preghiera. La commozione di Papa Francesco è stata visibile,  in piazza Vittorio, durante  la sua omelia, in presenza di decine di migliaia di fedeli, quando ha citato i versi del poeta ottocentesco Nino Costa, tratti dalla poesia «Rassa nostrana». Gli era stata raccontata da Nonna Rosa in dialetto piemontese. Un ritratto della gente di Piemonte, rigorosa, sincera, delle teste quadre, dal polso fermo e dal fegato sano. Gente che parla poco ma sa quel che dice, che cammina lentamente ma va lontano, che con il sudore della fronte va a cercarsi il pane: «Tüt el Piemunt ch’a va serchesse el pan». Un riferimento all’immigrazione che ” aumenta la competizione nel lavoro:  i migranti non vanno colpevolizzati, perché sono vittime dell’iniquità, dell’ economia che scarta e delle guerre. Fa piangere vedere lo spettacolo di questi giorni, in cui esseri umani vengono trattati come merci”.

 

(Foto: il Torinese)

 

Benvenuto, Francesco! Ecco il grande abbraccio di Torino per il papa piemontese

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Sul palco allestito davanti a Palazzo Reale, si è svolto l’incontro con il mondo del lavoro: il papa ha ricevuto i saluti di un’operaia, di un agricoltore e di un imprenditore

 

Uno splendido sole, nel primo giorno d’estate a Torino, per  accogliere papa Francesco. Come da programma il pontefice  è arrivato all’aeroporto di Torino Caselle alle 8, dove è stato accolto dall’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia, dal presidente della Regione Sergio Chiamparino, dal prefetto Paola Basilone, e dal sindaco Piero Fassino. In piaza Rebaudengo il santo padre è salito sulla papa-mobile, con la quale, passando da corso Giulio Cesare ha raggiunto tra ali di folla Piazzetta Reale. Sul palco allestito davanti a Palazzo Reale, si è svolto l’incontro con il mondo del lavoro: il papa ha ricevuto i saluti di un’operaia, di un agricoltore e di un mprenditore.

 

Nel suo intervento Francesco ha sottolineato come la sua visita inizi con l’incontro con il mondo del lavoro, in un periodo di crisi. ” Un pensiero – ha detto il papa – ai disoccupati e cassintegrati e agli imprenditori.” Poi un monito contro l’economia “dello scarto” che esclude i poveri e un “no” all’idolatria del denaro. “Il lavoro è fondamentale, lo dichiara anche la Costituzione: che sia degno dell’uomo e della donna”. A proposito delle donne: “I loro diritti vanno tutelati”. E, dice il papa “è giunto il tempo di riattivare una solidarietà tra le generazioni, tra giovani e adulti”. E ancora: “Coraggio, siate artigiani del futuro, con la forza della speranza che dà il Signore e non delude mai”.

 

Dopo, lo spostamento verso la vicina cattedrale per il momento più toccante della due giorni papale, la preghiera davanti alla Sindone e una breve sosta davanti all’altare del Beato Pier Giorgio Frassati. Poi l’appuntamento in piazza Vittorio, davanti a centinaia di migliaia di fedeli, per la celebrazione della santa messa.

 

 Clelia Ventimiglia

(Fotoservizio: il Torinese)

La pro loco dona al papa i fondi per i poveri

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Nel piccolo centro di Villamiroglio (Al)

 

Mentre Papa Francesco è a Torino in visita, c’è una pro loco nelle vicinanze della Città Metropolitana, che sta raccogliendo fondi per i poveri ed i bisognosi del mondo, che verranno dati direttamente al Pontefice in occasione dell’Udienza Papale che si terrà nel mese di ottobre. Tutto  è partito dalla corrispondenza del segretario – tesoriere – coordinatore della pro loco di Villamiroglio (piccolo paese ai confini settentrionali della Provincia di Alessandria) Primo Fassio con la segreteria del Pontefice che ha invitato la pro loco all’Udienza.  E in quell’occasione i villamirogliesi, ma c’è una stretta collaborazione con associazioni e cittadini dei comuni del torinese vicini alla Valcerrina come Cavagnolo, Brusasco, Brozolo, Lauriano, Monteu da Po, consegneranno i fondi raccolti in questi mesi a Francesco perché siano impegnati a favore dei poveri.

Massimo Iaretti