
Sport e prevenzione per Giornata Mondiale di Lotta alla Droga e al Narcotraffico
Sport, integrazione, prevenzione alla droga. In una calda serata nella periferia di Torino, presso l’impianto di via Carmagnola 23 concesso per l’occasione della Circoscrizione 7 di Torino, si è svolta una partita amichevole di calcio a 5 interamente dedicata alla Giornata Mondiale di Lotta alla Droga e al narcotraffico. Ma l’iniziativa intitolata “LA DROGA NON GIOCA!” è solo la prima di un progetto che le associazioni AMECE e Terra di Libertà vogliono realizzare al fine contattare il maggior numero possibile di giovani “a rischio”. Unire il gioco e la voglia di stare assieme indipendentemente dalle differenze di colore della pelle, di religione, di cultura e nazionalità di provenienza, per dire NO ad uno dei mali più distruttivi della società. Oltre alla visione del documentario “La Verità sulla Droga” con testimonianze di ex tossicodipendenti e la descrizione di alcuni principi tratti dalle ricerche di L. Ron Hubbard sul soggetto delle tossicodipendenze, il programma ha previsto una spettacolare partita amichevole di calcio a 5 tra educatori e ragazzi, conclusa sul risultato di 4 a 4. Dopo le 21, colazione conviviale di fine Ramadan.







Il primo appuntamento è dal 29 giugno al 4 luglio con il Corso di cucina supplementare per gli allievi delle classi prime e seconde non solo dell’Istituto Artusi, ma aperto anche ad allievi di altri istituti


AVVISTAMENTI
Il 26 giugno del 1983, il procuratore Bruno Caccia veniva assassinato dalla ‘ndrangheta. E il 26 giugno 2015, a dimostrazione di quanto il suo sacrificio non via stato dimenticato, la Commissione speciale antimafia e i capigruppo del Consiglio comunale di Torino lo hanno ricordato in seduta congiunta. Sono intervenuti la figli a del magistrato Paola Caccia e l’avvocato Fabio Repici, che sta seguendo il caso per la riapertura del processo e ha depositato una memoria il 17 giugno scorso. Fosca Nomis, presidente della Commissione ha dichiarato che “è tempo di riaprire il processo per fare definitivamente chiarezza su una delle pagine più buie della storia torinese e nazionale per svelare gli esecutori e svelare gli intrecci tra ‘ndrangheta, gioco d’azzardo ed economia su cui stava investigando Bruno Caccia”.
La Consulta ambientale di Chivasso così non va proprio e deve cambiare passo. Parola di Massimiliano Tantillo. Il presidente del circolo di Legambiente chivassese ha preso carta e penna e messo a fuoco quello che andrebbe fatto, forte del fatto che sono trascorsi otto mesi dall’ultima riunione e, se non ci fossero state due lette che la sua associazione, insieme in un caso a Terrasana, nell’altro al Comitato cittadino “in Bici a Chivasso” il prossimo incontro sarebbe avvenuto dopo l’estate, nonostante le diverse criticità ambientali che hanno toccato la “città dei nocciolini”, a partire dalla discarica. Di qui la richiesta che la Consulta venga trattata per quello che è, ovvero uno strumento del consiglio comunale, e la proposta che sia inserito nel suo regolamento l’uso della diretta streaming delle sedute. Nel pacchetto delle richieste ci sono anche quelle di sostanza, oltre che si partecipazione, di essere tenuti al corrente di ogni Conferenza dei Servizi del Comune di Chivasso e che siano convocate sedute straordinarie per la scrittura di eventuali osservazioni, oltre che la consulta possa lavorare alla definizione del Piano regolatore generale comunale e partecipare alla formazione della nuova Commissione edilizia.
L’assessore regionale all’Immigrazione, Monica Cerutti, ostenta tranquillità, dopo avere ha annunciato che il Ministero dell’Interno ha chiesto alle Regioni “un ulteriore sforzo nell’accoglienza dei migranti sul territorio”.tradotto in termini semplici significa che le Prefetture del Piemonte dovranno provvedere all’accoglienza di altre 1.307 persone. Questa la distribuzione nelle province: 523 a Torino, 217 a Cuneo, 159 ad Alessandria, 136 a Novara, 81 ad Asti, 67 a Biella, 65 a Vercelli, 59 a Verbania. In Piemonte le presenze al 22 giugno erano di 4.475 migranti. “Questa nuova ripartizione è stata fatta dal Ministero dell’Interno in un’ottica di riequilibrio delle presenze tra le Regioni – ha detto Cerutti – I numeri sono significativi ma non devono essere strumentalizzati perché la situazione al momento è sotto controllo. Nelle prossime settimane abbiamo intenzione di convocare una riunione con l’Anci per sensibilizzare i sindaci ad ampliare la rete su tutto il territorio, trasformando l’accoglienza da emergenziale in strutturale”. “Ho visitato una struttura di accoglienza ad Orta, dove l’amministrazione comunale è impegnata a creare le condizioni per coinvolgere i propri cittadini/e nel progetto di inclusione – ha proseguito l’assessora – Il nostro obiettivo deve essere aiutare i Comuni accompagnandoli rispetto alle attività di accoglienza, oltre a richiedere che il Governo definisca rapidamente gli incentivi ai Comuni virtuosi. Se in Piemonte tutti i Comuni si dichiarassero disponibili in proporzione ai loro abitanti, potremmo tranquillamente sostenere questi nuovi arrivi”.