redazione il torinese

Pullman diretto a Torino si ribalta, 44 feriti

BUSIl bus era di rientro al nord dopo le vacanze di Natale
   

Era partito da Reggio Calabria verso Torino il pullman che ieri si è ribaltato sull’autostrada’A1′ vicino ad Anagni, al km 609. Il 118 di Frosinone si è occupato dei feriti, 44 in tutto, tre sono in gravi condizioni e 10 persone sono state ricoverate in codice rosso in diversi ospedali della zona. Tra i passeggeri  non c’erano bambini. Il bus era di rientro al nord dopo le vacanze di Natale.

 

(Foto: archivio)
   

Vanelli: "Turismo realtà dell'economia torinese, ma per battere Milano servono più governance e promozione"

Vanellivenaria fonatnaNEBBIA3Di Alberto Vanelli – La nostra è l’unica città, assieme a Firenze, a vantare tre musei nella graduatoria dei dieci più visitati in Italia (Egizio, Cinema e Auto). Venaria, al contempo, è il terzo tra i complessi monumentali più ammirati del Paese, dietro il Colosseo e Pompei, ma molto prima della Reggia di Caserta e di altri importantissimi siti storici

 

La ricerca di Luca Briatore, pubblicata recentemente sul Torinese (link a fine articolo), dimostra che accanto alla qualità urbana, alle strutture ricettive, all’offerta enogastronomica e allo shopping, il vero motore dell’economia turistica torinese sono gli eventi, le mostre e i musei. Secondo una recente indagine, Torino è l’unica città, assieme a Firenze, a vantare tre musei nella graduatoria dei dieci più visitati in Italia (Egizio, Cinema e Auto). Venaria, al contempo, è il terzo tra i complessi monumentali più ammirati del Paese, dietro il Colosseo e Pompei, ma molto prima della Reggia di Caserta e di altri importantissimi siti storici. Un risultato straordinario, se si pensa che, diversamente da Firenze, Roma e Venezia, il capoluogo piemontese non dispone di patrimoni culturali universalmente noti nel mondo. Salvo due, per la verità: la Sindone e l’autoritratto di Leonardo, che però, per esigenze di conservazione, non sono esponibili se non per periodi molto brevi. Sono le idee, evidentemente, a fare la differenza: un investimento continuo nella creatività e nell’innovazione, che ha fatto della città un luogo in cui, come ha affermato Vittorio Sgarbi su queste pagine, c’è sempre una buona ragione per andare, grazie a una serie di importanti appuntamenti che si rinnovano ogni anno.

 

Se tutto questo è vero, però, è lecito chiedersi se non ci si trovi di fronte a un rischio drammatico. Quali potrebbero essere le conseguenze di nuovi tagli ai finanziamenti del comparto culturale che negli ultimi anni hanno visto un calo già molto severo? Le diverse realtà della cultura piemontese – eventi, mostre, manifestazioni, ecc. – hanno  ormai tagliato tutto il tagliabile, razionalizzando spese,  liberandosi dei rami secchi, riducendo spesso l’attività e anche il personale. Certo: qualche possibilità di miglioramento si intravede ancora. Si può fare di più, per esempio, per ciò che riguarda l’incremento dei visitatori di alcuni musei e manifestazioni, coinvolgendo possibilmente energie nuove, magari private e disponibili a correre dei rischi imprenditoriali. Nello stesso tempo, si può continuare il già avviato rinnovamento delle strategie di conduzione di certi istituti ancora troppo legati a un vecchio modello di finanziamento pubblico, che non si poneva il problema del raggiungimento di obiettivi e risultati. È evidente, però, che siamo ormai molto vicini al limite oltre il quale si profila il rischio di un impoverimento strutturale della vita culturale torinese, con tutte le conseguenze che ciò potrebbe arrecare, non solo alla cultura, ma anche all’industria del turismo e all’economia della città.

 

D’altra parte, va anche riconosciuta la straordinaria positività dei risultati che il turismo torinese e piemontese ha raggiunto negli ultimi anni, attivando flussi di persone e di denaro che non molto tempo fa erano assolutamente impensabili. Tanto vale, a questo punto, cedere alla tentazione di puntare ancora più in alto, andando magari a intaccare il primato del turismo milanese, che in questi anni ha conosciuto percentuali di crescita a due cifre.

 

Per fare questo, oltre a fermare il ridimensionamento degli investimenti in cultura, occorrerebbe un perfezionamento della capacità di fare governance, realizzando tavoli e cabine di regia che aiutino i protagonisti del comparto turistico e culturale, ma anche i soggetti che sovrintendono ai servizi di mobilità, a muoversi tutti nella stessa direzione, favorendo lo scambio di idee, la condivisione delle informazioni, la diffusione di messaggi coerenti, la realizzazione di iniziative complementari tra loro. Molto si è già fatto in questa direzione, ma molto si può ancora fare. In primo luogo, una programmazione pluriennale degli eventi e della loro comunicazione, consentirebbe agli istituti culturali di qualificare la loro azione, stipulando alleanze e scambi internazionali di alto profilo per progetti che richiedono una lunga preparazione (mostre, scavi, festival, rassegne, ecc.), evitando di affidarsi esclusivamente alle capacità di relazione di sindaci e assessori, o a soggetti privati e case editrici specializzati nel confezionamento di mostre ed eventi culturali che quasi mai vengono ideati, progettati e prodotti in Piemonte. Sicuramente, poi, la programmazione pluriennale permetterebbe agli operatori turistici di promuovere in tempi adeguati i loro servizi, a partire dalla prenotazione anticipata di voli, treni, camere d’albergo, ecc. Un aspetto non da poco, se si considera che in molti casi i turisti tendono a programmare le loro vacanze con grande anticipo.

 

L’altro versante su cui sarebbe utile investire è l’unificazione del marketing e della comunicazione.

 

Le agenzie che si occupano di promozione turistica territoriale, in particolare – le Agenzie turistiche locali (ATL), oggi piuttosto “separate” – dovrebbero trovare degli spazi di coordinamento che consentano di proporre offerte turistiche non semplicemente locali, ma integrate e a più ampio raggio, tali da permettere al turista che si reca a Torino a vedere il museo Egizio, di prendere in considerazione l’ipotesi di fermarsi un paio di giorni anche nelle Langhe o nel Roero, invece di spostarsi direttamente in Toscana o altrove.

 

Su un altro versante, occorrerebbe rafforzare la comunicazione via web, oggi ancora a bassissimo costo. Molto utile, in quest’ambito, potrebbe risultare un portale unificato del turismo e della cultura piemontese, il più ricco e aggiornato possibile, che consenta di informarsi sul calendario delle iniziative culturali e sui relativi prezzi, sugli hotel, sui musei, sulle partite di calcio, e che permetta di prenotare biglietti, camere d’albergo, abbonamenti e tutto quanto possa essere utile a invogliare il turista a scegliere il Piemonte. Confrontandosi, al tempo stesso, con i consigli e le recensioni degli utenti che sono già stati qui.

 

Un tema a parte, su cui si discute pochissimo, è infine quello della Piemonte Card, la carta che, una volta acquistata, consente ai turisti di visitare gratuitamente, per alcuni giorni, tutti i musei e le mostre in città e in regione. Si tratta, con ogni evidenza, di un eccellente strumento “turistico”, frutto di un’operazione di marketing al servizio del prodotto “Torino e Piemonte”: finalizzato, cioè, alla visita di musei e mostre, ma che punta, al tempo stesso, a incrementare l’attrattività del territorio nel suo complesso, favorendo ovviamente anche i negozi, i ristoranti e gli alberghi. Ciò che a mio avviso non va bene, è che i costi della card ricadano per la maggior parte sulle nostre istituzioni museali, che per ogni ingresso tramite carta si vedono rimborsato, spesso con enorme ritardo, solamente il 50% del prezzo del biglietto. La Piemonte card, insomma, fa sì che il pubblico turistico, che non ha giustificazioni sociali per vedersi riconosciuto uno sconto, riduca la capacità di musei ed eventi culturali di autofinanziarsi, disattendendo così una delle più pressanti sollecitazioni che la pubblica amministrazione rivolge loro. Su questo tema, forse, una volta esaurita la fase di avviamento promozionale, varrebbe la pena di aggiornare qualcosa.

 

Boom turistico a Torino, sesta tra le città d’arte. La competizione è con Milano:

http://www.iltorinese.it/boom-turistico-torino-sesta-citta-darte-in-concorrenza-milano-lombardia/

 

 

Un libro e un film per tutti per promuovere il buon senso

guida felicitaCopie del libro, realizzato in un formato tascabile di 72 pagine, vengono consegnate agli esercizi commerciali maggiormente frequentati di Torino e provincia

 

Riceviamo e pubblichiamo

 

Prosegue l’iniziativa di PRO.CIVI.CO.S. onlus i cui volontari sono impegnati nella distribuzione di una guida scritta da L. Ron Hubbard “per promuovere il buon senso e tutti quei valori ampiamente condivisi, ma in forte declino in una società resa caotica da chi cerca di dividere la gente per favorire interessi particolari.”

 

L’ampia diffusione del libretto sta contribuendo a ridurre i disordini sociali in intere nazioni e comunità a rischio e il fatto di metterne in pratica i semplici suggerimenti su base individuale può costituire un valido supporto alla prevenzione di tensioni sociali e calamità.

 

Copie del libro, realizzato in un formato tascabile di 72 pagine, vengono consegnate agli esercizi commerciali maggiormente frequentati di Torino e provincia, della Valle d’Aosta, dell’astigiano e del cuneese, oppure lasciati nelle buche delle lettere o consegnati a mano ai passanti. 

 

Nella mattinata di giovedì 31 dicembre verrà svolta una distribuzione in zona Centro, tra via Cernaia e Piazza Statuto mentre in via Villar 2, all’angolo con corso Venezia, esiste un punto permanente dove chiunque può ritirare una o più copie della pubblicazione e richiedere la visione gratuita del lungometraggio interamente basato sul libro, intitolato La Via della Felicità. 

Falsa identità per incassare rimborsi Irpef: un arresto e tre denunce

POLIZIA FESTAIn tutta Italia sono state una ventina le vittime, decine di migliaia di euro sottratte

 

I rimborsi Irpef  erano destinati ad altre persone, ma li incassavano tre uomini e una donna, di origine napoletana, – informa l’Ansa – che sono stati individuati dalla polizia postale di Torino. Avevano rubato la comunicazione dell’Agenzia delle entrate ai veri destinatari . Uno dei tre è stato arrestato, gli altri denunciati per sostituzione di persona, falso, uso di sigilli falsi e ricettazione. In tutta Italia sono state una ventina le vittime, decine di migliaia di euro sottratte.

 

(foto: Il Torinese)

Il bilancio 2015? Positivo, dicono Fassino e Chiamparino

chiampafassinoE’ positivo il bilancio tracciato dal presidente Sergio Chiamparino e dal sindaco Piero Fassino nel corso delle tradizionali rispettive  conferenze stampa di fine anno, in Regione e a Palazzo Civico

 

CHIAMPARINO

 

“Nel corso del 2015, primo anno interamente vissuto al governo della Regione, abbiamo ottenuto risultati più che soddisfacenti in tutti i campi”: “E’ stato un anno – ha ricordato Chiamparino – sviluppatosi in un contesto di segnali incoraggianti di ripresa economica in tutti i campi, a cominciare dal turismo, che ha acquisito una forza propulsiva che va sostenuta ed accompagnata. In Giunta è prevalso molto lo spirito di squadra, che ha facilitato la gestione delle attività.”

 

 La prima peculiarità dell’attività amministrativa è stata la sistemazione dei conti della Regione: “Abbiamo trovato i conti in una situazione disastrosa e finalmente siamo riusciti ad approvare un bilancio vero e trasparente, che consentirà di attuare i punti programmatici poggiando su basi stabili e non sulle sabbie mobili. Tutto ciò senza incidere significativamente sul sociale, sulla cultura e sui trasporti, sistemi che vanno comunque riformati, e stanziando i cofinanziamenti necessari per l’avvio della nuova stagione dei fondi europei e le risorse per le Province. La pressione fiscale non aumenta, ed i ritocchi effettuati al bollo auto consentono comunque al Piemonte di essere di gran lunga la Regione che incoraggia i sistemi di propulsione puliti. Significativa anche l’opera di razionalizzazione delle società partecipate, con la speranza che nel 2016 diventi possibile per il CSI una soluzione di politica industriale che aumenti la presenza dei privati”.

 

Altro elemento di soddisfazione è stata la sanità. “Abbiamo messo mano ad una situazione non governata – ha puntualizzato il presidente – e l’abbiamo cambiata anticipando alcune indicazioni del Patto nazionale per la salute, come le modalità di scelta dei direttori delle aziende sanitarie ed ospedaliere, il riordino della rete ospedaliera e territoriale per migliorare la qualità del servizio, l’approvazione dei conti consuntivi 2012, 2013 e 2014. Il nostro obiettivo è uscire dal piano di rientro, che avverrà nei prossimi mesi dopo il via libera ai consuntivi 2015, e poter così disporre liberamente delle risorse”.

 

FASSINO

 

“Nonostante la complessità degli anni che ci siamo lasciati alle spalle e gli influssi della crisi economica più difficile mai incontrata dal dopoguerra, siamo riusciti a tenere in piedi la città e a conservarne il dinamismo che ci permetterà di cogliere i primi già visibili segni di ripresa”. Il sindaco Piero Fassino ha voluto ricordare le difficoltà di una congiuntura sfavorevole incontrata all’inizio della sua esperienza alla guida dell’Amministrazione comunale e il cambiamento di prospettive indotto da una pluralità di nuove vocazioni che si sono via via aggiunte all’identità industriale e manufatturiera tipicamente subalpina.

 

“Sono stati anni difficili – ha ricordato il sindaco – anni di grave crisi che ha portato lacerazioni profonde anche nel tessuto sociale, indotte da una diffusa precarietà del lavoro che ha colpito larghi strati di popolazione e alla parallela stagnazione economica che ha danneggiato il mondo dell’imprenditoria. A questo si sono aggiunte le politiche pubbliche di spending review che hanno messo in crisi le politiche sociali proprio quando la domanda di aiuto era fortemente in crescita. A questo si è aggiunto l’indebitamento consistente della nostra città e i limiti imposti dal patto di stabilità”.

 

Una situazione che ha visto però la città reagire: “Nonostante questo scenario abbiamo tenuto la città in piedi, c’è stata una reazione positiva. Abbiamo investito sulla rigenerazione urbana, a partire dalle periferie; nel sapere e nell’innovazione, facendo perno sul progetto di città della conoscenza; nella cultura e nel turismo, che oggi ci proiettano tra le mete più frequentate dai turisti; nella proiezione internazionale di Torino, a favore di un’immagine di città aperta e cosmopolita. Abbiamo mantenuto i livelli essenziali dei servizi, nonostante tutto”. Tutto ciò accompagnato dal sostegno a tutti quegli investimenti che potevano arginare la crisi e consolidare i percorsi di sviluppo intrapresi. Le risorse sono state recuperate  agendo su dismissioni immobiliari, organizzazione del personale e contratti di servizio. Grazie all’impegno dell’Anci, si è ottenuto un minore vincolo sul patto di stabilità.

 

“Siamo stati tra quelli che hanno creduto alla ripresa dell’industria in città e non hanno ceduto allo slogan che diceva ‘la Fiat lascerà la città’ – ha proseguito il sindaco – nel 2016 ripartirà la produzione a Mirafiori, che tornerà così ad essere il primo stabilimento industriale italiano”.

 

www.regione.piemonte.itwww.comune.torino.it

Sotto la Mole si registra il tutto esaurito negli hotel per il weekend lungo di Capodanno

turistiI dati di queste festività superano quelli dello scorso anno

 

Anche quest’anno Torino risulta tra le mete più ambite dagli italiani e dai turisti stranieri per il weekend di Capodanno. Circa il 90% degli alberghi registra il tutto esaurito, informa Confesercenti e Giancarlo Banchieri, presidente di Assohotel, dichiara all’Ansa che la nostra città esercita sempre più attrazione nei confronti dei turisti. I lettori diano uno sguardo all’inchiesta del Torinese sul turismo sotto la Mole, pubblicata sul nostro giornale, sempre in Prima pagina. I dati di queste festività superano quelli dello scorso anno e l’invito di Confesercenti ai commercianti è di sfruttare l’occasione ed evitare che il primo gennaio la città sia caratterizzata da “serranda selvaggia”

 

(Foto: il Torinese)

"Un giocattolo a tutti"

gioco ocaIniziativa promossa dal presidente della prima circoscrizione Massimo Guerrini

 

Anche quest’anno la Circoscrizione 1 di Torino, per iniziativa del presidente Massimo Guerrini, promuove l’iniziativa “Un giocattolo a tutti”. Si tratta di una raccolta di giochi nuovi o usati che saranno poi destinati ai bambini bisognosi. La raccolta prosegue fino  a venerdì  8 gennaio in via Bertolotti 10. Sono graditi i libri, ma non si raccolgono peluches. I giocattoli devono essere integri e funzionanti.

 

Per info: 0110135126

Fassino e Nosiglia servono i bisognosi alla "Cena dei Mille"

fassino noasiglia cena milleCento in tutto le tavole allestite al Lingotto

 

Erano mille torinesi “in difficoltà” che sono stati serviti a tavola da 170 volontari. Tra questi il sindaco Piero Fassino e l’arcivescovo Cesare Nosiglia. E’ il quinto anno consecutivo, della ‘Cena a Mille’, l’appuntamento promosso dal Banco Alimentare del Piemonte, con la città di Torino, dedicato ai bisognosi. Cento in tutto le tavole allestite al Lingotto. I commensali hanno degustato un prelibato  menù elaborato da una squadra di chef stellati guidata da Marco Sacco.
   

Divisionisti e (poeticamente) individualisti

vecchineLa presenza delle tante opere degli esponenti del Divisionismo fa comprendere come ognuno, pur concorde nel rispetto delle regole, ha dato una interpretazione stilistica individuale dettata dalla propria poetica

 

Da visitare l’esaustiva mostra sul Divisionismo tra Piemonte e Lombardia presso la Fondazione Accorsi-Ometto già di per sé prestigiosa per la straordinaria collezione di mobili Piffetti, cristalli Baccarat, porcellane Meissen, oggetti in oro e argento, dipinti di Boucher, affreschi di Cignaroli. A confronto i molti pittori accomunati dal desiderio di rompere con l’Accademismo per affermare il Neo Impressionismo scientifico che, proseguendo l’impressionismo nell’uso del colore puro, nell’attenzione agli effetti della luce e del colore en plein air, sostituiva l’impressione effimera e momentanea con la rappresentazione meditata e bloccata rifinita in atelier con l’ausilio della fotografia.

 

La presenza delle tante opere degli esponenti del Divisionismo fa comprendere come ognuno, pur concorde nel rispetto delle regole, ha dato una interpretazione stilistica individuale dettata dalla propria poetica.

 

ParcheA conferma il simbolismo misticheggiante nello studio per la Processione” e nell’“Amore per la vita” di Pellizza, il senso di appartenenza alla valle natia nell’”Autoritratto” di Fornara che si ritrae tra le baite di un riconoscibile paesino vigezzino, l’intimismo familiare e sociale di Sottocornola nella deliziosa “ Piccola ricamatrice”, la visionaria inquietudine di Previati nella “ Via del calvario” il simbolismo della montagna e delle madri nel” Alpe di Maggio” di Segantini.

 

E ancora altri artisti tra cui Balla e Boccioni, non ancora futuristi, legati alla divisione del colore. Particolarmente significativo l’accostamento della quattro opere di Morbelli ormai considerato da una condivisa valutazione come uno dei più importanti divisionisti( per Sgarbi il più grande)

 

Sicuramente il più osservante delle teorie ottiche di Chevreul e infaticabile sperimentatore della scomposizione del colore. La perfetta padronanza della tecnica, che qualcuno tra cui lo stesso Vittore Grubicy riteneva irritante e maniacale, non pregiudica l’ispirazione ma è supporto di un’arte dalle varie sfaccettature.

 

Il dipinto “ Vecchine curiose” è indice di un realismo meditativo con accenti sociali, L’” Ave Maria della sera” e le “ Parche” si impregnano d’ ideismo e simbolismo mentre la natura morta “ Tegamino con uova” rivela l’attenzione alla semplicità delle cose quotidiane ma forse anche un omaggio a Velasquez perché Morbelli, pur rivolto al nuovo, teneva sempre in considerazione i grandi dell’epoche precedenti traendone insegnamento come testimonia la “ Via Crucis del Divisionismo” quaderno in cui annotava citazioni di importanti artisti del passato ognuno dei quali depositario di competenze tecniche utili da studiare attentamente.

 

Giuliana Romano Bussola

TESSERA TRASPORTI DISABILI: DANNO E BEFFA

busInterrogazione urgente del Consigliere Regionale Alfredo Monaco (Rete Civica)  rivolta all’assessore Francesco Balocco, sulla nuova tessera per i trasporti disabili (Bip) 

 

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO 

 

I portatori di handicap hanno ricevuto in questi giorni una lettera dell’Assessorato ai trasporti in cui si chiede loro un complesso sistema per il rinnovo della tessera e il pagamento di 15 euro per il rilascio della smart card Bip (biglietto integrato Piemonte).

 

Nella lettera, ci si riferisce al “contenimento dei costi” che “serviranno comunque ad   implementare servizi al mondo della disabilità”: oltre ai 15 euro di versamento, occorre aggiungere il costo del bollettino postale stesso – unico mezzo di pagamento previsto – e il costo di fotografie a colori e spese di spedizione.

 

Inoltre, il beneficiario deve avere una connessione internet ed una discreta abilità alla navigazione online. Infine, si carica di un costo il beneficiario di una agevolazione sociale, cioè si tratta di un ossimoro.

 

Dichiara il Consigliere Regionale Alfredo Monaco: “Per questo nell’interrogazione che ho predisposto, chiedo all’Assessore di specificare nel dettaglio la genesi dei costi della smart card e quali strumenti sono stati adottati per definirne il miglior costo di mercato. Chiedo di specificare quali ragioni e modalità tecniche hanno nei fatti caricato di un ulteriore costo una categoria per la quale si è operata una scelta di sostegno. E naturalmente chiedo quali misure si intendono adottare per rimuovere un costo che appare ingiusto e mortificante verso le persone diversamente abili eventi diritto”.