redazione il torinese

Scrivi le tue parole d'amore al "Torinese"

Messaggi, lettere e parole d’amore: alla persona amata, per un compleanno di amici e familiari, per un anniversario. Saranno pubblicati sul “Torinese”. Invia una mail a edizionibest@libero.it

 

 

CUORE INFRANTOLuca alla sua Elisa

“Amore mio, perchè non hai risposto al mio i-message? Ho fatto qualcosa che non va? scrivimi, ti prego!”

 

Alberto scrive a nonna Luisa

“Ciao nonna, un augurio da me e Frank per il tuo 80° compleanno!”

 

50° per Carlo e Amalia

“Carlo e Amalia festeggiano il proprio 50° anniversario di matrimonio. Tanti anni felici che verranno celebrati da tutta la famiglia Rossi con un grande pranzo a casa di Antonio e Graziella!”giovani cuore

 

Pulce, ritorna!

“Da quando sei scappata da me non è più la stessa cosa. Se pensi che io sia sempre il tuo “più che amico”, fatti viva, Pulce, e io ti accoglierò a braccia aperte”

Enrico

Anziani, occhio al trucco delle monetine!

ANZIANI 25I ladri  gettano a terra alcuni spiccioli  come diversivo e, approfittando della distrazione, rubano le borse

 

I malviventi gettano a terra alcune  monetine come diversivo e, approfittando della distrazione, rubano borse e altri beni. Le vittime preferite sono  gli anziani nei parcheggi dei supermercati. Recentemente lo stratagemma è stato applicato ai danni di vecchietti che facevano la spesa al Bennet di Alessandria. Ma i truffatori sono stati identificati e denunciati dai carabinieri. Si tratta di un uomo e una donna, di 35 e 36 anni scoperti da una cliente che ha visto  la coppia usare il trucco delle monetine per derubare gli anziani.

 

(Foto: il Torinese)

Branciaroli al Carignano con Enrico IV

branciaroliDopo il vecchio mattatore shakespeariano di Servo di scena di Harwood, Il Teatrante di Bernhard e Don Chisciotte di Cervantes, Branciaroli mette in scena per la prima volta un testo di Pirandello

 

Martedì 5 gennaio 2016, al Teatro Carignano di Torino debutterà ENRICO IV di Luigi Pirandello, con la regia di Franco Branciaroli, le scene e i costumi di Margherita Palli e le luci di Gigi Saccomandi. Lo spettacolo è interpretato dallo stesso Branciaroli nel ruolo di Enrico IV e da Viola Pornaro (La Marchesa Matilde Spina), Valentina Violo (Sua figlia Frida), Tommaso Cardarelli (Il giovane Marchese Carlo di Nolli), Giorgio Lanza (Il Barone Tito Belcredi), Antonio Zanoletti (il Dottor Dionisio Genoni), Sebastiano Bottari (Landolfo – Lolo), Mattia Sartoni (Arialdo – Franco), Andrea Carabelli (Bertoldo – Fino), Giovanni Battista Storti (Il vecchio cameriere Giovanni).

 

Enrico IV, prodotto da CTB Centro Teatrale Bresciano/Teatro de Gli Incamminati, sarà replicato al Carignano per la Stagione in abbonamento del Teatro Stabile di Torino Teatro Nazionale fino a domenica 17 gennaio.

 

In bilico tra follia e finzione, tra manipolazione della verità e impossibilità di calarsi nella realtà del mondo, Enrico IV narra la fuga dal reale attraverso il teatro. Dopo il vecchio mattatore shakespeariano di Servo di scena di Harwood, Il Teatrante di Bernhard e Don Chisciotte di Cervantes, Branciaroli mette in scena per la prima volta un testo di Pirandello, scegliendo la crudeltà e la spietatezza di questo dramma sul rifiuto del mondo e delle sue convenzioni. Opera in 3 atti, scritta nel 1921 e rappresentata per la prima volta nel 1922, Enrico IV è uno studio sul significato della pazzia e sul tema del rapporto complesso e inestricabile tra personaggio e uomo, finzione e verità. Pirandello si avvicina alla psicanalisi freudiana dopo la malattia della moglie Antonietta, lunga e penosa discesa nei gironi della follia che influenzerà la produzione del drammaturgo, amplificando i temi della perdita dell’Io e del contrasto tra vita e forma che connotano le sue principali opere. Enrico IV è la recita di una recita: quella di una cavalcata in costume dove i partecipanti scelgono di vestire i panni di un personaggio storico e della sua dama. Il protagonista, che vent’anni dopo la caduta che lo ha fissato nel tempo insieme al travestimento, mantiene il nome del suo personaggio storico, è vittima non solo della follia, ma anche dell’impossibilità di adeguarsi al modus vivendi di chi lo circonda.

 

 

Per RETROSCENA, il progetto realizzato dal Teatro Stabile di Torino Teatro Nazionale con lUniversità degli Studi di Torino/Dams, in collaborazione con Circolo dei Lettori, Torinodanza Festival, Torino Spiritualità e Museo Nazionale del Cinema

al TEATRO GOBETTI (Via Rossini 8 – Torino)

giovedì 7 gennaio 2016, ore 17,30

Franco Branciaroli dialoga con Armando Petrini (DAMS, Università di Torino) su Enrico IV

di Luigi Pirandello.

Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti in sala.

 

 

TEATRO CARIGNANO 5 – 17 gennaio 2016

ENRICO IV di Luigi Pirandello con Franco Branciaroli

e con (in ordine di locandina): Viola Pornaro, Valentina Violo, Tommaso Cardarelli, Giorgio Lanza, Antonio Zanoletti, Sebastiano Bottari, Mattia Sartoni, Andrea Carabelli, Giovanni Battista Storti

regia Franco Branciaroli

scene e costumi Margherita Palli

luci Gigi Saccomandi

CTB Centro Teatrale Bresciano/Teatro de Gli Incamminati

 

 

INFO: Tel. 011 5169555 – Numero verde 800235333

Orari degli spettacoli: martedì 5 gennaio 2016, ore 19.30; mercoledì 6 gennaio, ore 15.30; giovedì 7, venerdì 8 gennaio, ore 20.45; sabato 9 gennaio, ore 19.30; domenica 10 gennaio, ore 15.30. Lunedì 11 gennaio, riposo; martedì 12 e sabato 16 gennaio, ore 19.30; mercoledì 13, giovedì 14 e venerdì 15 gennaio, ore 20.45; domenica 17 gennaio, ore 15.30.

Prezzi dei biglietti

Settore A: Intero € 36,00. Ridotto di legge € 33,00

Settore B: Intero € 30,00. Ridotto di legge € 27,00

Biglietteria del Teatro Stabile di Torino | Teatro Gobetti – via Rossini 8, Torino

Orari: dal martedì al sabato ore 13.00/19.00.

Orari durante le festività: giovedì 24 dicembre dalle 10.00 alle 17.00. Martedì 29, mercoledì 30, giovedì 31 dicembre e sabato 2 gennaio dalle 13.00 alle 19.00. La biglietteria resterà chiusa nei giorni: 25-26-27-28 dicembre 2015 e il 1° e il 6 gennaio 2016.

Vendita on-line: www.teatrostabiletorino.it

 

 

Metro e bicicletta: la loro interconnessione sarà la formula vincente per il futuro di Torino

Torino_Linea2 metroLORUSSO“La conversione delle strutture industriali dismesse  rappresenta l’elemento nevralgico degli sforzi che vedranno impegnata Torino nei prossimi vent’anni. Il futuro della nuova Torino è da ricercare nello sviluppo immobiliare e, in particolare, nella trasformazione dell’area Nord. Si stanno progettando la trasformazione della Continassa e della Spina 4, in corrispondenza di via Cigna”

 

La strategia di trasformazione urbanistica e la sua interconnessione con il trasporto pubblico: questa la formula vincente nei prossimi 20 anni a Torino. Questa è la convinzione dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Torino, Stefano Lo Russo, che ritiene che l’infrastruttura pubblica e il trasporto pubblico debbano essere gli assi privilegiati del modello di trasformazione urbanistica di una città.

 

“La conversione delle strutture industriali dismesse – precisa l’assessore Lo Russo – rappresenta l’elemento nevralgico degli sforzi che vedranno impegnata Torino nei prossimi vent’anni. Il futuro della nuova Torino è da ricercare nello sviluppo immobiliare e, in particolare, nella trasformazione dell’area Nord. Si stanno progettando la trasformazione della Continassa e della Spina 4, in corrispondenza di via Cigna”.

 

“Ma il reale futuro urbanistico di Torino – spiega Stefano Lo Russo – passerà attraverso la progettazione della linea 2 della metropolitana, che servirà da collegamento con i quartieri Rebaudengo e Mirafiori, e attraverserà tutta la città. Si tratterà di una metropolitana di ultima generazione che intercambiera’ con la linea 1 a Porta Nuova. Il 21 ottobre scorso la giunta comunale ha approvato la delibera per redigere il bando di gara per la progettazione della linea, utilizzando le risorse del Decreto Ministeriale Sblocca Italia. Alla Città di Torino è stato assegnato un finanziamento di 10 milioni di euro per il progetto della linea 2. Verrà indetta una gara internazionale d’appalto,  in cui si chiederà ai progettisti di fornire anche uno scenario economico per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione del progetto”.

 

“Anche se il costo definitivo dell’opera verrà definito sulla base del progetto – prosegue Lo Russo – sulla scorta di uno studio risalente al 2008, era stato ipotizzato uno costo di circa 1 miliardo e 185 milioni di euro.  Sull’attuale linea 1 della metro è stato registrato un afflusso molto alto di passeggeri, pari a 40 milioni l’anno,  e, per questa ragione, cioè per facilitare l’intermodalita’ dei servizi metro, è stato previsto il loro interscambio lungo il tracciato.

 

La linea 2 della metro è stata suddivisa in 4 lotti: il primo Rebaudengo- Scalo Vanchiglia,  il secondo Cimitero- Parco Zappata,  il terzo Zappata- Porta Nuova e il quarto Porta nuova – Scalo Vanchiglia. Si affiancheranno anche tre varianti che daranno la possibilità di usufruire del servizio metropolitano anche vicino al Polo universitario Einaudi, allo scalo Pescarito a San Mauro Torinese, e, a Sud, verso piazza Caio Mario e Bengasi. La tratta dovrà essere completamente accessibile alla modalità ciclabile”.

 

“Il futuro delle nuove aree metropolitane – precisa l’assessore Lo Russo – passa proprio attraverso l’interconnessione tra metropolitana e bicicletta, per un trasporto sostenibile e ecologico. La linea 2, di 4 km circa di estensione, avrà una durata di percorrenza di 8 minuti e 7 fermate che riguardano il lotto 1. Il capolinea a Rebaudengo, fermate intermedie, tra cui Regina Margherita, Castello,  Solferino, Vittorio Emanuele, Stato Uniti e Politecnico,  per poi approdare al Cimitero Parco e in piazza Bengasi”.

 

Nell’indirizzo dello sviluppo urbanistico di Torino figura anche uno strumento prezioso di lavoro,  l’ Urban Center, nato nel 2005 per “presidiare e supportare i progetti di trasformazione di Torino e dell’area metropolitana”. A vent’anni dall’approvazione del piano regolatore studiato dagli architetti Vittorio Gregotti e Augusto Cagnardi, l’Urban Center ha messo a punto dei progetti per far conoscere i cambiamenti urbanistici avvenuti a Torino, raccontando politiche e strumenti nelle pianificazioni di cambiamento della città. Nel 2014 il direttore dell’Urban Center, Carlo Olmo, e il suo vice Antonio De Rossi sono stati sollevati dall’incarico e la reggenza è stata affidata a interim al direttore del Settore Urbanistica del Comune di Torino, Paola Virano,  tecnico di fiducia dell’assessore Lo Russo. Si è pensato che questa scelta da parte dell’Assessorato rispondesse alla volontà di rendere più stringente il suo rapporto con un’associazione come Urban Center, nata come autonoma e ora rispondente direttamente all’amministrazione cittadina. Tuttavia il lavoro che in questi anni Urban Center ha compiuto è stato assolutamente positivo. La percezione del cambiamento urbanistico di Torino presso i cittadini è stata monitorata e studiata esaminando campioni online e anche direttamente,  con interviste avvenute su campioni scelti presso alcuni tra i luoghi più significativi del cambiamento. Ne è emersa una valutazione positiva riguardante tre parametri: la rinascita dell’offerta culturale, l’attrattivita’ turistica e la vivibilità complessiva in città.

 

Mara Martellotta

Buon 2016 da Tirana, la Barcellona dei Balcani!

Nella piazza è stato allestito un palco dove a suon di musica migliaia di persone (tra la folla anche molti connazionali ) sono stati accompagnati sino allo scoccare della mezzanotte del nuovo anno. Al concerto hanno partecipato i migliori cantanti e gruppi di musica albanese moderrna , come Bushpepaj Eugene, Marsela Çibukaj, Kamela Islamaj

Tirana ha festeggiato l’arrivo del 2016 con uno spettacolo pirotecnico straordinario ,degno di un festival dei fuochi d’artificio . La nuova piazza dedicata a Madre Teresa di Calcutta ( la santa di origine Albanese ) era illuminata con luci e addobbi natalizi , Il nuovo sindaco non ha badato a spese come amministrazione e ha reso Tirana degna di essere tra le capitali europee emergenti.

Nella piazza è stato allestito un palco dove a suon di musica migliaia di persone (tra la folla anche molti connazionali ) sono stati accompagnati sino allo scoccare della mezzanotte del nuovo anno. Al concerto hanno partecipato i migliori cantanti e gruppi di musica albanese moderrna , come Bushpepaj Eugene, Marsela Çibukaj, Kamela Islamaj.

Il concerto ha avuto inizio alle 22.30, da subito l’atmofestera si e’ riscaldata a festa grazie alle musiche ritmate balcaniche , quasi le stesse che in contemporanea rissuonavano a Torino tra via Roma e piazza Castello nel concerto organizzato dalla municipalita’ torinese. In modo casuale la musica ha unito due citta lontane e con culture diverse ,Torino e Tirana.

Anche quest’anno molti Italiani hanno passato il capodanno a Tirana ,sempre piu’ giovani vengono attirati in questo paese ,che sta facendo passi da gigante per entrare in Europa. La grande accoglienza degli albanesi , la convenienza degli hotel e dei ristoranti , la voglia di fare di piu’ , anche quest’anno hanno reso Tirana appetibile per passarvi il capodanno. Il divertimento a Tirana è paragonabile al clima festoso di Barcellona , tutto merito della globalizzazione.

Da Tirana

P. Petromilli

Almeno quattro feriti per i botti del San Silvestro torinese

fuochiI carabinieri raccomandano  di non raccogliere oggetti potenzialmente esplosivi e di chiamare  il 112 in caso di avvistamento

 

Sono almeno quattro le persone finite in ospedale, compresi un ragazzo ferito a volto e mani e una ragazza, entrambi 14enni. Notte intensa per i  vigili del fuoco che hanno effettuato  una quarantina di interventi. Un giovane, informa l’Ansa, ha raccolto da terra un petardo inesploso che poi gli è scoppiato  tra le mani, a Borgo Vittoria. I carabinieri raccomandano  di non raccogliere oggetti potenzialmente esplosivi e di chiamare  il 112 in caso di avvistamento.

Botti selvaggi, nonostante il divieto sotto la Mole la notte di San Silvestro è stata "esplosiva"

BOTTI ALESSI1BOTTI ALESSI 3BOTTI ALESSI 2BOTTI ALESSI 6BOTTI ALESSI 8La questione viene sollevata da Patrizia Alessi e Maurizio Marrone di Fratelli d’Italia, che annunciano interpellanze in Comune

 

Anche quest’anno era in vigore il divieto di esplodere petardi e botti vari, come cita il  Regolamento per la tutela ed il benessere degli animali in città, all’articolo 9 comma 23: “E’ vietato su tutto il territorio del Comune di Torino, fare esplodere petardi, botti, fuochi d’artificio e articoli pirotecnici in genere. L’attivazione di petardi, botti, fuochi d’artificio e simili può configurarsi come maltrattamento e comportamento lesivo nei confronti degli animali come previsto dallo stesso articolo 9 comma 1, e comporta quindi responsabilità dei trasgressori. Eventuali autorizzazioni in deroga saranno valutate dalla Città. Le sanzioni prevedono multe da 25 a 500 euro e il rischio di una denuncia penale per il reato di maltrattamenti agli animali”.

 

Oltre che il divieto del Regolamento N.221 di Polizia Municipale il Regolamento di Polizia Municipale all’art.48 ter Utilizzo e vendita di prodotti pirotecnici  cita: 1. E’ tassativamente vietato far esplodere botti o petardi di qualsiasi tipo:

 

a)      in tutti i luoghi, coperti o scoperti, pubblici o privati, in cui si svolgono manifestazioni pubbliche o aperte al pubblico, di qualsiasi tipo; gli organizzatori responsabili delle iniziative dovranno affiggere appositi cartelli pubblicizzanti il divieto ed assicurare, con proprio personale, un’assidua sorveglianza, per il rispetto di quanto sopra, avvertendo tempestivamente, se del caso, le forze dell’ordine;

 

c)       in tutte le vie, piazze ed aree pubbliche, ove transitano o siano presenti delle persone.

 

2.       La vendita negli esercizi commerciali abilitati è consentita esclusivamente nel rigoroso rispetto dei limiti e delle modalità stabilite dalla legge, con particolare riguardo al quantitativo massimo che può essere detenuto presso ciascun punto vendita, all’etichettatura e alle norme poste a tutela dei minori; in caso di accertata inosservanza, il Comune, valutata la gravità dell’infrazione, potrà disporre, in aggiunta alle altre sanzioni e all’eventuale sequestro della merce irregolarmente venduta, il divieto di prosecuzione della vendita.

 

3.         In considerazione del particolare rischio che si potrebbe configurare è tassativamente vietato il commercio in forma itinerante di artifici pirotecnici.

 

Nonostante il divieto, però,  i botti si sono visti e sentiti in tutta Torino, oltre che essere venduti in banchetti posti ad esempio in Via Roma e a Porta Palazzo. La questione è sollevata da Patrizia Alessi, Capogruppo Fratelli d’Italia  in Circoscrizione 7, che denuncia: << In  Piazza Castello , in via Roma, Piazza San Carlo, e in altre vie nella notte di Capodanno c’era una distesa di rimasugli di petardi, anche a poche decine di metri dal palco di Piazza San Carlo e addirittura fuochi d’artificio in Piazza San Carlo, oltre che un quantitativo enorme di bottiglie tra cui tante rotte e quindi pericolose, bottiglie anche vendute da abusivi che indisturbati vendevano in mezzo alla gente. Anche in  Borgata Aurora (compresi i Giardini Alimonda e Madre Teresa ) e Porta Palazzo  non è andata meglio e per diverse ore i botti sono stati forti e continuativi. I cittadini incontrati stamane per le vie limitrofe a corso G. Cesare erano indignati dalla situazione, e anche dalle pagine di Facebook si possono leggere vari commenti sui botti sentiti per ore. L’anno scorso nel territorio della Circoscrizione 7 e in tutta la Città non ci sono state multe nonostante gli innumerevoli botti esplosi, chiederò anche quest’anno con un’Interrogazione nel Consiglio della 7 se vi sono state delle sanzioni…..ma da quello che si vede stamane sembra che il territorio sia stato abbandonato. A cosa serve scrivere Regolamenti se poi non si attuano? >>

 

Interpellanze in Comune sullo stesso tema saranno presentate anche dal Capogruppo FDI  in Sala Rossa Maurizio Marrone, che aggiunge <<Sono anni che il Comune perde il controllo del proprio territorio a Capodanno: un fenomeno quello dei fuochi artificiali dei privati cittadini che cresce di pari passo con il disimpegno dell’Amministrazione Comunale verso i festeggiamenti natalizi organizzati. Di questo passo Torino gareggerà con Napoli nel triste primato dei botti abusivi e pericolosi>>.

Al Mao di Torino le impressioni giapponesi dialogano con Monet

monet mole 

L’artista impressionista fu profondamente affascinato dall’arte e dalla filosofia giapponese,  di cui le ninfee e il giardino di Giverny sono una testimonianza

 

Il Mao di Torino, in occasione della mostra su Monet ospitata alla Gam di Torino, apre una importante finestra sulle influenze artistiche tra Giappone e Francia nell’Ottocento e sul ruolo del cosiddetto giapponismo nella Francia dell’epoca. Dal 10 novembre al 31 gennaio prossimo sarà visitabile un’inedita esposizione di stampe e dipinti giapponesi. Le riproduzioni di alcune opere di Claude Monet (1840-1926), attualmente esposte alla Gam, dialogheranno con 14 stampe e 2 dipinti giapponesi provenienti da una collezione privata torinese. La maggior parte delle opere sono di Utawaga Hiroshige, un pittore paesaggista giapponese vissuto nella prima metà dell’Ottocento e considerato, insieme a Kitagawa Utamaro e Katsushika Hokusai, uno dei principali innovatori della xilografia giapponese. È stato uno dei primi artisti ad essere apprezzato dagli Impressionisti in Europa.

 

La grande passione di Monet per l’arte giapponese viene di solito ricondotta a diversi suoi quadri famosi, quali le serie dedicate alle ninfee e ai ponti, e trova conferma nella collezione di oltre 230 stampe giapponesi che l’artista esibiva nella sua abitazione a Giverny. Nel Salon Blue della sua villa era presente, infatti, la “Grande onda al largo di Kanagawa” del celebre Hokusai, di cui il Mao possiede una copia, che esibirà al pubblico, per ragioni conservative, solo fino al 22 novembre. Monet fu appassionato dalla particolare filosofia di vita dei maestri giapponesi, in comunione panteistica e spirituale con la natura, percependo l’esistenza di una risonanza cosmica che abbraccia il creato intero.

 

Il Giappone divenne per Monet quello fu l’Africa per Picasso e l’Oriente per Matisse. La summa della suggestione giapponese fu il suo giardino di Giverny,  con i suoi vialetti nascosti, i salici piangenti, il ponte giapponese sullo stagno delle ninfee, i fiori dalla mille sfumature. Le ninfee divennero, per l’artista impressionista, le icone di un pensiero al di là del dipinto, una visione astratta della natura. Monet, influenzato profondamente dall’arte giapponese, come bene ha osservato Andre’ Masson, seppe far saltare tutte le barriere e demolire l’idea stessa di forma che aveva dominato per millenni. Il mondo fluttuante dell’ukiyo-e e l’estetica orientale impressionarono a tal punto i grandi artisti europei, che a partire dal 1872 fu coniato il termine “japonisme” per descrivere questa nuova tendenza. L’esposizione rappresenta un interessante excursus attraverso le grandi trasformazioni estetiche e stilistiche dell’arte ottocentesca, in un continuum di rimandi visivi tra le opere giapponesi e impressioniste.

 

 Mara Martellotta

 

Mao, Museo d’arte Orientale,  via San Domenico 11.

Tel. 0114436928

 

(foto: Lorenzo Carrus)

Prima neve in Piemonte nelle prossime ore a bassa quota

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Deboli nevicate sulle Alpi Marittime, Liguri e Cozie in serata

 

Leggere piogge soltanto nell’Astigiano e nel Cuneese  nelle scorse ore. ma la perturbazione della sera di Capodanno, secondo le previsioni dei meteorologi dell’Arpa, dovrebbe portare deboli nevicate sulle Alpi Marittime, Liguri e Cozie in serata. Invece sabato 2 gennaio sono previste precipitazioni diffuse, con quota neve a 300 metri, a quote anche inferiori su Astigiano, Vercellese, Novarese ed Alessandrino.

 

(Foto: il Torinese)