redazione il torinese

Noseda vola negli Usa alla National Simphony Orchestra

nosedaMa il direttore continuerà a lavorare anche per il teatro torinese

 

Il direttore musicale del Teatro Regio,  Gianandrea Noseda è il nuovo direttore musicale della National Symphony Orchestra di Washington. Il maestro ha 51 anni e dal 2007 è direttore musicale del Regio. Il suo nuovo ruolo inizierà nella stagione 2016-17 e il suo contratto durerà fino al 2020-21, come ha annunciato l’orchestra americana. Ma il direttore continuerà a lavorare anche per il teatro torinese con il quale, si è premurato di rassicurare, intende aumentare le iniziative per il rafforzamento culturale di Torino.

Giovani piemontesi alla "corte" di Gualtiero Marchesi

iaris artusiUna competizione alla quale hanno preso parte 60 istituti alberghieri di tutta Italia promossa dal Consorzio Tutela Taleggio e da Alma la scuola internazionale di cucina italiana

 

Dall’Istituto alberghiero Artusi  di Casale Monferrato alla “corte” di Gualtiero Marchesi, nume tutelare della cucina italiana. Lorenzo Damosso, astigiano, allievo dell’Istituto casalese – frequenta la classe quinta Sala/Vendita, docente Maria Grazia D’Acunzo – è finalista nella sezione Sala del terzo concorso nazionale “Il Talento del Taleggio, i talenti di Alma”. Si tratta di una competizione alla quale hanno preso parte 60 istituti alberghieri di tutta Italia promossa dal Consorzio Tutela Taleggio e da Alma la scuola internazionale di cucina italiana, promossa e fondata da Gualtiero Marchesi. Obiettivo del concorso è valorizzare la conoscenza del prodotto tipico e di arricchire le competenze degli studenti per elevare la qualità della didattica e promuovere, in ambito scolastico il “Made in Italy” anche nel settore turismo. Lorenzo Damosso, che ha lavorato “in squadra” con l’alessandrino Marco Baretta, superata la prima fase ha preso parte alle semifinali che si sono svolte presso la Reggia di Colorno. Qui ha presentato, come vuole il regolamento del concorso, una proposta di “carta dei vini in abbinamento con il Taleggio” che è piaciuta molto alla giuria, al punto che lo ha selezionato per affrontare la finale a due – che si terrà il 29 gennaio 2016 a Torino,  all’Istituto alberghiero Giolitti, vincitore della passata edizione, a dimostrazione della qualità della scuola alberghiera piemontese  –  con una studentessa dell’Istituto “Ballerini” di Seregno. “Comunque vada è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere nel lavoro e nella mente” dice Lorenzo, mentre Marco, l’altro componente del team parla di “bellissima esperienza che mi ha arricchito e fatto approfondire il settore del vino”. Compagni di classe e di banco, entrambi lavorano nei fine settimana alla “Commedia della pentola” a Lu Monferrato ed hanno in comune, oltre alla passione per l’enologia, anche quella del “Sudoku” (con qualche piccola disperazione del professore di diritto).

 

Massimo Iaretti

“Una dorsale protettiva” con il Controllo del Vicinato

vicinato iarDalla Collina Torinese attraverso la Valcerrina sino a Casale Monferrato

 

Una “dorsale protettiva” che parta dalla collina torinese per proseguire lungo la Valcerrina ed arrivare a Casale Monferrato, con l’utilizzo del Controllo del Vicinato, il sistema di deterrenza passiva e coesione sociale. A propora nel corso dell’incontro “Villamiroglio Sicuro – Il miglior antifurto è il tuo vicino” che si è svolto nella sala consigliare del municipio di Villamiroglio, sono stati Massimo Iaretti, referente regionale dell’Associazione Controllo del Vicinato (e consigliere comunale a Villamiroglio e dell’Unione dei comuni della Valcerrina) e  Ferdinando Raffero, referente per la Città metropolitana di Torino dell’Associazione e consigliere comunale a San Mauro Torinese. Qui il sistema è stato adottato, su impulso di  una sua mozione,e ha dato risultati positivi, in collaborazione con le forze dell’ordine, come evitare la spaccata di una parafarmacia che era stata più volte oggetto di furti o individuare un vandalo che aveva danneggiato una cancellata. La serata è stata introdotto dal sindaco Paolo Monchietto che ha sottolineato come il consiglio comunale abbia approvato una delibera in questo senso, su proposta del gruppo di minoranza Progetto Villamiroglio, ed evidenziato come già in precedenza ci sia sempre stata una particolare attenzione da parte dei cittadini per movimenti di mezzi o di persone sospette in un paese che conta diverse borgate anche isolate. E recentemente proprio il senso civico di un cittadino ha impedito il probabile furto di una moto. All’incontro hanno preso parte anche alcuni amministratori della Valcerrina, il vice sindaco di Moncestino, Adriano Brusa, il sindaco di Cerrina, Aldo Visca e Paolo Lavagno, sindaco di Ponzano Monferrato, primo comune della Provincia di Alessandria ad adottare il sistema, che ha confermato come “la popolazione continui a partecipare all’iniziativa” e spiegato come possa essere utile, ma non risolutivo, l’utilizzo della tecnologia, quale whattsapp. App e cellulari,

non sono utilizzati da tutti e per gli anziani devono essere previste modalità di avviso più tradizionali, come la catena telefonica o quello diretto. Resta il fatto che – fondamentale la collaborazione con le forze dell’ordine – un’area sempre più estesa dove il potenziale ladro o truffatore sa di non passare inosservato avrebbe un maggiore effetto deterrente. Di qui la previsione di diversi incontri sul territorio, sin dall’inizio del 2016

 

 

Massimo Iaretti

Referente Piemonte

Associazione Controllo del Vicinato

 

Ufficio Stampa

Associazione Controllo del Vicinato

Folla ai funerali di Angela ed Elisa, la mamma e la piccola morte all'ospedale torinese

angela funeraliNella chiesa di S. Monica, alla cerimonia funebre hanno partecipato circa  500 persone. “Quando accadono queste tragedie è difficile parlare di fede”

 

Una gran folla ai funerali di Angela Nesta, la donna di 39 anni, morta durante il parto della figlia Elisa, la settimana scorsa all’ospedale Sant’Anna di Torino. La bara conteneva le salme di mamma e figlia, ed era ricoperta di fiori bianchi. Nella chiesa di S. Monica, alla cerimonia funebre hanno partecipato circa  500 persone. “Quando accadono queste tragedie è difficile parlare di fede. Portate un macigno davvero difficile da sopportare”. Sono le parole del parroco, don Daniele D’Aria, rivolte ai genitori della donna e al suo compagno Francesco Scarlata.

 

Intanto, secondo il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin: “Non risultano responsabilità dirette dell’Ospedale Sant’Anna” in relazione alla recente morte della mamma e della bimba durante il parto, presso il nosocomio torinese. Così ha detto, dopo l’indagine degli ispettori ministeriali, il ministro Lorenzin sul caso della partoriente morta a Torino. Ha aggiunto :”stiamo anche investigando sulla fase precedente all’arrivo in ospedale, di questa come delle altre puerpere. Probabilmente c’è necessità di un rafforzamento del monitoraggio e la sorveglianza di gravidanze che possono essere a rischio sul territorio”.

 

Per una bugia picchia la convivente: arrestato

POLIZIA CROCETTALa donna era “colpevole” di aver passato la serata in discoteca raccontandogli invece di essere stata al lavoro

 

Ha colpito più volte alla testa la convivente con un bicchiere e le ha fatto perdere i sensi. La donna era “colpevole” di aver passato la serata in discoteca raccontandogli invece di essere stata al lavoro. Lui è’ un cittadino marocchino di 30 anni, che abita a Torino nel quartiere Dora: è stato arrestato dalla polizia per tentato omicidio. La donna, di 32 anni, è stata trasportata all’ospedale Maria Vittoria dove si trova in prognosi riservata, ma non in pericolo di vita. L’uomo, informa l’Ansa, aveva aperto la porta di casa agli agenti di polizia sporco di sangue.

 

(Foto: il Torinese)

Il ministro Lorenzin: "Il Sant'Anna non ha colpe" per la morte di mamma e bimba

Ma bisogna rafforzare il monitoraggio sulle gravidanze

ANGELA NESTASecondo il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “Non risultano responsabilità dirette dell’Ospedale Sant’Anna” in relazione alla recente morte della mamma e della bimba durante il parto, presso il nosocomio torinese. Così ha detto, dopo l’indagine degli ispettori ministeriali, il ministro Lorenzin sul caso della partoriente Angela Nesta morta a Torino. Ha aggiunto :”stiamo anche investigando sulla fase precedente all’arrivo in ospedale, di questa come delle altre puerpere. Probabilmente c’è necessità di un rafforzamento del monitoraggio e la sorveglianza di gravidanze che possono essere a rischio sul territorio”.

Breviario mediterraneo

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mediterraneo1Leggerlo equivale a sfogliare le pagine di un dizionario di gerghi, espressioni, idiomi

 

Più che un libro è una finestra spalancata sul Mediterraneo, sui moli e le banchine, sulle sagome delle chiese e l’architettura delle case, sui fari delle coste e gli itinerari delle carte nautiche. Leggerlo equivale a sfogliare le pagine di un dizionario di gerghi, espressioni, idiomi.  Nel suo “Breviario mediterraneo”, Predrag Matvejević ricostruisce pazientemente la storia di una parola – “Mediterraneo” – e rievoca gli infiniti significati che essa include, guidando il lettore alla scoperta della sua geografia, dei saperi – concreti, importanti – della cultura dell’olivo e il diffondersi di una religione, le tracce permanenti della civiltà araba ed ebraica, le parlate che cambiano nel tempo e nello spazio. Matvejević ,nato a Mostar, in Erzegovina, da madre croata e padre russo, impegnato intellettuale, docente universitario a Zagabria, alla Sorbona di Parigi e alla Sapienza di Roma,  raffinato e cosmopolita, in “Breviario mediterraneo” ha scritto pagine memorabili.  Claudio Magris, che ne ha curato la presentazione, l’ha definito  “trattato poetico- filosofico, romanzo post-moderno, portolano, diario di bordo” . Il libro, uscito per la prima volta nel 1987 e arricchitosi nel tempo, edizione dopo edizione, riassume storia, geografia, culture di questo mare e dei Paesi che lo circondano. Parla del Mediterraneo non come “un mare, ma un susseguirsi di mari. Non una civiltà, ma una serie di civiltà accatastate le une sulle altre”.  

 

Il testo è diviso in tre parti: Breviario – Carte – Glossario; attraverso esse l’autore rievoca, scandagliando documenti e informazioni, le usanze, le caratteristiche di questi luoghi descrivendone il tempo atmosferico, le giornate con le albe, i crepuscoli e poi i mille e mille aspetti: dalla natura delle nuvole alle correnti e alla spuma marina, dalle onde ai venti che le originano, dalle isole, luoghi di raccoglimento e quiete, ai porti, ai moli ed ai modi in cui le navi vi si accostano. Dalle pagine esce l’odore del mare, si percepiscono onde e risacche, si studiamo le rose dei venti, s’incontrano coralli e  saline; e poi le ceramiche, gli ex voto, il vino e l’olio ,le preghiere della sera e i nomi delle strade e degli angiporti e i viaggi avventurosi delle parole e delle loro trasformazioni da un popolo all’altro nel tumulto delle civiltà. Il Mediterraneo di Predrag Matvejević è anche il mare delle tempeste dei conflitti, dei viaggi dei migranti in fuga da guerre e miseria, ma soprattutto il mare delle culture che si sono incontrate e si sono sovrapposte tra loro come un groviglio e una mescolanza di dialetti. Sarà pur vero che è chiuso tra le sue coste, ma forse è davvero “il mare più ricco e più libero del mondo”. 

 

Marco Travaglini

 

FVCG: IL BATTITO DEL VECCHIO CUORE GRANATA TRA LE PAGINE DI UN LIBRO

cuore granata 2toro flagGli autori, entrambi tifosi granata da anni e con esperienza pregressa nel mondo della letteratura (ricordiamo che Flavio Pieranni ha già pubblicato con la Bradipolibri i volumi “CuriosiToro” e “Gridalo forte”, mentre Luca Turolla è stato dapprima libraio e poi editore lui stesso a partire dal 1999), ci spiegano perché hanno utilizzato un acronimo come titolo del libro

 

FVCG. Un acronimo senza senso, per alcuni. Per molti, quattro lettere che racchiudono in sé un significato profondo, prezioso, denso di passione: Forza Vecchio Cuore Granata. Questo è anche il titolo scelto per il primo dizionario enciclopedico del Grande Torino, scritto da Flavio Pieranni e Luca Turolla ed edito da Bradipolibri. Un libro unico nel suo genere, comprendente oltre 200 foto  d’epoca e più di 1250 voci che, in ordine rigorosamente alfabetico, ripercorrono la storia della squadra degli Immortali.

 

Il volume, che si inserisce all’interno della collana dedicata allo sport accanto ad altri 13 titoli riguardanti il Toro, è stato presentato dagli autori stessi   presso il “Capriccio Bar – Piatto Sprint” di via Filadelfia 41, già teatro di numerose altre iniziative. E quale location migliore, visto che il locale sorge proprio di fronte allo stadio Filadelfia, che ha visto giocare quegli uomini straordinari di cui il libro racconta?

 

Gli autori, entrambi tifosi granata da anni e con esperienza pregressa nel mondo della letteratura (ricordiamo che Flavio Pieranni ha già pubblicato con la Bradipolibri i volumi “CuriosiToro” e “Gridalo forte”, mentre Luca Turolla è stato dapprima libraio e poi editore lui stesso a partire dal 1999), ci spiegano perché hanno utilizzato un acronimo come titolo del libro

 

cuore granata3“ Perché è l’unico acronimo utilizzato per una squadra che abbia connotazioni positive”, dicono, ed in effetti la mente non può che correre al poco lusinghiero ACAB (All Cops Are Bastards, ovvero tutti i poliziotti sono bastardi) utilizzato dagli Hooligan a partire dagli anni ’70.

 

E’ un libro ricco di aneddoti, curiosità e particolari sconosciuti ai più, scritto, spiegano ancora gli autori “…per raccontare in modo originale il Grande Torino, per esaltare il lato sportivo, ma anche quello sociale e storico, e per rimarcare che il Grande Torino non è solo patrimonio della Città e del tifo granata, ma di tutta Italia…”

 

Il lavoro di ricerca è stato estenuante ma appassionante al contempo, raccontano, ed è stato necessario scandagliare attentamente talmente tanti giornali d’epoca e libri da rendere impossibile riportare le fonti in appendice (per chi lo volesse, esse possono essere richieste inviando una mail a fvcg@bradipolibri.it, indirizzo al quale inoltre si possono inviare ulteriori aneddoti riguardanti gli Immortali).

 

Presenti alla serata anche la sig.ra Carla Maroso, moglie del compianto Virgilio, che ha raccontato del primo incontro col Campione che in seguito sarebbe diventato suo marito; Umberto Motto, primo capitano del Torino dopo la tragedia di Superga; Salvatore Lo Presti, collaboratore delle quattro testate giornalistiche sportive italiane ed autore del primo libro sul Grande Torino.

 

“ E’ un libro che merita di stare sul comodino dei veri tifosi granata” dice Lo Presti in merito all’opera di Pieranni e Turolla. E, forse, sul comodino di qualsiasi amante dello sport, indipendentemente dai colori della fede calcistica.

 

… Essere del Toro non è una scelta di vita. È piuttosto una scelta che la vita ha fatto su di te, affidandoti il compito prezioso e meravigliosamente romantico di tramandare una storia senza paragoni nello sport mondiale. Questo libro è stato scritto esattamente per questa ragione. Questo libro è custode di un fuoco sacro accesosi il 4 maggio 1949 fra i rottami di un aeroplano e che ogni singolo tifoso del Toro è chiamato a non far spegnere mai.”

 

(dalla prefazione a cura di Mauro Berruto, CT della squadra nazionale italiana di pallavolo dal 2011 al 2015 e medaglia di bronzo ai Giochi Olimpici di Londra 2012)

 

 

Chiara Mandich

La memoria di Bruno Caccia a Ceresole d'Alba dove il magistrato aveva profondi legami

bruno cacciaLa municipalità di questo comune del Roero, al confine con la Città Metropolitana di Torino (Carmagnola è a breve distanza) negli anni gli ha dedicato gli impianti sportivi, qui si sono tenute alcune commemorazioni, e a parlare di lui è venuto anche Giancarlo Caselli, che negli anni gli è succeduto alla guida della procura torinese

 

L’arresto del sessantaduenne, panettiere nella borgata Parella di Torino, originario di Gioiosa Jonica, in quanto sospettato di essere il presunto assassino di Bruno Caccia, è rimbalzata su tutti i media nazionali e non. Sarà ora la Giustizia a dover fare il proprio corso e gettare così piena luce sull’omicidio del procuratore della Repubblica di Torino avvenuto il 26 giugno del 1983, in quello che, in un primo tempo (si era nel pieno degli “Anni di piombo”) sembrò un delitto legato al terrorismo, ma che successivamente si rivelò come deciso dalla ndrangheta. Oltre a Torino c’è un altro luogo dove la notizia dell’arresto del presunto omicida ha avuto un notevole rilievo, ed è Ceresole d’Alba. Qui la sua famiglia aveva (ed ha tuttora) un casa, dove il magistrato si recava spesso e aveva forti legami.

 

E qui tornano spesso i familiari. I suoi figli, Paola, Cristina e Guido, infatti, non hanno mai cessato di chiedere che venga fatta completamente luce sul delittuoso fatto che gli portò via il padre, in una giornata di fine luglio di tanti anni fa. La municipalità di questo comune del Roero, al confine con la Città Metropolitana di Torino (Carmagnola è a breve distanza) negli anni gli ha dedicato gli impianti sportivi, qui si sono tenute alcune commemorazioni, e a parlare di lui è venuto anche Giancarlo Caselli, che negli anni gli è succeduto alla guida della procura torinese. Su Bruno Caccia è stata incentrata una tesi di laurea del ceresolese (non abita più in paese ma ha mantenuto un forte legame con le sue origini) Piermario Demichelis, che si è laureato in Lettere all’Università di Torino con Nicola Tranfaglia. “Avevo tredici anni – spiega il professor Demichelis – ma ricordo bene il giorno in cui avvenne il delitto e quanto era stimato Caccia in paese”. Nel suo interessante elaborato affrontò il fenomeno della diffusione delle mafie al Nord ed in Piemonte, poi analizzò la vicenda  legata a Bruno Caccia dal momento dell’efferato delitto sino alla pronuncia della Corte di Cassazione, infine, venne fatta l’analisi di come il delitto venne sottovalutato dagli organi di informazione. “Mi ha colpito come questa notizia ebbe un riscontro massiccio sugli organi di informazione sino al momento in cui venne seguita la pista del terrorismo e come, invece, quando questa cadde venne trattato come un caso di cronaca”.

 

In sostanza i media non colsero il fatto che si era trattato del primo omicidio di un magistrato al Nord, nel caso un procuratore della Repubblica, al di fuori delle regioni ad alta intensità di malavita organizzata. C’erano stati certo i casi del procuratore di Palermo Scaglione e di Rocco Chinnici, ma erano in Sicilia. E Il procuratore di Genova, Coco, era caduto con la sua scorta qualche anno prima, ma sotto il piombo delle Brigate Rosse, quindi tutt’altro tipo di delitto. Adesso l’auspicio, a Ceresole d’Alba, come a Torino, come ovunque, è che il procedimento che è stato aperto possa finalmente fare totalmente luce su questa tragica vicenda.

 

Massimo Iaretti