redazione il torinese

NAPOLI-TORINO 2-1, MOMENTO NO PER I GRANATA

 

napoli-torinoAnno nuovo, stessa vita per il Torino di Ventura che porta a casa un infelice tris di sconfitte

 

 Marcatori: 16′ pt Insigne, 33′ pt Quagliarella rig., 41′ pt Hamsik.

 

NAPOLI (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam; Lopez (29′ st Allan), Valdifiori, Hamsik (43′ st Chalobah); Callejon, Higuain, Insigne (23′ st Mertens).  A disposizione: Rafael, Gabriel, Maggio, Chiriches, Luperto, Strinic, Dezi, El Kaddouri, Gabbiadini.  All. Sarri.

 

TORINO (3-5-2): Padelli; Bovo, Glik, Moretti; Peres (29′ st Zappacosta), Acquah (36′ st Benassi), Vives, Baselli, Molinaro; Belotti (21′ st Maxi Lopez), Quagliarella. A disposizione: Ichazo, Castellazzi, Prcic, Gaston Silva, Jansson, Pryyma, Martinez, Gazzi). All. Ventura.

 

 

Anno nuovo, stessa vita per il Torino di Ventura che porta a casa un infelice tris di sconfitte dopo il 2-1 messo a segno dal Napoli di Sarri. Non sembra facile per i granata uscire da questo momento no che accomuna lo scarso risultato ad una prestazione forse non delle più pimpanti. E quindi San Paolo in festa e missione compiuta per il Napoli di Sarri, che rifilando un 2-1 al Toro tiene testa alle altre grandi Juventus, Inter e Fiorentina, tutte in giornata decisamente vittoriosa. Lo stesso tecnico azzurro sorprende tutti e mette in campo dal primo minuto David Lopez al posto di Allan, forse sottotono. Tutto regolare, invece, nella squadra avversaria con Acquah a centrocampo e Belotti in avanti, accanto a Quagliarella, ex di giornata.

 

Nessun timore per gli azzurri che partono subito in picchiata dai primi minuti del match, con il guizzo veloce di Higuain però troppo impreciso. Non da meno Callejon che al 7′ regala emozioni grazie ad uno scambio con Hysaj: lo spagnolo arriva sottoporta ma Padelli è più veloce del destro avversario. Gioco di squadra con Higuain che sul cross dell’azione successiva si rende pericoloso ma non troppo, palla fuori. Provano a farsi vedere i granata con Bruno Peres in avanti che però sbaglia il cross indirizzato a Belotti, ed è appunto un’azione miraggio perché subito dopo è Callejon quello vicinissimo al gol. Grande parata di Padelli prontissimo che però non ci arriva al 16′: il solito Higuain allarga per Callejon che serve Insigne, il goleador con un notevole pallonetto insacca in rete. Sembrano scuotersi gli animi di entrambe le squadre, diverse occasioni infatti in questo frangente che tiene occupati i portieri di entrambe le squadre. Poco prima della mezz’ora è, infatti, l’ex Quagliarella a far paura, grazie ad un cross di Molinaro, ma Reina risponde prodigiosamente presente. Tutto si sblocca al 32′, quando Ghoulam interviene in scivolata su Bruno Peres ed è rigore. Lo trasforma in gol proprio Quagliarella che sotto i fischi del San Paolo non accenna neanche un’esultanza. Tutt’altra storia dalla parte opposta, dato che a 4′ dalla fine del primo tempo Hamsik è pronto a metterci del suo. E’ ancora Insigne decisivo sullo destra a servirlo, e il giovane slovacco da posizione complicata non sbaglia di un centimetro, Napoli di nuovo in vantaggio.

 

Nella ripresa povera di gol è ancora il Torino a faticare per trovare spazio, ed è ancora la squadra di Sarri a rendersi più pericolosa, per esempio con la traversa di Insigne su punizione intorno al quarto d’ora. Ventura prova a cambiare le sorti del gioco facendo entrare Maxi Lopez per Belotti non al meglio, a cui comunque risponde Sarri con Mertens per Insigne. Ancora troppo imprecisi gli ospiti con gli errori di Kouibaly superato dalla difesa avversaria e Acquah troppo in ritardo sul cross di Maxi Lopez. Niente da fare, anzi a 3′ dalla fine è ancora il Napoli a regalare emozioni con una conclusione imprecisa di Mertens. A tutto ciò si aggiungono le espulsioni dal campo per entrambi i tecnici, dagli animi decisamente surriscaldati. Propositi di inizio anno per Ventura i suoi, per il momento, ancora lontani da raggiungere. 

 

Valeria Tuberosi

“GALLO VERDE” una certificazione di sostenibilità per le Comunità Ecclesiali

galloGARAU2IL MONDO DEL BIO / di Ignazio Garau *

 

Il nome deriva dalla tipica sagoma del galletto segnavento che svetta sui campanili di tante chiese protestanti e che ricorda l’episodio evangelico del tradimento di Pietro. Sono oltre 400 le comunità ecclesiali, cattoliche e protestanti, già certificate in Germania. Altre in Austria, Francia e Biellorussia

 

I cambiamenti climatici si contrastano con l’adozione di un nuovo modello economico finalmente sostenibile, ma occorre anche la scelta da parte di ciascuno di noi di nuovi stili di vita, più sobri e conviviali. In questa direzione va l’impegno di numerose comunità ecclesiali che hanno deciso di adottare un sistema di “management ambientale” denominato “Gallo Verde”. Il nome deriva dalla tipica sagoma del galletto segnavento che svetta sui campanili di tante chiese protestanti e che ricorda l’episodio evangelico del tradimento di Pietro. Sono oltre 400 le comunità ecclesiali, cattoliche e protestanti, già certificate in Germania. Altre in Austria, Francia e Biellorussia. La certificazione ambientale “Gallo Verde”, simile a quella EMAS III – ISO 14001, specifica per le comunità ecclesiali, è nata in Germania. La Chiesa Valdese di Milano è stata la prima in Italia a ottenere il “Gallo Verde”.

 

In occasione di un convegno, organizzato qualche anno fa a San Giovanni Rotondo (FG) dal titolo “Il Bio nell’orto del convento”, indirizzato a esplorare le esperienze di agricoltura biologica all’ombra del campanile conventuale, il Pastore Giuseppe Platone, della Chiesa Valdese di Milano, ha inviato la comunicazione, che riproduciamo di seguito, che racconta le motivazioni della scelta.

 

“ Come molti di voi ricorderanno, la nostra chiesa ha deciso, prima e per ora unica in Italia, di aderire al percorso che hanno compiuto molte chiese tedesche, detto “Gallo Verde”.Il progetto è certamente ben conosciuto dai membri di chiesa, ma forse non tutti ricordano che esso prevede delle tappe ben definite. Una di queste è l’approvazione da parte dell’assemblea di chiesa di linee guida teologiche e pratiche sulla salvaguardia del creato. Qui sotto è riportata la proposta sottoposta alla discussione durante l’assemblea di apertura.

 

Linee guida sulla salvaguardia del creato

1. “Credendo all’amore di Dio creatore, riconosciamo con gratitudine il dono del creato, il valore e la bellezza della natura. Vogliamo impegnarci insieme per realizzare condizioni sostenibili di vita per l’intero creato.”

(da: Charta Oecumenica, 2001, firmata dalla nostra chiesa a livello milanese nel 2007)

2. Riteniamo che l’impegno per la salvaguardia del creato sia uno dei compiti centrali delle chiese.

Come membri di chiesa siamo chiamati a sviluppare e migliorare la salvaguardia del creato, “lavorando e custodendo la terra” che ci è stata data in prestito (Gen 2,15), nell’ambito della nostra chiesa locale. 

3. Siamo consapevoli del fatto che il nostro stile di vita e le nostre decisioni locali hanno delle conseguenze globali.

Vogliano impegnarci, nella nostra chiesa, per un maggiore consumo di prodotti equosolidali e biologici (GAS ed altro) e per un uso responsabile delle materie prime.

4. Riteniamo importante per la salvaguardia del creato un nostro impegno sia sul piano personale, comportamentale sia su quello politico sociale.

Vogliamo impegnarci a sviluppare maggiormente uno stile di vita personale sostenibile e ad essere attivi sul piano politico-sociale, alzando la voce in difesa dell’intero creato (in solidarietà con le altre regioni dell’unico mondo che abbiamo) e delle future generazioni, esigendo, da chi ha il potere decisionale, di tenere conto delle conseguenze ambientali della loro politica, amministrazione ed economia.

5. Vogliamo promuovere spazi vitali sani all’interno della nostra chiesa.

Stiamo attenti, per ciò che riguarda la ristrutturazione delle nostre strutture e l’arredamento, a usare del materiale che rispetti l’ambiente e che non sia nocivo.

6. Riteniamo importante condividere il nostro impegno per la salvaguardia del creato in un network ambientale con altre chiese.

Ci impegniamo a essere in collegamento con la commissione GLAM della FCEI e con altre chiese che hanno riconosciuto l’importanza della salvaguardia del creato.

7. Vogliamo promuovere, all’interno della nostra chiesa locale, un’educazione ambientale, sia per i giovani, sia per gli adulti.

Cerchiamo di affrontare temi ambientali nei vari gruppi della chiesa e di fare degli incontri di consulenza su uno stile di vita personale più sostenibile.

8. Essendo la prima chiesa valdese coinvolta nel progetto del “Gallo Verde” promossa dalle chiese protestanti tedesche, vogliamo cercare di coinvolgere altre chiese protestanti in Italia a diventare “una chiesa amica dell’ambiente”.

Vogliamo far conoscere il programma del Gallo Verde a livello nazionale, consapevoli del fatto di essere l’avanguardia che deve assumere un ruolo di guida e di consulenza.

 

Linee guida sulla salvaguardia del creato: un po’ di storia

Il team ambientale “Gallo Verde”, proposto e nominato nell’assemblea di chiesa del settembre 2007, in questi anni ha elaborato proposte e organizzato iniziative in stretto contatto con la comunità. In attesa di completare gli ultimi e decisivi passi per “concretizzare” la certificazione ambientale , lo staff del Gallo Verde desidera ricordare qui alcune delle iniziative che sono sorte in questo periodo:

 

– prendendo spunto dalle proposte avute nella cassetta delle idee, il team è riuscito a dare vita ad un gruppo di acquisto solidale (GAS) cui aderiscono circa 20 tra singoli e nuclei famigliari della comunità e non.

– continua la raccolta dati relativa ai consumi energetici negli stabili della chiesa in vista di possibili risparmi energetici.

– sono state organizzate giornate di sensibilizzazione ai temi ambientali con laboratorio per i bambini, materiale informativo, conferenza, e, l’ottobre scorso, un culto interamente dedicato al tema della salvaguardia del creato.”

 

L’esperienza raccontata costituisce un ottimo esempio delle scelte che possono essere adottate quotidianamente da ciascuno di noi per contribuire alla salvaguardia e al miglioramento del nostro ambiente.

 

 

* Presidente Italiabio

ciao@italiabio.net

Pane ai cittadini! Ecco il forno sociale tricolore

MARRONE SFRATTATI“Se tanti si riempiono la bocca di chiacchiere sul reddito di cittadinanza, noi offriremo pane di cittadinanza alle tante famiglie che non riescono a sfamare i figli, in una Torino ridotta alla fame, come dimostrano i 120mila passaggi annuali al banco alimentare” spiegano i volontari 

 

Il 7 gennaio, alle ore 14, viene inaugurato il Panificio Sociale dell’Osa Lingotto in via Bizzozero 26 a Torino. Verrà allestito un forno professionale pronto a sfornare grazie all’impegno di cuochi e pizzaioli abitanti nella struttura quintali di pane destinati alle famiglie italiane in difficoltà economica delle periferie torinesi. “Se tanti si riempiono la bocca di chiacchiere sul reddito di cittadinanza, noi offriremo pane di cittadinanza alle tante famiglie che non riescono a sfamare i figli, in una Torino ridotta alla fame, come dimostrano i 120mila passaggi annuali al banco alimentare” spiegano i volontari di Soccorso Tricolore promotori del Panificio Sociale. Nell’occasione sarà presentata la petizione popolare per riscattare dalla cartolarizzazione comunale la parte dell’edificio di via Bizzozero recuperata a fine abitativo e sociale.

 

Massimo Iaretti

Rifondazione comunista c’è (ancora) e batte un colpo, da sinistra

airaudo“Al di là di magnificare cinque anni di governo locale con alla guida il Sindaco Pietro Fassino, il PD deve fare i conti con una città impoverita, deindustrializzata, una città deprivata di molte condizioni di vivibilità lavorativa, sociale, ambientale che ha visto crescere il malcontento sociale”

 

Rifondazione comunista c’è (ancora) e batte un colpo, da sinistra. E lo affonda al centro – sinistra al governo al comune di Torino. La “lunga marcia” per la poltrona di primo cittadino a palazzo di città è dunque entrata nel pieno con l’inizio dell’anno. Così Ezio Locatelli, segretario provinciale di Torino e componente della segreteria nazionale di Prc – Se definisce “un assalto all’arma bianca” quello mosso dal Pd torinese e nazionale nei confronti della candidatura di Giorgio Airaudo a sindaco. “Al di là di magnificare cinque anni di governo locale con alla guida il Sindaco Pietro Fassino, il PD deve fare i conti con una città impoverita, deindustrializzata, una città deprivata di molte condizioni di vivibilità lavorativa, sociale, ambientale che ha visto crescere il malcontento sociale”.

 

E Locatelli si domanda se questa sia una crisi capitata tra capo e collo oppure se vi siano delle responsabilità politiche. Per il segretario rifondatore la diagnosi è chiara: “A Torino, dove Fassino e il Pd si sono identificati appieno con le politiche liberiste del governo Renzi, una politica fatta di privatizzazioni, taglio della spesa sociale, svendita del patrimonio pubblico, grandi opere, subalternità ai poteri forti ha contribuito senz’altro a peggiorare la situazione di crisi e a produrre uno scivolamento all’indietro dei parametri di benessere e di vivibilità sociale e ambientale.”COMUNISMO

 

Locatelli poi spiega che la candidatura di Airaudo è supportata da un ampio schieramento di forze di sinistra e della società civile, di cui il Prc ha fate a pieno titolo. Dunque si tratta di uno schieramento plurale, con diverse identità e non una formazione unica, “con una propria potenzialità politico – elettorale”.

 

Massimo Iaretti

Cosa resterà di Expo nel 2016? Il bilancio della presenza piemontese

EXPO SIMO 5EXPO SIMO 2EXPO SIMO 4EXPO SIMO1Sottoscrivendo il contratto con il Padiglione Italia, la Regione Piemonte ha potuto partecipare alla rappresentazione dell’Italia come “Sistema Paese” e lo ha fatto attraverso gli aspetti più significativi del suo territorio

 

A qualche mese dalla chiusura dei grandi cancelli , il fenomeno Expo continua a far parlare di sé. Dopo 184 giorni di lavoro, 21,5 milioni di visitatori tra cui 7 milioni di stranieri e 2 milioni di studenti, l’assalto al Decumano milanese si è trasformato da possibile fallimento (con tanto di inchiesta giudiziaria) a grande successo “made in Italy”. Il Sito Espositivo presente nel capoluogo lombardo ha rappresentato un ottimo trampolino di lancio per far conoscere le bellezze e le peculiarità di tutte le Regioni d’Italia, soprattutto per quanto riguarda il nostro Piemonte. L’ Esposizione Universale Expo 2015, richiamando un gran numero di opinion leader e visitatori, ha rappresentato una straordinaria occasione per promuovere l’immagine del Piemonte e per favorire le eccellenze del suo territorio, esaltando la qualità, la sostenibilità e l’innovazione di questa magnifica Regione.

 

Piemontexperience, ovvero il Piemonte come esperienza da vivere, è stato il concept scelto dalla Regione per far emergere le specificità e i tratti distintivi tipici di questo territorio, troppo spesso messo in ombra e poco valorizzato. Grazie alle grande vetrina universale dell’Expo 2015, il Piemonte è finalmente riuscito a mettersi in mostra a 360 gradi facendo conoscere al pubblico non solo i prodotti dall’eccellenza enogastronomica come il vino, i formaggi, il tartufo, le carni, il cioccolato e molti altri, ma anche facendo risaltare la bellezza delle Residenze Reali, dei paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, fino ad arrivare agli straordinari eventi culturali ed artistici.

 

Sottoscrivendo il contratto con il Padiglione Italia, la Regione Piemonte ha potuto partecipare alla rappresentazione dell’Italia come “Sistema Paese” e lo ha fatto attraverso gli aspetti più significativi del suo territorio. Nella “Mostra delle Regioni”, su i tre piani di un suggestivo e fantasmagorico Palazzo Italia, sono stati rappresentati artisticamente il paesaggio del Piemonte, il suo patrimonio architettonico-culturale e infine anche l’eccellenza della ricerca e dell’innovazione; nel “Vivaio Italia”, grande giardino concettuale, il Piemonte è stato rappresentato dal Nocciolo, albero simbolico, raffigurante la nostra produzione agro-alimentare.

 

La strategia di promozione è andata ben oltre l’Expo, che però è servito come richiamo mediatico e come portavoce di canali comunicativi per sostenere la ricchissima offerta di questo territorio. Nel 2014 ad esempio, è stato sottoscritto un accordo tra la Città di Torino, la Camera di Commercio di Torino e Unioncamere Piemonte, al fine di promuovere, sfruttando tutte le sinergie possibili, “Sistema Piemonte”, programma utilizzato per la valorizzazione del territorio e del suo sistema produttivo. La Regione è stata suddivisa in quattro quadranti “da vivere”: dalle terre dei laghi, alle montagne olimpiche e dall’area metropolitana, alle pianure del riso aventi come cornice la corona alpina.

 

Se l’Expo, sulle note di “Nel blu dipinto di blu”- intonate per l’occasione da un coro di bambini- il 31 ottobre 2015 ha chiuso i battenti, la Regione Piemonte ha continuato la sua scalata verso il successo, facendo registrare un numero sempre maggiore di turisti grazie anche alla bellezza di Torino, che con i suoi piccoli e suggestivi borghi, con i suoi musei, i suoi parchi e con il suo ricchissimo patrimonio storico e architettonico, mira ad arrivare sul podio nella classifica delle città d’Italia più belle da visitare.

 

Simona Pili Stella

 

(Foto: Essepiesse – Il Torinese)

2015: Italiani cicale o formiche?

sole-24-oreferrareseL’angolo del Private Banker /

di Fabio Ferrarese

 

Immaginate di poter trasformare la spesa che una coppia con figli compie in un anno solare. È quello che ogni anno, Il Sole 24 Ore fa, commissionando al Centro Studi Sintesi un’interessante elaborazione sulle modalità di utilizzo del reddito delle famiglie italiane

 

Immaginate di poter trasformare la spesa che una coppia con figli compie in un anno solare. È quello che ogni anno, Il Sole 24 Ore fa, commissionando al Centro Studi Sintesi un’interessante elaborazione sulle modalità di utilizzo del reddito delle famiglie italiane, che ci aiuta a comprendere meglio lo stato di salute dei nostri nuclei familiari. La ricerca, denominata “Consumer end day 2015”, prende in considerazione soltanto quei casi in cui entrambi i genitori lavorano ed il reddito dichiarato è superiore ai 26.000 euro, limite oltre il quale il bonus di ottanta euro, deliberato dal Governo Renzi, non è previsto e poi analizza distintamente i casi in cui sia presente soltanto un figlio da quelli con due.

 

Quello che balza immediatamente all’occhio dai dati del Consumer end day 2015 è la notevole discesa della spesa destinata ai consumi da parte delle famiglie. L’analisi esprime i propri risultati in giornate lavorative: la parte di reddito prodotta che è stata dedicata ai consumi nel 2015 per le coppie con un figlio è pari a 218 giorni (erano 247 nel 2008) mentre si sono attestati a 226 giorni quelli per le coppie con due figli (erano 248 nel 2008). E le giornate avanzate dove sono finite?

 

In primis sicuramente, questo campione di italiani ha visto crescere la quota di reddito destinata al pagamento di imposte e contributi anche a causa dell’aumento delle imposte locali. La nuova fotografia scattata ci dice che dal punto di vista dell’erario per la coppia con un figlio le giornate sono diventate 108 (erano 102 sette anni fa) e per la coppia con due figli sono diventate 106 (contro le 99 del 2015). Infine, il risultato finale di questi due aspetti, consumi ed imposte combinati tra loro, ha portato ad un aumento notevole della quota destinata al risparmio e probabilmente la motivazione di questa inversione di tendenza è da ricercarsi nell’incertezza per il futuro, di fronte alla quale le famiglie hanno preferito tutelarsi diminuendo le risorse destinate alla spesa.

 

Questa ricerca di sicurezza e stabilità ha dato nuova linfa ai depositi bancari ed alla previdenza integrativa: secondo quanto pubblicato da Banca d’Italia i depositi bancari sono cresciuti tra settembre 2011 e settembre 2015 del 18,2%, mentre secondo la Covip (Organismo di Vigilanza sui Fondi Pensione), negli ultimi sette anni il numero di iscritti alla previdenza complementare è aumentato del 39% con una crescita delle risorse per tali prestazioni del 121%

 

Il conto pagato per il 2015 si potrebbe simpaticamente sintetizzare in un mese di shopping in meno fatto ed una settimana in più lavorata per pagare imposte e contributi.

 

Per curiosità ed approfondimenti potete scrivere a fabio.ferrarese@yahoo.it

Un dicembre da dimenticare sulle montagne olimpiche

sci montagne neveDopo alcune illusorie finestre di freddo (sfruttate al meglio da Vialattea che ha attivato gli impianti di innevamento programmato) l’alta pressione ha allontanato dall’Italia le correnti di aria proveniente da nord assieme alle perturbazioni che potenzialmente avrebbero potuto scaricare neve fresca sulle nostre montagne

 

EZIO ROMANO www.lagenda.news

 

 

SESTRIERE – L’avvicendamento tra 2015 e 2016 sarà ricordato come un Capodanno anomalo sul territorio dell’Unione Montana Comuni Olimpici Via Lattea, condizionato da dicembre da incubo con temperature primaverili che hanno messo in crisi il sistema neve. Dopo alcune illusorie finestre di freddo (sfruttate al meglio da Vialattea che ha attivato gli impianti di innevamento programmato) l’alta pressione ha allontanato dall’Italia le correnti di aria proveniente da nord assieme alle perturbazioni che potenzialmente avrebbero potuto scaricare neve fresca sulle nostre montagne. Calde giornate e sole a picco hanno impedito di proseguire ad innevare artificialmente per aprire nuove piste mettendo altresì a dura prova quelle già operative. Condizioni limite con cui tutti gli operatori turistici si sono ritrovati forzatamente a convivere. Non sono mancate le disdette da parte dei turisti, non moltissime per fortuna, anche perché altri comprensori presentavano una situazione neve analoga. Uno stato di crisi che ha comportato un calo di presenze già dal ponte dell’Immacolata e nelle settimane di Natale e Capodanno, Momenti cruciali per l’andamento della stagione invernale che da soli rappresentano il cinquanta per cento dell’introito complessivo legato all’industria del turismo. Un calo che si può riassumere attorno al 20-25% a livello di prenotazioni alberghiere con inevitabili ripercussioni sull’economia del territorio e dell’intera Regione con riflessi negativi sull’occupazione, sugli incassi, sul gettito fiscale. Un duro impatto anche per l’ambiente ed il territorio sottoposti all’elevato rischio incendi dovuti alla siccità. Un problema, quello della siccità, da non sottovalutare in quanto attualmente il bilancio idrico è nettamente inferiore alla media di stagione. Servirà tanta neve sulle montagne per non rischiare un’estate all’asciutto. Un dicembre che ricorderemo anche per le aperture straordinarie del Centro Sci d’Erba di Sansicario dal 29 al 31 e per quella del Parco Avventura Chaberton, sempre a Cesana Torinese nella pineta di Mollieres, aperto dal 26 al 31 dicembre. Che dire poi del Centro Sleddog di Sestriere trasferitosi dal 28 dicembre a Pragelato con i suoi mitici cani che, anziché trainare la slitta sulla neve, hanno portato in escursione i turisti a bordo di kart a quatto ruote sui prati che costeggiano la striscia di neve artificiale creata per gli appassionati di sci di fondo. Finalmente i primi giorni del 2016 hanno alimentato la speranza al sistema neve. Via l’alta pressione, calo delle temperature e l’arrivo delle prime nevicate hanno ridato fiducia. Un paio di nevicate ed il paesaggio è tornato ad essere in linea con la stagione, quella invernale. Chiusi il Centro Sci d’Erba e il Parco Avventura Chaberton, l’appuntamento con questi due poli di intrattenimento è per l’estate,  i Siberian Husky del Centro Sleddog sono tornati, dal 5 gennaio, a trainare la slitta sulla neve a Pragelato. Vialattea ha in programma l’apertura di nuovi impianti in attesa di copiose nevicate per aprire l’intero comprensorio cercando di raddrizzare una difficile stagione.

Pippo, il "re" di Barriera

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STORIE DI CITTA’ / 

di Patrizio Tosetto

 

Nato in provincia di Caltanissetta. Immigrato in città il 10 Aprile del 1960. Vive della pensione di invalidità e della solidarietà di un intero quartiere ed in particolare di Aldo che l’ha “adottato”. Tutti i mesi si reca all’ASL per una punturina di un forte sedativo. Case Atc e paga regolarmente l’affitto. Non è pericoloso, anche se qualche volta urla. Grande mangiatore va più volte al ristorante durante la settimana e non si fa mancare nulla: antipasto, primo, secondo, contorno, dolce, frutta, caffè e limoncello.  Da sempre iscritto. Prima al PCI. Poi ai Ds ed infine al pd torinese

 

Da tutti è chiamato Pippo. All’anagrafe fa Giuseppe Buttiglieri. Nato in provincia di Caltanissetta. Immigrato in città il 10 Aprile del 1960. Vive della pensione di invalidità e della solidarietà di un intero quartiere ed in particolare di Aldo che l’ha “adottato”. Tutti i mesi si reca all’ASL per una punturina di un forte sedativo. Case Atc e paga regolarmente l’affitto. Non è pericoloso, anche se qualche volta urla. Grande mangiatore va più volte al ristorante durante la settimana e non si fa mancare nulla: antipasto, primo, secondo, contorno, dolce, frutta, caffè e limoncello. 

 

Noi alterniamo vari argomenti di discussione al silenzio nell’ascoltarlo. Da sempre iscritto. Prima al PCI. Poi ai Ds ed infine al pd torinese. Ogni tanto un messaggino e ti racconta il suo essere in politica, fiero di conoscere tutti i leader. Bresso, Chiamparino, Fassino. Non gli parlare della Lega Nord. Comincia ad agitarsi.  Comunque sempre infastidito dei vicini  di casa non  italiani. E’ anche un grande tifoso della Juventus e ha inneggiano alla vittoria all’ultimo derby. 

 

Ha guidato pullman e per ovvi motivi ha dovuto smettere, incontrando solidarietà, una buona sanità e una Stato sociale funzionante. Sono convinto che in un altro paese avrebbe avuto insormontabili  difficoltà.  Ci tiene molto alla famiglia, alle sorelle e ai nipoti. Ha 20 radio, 12 orologi e 5 telefonini con relative schede telefoniche. Dopo aver pagato l’affitto si dà ai “vizi”. Chiedendoti dopo l’immancabile monetina che non sai rifiutargli. 

 

Ecco un altra storia di Barriera di Milano: questa Barriera che ha ancora dell’umano. Solidarietà che resiste nel tempo, dando a tutti dignità. 

 

(Foto: il Torinese)

 

2015, UN ANNO DI NOTIZIE SULLE PAGINE DEL "TORINESE"

parigi1torino 2015 23egizio nngrattacielo sanpaolo2papa esclusiva pallonemole vittoriocavallo bronzopalazzo nuovopolo reale cavallocastello bicieuropa torino castellocastello armeria realeBVANDIERA ALZABANDIERAGRAN MADREVALENTINO3VALENTINO2LUCI PERNA SANCARLO2piazza s carlo chiese notterisorgimento museoduomo fiorilingoto fiatmole angelaponte mole vittoriopalazzo civicoCome ogni anno, siamo ormai giunti alla fine delle vacanze natalizie che puntualmente ed inevitabilmente segnano la fine di un capitolo e l’inizio di un nuovo anno. In attesa che questo 2016 ci regali novità, curiosità, eventi e mille altre sfumature di ciò che viene definito “notizia”, noi del “Il Torinese” abbiamo pensato di ripercorrere con i nostri lettori quelli che sono stati, per il nostro giornale e per la città di Torino, alcuni tra gliavvenimenti più importanti e significativi di questo 2015 appena terminato.

 

Era l’ 8 gennaio 2015 quando la città di Torino insieme all’associazione Stampa Subalpina manifestaronodavanti a Palazzo Madama in segno di solidarietà con Parigi e in onore delle vittime del giornale satirico CHARLIE HEBDO, a sostegno della libertà di stampa. “L’immagine di uomini incappucciati e armati che fanno irruzione nella redazione di un giornale – dichiarò all’Ansa il segretario, Stefano Tallia – riporta alla memoria le pagine peggiori della storia europea. E’ necessario che i democratici si uniscano in una battaglia a difesa delle libertà”. La condanna del vile atto terroristico e la solidarietà ai parenti delle vittime venne espressa da ogni testata giornalistica, compreso ovviamente il direttore e la redazione del Torinese. Uniti contro ogni forma di terrorismo, ma soprattutto contro quel terrorismo.

 

Il 30 gennaio 2015 al Palavela di via Ventimiglia 145, si tenne la Cerimonia di apertura degli eventi sportivi di “Torino Capitale Europea dello Sport 2015”. A fare gli onori di casa fu Marco Berry e lo straordinario spettacolo sul ghiaccio e acrobatico condotto dai Sonics, che intrattennero e incantarono il numeroso pubblicopresente all’evento (circa 8.000 presenze). Oltre al Sindaco di Torino, Piero Fassino, e all’Assessore allo sport del Comune di Torino Stefano Gallo (che hanno fortemente voluto che Torino diventasse capitale europea dello sport), presero la parola il campione olimpico Livio Berruti e l’allenatore di basket Mauro Berruto, entrambi entusiasti dell’importante occasione data a Torino di accogliere innumerevoli eventi sportivi di portata internazionale.

 

Il 1 aprile 2015 venne inaugurato, dopo 5 anni di continui lavori effettuati davanti agli occhi dei visitatori, il “nuovo” Museo Egizio di Torino. Il primo giorno di apertura fu un successo strepitoso per il Museo che vide, dopo la presentazione alla Stampa e alle autorità, migliaia di visitatori accalcarsi, già dalla mattina presto,davanti all’edificio più famoso di via Accademia delle Scienze. Furono subito esaurite le prenotazioni arrivate in pochissimo tempo già a 6.500. Il Museo rimase aperto gratuitamente fino al 23 aprile e venne completamente preso d’assalto dai torinesi ma anche dai tantissimi turisti proveniente da tutto il mondo.

 

Qualche giorno più tardi e cioè il 10 aprile 2015, Torino fu protagonista di un’altra importante inaugurazione, quella del famoso grattacielo di Intesa Sanpaolo. Il gruppo bancario aprì al pubblico il suo un nuovo centro direzionale situato all’incrocio tra corso Vittorio Emanuele II e corso Inghilterra, nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria alta velocità di Porta Susa. La torre, struttura trasparente in cristallo e acciaio chiaro, occupante una superficie di 7.000 metri quadrati e avente un’altezza di 166 metri (poco meno della Mole Antonelliana simbolo della città), dal momento della sua inaugurazione, sembra aver suscitato una vera e propria spaccatura all’interno della città che si divide tra sostenitori e tra chi invece considera l’edificioinadeguato alla struttura urbanistica di Torino.

 

Il 17 aprile 2015 alle ore 15.00, la Facoltà di Scienze Umanistiche venne chiusa a causa della presenza di amianto all’interno di Palazzo Nuovo. La decisione di chiudere, fu la reazione dell’ateneo di via Verdi, all’inchiesta aperta da pm Guariniello e all’avviso di garanzia per il rettore, Gianmaria Ajani, iscritto nel registro degli indagati per omissione dolosa di cautele, nell’ambito delle indagini sulla presenza di amianto nell’edificio. Il provvedimento fu finalizzato a svolgere e a rendere più facile ed efficace il completamento dei sopralluoghi per occuparsi degli eventuali interventi necessari. Ancora oggi alcune zone dell’edificio sono chiuse agli studenti e al personale di Palazzo Nuovo perché inagibili.

 

Dal 19 aprile al 24 giugno 2015 la città di Torino ha partecipato con grande entusiasmo all’esperienza travolgente dell’ostensione della Sacra Sindone. La città ha accolto nel migliore dei modi, le centinaia di migliaia di pellegrini giunti per vedere e per pregare davanti al sacro lenzuolo di lino. Non sono mancate figure importanti quali Papa Francesco e il premier Matteo Renzi, che arrivato a sorpresa alla vigilia della chiusura dell’ostensione, ha rivolto i complimenti per il lavoro svolto dai volontari, dalle autorità e dall’intera città di Torino.

 

Il 26 aprile 2015 dopo venti lunghissimi anni di attesa, i colori della città furono segnati da bandiere granata. Igiocatori in campo e il loro condottiero, mister Ventura, fecero un regalo bellissimo ai tifosi, portando finalmentea casa i tre punti nel derby e raggiungendo una storica vittoria tanto sperata per vent’anni e mai raggiunta fino a quel giorno.

 

Il 14 maggio 2015 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha fatto visita alla città di Torino. Oltre ad aver inaugurato la ventottesima edizione del Salone Internazionale del Libro -uno degli eventi più importanti per la città- visitò anche l’ostensione della Sindone insieme al sindaco Piero Fassino, a cui aveva promesso da tempo che sarebbe venuto in visita nel capoluogo piemontese.

 

Nel primo giorno d’estate, il 21 giugno 2015 la città di Torino accolse a braccia aperte l’arrivo di Papa Francesco. Il pontefice, arrivato all’aeroporto di Torino Caselle alle 8, venne accolto dall’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia, dal presidente della Regione Sergio Chiamparino, dal prefetto Paola Basilone, e dal sindaco Piero Fassino. In piazza Rebaudengo il santo padre salì sulla papa-mobile, con la quale, passando da corso Giulio Cesare raggiunse tra ali di folla Piazzetta Reale. In seguito si spostò verso la vicina cattedrale Valdese,vivendo uno dei momenti più toccanti delle due giornate, e nel primo pomeriggio si recò in preghiera davanti alla Sindone. Il giorno seguente, il 22 giugno 2015 celebrò la Santa Messa nella splendida Piazza Vittorio,davanti a centinaia di migliaia di fedeli. Fece ritorno per la Città del Vaticano, dopo essere passato a trovare i suoi lontani parenti piemontesi.

 

La notte tra il 13 e il 14 novembre Parigi venne sconvolta da un altro terribile attentato. Il 14 novembre 2015centinaia di torinesi scesero in piazza Castello per manifestare la propria solidarietà ai francesi colpiti dalterrificante attacco terroristico. Dopo l’attentato multiplo alla Francia il sindaco convocò una Giunta straordinaria per assumere tutte le iniziative di solidarietà verso i ”fratelli” francesi. In piazza erano presenti i gonfaloni del Comune e della Regione, enti rappresentati dal sindaco Piero Fassino e dal presidente Sergio Chiamparino. Furono annullati tanti eventi, tra cui il concerto dei Foo Fighters, il gruppo rock americano, che cancellò il tour europeo in corso in quei giorni. Lunedì 16 novembre 2015 venne indetto dal Comune di Torino un minuto di silenzio in tutti gli uffici, le scuole e gli spazi pubblici della città, per rendere omaggio alle vittime degli attentati di Parigi. In piazza San Carlo gli operai che stavano allestendo Cioccolatò si diedero la mano in una simbolica catena umana, allo scoccare delle 12.

 

“Italians do it Better!‼️Thank you Gucci!Thank you Turin!” è stato il post che Madonna il 22 novembre 2015 scrisse su Facebook per ringraziare Torino e l’Italia dell’accoglienza riservatale nel tour che la vide protagonista al Palalpitour nei giorni 19-21-22 novembre 2015. Il primo concerto torinese venne definito ungrande successo, anche se non furono pochi gli inconvenienti dovuti ai controlli per la sicurezza antiterrorismo. Lo show venne cominciato con circa un’ora di ritardo e con 800 spettatori in meno che rinunciarono al concertoper timore che potesse esserci “rischio attentato”. Gli atri 11 mila fan presenti sugli spalti e provenienti da tutta Europa, assistettero invece entusiasti alla prima tappa del Rebel Hearth Tour, caratterizzata da una regia ad alta tecnologia, con maxi schermi, costumi surreali e balletti sfrenati.

 

Il 23 novembre 2015 venne confermato dalla Corte d’Assise di Torino, l’ergastolo per Francesco Furchì. L’imputato, accusato di essere “il casco”, l’uomo che con il volto celato da una visiera da motociclista ferì a colpi di pistola il consigliere comunale Alberto Musy (morto dopo mesi e mesi di coma), era già stato condannato in primo grado, al carcere a vita. “Sono innocente e basta”, furono le parole urlate da Furchì, in tribunale, subito dopo la lettura della sentenza.

 

Il 25 novembre 2015, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Università degli Studi di Torino e il Comitato Unico di Garanzia con la collaborazione dell’Associazione Volontarie Telefono Rosa Piemonte di Torino e del Teatro della Caduta, ha organizzato una serie di eventi e di iniziative dal titolo “(VIOL)AZIONE E NARRAZIONE: la violenza maschile contro le donne. Furono organizzati diversi incontri all’interno del Campus Universitario, tra cui un convegno con la straordinaria Serena Dandini, che presentò alcuni brani tratti dal suo libro “Ferite a morte”. Venne inoltre organizzato uno spettacolo teatrale al Caffè della Caduta e vennero tenute, dai docenti universitari, alcune ore di lezione sul tema della violenza di genere in un’ottica multidisciplinare.

 

Il 30 dicembre 2015 il sostituto procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, è andato in pensione. Lo ha annunciato il procuratore capo Armando Spataro, definendo il magistrato ”un modello di magistratura che ha fatto storia, essendo stato perfino capace di influenzare il legislatore”. Si è parlato di un nuovo lavoro per lui, che al momento è avvolto dalla massima riservatezza. Di padre napoletano e madre piemontese, si laureò in Giurisprudenza a 23 anni diventando poi magistrato di Cassazione. E’ Procuratore Aggiunto a Torino dal 1992.

 

Ci sarebbero ancora miriadi di notizie che, nel bene o nel male hanno segnato questo 2015 appena terminato. Ci auguriamo che i nostri lettori possano continuare per questo nuovo anno che verrà, a vivere e condividere con noi i colori, sapori e le emozioni della nostra città.

 

(Foto: il Torinese)

Simona Pili Stella

Al via il carnevale d'Ivrea

CARNEVALE IVREA La musica dei Pifferi e Tamburi ha fatto da colonna sonora per le vie del centro

 

L’Epifania segna ufficialmente l’apertura dello Storico Carnevale di Ivrea. La musica dei Pifferi e Tamburi ha fatto da colonna sonora per le vie del centro. Il Generale dell’edizione 2016, Pierluigi Percivalle, 61 anni (lo stesso dello scorso anno), ha ricevuto sciabola e feluca dal suo Aiutante di campo, Paolo Diane. Alle 16  la Santa Messa in Duomo alla presenza delle autorità municipali e di tutte le figure della storica manifestazione.