Rifondazione comunista c’è (ancora) e batte un colpo, da sinistra

in TRIBUNA

airaudo“Al di là di magnificare cinque anni di governo locale con alla guida il Sindaco Pietro Fassino, il PD deve fare i conti con una città impoverita, deindustrializzata, una città deprivata di molte condizioni di vivibilità lavorativa, sociale, ambientale che ha visto crescere il malcontento sociale”

 

Rifondazione comunista c’è (ancora) e batte un colpo, da sinistra. E lo affonda al centro – sinistra al governo al comune di Torino. La “lunga marcia” per la poltrona di primo cittadino a palazzo di città è dunque entrata nel pieno con l’inizio dell’anno. Così Ezio Locatelli, segretario provinciale di Torino e componente della segreteria nazionale di Prc – Se definisce “un assalto all’arma bianca” quello mosso dal Pd torinese e nazionale nei confronti della candidatura di Giorgio Airaudo a sindaco. “Al di là di magnificare cinque anni di governo locale con alla guida il Sindaco Pietro Fassino, il PD deve fare i conti con una città impoverita, deindustrializzata, una città deprivata di molte condizioni di vivibilità lavorativa, sociale, ambientale che ha visto crescere il malcontento sociale”.

 

E Locatelli si domanda se questa sia una crisi capitata tra capo e collo oppure se vi siano delle responsabilità politiche. Per il segretario rifondatore la diagnosi è chiara: “A Torino, dove Fassino e il Pd si sono identificati appieno con le politiche liberiste del governo Renzi, una politica fatta di privatizzazioni, taglio della spesa sociale, svendita del patrimonio pubblico, grandi opere, subalternità ai poteri forti ha contribuito senz’altro a peggiorare la situazione di crisi e a produrre uno scivolamento all’indietro dei parametri di benessere e di vivibilità sociale e ambientale.”COMUNISMO

 

Locatelli poi spiega che la candidatura di Airaudo è supportata da un ampio schieramento di forze di sinistra e della società civile, di cui il Prc ha fate a pieno titolo. Dunque si tratta di uno schieramento plurale, con diverse identità e non una formazione unica, “con una propria potenzialità politico – elettorale”.

 

Massimo Iaretti