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2015, UN ANNO DI NOTIZIE SULLE PAGINE DEL "TORINESE"

parigi1torino 2015 23egizio nngrattacielo sanpaolo2papa esclusiva pallonemole vittoriocavallo bronzopalazzo nuovopolo reale cavallocastello bicieuropa torino castellocastello armeria realeBVANDIERA ALZABANDIERAGRAN MADREVALENTINO3VALENTINO2LUCI PERNA SANCARLO2piazza s carlo chiese notterisorgimento museoduomo fiorilingoto fiatmole angelaponte mole vittoriopalazzo civicoCome ogni anno, siamo ormai giunti alla fine delle vacanze natalizie che puntualmente ed inevitabilmente segnano la fine di un capitolo e l’inizio di un nuovo anno. In attesa che questo 2016 ci regali novità, curiosità, eventi e mille altre sfumature di ciò che viene definito “notizia”, noi del “Il Torinese” abbiamo pensato di ripercorrere con i nostri lettori quelli che sono stati, per il nostro giornale e per la città di Torino, alcuni tra gliavvenimenti più importanti e significativi di questo 2015 appena terminato.

 

Era l’ 8 gennaio 2015 quando la città di Torino insieme all’associazione Stampa Subalpina manifestaronodavanti a Palazzo Madama in segno di solidarietà con Parigi e in onore delle vittime del giornale satirico CHARLIE HEBDO, a sostegno della libertà di stampa. “L’immagine di uomini incappucciati e armati che fanno irruzione nella redazione di un giornale – dichiarò all’Ansa il segretario, Stefano Tallia – riporta alla memoria le pagine peggiori della storia europea. E’ necessario che i democratici si uniscano in una battaglia a difesa delle libertà”. La condanna del vile atto terroristico e la solidarietà ai parenti delle vittime venne espressa da ogni testata giornalistica, compreso ovviamente il direttore e la redazione del Torinese. Uniti contro ogni forma di terrorismo, ma soprattutto contro quel terrorismo.

 

Il 30 gennaio 2015 al Palavela di via Ventimiglia 145, si tenne la Cerimonia di apertura degli eventi sportivi di “Torino Capitale Europea dello Sport 2015”. A fare gli onori di casa fu Marco Berry e lo straordinario spettacolo sul ghiaccio e acrobatico condotto dai Sonics, che intrattennero e incantarono il numeroso pubblicopresente all’evento (circa 8.000 presenze). Oltre al Sindaco di Torino, Piero Fassino, e all’Assessore allo sport del Comune di Torino Stefano Gallo (che hanno fortemente voluto che Torino diventasse capitale europea dello sport), presero la parola il campione olimpico Livio Berruti e l’allenatore di basket Mauro Berruto, entrambi entusiasti dell’importante occasione data a Torino di accogliere innumerevoli eventi sportivi di portata internazionale.

 

Il 1 aprile 2015 venne inaugurato, dopo 5 anni di continui lavori effettuati davanti agli occhi dei visitatori, il “nuovo” Museo Egizio di Torino. Il primo giorno di apertura fu un successo strepitoso per il Museo che vide, dopo la presentazione alla Stampa e alle autorità, migliaia di visitatori accalcarsi, già dalla mattina presto,davanti all’edificio più famoso di via Accademia delle Scienze. Furono subito esaurite le prenotazioni arrivate in pochissimo tempo già a 6.500. Il Museo rimase aperto gratuitamente fino al 23 aprile e venne completamente preso d’assalto dai torinesi ma anche dai tantissimi turisti proveniente da tutto il mondo.

 

Qualche giorno più tardi e cioè il 10 aprile 2015, Torino fu protagonista di un’altra importante inaugurazione, quella del famoso grattacielo di Intesa Sanpaolo. Il gruppo bancario aprì al pubblico il suo un nuovo centro direzionale situato all’incrocio tra corso Vittorio Emanuele II e corso Inghilterra, nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria alta velocità di Porta Susa. La torre, struttura trasparente in cristallo e acciaio chiaro, occupante una superficie di 7.000 metri quadrati e avente un’altezza di 166 metri (poco meno della Mole Antonelliana simbolo della città), dal momento della sua inaugurazione, sembra aver suscitato una vera e propria spaccatura all’interno della città che si divide tra sostenitori e tra chi invece considera l’edificioinadeguato alla struttura urbanistica di Torino.

 

Il 17 aprile 2015 alle ore 15.00, la Facoltà di Scienze Umanistiche venne chiusa a causa della presenza di amianto all’interno di Palazzo Nuovo. La decisione di chiudere, fu la reazione dell’ateneo di via Verdi, all’inchiesta aperta da pm Guariniello e all’avviso di garanzia per il rettore, Gianmaria Ajani, iscritto nel registro degli indagati per omissione dolosa di cautele, nell’ambito delle indagini sulla presenza di amianto nell’edificio. Il provvedimento fu finalizzato a svolgere e a rendere più facile ed efficace il completamento dei sopralluoghi per occuparsi degli eventuali interventi necessari. Ancora oggi alcune zone dell’edificio sono chiuse agli studenti e al personale di Palazzo Nuovo perché inagibili.

 

Dal 19 aprile al 24 giugno 2015 la città di Torino ha partecipato con grande entusiasmo all’esperienza travolgente dell’ostensione della Sacra Sindone. La città ha accolto nel migliore dei modi, le centinaia di migliaia di pellegrini giunti per vedere e per pregare davanti al sacro lenzuolo di lino. Non sono mancate figure importanti quali Papa Francesco e il premier Matteo Renzi, che arrivato a sorpresa alla vigilia della chiusura dell’ostensione, ha rivolto i complimenti per il lavoro svolto dai volontari, dalle autorità e dall’intera città di Torino.

 

Il 26 aprile 2015 dopo venti lunghissimi anni di attesa, i colori della città furono segnati da bandiere granata. Igiocatori in campo e il loro condottiero, mister Ventura, fecero un regalo bellissimo ai tifosi, portando finalmentea casa i tre punti nel derby e raggiungendo una storica vittoria tanto sperata per vent’anni e mai raggiunta fino a quel giorno.

 

Il 14 maggio 2015 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha fatto visita alla città di Torino. Oltre ad aver inaugurato la ventottesima edizione del Salone Internazionale del Libro -uno degli eventi più importanti per la città- visitò anche l’ostensione della Sindone insieme al sindaco Piero Fassino, a cui aveva promesso da tempo che sarebbe venuto in visita nel capoluogo piemontese.

 

Nel primo giorno d’estate, il 21 giugno 2015 la città di Torino accolse a braccia aperte l’arrivo di Papa Francesco. Il pontefice, arrivato all’aeroporto di Torino Caselle alle 8, venne accolto dall’Arcivescovo mons. Cesare Nosiglia, dal presidente della Regione Sergio Chiamparino, dal prefetto Paola Basilone, e dal sindaco Piero Fassino. In piazza Rebaudengo il santo padre salì sulla papa-mobile, con la quale, passando da corso Giulio Cesare raggiunse tra ali di folla Piazzetta Reale. In seguito si spostò verso la vicina cattedrale Valdese,vivendo uno dei momenti più toccanti delle due giornate, e nel primo pomeriggio si recò in preghiera davanti alla Sindone. Il giorno seguente, il 22 giugno 2015 celebrò la Santa Messa nella splendida Piazza Vittorio,davanti a centinaia di migliaia di fedeli. Fece ritorno per la Città del Vaticano, dopo essere passato a trovare i suoi lontani parenti piemontesi.

 

La notte tra il 13 e il 14 novembre Parigi venne sconvolta da un altro terribile attentato. Il 14 novembre 2015centinaia di torinesi scesero in piazza Castello per manifestare la propria solidarietà ai francesi colpiti dalterrificante attacco terroristico. Dopo l’attentato multiplo alla Francia il sindaco convocò una Giunta straordinaria per assumere tutte le iniziative di solidarietà verso i ”fratelli” francesi. In piazza erano presenti i gonfaloni del Comune e della Regione, enti rappresentati dal sindaco Piero Fassino e dal presidente Sergio Chiamparino. Furono annullati tanti eventi, tra cui il concerto dei Foo Fighters, il gruppo rock americano, che cancellò il tour europeo in corso in quei giorni. Lunedì 16 novembre 2015 venne indetto dal Comune di Torino un minuto di silenzio in tutti gli uffici, le scuole e gli spazi pubblici della città, per rendere omaggio alle vittime degli attentati di Parigi. In piazza San Carlo gli operai che stavano allestendo Cioccolatò si diedero la mano in una simbolica catena umana, allo scoccare delle 12.

 

“Italians do it Better!‼️Thank you Gucci!Thank you Turin!” è stato il post che Madonna il 22 novembre 2015 scrisse su Facebook per ringraziare Torino e l’Italia dell’accoglienza riservatale nel tour che la vide protagonista al Palalpitour nei giorni 19-21-22 novembre 2015. Il primo concerto torinese venne definito ungrande successo, anche se non furono pochi gli inconvenienti dovuti ai controlli per la sicurezza antiterrorismo. Lo show venne cominciato con circa un’ora di ritardo e con 800 spettatori in meno che rinunciarono al concertoper timore che potesse esserci “rischio attentato”. Gli atri 11 mila fan presenti sugli spalti e provenienti da tutta Europa, assistettero invece entusiasti alla prima tappa del Rebel Hearth Tour, caratterizzata da una regia ad alta tecnologia, con maxi schermi, costumi surreali e balletti sfrenati.

 

Il 23 novembre 2015 venne confermato dalla Corte d’Assise di Torino, l’ergastolo per Francesco Furchì. L’imputato, accusato di essere “il casco”, l’uomo che con il volto celato da una visiera da motociclista ferì a colpi di pistola il consigliere comunale Alberto Musy (morto dopo mesi e mesi di coma), era già stato condannato in primo grado, al carcere a vita. “Sono innocente e basta”, furono le parole urlate da Furchì, in tribunale, subito dopo la lettura della sentenza.

 

Il 25 novembre 2015, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, l’Università degli Studi di Torino e il Comitato Unico di Garanzia con la collaborazione dell’Associazione Volontarie Telefono Rosa Piemonte di Torino e del Teatro della Caduta, ha organizzato una serie di eventi e di iniziative dal titolo “(VIOL)AZIONE E NARRAZIONE: la violenza maschile contro le donne. Furono organizzati diversi incontri all’interno del Campus Universitario, tra cui un convegno con la straordinaria Serena Dandini, che presentò alcuni brani tratti dal suo libro “Ferite a morte”. Venne inoltre organizzato uno spettacolo teatrale al Caffè della Caduta e vennero tenute, dai docenti universitari, alcune ore di lezione sul tema della violenza di genere in un’ottica multidisciplinare.

 

Il 30 dicembre 2015 il sostituto procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, è andato in pensione. Lo ha annunciato il procuratore capo Armando Spataro, definendo il magistrato ”un modello di magistratura che ha fatto storia, essendo stato perfino capace di influenzare il legislatore”. Si è parlato di un nuovo lavoro per lui, che al momento è avvolto dalla massima riservatezza. Di padre napoletano e madre piemontese, si laureò in Giurisprudenza a 23 anni diventando poi magistrato di Cassazione. E’ Procuratore Aggiunto a Torino dal 1992.

 

Ci sarebbero ancora miriadi di notizie che, nel bene o nel male hanno segnato questo 2015 appena terminato. Ci auguriamo che i nostri lettori possano continuare per questo nuovo anno che verrà, a vivere e condividere con noi i colori, sapori e le emozioni della nostra città.

 

(Foto: il Torinese)

Simona Pili Stella

Al via il carnevale d'Ivrea

CARNEVALE IVREA La musica dei Pifferi e Tamburi ha fatto da colonna sonora per le vie del centro

 

L’Epifania segna ufficialmente l’apertura dello Storico Carnevale di Ivrea. La musica dei Pifferi e Tamburi ha fatto da colonna sonora per le vie del centro. Il Generale dell’edizione 2016, Pierluigi Percivalle, 61 anni (lo stesso dello scorso anno), ha ricevuto sciabola e feluca dal suo Aiutante di campo, Paolo Diane. Alle 16  la Santa Messa in Duomo alla presenza delle autorità municipali e di tutte le figure della storica manifestazione.

Per Eurofidi è il crespuscolo degli dei?

eurofidi 1Eurofidi-LogotosettoSTORIE DI CITTA’  /

di Patrizio Tosetto

 

Il presidente di Eurofidi ha un mandato: fondere UnionFidi (Unione industriale) con Eurofidi. Ha senso unire due debolezze? Mia nonna diceva di no! Veniamo al dettaglio. UnionFIdi, nel corso del 2014 ha dimezzato il proprio patrimonio netto. Eurofi al 30 settembre, ha avuto una perdita di 15 milioni di euro. Piano industriale che pur prevedendo il tutto, ipotizzava una ricapitalizzazione di 50 milioni di euro

 

Il Crepuscolo degli Dei. Basta ritornare negli uffici di Via Perugia, sede centrale di Eurofidi, per rendersene conto. Fino a due anni fa l’intero gruppo impiegava oltre 600 persone, con sedi in quasi tutte le regioni del centro nord e tanti vanificati piani industriali di espansione, soprattutto nella lombardia come in Emilia e Toscana,  “patria” delle piccole e medie imprese. Un modello aziendale invidiato da altre regioni. Eurofidi, nata a supporto dell’iniziativa imprenditoriale. Sicuramente qualcosa non ha funzionato ed è da anni che si affrontavano le difficoltà coprendole per rilanciare. La crisi ha fatto il resto. Molto alleggerita la struttura operativa. Ha avuto un costo nella sua incentivazione. Intorno ai 120 -140 dipendenti Eurofidi e ridotti all’osso EuroGroup ed Eurocons, che si fonderanno fornendo servizi alle imprese associate.Tutto sotto controllo? No, purtroppo. “Divorzio” consensuale tra queste due ultime società. Diverse sedi operative, diversi i destini imprenditoriali. Euro Energy ( fotovoltaico) forse ha definitivamente venduto gli impianti in Sardegna, ma il conto economico continua a non funzionare, con relativo indebitamento con le banche. Garantito da Eurogroup quando era emanazione di Eurofidi. Prima di Natale tutto il cda di Euroventures si è dimesso nell’impossibilità d’operare. Il livornese Andrea Giani, classe 1970, lasciata la Cassa di risparmio di Ferrara, solo dopo 8 mesi operativi si dimette da direttore. Ufficialmente problemi personali. Probabilmente in disaccordo con le prospettive.

 

Il tutto “condito” da giudizi riservati ma con quel tanto di pubblico, negativi, sulla struttura dirigenziale, da parte di società specializzate nel settore della valutazione di qualità. L’avvocato Stefano Ambrosini, presidente di Eurofidi ha un mandato: fondere UnionFidi (Unione industriale) con Eurofidi. Ha senso unire due debolezze? Mia nonna diceva di no! Veniamo al dettaglio. UnionFIdi, nel corso del 2014 ha dimezzato il proprio patrimonio netto. Eurofi al 30 settembre, ha avuto una perdita di 15 milioni di euro. Piano industriale che pur prevedendo il tutto, ipotizzava una ricapitalizzazione di 50 milioni di euro. Le Banche socie si erano impegnate nel sottoscrivere l’aumento di capitale, subordinando l’allontanamento del direttore e deus ex machina Andrea Giotti. L’allontanamento è avvenuto, la ricapitalizzazione no. Altro problema? Si rilasciano poche garanzie in relazione ai costi gestionali. Dunque il conto economico non funziona: costi fissi, uscite fisse ed incertezza sui ricavi. Per UnionFidi aumenta la produttitività ma deve assorbire le perdite del confidi calabro acquistato per motivi politici. Di fatto la fusione scoraggia la necessaria ricapitalizzazione. Solo FinPiemonte partecipate ha fatto il suo dovere.

 

Le banche aspettano il 51 % della società fatta dai piccoli.  Il Banco popolare si sfila. Costi di gestione fissi, certi, ricavi incerti. Difficile, in  queste condizioni , convincere le imprese socie nel ricapitalizzare. Non ricapitalizzando gli uni, non ricapitalizzano gli altri. Restrizione del mercato e non ricapitalizzazione. Buie le prospettive. Se si vuole salvare il salvabile è necessario che la Regione Piemonte ci metta quattrini. Citando il Presidente del Consiglio, anche in questo settore valgono le regole relative agli aiuti di Stato. Alla Giunta è stato presentato un apposito piano che prevede, determinando le diverse scala di priorità, interventi per tutti i confidi piemontesi. Si aspettano risposte che non arrivano. Esperti nel settore sostengono che c’è ancora tempo. Bisogna comunque agire con celerità. Dipende dalle decisioni della politica. su questo, pur non essendo un esperto nel settore, sono meno ottimista.

L’amore non fa rumore

maiorano amoreTorino…il primo luogo in cui sono possibile!

di Francesca Petrone

 

Mi trovo sotto al porticato del tempio della musica, ancora immersa nella dimensione concertuale, dove l’armonia orchestrale riesce a valicare il brusio di qualsiasi pensiero e sentimento.

 

L’energia liberata scorre ancora nelle vene. Voglio farla mia il più a lungo possibile.

 

E’ la prima volta che suono al Conservatorio Giuseppe Verdi. E’ stato emozionante, ma oggi è un giorno speciale al di là dell’auditorium, al di là del sentire.

 

Dovrei essere in tempo per assistere all’accensione delle Luci d’Artista che, proprio nel periodo più freddo dell’anno, impreziosiscono e riscaldano il carattere della città e di chi la calpesta.

 

Non mi muovo. Aspetto con il viso proteso verso l’alto. Non dovrebbe mancare molto.

 

Ecco che Piazza Bodoni esclama L’amore non fa rumore…Eppure io un sottofondo lo percepisco. A volte proviene da dentro, altre risuona dall’esterno come un eco di cui perdiamo il controllo, come la sirena di una nave che avvisa dell’imminente approdo impossibile da fermare, come il richiamo di un viaggio di cui nulla conosciamo. L’amore riecheggia anche quando siamo obbligati a ingabbiarlo. Forse è proprio quello l’amore che, silenziosamente, fa più rumore. Più di qualsiasi altro, libero di potersi esprimere. Colpisce le sbarre del muto abisso in cui è costretto.

 

Eppure io un sottofondo lo percepisco……Che cos’è?

 

Ciò che sembra è diverso da ciò che è.

 

(Foto: Vincenzo Maiorano)

 

SALDI IN CORSO: NEGOZI DEL CENTRO PRESI D'ASSALTO, BUONE PREVISIONI PER IL COMMERCIO

saldi1Le catene di abbigliamento applicano riduzioni fino al 50%

 

saldi2I saldi invernali  2016 sono iniziati ufficialmente il 5, martedì, ma molto negozi in città avevano già dato il via a forti sconti sulla merce. Dopo i riscontri positivi nelle vendite natalizie i commercianti sperano in una nuova boccata di ossigeno.  Catene come Rinascente e Celio, attraverso le apposite card consentono ai clienti di approfittare di sconti anche fino al 50%. Molto frequentati, si prevede, saranno gli outlet di Mondovicino, che mette a disposizione le sue navette per torinesi e di Serravalle Scrivia che il giorno della Befana fa orario continuato dalle 10 alle 20. Ascom stima per i negozi del centro di Torino un incremento delle vendite del 5,7% e in periferia dell’1,2%. Davanti a molti negozi di abbigliamento nelle vie centrali si sono verificate lunghe code. I saldi in Piemonte proseguiranno fino al 1* marzo.

Calendario del Duce in edicola. A Predappio? No, a Torino

duce calendarioApologia di Fascismo? Una mera operazione commerciale o una semplice goliardata? Oppure il segno che la democrazia in Italia è ormai matura e certi fantasmi del passato non spaventano più? Ai lettori il giudizio

 

Un po’ come capita a Predappio, paese natale di Benito Mussolini (o in molti autogrill sulle autostrade italiane), anche a Torino i cimeli del Duce sembrano avere successo. Lo si direbbe osservando che alcune edicole torinesi (vedi foto) espongono – e si presuppone vendano –  il Calendario 2016 che ritrae il “fondatore dell’Impero” con elmetto e pennacchio, incorniciato da fasci littori. Apologia di Fascismo? Una mera operazione commerciale per inguaribili nostalgici o una semplice goliardata? Oppure il segno che la democrazia in Italia è ormai matura e certi fantasmi del passato non spaventano più? Ai lettori il giudizio.

 

(Foto: il Torinese)

"Strani oggi" in prima assoluta al Gobetti

teatro gobetti strani oggiRacconta le vite di una generazione che il proprio futuro l’ha scritto rinunciando o mettendo da parte ambizioni e aspirazioni, accettando qualunque, qualsiasi, qualsivoglia proposta, progetto, possibilità, etichetta

 

Per la seconda edizione della rassegna “Il cielo su Torino”, progetto dedicato alle compagnie sostenute da STT, Sistema Teatro Torino, venerdì 8 gennaio 2016, alle ore 20.45, debutterà in prima assoluta STRANI OGGI ideazione e drammaturgia di Simone Schinocca e Livio Taddeo. Lo spettacolo diretto da Simone Schinocca è interpretato da Valentina Aicardi, Francesca Cassottana, Andrea Fazzari, Federico Giani, Mauro Parrinello. Le scene sono di Sara Brigatti, i costumi di Agostino Porchietto, le musiche e gli arrangiamenti di Maurizio Lobina (Eiffel 65) e Giorgio Mirto.Strani Oggi, prodotto dall’Associazione Tedacà, sarà replicato al Gobetti sabato 9 gennaio 2016, alle ore 19.30.

 

Sono trascorsi ormai cinque anni e i padri di Strani – Ieri hanno fatto tutto ciò che dovevano, hanno lavorato fino a consumarsi perché i figli potessero crescere, studiare e prepararsi a vivere. E poi, cosa è successo? È su questa domanda che si apre Strani Oggi e racconta le vite di una generazione che il proprio futuro l’ha scritto rinunciando o mettendo da parte ambizioni e aspirazioni, accettando qualunque, qualsiasi, qualsivoglia proposta, progetto, possibilità, etichetta. Sono gli ex-giovani cresciuti all’ombra di una crisi che da condizione economica è diventata terra di mezzo, parola paludosa, sineddoche per eccellenza di un modo di vivere e di pensarsi. Senza domani nella propria terra, pronti a partire, pronti ad arrivare, in cerca di un futuro.

 

Una manciata di storie, così intime e per questo così universali, che la compagnia Tedacà ha raccolto attraverso un lungo lavoro di ricerca e condivisione, sul web e dal vivo. Una drammaturgia scritta a più mani e affidata a un cast di giovani attori diplomati alla Scuola per Attori dei Teatri Stabili di Torino e Genova, con le musiche originali di Maurizio Lobina, vincitore di World Music Award, BMI Award e dischi diamante, multiplatino e oro con gli Eiffell 65.

 

STRANI OGGI

ideazione e drammaturgia Simone Schinocca e Livio Taddeo

regia Simone Schinocca

con Valentina Aicardi, Francesca Cassottana, Andrea Fazzari, Federico Giani, Mauro Parrinello

assistente alla regia Claudia Cotza

musiche e arrangiamenti Maurizio Lobina (Eiffel 65) e Giorgio Mirto

scenografia Sara Brigatti

costumi Agostino Porchietto

progetto grafico Silvio Giordano

Associazione Tedacà

 

INFO: Tel. 011 5169555 – Numero verde 800235333

Orari: venerdì 8 gennaio 2016, ore 20.45 e sabato 9 gennaio 2016, ore 19.30.

Prezzi dei biglietti: Intero € 27,00. Ridotto di legge € 24,00

Biglietteria del Teatro Stabile di Torino | Teatro Gobetti – via Rossini 8, Torino

orari: dal martedì al sabato ore 13.00/19.00 – Vendita on-line: www.teatrostabiletorino.it

 

 

Il Presidente della Repubblica scrive alla partigiana Maria Riva

mattarella agendaEra stata proprio la maestra Riva a scrivere a Mattarella, dopo la sua visita ufficiale dello scorso 31 ottobre a Forno di Coazze

 

www.lagenda.news

 

Quando, lo scorso 31 dicembre, la maestra Maria Riva, 91enne staffetta partigiana, ha ricevuto la busta con il sigillo della Presidenza della Repubblica, non poteva credere ai suoi occhi. La busta conteneva infatti una lettera scritta a mano dal presidente Sergio Mattarella in persona che, con la sua calligrafia veloce, difficile da comprendere al primo colpo, ringrazia Maria per il suo impegno affinché la memoria della Resistenza in Val Sangone non vada persa. Era stata proprio la maestra Riva a scrivere a Mattarella, dopo la sua visita ufficiale dello scorso 31 ottobre a Forno di Coazze: “Volevo segnalargli che, purtroppo, a causa del poco tempo a disposizione, non eravamo stati in grado di affiggere la targa fuori dalla chiesa di San Giuseppe di Forno (che ricorda l’importante ruolo ricoperto da questo luogo di culto, durante la guerra civile del ’43- ’45, ndr) prima del suo arrivo, ma che, comunque, essa è stata inaugurata il 15 novembre” spiega, ancora emozionata, Maria Riva. Il presidente, dopo essersi scusato per non avere risposto tempestivamente alla missiva, a causa di alcuni impegni all’estero, ha poi sottolineato il suo “grande apprezzamento” per l’opera che la signora Riva svolge per “onorare la memoria dei caduti per la Libertà”. Con gioia fanciullesca, Maria Riva ha poi concluso: “Gli risponderò senz’altro, ringraziandolo per la sua gentilezza e, inoltre, credo proprio che farò incorniciare la sua lettera e che la appenderò in casa mia”.

STUPRA PER MESI PROSTITUTA MINACCIANDOLA DI UCCIDERLE I FIGLI

polizia e carabinieriL’uomo è stato arrestato dai Carabinieri di Torino

 

Per mesi interi un italiano di 38 anni ha stuprato e percosso violentemente con una sbarra di ferro, minacciandola anche con un coltello una prostituta. La donna è stata pure costretta a consegnargli i suoi guadagni.  L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri di Torino. Minacciava la sua vittima dicendole di conoscere la sua famiglia in Kazakistan e che avrebbe fatto uccidere i suoi figli. L’arrestato ha anche picchiato ripetutamente la coinquilina della donna, sempre di origine kazaka.