redazione il torinese

Anziano investito è grave. Il genero: "il colpevole si costituisca"

AMBULANZAL’86enne è in prognosi riservata all’ospedale Martini, con una grave emorragia cerebrale e  fratture alle gambe

 

“La persona che ha ridotto mio suocero in fin di vita si costituisca, l’omissione di soccorso è un reato gravissimo”. Filippo Mangione, genero dell’uomo di 86 anni che ieri è stato investito, si rivolge con queste parole, dichiarate all’Ansa, all’ automobilista che è poi fuggito. L’anziano è  ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Martini, con una grave emorragia cerebrale e  fratture alle gambe. “E’ accaduto ad una persona molto anziana, ma poteva succedere a chiunque: ad una donna o, peggio ancora, ad un bambino. Perché è scappato?. Se fosse stato soccorso subito, magari adesso mio suocero non sarebbe in fin di vita”. Polizia municipale, carabinieri e polizia sono alla ricerca del pirata della strada.
   

Modellismo (per grandi e piccini), che passione!

modellismo albanese“Il modellismo dinamico è la riproduzione in scala di veicoli telecomandati, che possono essere a scoppio o elettrici. Noi prendiamo i secondi, meno pericolosi e sopratutto meno impattanti”

 

 

Il modellismo, una passione che unisce grandi e piccoli, anzi molto più spesso gli adulti. Anche la Uisp è stata contagiata in questa “disciplina”. Il modellismo dinamico ha una società sportiva:  A.S.D. PiranhaTeam, Campioni Italiani Uisp 2015. Luca Albanese è il presidente ventenne, che ci racconta la storia della società fondata nel 2007.

 

Modellismo dinamico, vogliamo spiegare cos’è?

Il modellismo dinamico è la riproduzione in scala di veicoli telecomandati, che possono essere a scoppio o elettrici. Noi prendiamo i secondi, meno pericolosi e sopratutto meno impattanti, costano un po’ di più, ma necessitano anche di minore manutenzione.

 

La vostra associazione dov’è situata e quanti soci siete ? 

Siamo a Nichelino all’interno dell’agriturismo Il Giardino dei Sapori. Sono una Trentina di soci, con un’età che varia tra gli 8/10 anni (4 componenti) fino ad arrivare ad un veterano di quasi 76 anni. La nostra pista è a disposizione di chiunque voglia provare .

 

Cerchiamo di capire come funziona una gara e quali sono le caratteristiche di una pista.

Noi siamo nella categoria OffRoad, quindi utilizziamo dei Buggy e di conseguenza necessita una pista in terra con dei salti, che sia larga almeno 3 metri e una percorrenza di 210/300 metri, dotata di ostacoli e salti. E’ necessaria una struttura “palco” perchè si guidano i modellini dall’alto e deve essere posta ad un altezza di almeno 2,85 metri. Una competizione simile alla Formula Uno, con le qualifiche e poi a seguire con delle finali, ogni sessione di gara dura dai 5 ai 7 minuti e vince chi impiega meno tempo  a correre lungo la pista. Si inizia sempre con un “Briefing”, dove vengono fatte una serie di raccomandazioni come evitare parolacce, visto che ci sono tanti bambini  e comportamenti scorretti. I concorrenti che guidano sono 10 in genere e in pista ci devono essere almeno 6 persone, che fungono in un certo senso dei Recuperi. 

 

Avete dei piloti professionisti ?

Attualmente nel PiranhaTeam  io sono pilota di punta: passo  interi week end in pista ad allenarmi e a gareggiare. Un hobby di famiglia, anche mio  padre Carlo Albanese circa 20 anni fa correva anche lui, attualmente è il meccanico ufficiale. 

 

Hai degli sponsor ?

Ho sposnor Internazionali che ci aiutano con i materiali e le macchinine 

modellismo alban2

A che età hai cominciato con il modellismo?

Ho iniziato nel 2005 in una pista a Collegno, sempre con dei Buggy. La mia prima gara è stata un Campionato Regionale al quale ho partecipato con la categoria 4WD ” quattro ruote motrici” poi nel 2007 grazie a mio a padre abbiamo tirato su una pista, dove abbiamo fatto parecchi campionati italiani e regionali. Ad oggi ho vinto 3 volte il campionato italiano, con possibilità di fare campionati europei e mondiali.

Vi aspettiamo a Nichelino in Via Buffa 79 !

 

info pistamcrae.wix.com/pista-mcrae

Gioca 5 euro e ne vince 22 mila: attesa per il 6 da 39,8 milioni

money Il jackpot manca in Piemonte dal 2011, quando il 7 gennaio fu centrato un 6 da 13,5 milioni

 

Aveva giocato solo 5 euro e ne ha vinti 22mila. A Serravalle Scrivia  nell’Alessandrino un giocatore ha vinto grazie a un 5 al ‘SuperEnalotto’ in una tabaccheria. Appuntamento per il 6: in palio 39,8 milioni. Il jackpot manca in Piemonte dal 2011, quando il 7 gennaio fu centrato un 6 da 13,5 milioni a Castellazzo Bormida, sempre in provincia di Alessandria. Nel 2015 la vincita più importante è stata realizzata l’8 settembre con un 5 da 187mila euro a Villanova d’Asti.
   

Ragazza guida contromano sulla Torino-Savona, anziano esce di strada

autostrada2Gli agenti della polizia stradale l’hanno accompagnata in ospedale in stato confusionale

 

Alla guida di una Fiat Croma, ha percorso circa cinque chilometri contromano sulla Torino-Savona. Giunta alla sopraelevata di raccordo con la tangenziale, presso Moncalieri, ha causato un incidente: un anziano al volante di una Toyota Yaris è dovuto uscire di strada per evitarla. Lei è una ragazza italiana di 21 anni che è scesa dal veicolo e si è allontanata a piedi. Gli agenti della polizia stradale l’hanno accompagnata in ospedale in stato confusionale. Solo lievi ferite e tanta paura per l’anziano.

Donna di Ivrea scomparsa, aperta indagine per omicidio

ivreaHa prelevato 180 mila euro dal  conto corrente per consegnarli ad un amico di famiglia

 

Gloria Rosboch, lnsegnante di 49  di Castellamonte, è scomparsa lo scorso 14 gennaio. Ora la procura della repubblica di Ivrea apre un fascicolo per il reato di omicidio a carico di ignoti. La donna uscì di casa dicendo ai genitori di dover andare a una riunione a scuola, che non si è mai svolta. Ma prima di scomparire ha prelevato 180 mila euro dal  conto corrente per consegnarli ad un amico di famiglia. L’apertura del fascicolo sarebbe un atto dovuto per non escludere alcuna ipotesi.

Criminalità organizzata, in Piemonte si diffondono i "moderni metodi mafiosi"

tribunaleIl nuovo procuratore generale  Francesco Saluzzo ha sottolineato che la procura sarà “fortemente impegnata nello svolgimento delle sue funzioni”, con vigilanza e incisività

 

Anche in Piemonte le organizzazioni criminali  coniugano caratteristiche autoctone e moderni metodi mafiosi. Lo afferma nella sua relazione  Arturo Soprano, presidente della Corte d’appello di Torino all’apertura dell’anno giudiziario.

 

L’Ansa riporta le parole del magistrato, che  parla di  bande criminali che “dilagano a macchia d’olio” in ogni settore produttivo, anche nelle “produttive aree centrosettentrionali” italiane, dove è emersa una “accentuata e imprevista disponibilità del crimine organizzato e della delinquenza del Paese”.

 

Il nuovo procuratore generale  Francesco Saluzzo ha invece sottolineato che la procura sarà “fortemente impegnata nello svolgimento delle sue funzioni”, con “vigilanza, incisività e anche protagonismo nelle impugnazioni. Non si speri  in un ufficio che faccia dell”elogio della calma’ il suo motto”.

 

(Foto: il Torinese)

Da "Una pura formalità" di Tornatore la piece teatrale di Glauco Mauri

mauri teatro“Una pura formalità” kafkiana ha per protagonisti Glauco Mauri e Roberto Sturno

 

Uno dei film di Giuseppe Tornatore considerato tra i più belli in assoluto,  ” Una pura formalità”, viene trasposto in teatro e sarà di scena fino a domenica 31 gennaio al teatro Astra,  per la versione teatrale e la regia di Glauco Mauri, interpreti lo stesso Mauri e Roberto Sturno.Si tratta del racconto di una lunga, misteriosa notte in cui un uomo aiuta un altro uomo a cercare di capire quel viaggio stupendo e a volte terribile, ma sempre affascinante,  che è la vita.  Si tratta del racconto di un omicidio e di un famoso scrittore Onoff, che, trovato a vagare sotto la pioggia senza documenti, viene fermato per accertamenti. Un serrato interrogatorio condotto da un commissario ambiguo, duro e impietoso, diventa l’occasione per stimolare lo scrittore a comprendere, innanzitutto, se stesso. Egli ricostruira’ la sua vita pezzo per pezzo, in un’ angosciosa ricerca di prove della propria esistenza. Gli squarci che via via si aprono nella mente del protagonista permettono la ricostruzione del suo passato durante un serrato interrogatorio, che si svolge in un inquietante commissariato di polizia, in cui domina una prospettiva irregolare. Libri e faldoni sono ingrigiti dagli anni, i muri coperti da misteriosi graffiti e l’orologio è senza lancette, quasi a indicare che il tempo si sia fermato. Lo spettatore arriverà alla verità come in un thriller,  con colpi di scena continui, fino al finale del tutto inatteso.

 

Quando l’omonimo film di Tornatore uscì nelle sale nel ’94, fu accolto con una parziale diffidenza a causa  della sua inquietante novità. Ne erano protagonisti Gerardo Depardieu e Roman Polanski con Sergio Rubini.  Nello spettacolo teatrale Roberto Sturno interpreta lo scrittore Onoff e Glauco Mauri il commissario. A Tornatore fu riconosciuto un grande coraggio nell’ aver realizzato un film così teatrale, letterario e pirandelliano, che  più che raccontare una storia, suggerisce un’idea e una riflessione sulla vita,  la morte e la memoria. Il testo ha voluto suggerire l’idea che siamo tutti un po’ fuori posto, un po’ a disagio nei panni che indossiamo. La trasposizione teatrale messa in scena da Glauco Mauri risulta uno spettacolo avvincente e al tempo stesso ricco di mistero. Particolarmente significativa e inconsueta risulta la musica, rappresentata dal rumore incessante della pioggia e da cupi tuoni lontani. In un continuo passaggio dalla luce al buio, soltanto alla fine tutto si plachera’ e la pioggia cesserà,  il silenzio si farà musica e la luce si distendera’ in un chiarore. Il testo teatrale, come il film, suggerisce numerose domande necessarie all’uomo per fargli comprendere quel viaggio stupendo e, al tempo stesso difficile, che è la vita.

 

 Mara Martellotta

 

Venerdi 29 gennaio ore 21

Sabato 30 gennaio ore 18.30

Domenica 31 gennaio ore 18.

 

Teatro Astra via Rosolino Pilo 6

MARRONE, FESTA OLIMPIADI: " 350 MILA EURO SPRECATI PER LA CAMPAGNA DI FASSINO"

STADIO OLIMPICO BRACIEREolimpico arcoFESTA DEL DECENNALE OLIMPICO

 

<<La campagna elettorale chi la paga al Sindaco uscente Fassino? Ma noi torinesi ovviamente, con 350.000 euro stanziati dalla Giunta per la festa del decennale delle Olimpiadi invernali di Torino 2006: evidentemente Fassino vuole distrarre i Torinesi dal declino economico e sociale della nostra città evocando i fasti olimpici di dieci anni fa, quando il centrosinistra spendeva i fiumi di denaro pubblico elargito dai governi di centrodestra in nome della “concordia istituzionale” per ingrassare i baracconi clientelari del nascente Sistema Torino! Ma come fa Fassino ad imporre austerità ai torinesi per poi regalarsi una smaccata e grottesca autocelebrazione da fine impero in campagna elettorale già inaugurata, per giunta proprio con i loro soldi?>> attacca Maurizio Marrone, Capogruppo di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale in Comune di Torino, che annuncia

 

<<Abbiamo chiesto le comunicazioni in Consiglio Comunale del Sindaco Fassino per chiedere conto di questo spreco conclamato, sull’altare della sua campagna elettorale, di centinaia di migliaia di euro in una fase di tagli lacrime e sangue al welfare (meno 2 milioni ad anziani e disabili, meno 1,6 milioni sulle risorse destinate ad adulti in difficoltà, senzatetto e famiglie in crisi di reddito) e di maglia nera nazionale per tasse e tariffe salate (più 15% su media nazionale): esigeremo il ritiro della delibera di giunta e lo storno dei 350.000 euro su altre priorità per Torino, come la disoccupazione, l’assistenza ai più deboli o incentivi fiscali alle imprese! Se il centrosinistra impedirà il confronto, sarà ostruzionismo a tappeto senza compromessi>>.

 

(Foto: il Torinese)

A forza di essere vento..Porrajmos, il genocidio dimenticato

ZINGARI LAGERAl pari della Shoah (lo sterminio di sei milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti), durante la seconda guerra mondiale ci fu un altro genocidio. Quello dei rom e sinti, basato su analoghe teorie razziste

 

Fare memoria significa non fare mai della giornata del 27 gennaio un passaggio rituale. Ricordare l’abbattimento dei cancelli di Auschwitz  equivale a ricordare tutte le deportazioni e non dobbiamo mai smettere di farlo, pensando alla testimonianza di tutti coloro che hanno vissuto la terribile esperienza dei campi di sterminio, i sopravvissuti che non si sono mai stancati di raccontare che “questo è stato”, e i milioni di uomini, donne e bambini che nei campi di sterminio sono stati annientati, annichiliti, uccisi. Il giorno di Auschwitz ci obbliga a ricordare la deportazione degli ebrei e tutte le altre deportazioni. I Rom caddero vittime dello stesso atroce destino. Il nazismo li dichiarò “razza inferiore” e così furono costretti all’internamento, al lavoro forzato, e, infine, allo sterminio. Per raccontare ciò che accadde, usando una parola, si scrive Porrajmos, o Samudaripen, ma in pochi lo leggono o sanno che cosa vuol dire. Al pari della Shoah (lo sterminio di sei milioni di ebrei nei campi di concentramento nazisti), durante la seconda guerra mondiale ci fu un altro genocidio. Quello dei rom e sinti, basato su analoghe teorie razziste. In lingua romanì, quella parlata dai rom, porrajmos vuol dire proprio distruzione: l’annientamento di almeno 500mila persone di etnia rom e sinti nei lager dell’Europa Orientale, ma anche in Italia, come nei campi di Agnone, di Berra e nelle Tremiti. Furono uccisi in Unione Sovietica e in Serbia e deportati nei campi di concentramento di Bergen-Belsen, Sachsenhausen, Buchenwald, Dachau, Mauthausen, Ravensbruck. Una bella canzone di Fabrizio De Andrè  “Khorakhané ( A forza di essere vento)” li ricorda: “..i figli cadevano dal calendario/ Jugoslavia,Polonia,Ungheria/ i soldati prendevano tutti/ e tutti buttavano via..”. I khorakhané (alla lettera: i “lettori del Corano”) sono una tribù rom musulmana di origine serbo-montenegrina. Il viaggio per i rom è necessità e tradizione, ma nella canzone di De Andrè diventa molto di più: è il simbolo stesso della libertà.

 

LiZINGARI LAGER2La libertà è come il vento, che può viaggiare continuamente da est a ovest e da nord a sud. Ma nel vento, dopo essere stati cremati nei lager, ci finirono a centinaia di migliaia. Furono, come già ricordato, almeno mezzo milione gli Zigeuner – usando il termine dispregiativo tedesco, cioè gli “zingari”– uccisi nei campi di sterminio nazisti dagli assassini con la croce uncinata. Oltre ventimila nel solo Zigeunerlager, il campo loro riservato dentro al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, tra il febbraio 1943 e l’agosto 1944. A migliaia trovarono la morte Jasenovac, sulla sponda sinistra del fiume Sava, nel campo costruito nel 1941 dal regime ustascia di Ante Pavelic. Un regime nato il 10 aprile di quell’anno con il sostegno della Germania nazista e dell’Italia fascista. A quel tempo la  Repubblica Indipendente di Croazia NDH, si estendeva dall’attuale territorio della Croazia – esclusa l’area occupata dall’esercito di Mussolini – alla Bosnia Erzegovina e parte della attuale Serbia. Dopo il 1945 altre persecuzioni sono seguite, con il mondo rimasto a guardare. Solo venti anni fa si è parlato di pulizia etnica in ex Jugoslavia, dall’altra parte dell’Adriatico, davanti a noi. E le cancellerie hanno lasciato fare, prima di intervenire. Il giorno della memoria, per essere utile, deve servire a scolpire in noi, nella nostra coscienza civile  l’inaudita eredità della storia dietro di noi. Non dobbiamo mai abbassare la guardia sui nostri valori. Il rispetto di tutte le etnie, l’accoglienza, il loro diritto di cittadinanza, non possono essere parole vuote. Sono le nostre azioni concrete a dare senso a ciò in cui diciamo di credere. Sono i valori della nostra Costituzione, un testo bello e attuale che spesso qualcuno vuole peggiorare. Le semplificazioni del quotidiano invece, e spesso, ci allontanano dalla memoria di quel che è stato e ci inducono a sottovalutare i mai sopiti segnali di intolleranza verso le differenze. Ricordare tutte le deportazioni serve a far sì che le nostre città siano luoghi di accoglienza e rispetto di tutti. Ad ognuno di noi, per ciò che può e per ciò che deve, il compito di renderlo possibile.

 

Marco Travaglini

Un velo di stupidità: se Rohani arrivasse a Torino quali statue "osé" copriremmo?

dora palloniIn attesa che si trovi il “colpevole” del giallo sulla copertura delle statue capitoline, in occasione della visita a Roma del presidente iraniano Hassan Rohani (che anche il ministro per i beni culturali, Dario Franceschini ha definito “scelta incomprensibile”) facciamo un gioco

 

In attesa che si trovi il “colpevole” del giallo sulla copertura delle statue capitoline, in occasione della visita a Roma del presidente iraniano Hassan Rohani (che anche il ministro per i beni culturali, Dario Franceschini ha definito “scelta incomprensibile”) facciamo un gioco.Se il leader iraniano fosse giunto in visita a Torino, quali statue avrebbero potuto urtare la sua sensibilità? Quali opere d’arte raffiguranti nudità classiche sarebbero state velate dalla pudicizia censoria della municipalità torinese?matisse torino2

 

quattro stagioni venariaPer esempio, le settecentesche “Quattro Stagioni” di Simone Martinez, nipote di Filippo Juvarra, sculture ora esposte alla Reggia di Venaria, dopo una permanenza ultrasecolare ai Giardini reali.

 

E che dire delle statue celebrative del Ponte Umberto I di corso Vittorio, con il seno prosperoso benpnte umberto I visibile nel gruppo bronzeo della Pietà, oltre alla presenza di numerosi nudi virili?

 

O dei dipinti “licenziosi” esposti alla Mostra di Matisse a palazzo Chiablese, e delle nudità imponenti che rappresentano in stile littorio il Po e la Dora in piazza Cln? Stendiamo anche qui un velo pietoso.

 

Abbiamo citato solo alcune opere d’arte “osé” presenti a Torino, le prime che ci sono venute in mente. Chiediamo ai lettori di indicarcene altre che un velo (di stupidità) potrebbe coprire in caso di visita ufficiale del presidente iraniano sotto la Mole.