redazione il torinese

Letizia Maria Ferraris: cuore, intelletto, azione

ferraris maria letiziaponte mole vittorioUmiltà e vita associativa, dedizione verso il prossimo, per un nuovo modo onesto di fare politica

 

Letizia Maria Ferraris è un avvocato torinese affermato che ha sempre respirato in famiglia il senso del dovere e dell’impegno per gli altri. Questi valori familiari l’hanno portata, negli anni della formazione, prima liceale all’Istituto religioso Rosmini, poi durante quella universitaria, presso la Facoltà di Giurisprudenza di Torino, a impegnarsi nell’associazionismo, presso la Caritas di Torino, divenendo poi consulente in materia giuridica del Cardinal Saldarini.  Ora ha sentito l’esigenza di mettere le sue competenze, sia professionali sia quelle maturate nell’associazionismo, al servizio della politica cittadina, decidendo di candidarsi alle prossime elezioni amministrative nelle liste dei Moderati.

 

“Ritengo che in politica – afferma Letizia Maria Ferraris – e nella gestione del potere, la più nobile delle professioni, sia fondamentale l’umiltà. Se si assumono maggiori responsabilità nello svolgimento di un servizio da parte di una persona, e questa non è adeguatamente strutturata, si verifica che perda la sua capacità di lucidità e si faccia sormontare dai problemi. Nella gestione della cosa pubblica è fondamentale possedere la capacità di elaborazione del pensiero e una buona dose di criticità”.

 

” Il compito del politico è simile a quello del genitore – prosegue l’avvocato Ferraris –  Se si ha in mano la sorte del bene comune, come quella di un figlio, non si possono spostare i problemi, ma bisogna risolverli. Nella vita per esempio, non ci si può dimettere dal ruolo di madre ( io sono mamma di 4 figli e per me il compito genitoriale è costante nella mia vita quotidiana). In questa fase di preparazione alla candidatura politica ritengo fondamentale coinvolgere il pubblico in sessioni di lavoro e dibattiti, in cui i futuri elettori possano venire a conoscenza dei metodi e si confrontino sui problemi reali e quotidiani della città”.

 

” Nella mia professione – aggiunge Letizia Maria Ferraris – è fondamentale il compito di educare i clienti. Educazione, secondo me, infatti,  significa prevenzione. Spesso mi occupo di fenomeni d’impresa e mi capita sovente di aiutare il cliente a evitare catastrofi. Voglio applicare questo stesso metodo alla politica. Non desidero raccogliere intorno a me elettori fantasma. È indispensabile che sia presente la consapevolezza da parte di ciascun elettore di far parte della realtà amministrativa cittadina. Da parte di una persona impegnata in politica è fondamentale la capacità di competenza e quella di ascolto.

 

I temi di cui mi sto occupando e che mi stanno più a cuore, al centro del mio impegno elettorale per i torinesi, sono la famiglia, l’impresa,  la giustizia, l’amministrazione. 

I nostri imprenditori spesso delocalizzano la produzione a causa dell’eccessiva tassazione e perché in Italia manca nel campo penale la certezza della pena. Per ovviare a questo problema sarebbe necessario aumentare il numero dei giudici e prevenire i reati, attuando una politica di informazione,  di acculturamento,  di miglioramento della convivenza civile”.

“Infine – conclude l’avvocato Ferraris – sarebbe veramente un traguardo raggiunto se oggi la politica riprendesse a nascere, come un tempo, in seno alla vita associativa. In questo ambito il ragazzo accetta, infatti, con uno spirito diverso che in famiglia, le regole imposte, che magari sono molto simili o addirittura le stesse di quelle impostigli dai genitori.  Oggi le famiglie, purtroppo, stanno diventando sempre più individualiste e la formazione completa di una persona, futuro cittadino responsabile nella vita, sia familiare sia civile, non può che passare proprio attraverso altre forme di dedizione al prossimo, per favorire la crescita di un uomo migliore”.

 

Mara Martellotta

In un libro il mondo fantastico delle leggende delle Alpi

Crosa alpiAlpi CrosaStreghe e folletti, uomini selvatici, peccati e peccatori

 

La fiamma scoppietta per legna odorosa. “Su,cara vecchietta,non dici qualcosa? Sei stanca? Coraggio…io voglio leggende soavi o tremende”. Paolo Crosa Lenz non poteva scegliere testo migliore di questa frase del poeta don Remigio Biancossi, sacerdote bognanchese, per  aprire il suo libro “Leggende delle Alpi. Il mondo fantastico in Val d’Ossola”. Il volume, edito dal domese Grossi, raccoglie duecento fiabe e leggende delle valli ossolane, frutto di trent’anni di ricerca da parte dell’autore. Un lavoro, come ricorda lo scrittore-alpinista “di ricerche d’archivio e di peregrinazioni sui monti, parlando con la gente e leggendo antiche carte”.La ricerca, utilizzando la metodologia della “storia orale”, è avvenuta tra il 1979 e il 1981. “ Tutti gli informatori non ci sono più, ma il loro contributo (fissato su nastro magnetico e trascritto dal dialetto) rimane nel tempo”, sottolinea Crosa Lenz. “Erano tutti gente di montagna, che non aveva visto il ‘grande mondo’ (al massimo Roma per il Giubileo del 1950 con il pellegrinaggio parrocchiale), ma pure, ad un giovane ricercatore, quel loro mondo interiore pareva ‘grande’. La raccolta è continuata per tre decenni, scrivendo la memoria di uomini e donne incontrati in peregrinazioni per boschi ed valli, chiedendo conferme a dicerie di paese o storie di alpeggi, di boschi e di animali, mettendo sempre da parte, come un bene prezioso, un vecchio articolo di giornale, una fotocopia di rivista o una nota bibliografica”. Così la ricerca so è trasformata in un atto d’amore verso questa terra di confine, di alte montagne, boschi e alpeggi, valli profonde e villaggi di legno e pietra. Portando in se un segno, una dichiarazione di rispetto profondo per le Alpi e la sua gente, che per secoli ha modellato la montagna e costruito un paesaggio rurale che oggi sta sbiadendo. In questo catalogo del mondo fantastico della montagna la memoria storica degli alpigiani, di pastori e boscaioli, costruisce l’identità di un territorio. “Niente è inventato, è la cultura tradizionale degli uomini delle Alpi che parla con la voce dei narratori”, afferma Paolo Crosa Lenz. Così, letti attraverso la lente della fantasia e dell’immaginario popolare, prendono corpo i sogni e le paure dei montanari, le diffidenze e un antico senso di solidarietà comunitaria, ma anche lo sguardo divertito verso la vita, l’accettazione di fatiche e sofferenze che  comporta il vivere nelle “terre alte”, seguendo i ritmi delle stagioni. Un elemento comune alle fiabe popolari – ricordano autore ed editore – è il “senso del meraviglioso”, proprio della cultura contadina (la “magia” sempre nuova di un seme che diventa frutto), che appare chiaramente nelle fiabe sui folletti e gli “uomini selvatici” dove la natura misteriosa dei boschi e delle montagne si anima e si personifica per entrare in contatto di incontro e di scambio con i protagonisti reali di questo ambiente, i montanari nei loro vari mestieri e attività. Così, attraverso il filtro della memoria, si sente l’eco profondo che viene da secoli di vita in montagna, di eventi realmente accaduti che – attraverso le memorie e la trasmissione orale dei racconti – si sono trasformati in leggende. Un patrimonio da non  disperdere e che può “aiutare a dare un senso e uno scopo al nostro vivere turbinoso”.

 

Marco Travaglini

 

Si costituisce donna che ha investito anziano. Un 93enne investe ciclista e fugge

AMBULANZA

Nel Cuneese, a Savigliano, un 93enne alla guida di un’auto, ha travolto una 55enne

 

L’automobilista che sabato ha investito un pensionato di 89 anni in corso Peschiera e poi è fuggito si è finalmente costituito. E’ una donna di 63 anni che, dopo avere appreso dai giornali dell’incidente – del quale non si sarebbe accorta – si è presentata spontaneamente in una stazione dei carabinieri. La sua auto, una Citroen Picasso è stata sequestrata. E’ scattata una denuncia per fuga omissione di soccorso. L’anziano rimasto ferito è  ricoverato all’ospedale Martini in prognosi riservata.

 

Nel Cuneese, invece, a Savigliano, un 93enne alla guida di un’auto, ha travolto una 55enne che stava percorrendo il centro in  bicicletta. La donna, ora ricoverata all’ospedale,  è stata sbalzata  sul parabrezza della vettura, poi è caduta a terra. Il conducente, spaventato, è fuggito ma è stato rintracciato dai carabinieri. E’ stato disposto il sequestro del veicolo, il ritiro della patente e la denuncia in stato di libertà per fuga e omissione di soccorso.

Campagna elettorale al via, anche i grillini si affidano ai manifesti "tradizionali"

rosso robertoLA GANGAappendino2LA VERSIONE DI GIUSI /

di Giusi La Ganga

 

Deploriamo le degenerazioni del tifo sportivo e non ci accorgiamo che il tifo politico è assai peggiore e non alimenta quel confronto civile che è alla base della democrazia

 

In questo week-end di gennaio due episodi hanno chiarito come si metterà la campagna elettorale per l’elezione del Sindaco di Torino.

 

   Sono comparsi i manifesti (piccoli e grandi) della candidata del Movimento 5 Stelle.   In genere l’uso dei manifesti, soprattutto a molti mesi dall’evento elettorale, era abitudine soprattutto dei candidati di centrodestra (recente la riapparizione del faccione di Roberto Rosso), che, potendo disporre di molte risorse, si portavano avanti con la propaganda in anticipo rispetto ai tempi normali. La scelta dei Cinque Stelle di fare altrettanto induce a qualche considerazione.  Innanzitutto che ci credono e cominciano a investire. In questo non c’è nulla di male, naturalmente.

 

Salvo la contraddizione con la loro sempre dichiarata avversione a queste modalità “tradizionali” di comunicazione, contro le quali scagliavano anatemi, in nome della “democrazia del web”, che poteva coinvolgere ad uno ad uno i singoli elettori, resi così protagonisti attivi e non spettatori. Ma cosa c’è di più passivo che contemplare facce più o meno gradevoli (e Chiara lo è) proposte come un modello di auto o come un detersivo?   Confesso che questa polemica grillina a me non dispiaceva, perché contrastava la tendenza a trasformare la lotta politica a semplice marketing, sulle orme del più grande nel settore, Silvio Berlusconi.

 

Vedere quindi che anche i Cinque Stelle si vanno omologando mi ha sorpreso e colpito. Confermandomi nell’opinione che, come tutti gli altri “cavalli di battaglia” (dagli scontrini alle spese elettorali), anche questo si vada sbiadendo, man a mano che il movimento diventa un partito come gli altri.

 

 Ma il secondo episodio è quello più significativo.  Quando un assessore comunale ha messo in evidenza tali questioni su Facebook, in forme educate e legittime, apriti cielo! E’ venuto giù il web. Repliche piccate (e ci sta), irritazione e fastidio (comprensibili quando si è punti sul vivo), ma anche aggressioni verbali e polemiche dai toni eccessivi ( e questo va meno bene, soprattutto se fossero l’inizio di una campagna tutta così).

 

I social networks sono strumenti magnifici, ma non devono essere un luogo senza regole.  Serpeggia in Italia, e i grillini ne sono parte rilevante, una sorta di squadrismo del web, dai toni ultimativi e minacciosi, che non è accettabile. Deploriamo le degenerazioni del tifo sportivo e non ci accorgiamo che il tifo politico è assai peggiore e non alimenta quel confronto civile che è alla base della democrazia.

 

 Chiara, che, al di là delle diverse posizioni, non ho mai nascosto di stimare e apprezzare, non può essere la foglia di fico, sorridente e perbene, che nasconde uno stile politico inaccettabile, che trasforma tutto in rissa e che tratta quelli che non la pensano come noi, come oggetti del pubblico disprezzo.

 

(Foto: il Torinese)

Legambiente choc: "Respiriamo aria fuorilegge nell'82% del territorio piemontese"

MalariaTra le proposte l’associazione evidenzia: incrementare il trasporto su ferro con 1000 treni per i pendolari, incentivare la mobilità sostenibile attraverso 100 strade per la ciclabilità urbana, limitare la circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti (auto e camion) sul modello di Parigi

 

In Piemonte l’aria che respiriamo è fuorilegge nell’82% delle centraline di rilevamento.  I dati sono forniti da Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, nell’ambito dell’indagine Mal’Aria. A Torino, Asti, Alessandria, Novara e Vercelli nell’anno appena terminato  neanche una stazione Arpa rispetterebbe il limite dei 35 giorni di sforamento consentiti per le PM10. A Torino (Rebaudengo) con 99 sforamenti si verifica la situazione più critica in assoluto. Poi Asti (Baussano) con 92, Alessandria (D’Annunzio) 84, Vercelli (Gastaldi).Il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico e acustico nelle città italiane conferma che il 2015 è stato un anno da codice rosso, segnato da un’ “emergenza” smog sempre più cronica.

 

“Non si può più aspettare. E’ ormai da troppo tempo che sollecitiamo senza successo l’assessore regionale all’Ambiente Valmaggia perchè la Regione aggiorni in tempi brevi il piano sulla qualità dell’aria, vecchio di 14 anni – spiega  Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta-. Chi ha responsabilità politiche deve dare soluzioni concrete per abbandonare o ridurre drasticamente l’uso dell’auto di proprietà, ancora la principale responsabile delle concentrazioni di inquinanti nell’aria. Ma è fondamentale che si incida anche in campo energetico, del verde urbano e dell’agricoltura. Perché ciò avvenga in tutto il Piemonte in modo strutturale e coordinato, facendo un passo avanti rispetto alle politiche emergenziali o alle iniziative spot messe in atto dai diversi comuni, è indispensabile un forte coordinamento regionale. Ma sembra ormai evidente che la Regione Piemonte non ritiene prioritarie le politiche antismog, così come gran parte dei Sindaci che continuano ad osservare il fenomeno o, al più, a mettere in campo iniziative di propaganda. Si devono invece gettare basi concrete per politiche efficaci e lungimiranti, a partire dal settore della mobilità prevedendo forme di disincentivo a quella privata”.

 

Secondo Legambiente per combattere l’inquinamento atmosferico, “è indispensabile un cambio di passo nelle politiche della mobilità sostenibile, potenziando il trasporto su ferro, l’uso dei mezzi pubblici e la mobilità nuova, e rendere così le auto l’ultima delle soluzioni possibili per gli spostamenti dei cittadini. Oggi l’Italia continua ad avere il record di auto per numero di abitanti: il tasso di motorizzazione arriva a 62 auto ogni 100 abitanti a Torino o ai 68 di Cuneo e Biella, contro le 25 auto ogni 100 abitanti di Amsterdam e Parigi o le 31 di Londra.

Tante auto portano anche a città sempre più rumorose”.

 

Legambiente  ricorda che in Italia sono circa  sei milioni (il 10% della popolazione) i cittadini esposti al rumore prodotto dal traffico stradale a livelli giornalieri inaccettabili secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Le persone esposte, invece, ad elevati livelli di inquinamento acustico durante la notte sono quasi cinque milioni. Tra le altre proposte l’associazione evidenzia: incrementare il trasporto su ferro con 1000 treni per i pendolari, incentivare la mobilità sostenibile attraverso 100 strade per la ciclabilità urbana, limitare la circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti (auto e camion) sul modello di Parigi.

Locatelli (PRC – SE): "Torino e Sinistra in Comune. Da oggi si parte tutti assieme"

ARCHITETTURA

“L’appoggio alla candidatura a sindaco di Giorgio Airaudo da parte di un arco ampio di forze di sinistra”

 

Ezio Locatelli, segretario provinciale Prc-Se, ha rilasciato la seguente dichiarazione:

 

“Bene, adesso si parte per davvero tutti assieme. La riuscita assemblea che si è tenuta  a Torino ha sancito l’appoggio alla candidatura a sindaco di Giorgio Airaudo da parte di un arco ampio di forze di sinistra. Un arco plurale costruito sul riconoscimento e la convergenza di storie e culture diverse avendo come riferimento non solo le forze politiche ma anche forze sociali, dell’associazionismo e singole personalità. Tutte unite nella convinzione di dover dare battaglia alle politiche portate avanti da Fassino, sindaco in carica, e da un Pd sempre più identificati con le politiche liberiste del governo Renzi in materia di privatizzazioni, di taglio della spesa pubblica, di svendita del patrimonio pubblico, di svalorizzazione del lavoro. Tutte ricette che hanno portato nel corso degli anni nient’altro che ad un aumento delle ineguaglianze e delle insicurezze sociali, ad un peggioramento ambientale e della qualità della vita, ad un impoverimento di massa. Ora l’alternativa c’è, si chiama “Torino in comune” di cui fa parte Rifondazione Comunista al pari di altre forze politiche e della società civile. L’unità ampia e plurale di queste forze è la vera novità, il vero punto di forza che saprà fare la differenza in occasione delle prossime elezioni amministrative”.

CYRANO DE BERGERAC giovedì 4 febbraio al Teatro Concordia

TORINESE XXCONCORDIA LOGO

CYRANO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INFORMAZIONE COMMERCIALE

 

Coupon valido per 1 BIGLIETTO OMAGGIO per Giovedì 4 Febbraio 2016, ore 21 al Teatro Concordia di Venaria.

TITOLO: CYRANO DE BERGERAC

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inoltre

 

Coupon valido per 2 biglietti al costo di 1 (€.18,00) per Giovedì 4 Febbraio 2016, ore 21 al Teatro Concordia di Venaria.

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Stampare e presentare alla cassa del Teatro

 

«Attraverso Cyrano, – scrive Jurij Ferrini – Edmond Rostand si rivolgeva, secondo il ricordo del figlio Maurice “ad una generazione senza più alcuna fede. I giovani che ascoltavano i colpi inferti all’animo di Cyrano, e che si consolavano con il suo pennacchio, erano già i condannati del 1914”. Rostand diede loro la forza di morire senza disperarsi. Non potendo impedire che morissero da martiri, gli diede il coraggio di essere eroi; ed è per questo che Cyrano de Bergerac è qualcosa di più di una commedia eroica in cinque atti: essa è un vero e proprio inno romantico al valore».

Il FAI al Carnevale di Ivrea 2016

MASINO2Grazie alla collaborazione con la Fondazione dello Storico Carnevale  il Castello e Parco di Masino sarà “presente” al Villaggio Arancio con uno stand dedicato. Al Villaggio Arancio da sabato 6 a martedì 9 febbraio 

 

 

La collaborazione tra il Castello e Parco di Masino a Caravino (TO) e la Fondazione dello Storico Carnevale di Ivrea, avviata nel settembre 2015 in occasione della manifestazione “Tre Giorni del Gusto: Paesaggi italiani e Artigiani del Cibo, prosegue e si rafforza con la presenza, da sabato 6 a martedì 9 febbraio 2016, di uno stand del FAI – Fondo Ambiente Italiano nell’area dedicata al Carnevale in centro a Ivrea: il Villaggio Arancio.

 

Presso questo speciale banco FAI sarà possibile trovare informazioni sul Castello di Masino a Caravino (TO), affacciato sulla pianura del Canavese e immerso in un grande parco romantico, e sugli altri beni del Fondo Ambiente Italiano in Piemonte: il Castello della Manta (CN), fortezza medioevale con uno straordinario ciclo di affreschi tardogotici, e Villa Flecchia a Magnano (BI), che custodisce la preziosa Collezione Enrico con quadri di paesaggio piemontese di tardo Ottocento e primo Novecento. Sarà anche possibile iscriversi e rinnovare l’iscrizione al FAI: gli iscritti riceveranno in omaggio il pin ufficiale dello Storico Carnevale di Ivrea.masino 2

 

Inoltre domenica 7 febbraio ci sarà un motivo in più per partecipare alla giornata clou di questa tradizionale e amata manifestazione, che attira ogni anno migliaia di turisti da tutto il mondo: l’acquisto del biglietto di ingresso all’evento darà infatti diritto a uno sconto del 30% per una visita al Castello di Masino o al Castello della Manta, da effettuarsi tra il 2 marzo – giorno di riapertura al pubblico dopo la chiusura invernale – e il 31 luglio 2016.

 

Sempre nella giornata di domenica i bambini potranno partecipare ad attività ludico-didattiche gratuite coordinate dagli operatori museali del FAI e organizzate presso lo stand dedicato, allestito nel Villaggio Arancio. In particolare, dalle ore 14 alle 17 ai più piccoli verrà proposto il “tiro al castello”, un divertente gioco che, come la “Battaglia delle arance”, rievocherà la rivolta del popolo contro la tirannia del feudatario. I partecipanti (età minima consigliata 4 anni) potranno decidere se arruolarsi nelle armate del feudatario, indossando elmo e scudo, o in quelle del popolo e, a seconda del gruppo scelto, verranno fatti sistemare fuori o dentro una luccicante sagoma di castello a misura di bambino. A quel punto avrà inizio la “sfida” con palle di spugna da lanciare al posto delle tradizionali arance.

Al termine palloncini colorati in regalo per tutti!

 

 

CARNEVALE IVREAPer consultare il programma completo dello Storico Carnevale di Ivrea: www.storicocarnevaleivrea.it

 

Per informazioni, giorni e orari di apertura dei beni del FAI in Piemonte:

 

Castello e Parco di Masino, Caravino (TO) tel. 0125.778100; faimasino@fondoambiente.it

www.castellodimasino.it

 

Castello della Manta, Manta (CN) tel. 0175/87822; faimanta@fondoambiente.it

www.castellodellamanta.it

 

Villa Flecchia e Collezione Enrico, Magnano (BI) tel. 0156 79195 – 0125 778100; faiflecchia@fondoambiente.it

 

Per maggiori informazioni sul FAI: www.fondoambiente.it   

Family Day, i politici torinesi a Roma: "Una piazza così non si è mai vista, va ascoltata"

ruffino family 2ruffino familyCentinaia i rappresentanti del Piemonte, molte associazioni religiose e singoli cittadini giunti nella Capitale

 

“Una piazza così non si è mai vista: la politica non può non ascoltarla. Sarebbe sorda e cieca”. Sono le parole della vice presidente del Consiglio Regionale, Daniela Ruffino, (nelle foto)  che ha preso parte al Family Day di Roma, dove ha accompagnato un pullman di oltre 70 persone, partite ieri sera dal Torinese per partecipare alla giornata. Centinaia i rappresentanti del Piemonte, molte associazioni religiose e singoli cittadini giunti nella Capitale.

 

“Quando un atto si ripete tre volte diventa consuetudine ha detto il Rabbino Capo di Roma al Papa – prosegue Ruffino – Vale anche per questa piazza, che riempie il cuore e dice #renziciricorderemo. La famiglia non può essere l’istituto ultimo e negletto, in Italia. Il popolo che crede in essa, un popolo dato per disperso, oggi si è manifestato. Per me, essere qui è una delle tappe del mio percorso di vita. Da sempre difendo le politiche a favore della famiglia. L’ho fatto da sindaco, prima, e continuo a farlo ora nel mio nuovo ruolo, lavorando a una legge regionale sulla famiglia, che ancora manca in Piemonte. Perché la famiglia è il luogo in cui si realizzano le personalità e non c’è nulla di più bello, al suo interno, del dono di una creatura. Il ddl Cirinnà, però, vuole mettere un prezzo ai nostri figli. Ma non si può mercificare il corpo di una donna. I figli non si pagano”.

 

A Roma anche Massimo Introvigne, presidente di Alleanza Cattolica e Silvio Magliano, vicepresidente del Consiglio comunale.

 

Immancabile la polemica: per partecipare alla manifestazione i consiglieri di Forza Italia Vignale e Porchietto avevano inoltrato all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale una richiesta di missione istituzionale, non concessa dal presidente dell’Assemblea Mauro Laus che commenta: “contrariamente a quanto affermano la missione  non solo prevede un rimborso spese, ma prevede anche un pronunciamento ufficiale che da nessuno è stato richiesto. Sull’adesione al Family Day non si è mai discusso in nessuna sede e forse proprio questo ha indotto i colleghi a cercare, negli ultimi giorni, una scorciatoia per guadagnarsi un titolo sui giornali. Non ho poi timore di dire che avrei avversato l’ipotesi di una adesione istituzionale. Il motivo è semplice: il Gay Pride che abbiamo patrocinato a giugno è una manifestazione volta a invocare diritti di cui alcune persone dispongono e altre no, nel Family Day invece non c’è l’elemento del torto da riparare. E mi sembra davvero un giudizio visionario identificare quella manifestazione come il “sindacato della famiglia tradizionale”

 

TORINO-HELLAS VERONA 0-0: I GRANATA DEVONO ACCONTENTARSI DI UN PUNTO

HELLAS VERONA TOROVentura e i suoi hanno conquistato una sola vittoria nelle ultime sette partite, quella contro il Frosinone, e se dopo l’arrivo di Immobile l’andamento della squadra sembrava essere tornato ad essere positivo, la prestazione a tratti blanda dei granata non sembra confermare questa ripresa

 

Torino (3-5-2): Padelli; Maksimovic, Jansson, Moretti; Bruno Peres, Acquah (12′ st Baselli), Gazzi, Benassi, Molinaro (12′ st Zappacosta); Immobile (43′ st Martinez), Belotti. All. Ventura.

Hellas Verona (4-4-1-1): Gollini; Pisano, Moras, Helander, Albertazzi (32′ st Fares); Wszolek (34′ st Bianchetti), Ionita, Greco, Jankovic; Gomez (10′ st Pazzini); Toni. All. Delneri.

 

Poteva essere l’occasione per il Torino di tornare a vincere ed interrompere la scia negativa che dura già da un po’, in casa contro l’Hellas Verona, ultima in classifica ancora a secco dei 3 punti. Poteva, appunto, dato che la realtà dei fatti vede solo un match a porte inviolate, con due squadre in campo non abbastanza incisive da fare di più. Ventura e i suoi hanno conquistato una sola vittoria nelle ultime sette partite, quella contro il Frosinone, e se dopo l’arrivo di Immobile l’andamento della squadra sembrava essere tornato ad essere positivo, la prestazione a tratti blanda dei granata non sembra confermare questa ripresa. Di motivazioni per far bene ne aveva molte, quindi, il Toro, in questo match non troppo insidioso, almeno sulla carta. Ed era partito abbastanza agguerrito, infatti, nella prima frazione di gara, controllo di gioco poi ribaltatosi però nel secondo tempo. I primi tentativi arrivano per mano, anzi per piede sinistro di Belotti sul quarto d’ora che termina però alto sopra la traversa. Tanto possesso palla, ma poca iniziativa per i granata, si intende quella decisiva che porti la squadra in vantaggio e sblocchi la partita. Ci mette del suo però quasi alla mezz’ora di nuovo il Gallo che scarica il destro fermato non alla perfezione da Gollini. Fiammate a parte, gli attaccanti se la dormono abbastanza, soprattutto Immobile che ancora non riesce ad entrare in partita. Per non parlare poi della compagine avversaria praticamente inesistente. A ridestare dal torpore ci pensa questa volta Benassi poco dopo la mezz’ora che tira un destro da fuori aria, intercettato questa volta alla perfezione dal portiere avversario. E’ ancora il numero 15 granata a provare a smuovere qualcosa prima dell’intervallo, prima su una ribattuta di Immobile, poi su un colpo di testa che impegna ancora una volta Gollini, per il momento migliore in campo tra i suoi. Non di certo da fuochi d’artificio lo spettacolo della seconda frazione di match, ma con la squadra ospite maggiormente propensa a spostarsi in avanti per cercare di creare pericolo. Dall’altra parte meno presente il Torino, molto spesso fermo solo a centrocampo. Prima della mezz’ora si porta in avanti Wszolek che però non serve Toni completamente solo in area di rigore e perde l’occasione per centrare il gol. A questo risponde il solito Benassi ancora troppo impreciso, che dopo essersi liberato di tre avversari scarica di nuovo il sinistro troppo in alto. Finalmente una vera chance per la squadra di Delneri con Jankovic dalla destra, Toni anticipa sia Maksimovic che Padelli ma non trova la porta. Si fa vedere anche Immobile a 10′ dalla fine, cerca il pallonetto ma Gollini risponde presente. Spreca tanto ora il Torino che sul finire del match sembra essersi ridestato e vuole metterla dentro. Dentro non va, però, neanche in fase di recupero con il neo entrato Martinez che a porta completamente vuota manda clamorosamente fuori. Vittoria che sfuma in casa Toro, è ancora un altro punto di cui si deve accontentare.

 

Valeria Tuberosi