redazione il torinese

Arriva “CIRCO IN PILLOLE – prove d’artista”

circo 2XIII edizione. Direzione scenica a cura di Francesco Sgrò e Riccardo Massidda. 

 

7 febbraio 2016 ore 21

 

Domenica 7 febbraio 2016 alle ore 21:00 presso i locali della FLIC Scuola di Circo di via Magenta 11 a Torino viene presentato al pubblico “Quesito 21”, il terzo appuntamento stagionale di “Circo in Pillole – Prove d’artista”, rassegna che propone un appuntamento al mese fino ad aprile e ad ingresso gratuito e che rientra nel più ampio contenitore denominato “Prospettiva Circo”, progetto artistico triennale sostenuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo.
   
“Circo in Pillole” è una rassegna-tirocinio che da 13 anni permette agli allievi della scuola di sviluppare ed allenare la relazione con il pubblico e con il palcoscenico. Importanti occasioni per mettere immediatamente in pratica il percorso formativo seguito nell’ultimo periodo. Studi collettivi sull’atto scenico circense ed eventi privilegiati di sperimentazione tra un pubblico attento e disponibile ed una scuola che apre le sue porte e si trasforma in palcoscenico per i suoi allievi. Gli studenti acquisiscono anche altre competenze perché partecipano a tutte le fasi di creazione  sotto la supervisione di registi di elevata esperienza, di tecnici luci ed audio, ecc..

 

“Quesito 21” nasce da un lavoro di una settimane condotto da Francesco Sgrò, direttore artistico della FLIC, e dal docente Riccardo Massidda, con i 65 allievi della Scuola: i 43 ragazzi iscritti al “Biennio Professionale” e i 22 ragazzi iscritti al “Terzo anno di Ricerca Artistica Individuale”,  il 60% dei quali proviene dall’estero e la metà da paesi extra europei, grazie all’importante valenza internazionale assunta dal centro di formazione sul circo contemporaneo che da anni crea nel cuore di Torino un melting-pot culturale e artistico di alto livello.

 

“Quesito 21” sarà la conclusione di un lavoro di ricerca su elaborati personali e sulla loro giusta  collocazione all’interno della creazione corale che li trasforma ed arricchisce.

Francesco Sgrò descrive così le linee guida di questo lavoro: “il circo, come altre arti sceniche, utilizza il movimento come linguaggio. La storia descritta dall’attore di circo è una storia che si definisce nell’accadimento scenico stesso. Il circo con il suo legame così stretto con il copro, e con il suo amore per il pubblico disposto in cerchio, non cerca di creare delle illusioni, ma si concentra maggiormente sull’incontro fisico tra le persone, attori e spettatori, diventando così il fine stesso della rappresentazione e non solo il mezzo per narrare storie intime ed originali. I ragazzi dovranno lavorare su questi concetti per farli propri e trasmetterli nella rappresentazione”

 

Sono molte le discipline circensi utilizzate come la roue cyr, il mano a mano, il palo cinese, la giocoleria, il verticalismo e diverse tecniche aeree che si mescoleranno tra loro tramite la danza. Gli studenti del primo anno si cimenteranno, come da tradizione in un elaborato collettivo che darà loro la possibilità di comprendere il lavoro in gruppo ed il rispetto per il lavoro degli altri.

 

IL DIRETTORE DI SCENA E DIRETTORE ARTISTICO FRANCESCO SGRÒ
Francesco Sgrò è Direttore Artistico della FLIC Scuola di Circo nella quale si è diplomato. E’ co-fondatore del Collettivo 320Chili con la quale vince il Premio Equilibrio 2010 per la nuova danza italiana. Collabora con Giorgio Rossi e Raffaella Giordano. Nel 2012 firma la sua prima regia con lo spettacolo Just an other normal day, co-prodotto da Sosta Palmizi, di cui è Artista Associato. E’ fondatore, insegnante e direttore artistico dell’Associazione Fumachen’duma con la quale organizza le scuole di piccolo circo di Cuneo e il festival Il ruggito delle pulci, giunto alla X edizione, unico festival italiano di circo contemporaneo interamente dedicato all’infanzia e all’adolescenza. E’ stato invitato dalla Fedec (Federezione europea delle scuole di circo) a Stoccolma come docente del modulo di Roue Cyr.

 

FLIC Scuola di Circo, Via Magenta 11,  TORINO – www.flicscuolacirco.it
Ingresso libero con prenotazione obbligatoria allo 011530217 

 

TORINO GUARDA AL MONDO CON IL SUPER-CENTRO DI MEDICINA SPORTIVA

SPORT MEDICINA1SPORT MEDICINA 3SPORT MEDICINA2L’Istituto delle Riabilitazioni – IRR ha ottenuto il riconoscimento di Collaborating Center della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport 

 

 L’Istituto delle Riabilitazioni – IRR diventa ufficialmente Collaborating Center della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport. Traguardo di prestigio che arriva a dieci anni di distanza dalle Olimpiadi Invernali di Torino, l’evento che ha cambiato volto e reso la città sempre più vicina al mondo dello sport. La cerimonia si è svolta presso l’Istituto in corso Francia 104-3.

 

Un’occasione straordinaria spiega Giuseppe Massazza direttore della Scuola di Specializzazione in medicina fisica e riabilitativa presso l’Università degli Studi di Torino e soprattutto direttore dei Servizi Medici per i XX Giochi Olimpici Invernali e i IX Giochi Paralimpici Invernali Torino 2006 questa collaborazione sottolinea una volta di più il salto di qualità fatto dalla città e dai suoi esperti in un campo come quello della medicina sportiva, dove il lavoro negli ultimi dieci anni non si è mai arrestato. Quelle Olimpiadi sono state un’occasione unica per presentarci al mondo. L’accordo con la Federazione Internazionale di Medicina dello Sport è il risultato conclusivo d’eccellenza di dieci anni di impegno“.

 

Siamo molto orgogliosi di essere fra i pochi Centri in Italia ad aver ottenuto una certificazione Internazionale nella Medicina dello Sport” spiega il Dr. Ugo Riba, Presidente del Gruppo Cidimu che oltre a premiare la qualità dell’Istituto premia anche la città di Torino che con le Olimpiadi 2006 ha sposato il mondo dello sport.”

 

Grande soddisfazione per l’accordo anche da parte del Prof. Fabio Pigozzi, presidente della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport: “L’accreditamento dell’Istituto delle Riabilitazioni – IRR da parte della Federazione Internazionale di medicina dello sport che presiedo, rappresenta per me il completamento di un percorso di lavoro straordinario e impensabile fino al 2006. Dieci anni fa Torino ha presentato alla comunità internazionale la sua eccellenza non solo sul piano organizzativo ma anche sulla capacità di coniugare l’eccellenza sportiva a quella medico scientifica grazie alla lunga tradizione medico sportiva della città. Risultati sportivi e accuratezza nel sistema di screening medico delle prestazioni. Quelle Olimpiadi sono state un punto di partenza, l’accordo che abbiamo appena firmato completa dieci anni di un lavoro unico della medicina dello sport nella città di Torino“.

 

Il nuovo Istituto si attesta come il quinto Centro riconosciuto in Italia dopo i due di Roma e quelli di Milano e Brescia. Con un team di oltre 20 medici qualificati, l’Istituto IRR dispone di moderni ambulatori specialistici per affrontare le diverse problematiche della Medicina dello Sport, e propone un modello di Riabilitazione Integrata che spazia dal campo ortopedico a quello cardiovascolare, con ogni possibile intervento in reumatologia, neurologia, otorinolaringoiatria pneumologia, urologia e dermatologia. Con questo modello si supera il concetto di recupero di una singola funzione alterata e si riabilita il paziente nel suo complesso ricorrendo alla più moderna tecnologia e all’utilizzo dei protocolli più avanzati nel campo della Robotica. 

 

Grazie all’introduzione della Teleriabilitazione, presso l’Istituto IRR, i tempi e le modalità di recupero sono stati completamente rivoluzionati. Sarà così possibile in alcune patologie, svolgere gli esercizi del piano riabilitativo anche presso il proprio domicilio con la supervisione dei medici attraverso la piattaforma Skype.

Ladri gentiluomini massaggiano l'impiegata postale svenuta durante la rapina

poste italianeAlle Poste di Airasca

 

Rapinatori vecchio stampo all’Arsenio Lupin, veri ladri gentiluomini. All’ufficio postale di Airasca due uomini vestiti con tute da lavoro e occhiali da sole e cappellino da baseball sono entrati  e hanno fatto capire al direttore che intendevano fare una rapina, per quanto non abbiano mostrato armi. Una delle  impiegate ha avuto un malore e – sorprendentemente –  i due banditi le hanno fatto un massaggio al capo, tranquillizzandola prima di farsi consegnare 20mila euro. Poi sono scappati chiudendo i tre in bagno. Sull’originale rapina indagano i carabinieri.

 

(Foto: il Torinese)

Eclissi della sinistra Pd?

pd manifestoLa presenza di una sinistra interna politica e sociale – a prescindere che sia in maggioranza o in minoranza – non faziosa e non  nostalgica, dovrebbe essere non solo utile ma anche indispensabile al fine di conservare, per quel che è possibile, la natura e il profilo di un partito di “centro sinistra”

 

Nel gergo più popolare si potrebbe dire “abbaiare alla luna”; con un termine politicamente più nobile “scarsa, se non nulla, incisività”. Ma, al di là delle parole, un dato purtroppo è indubbio: la sinistra del Pd, la cosiddetta minoranza del Pd, è oggi politicamente inconsistente. E, soprattutto, scarsamente efficace nelle scelte politiche che di volta in volta vengono intraprese dal partito. Una considerazione, questa, che non vuole essere polemica e che non ha l’obiettivo di accusare gli esponenti di punta di quest’area politica e culturale. Intendiamoci. C’è estremamente bisogno nel Pd di una sinistra politica e sociale – plurale si direbbe oggi – soprattutto dopo l’avvento alla segreteria di Renzi e del renzismo che ha spostato, legittimamente, l’asse politico del partito verso il centro. Una marcata e visibile “discontinuità” rispetto alle gestioni politiche precedenti e che fa del Pd, come ormai dicono quasi tutti gli osservatori e i commentatori meno faziosi, un “agglomerato centrista”  post-ideoligico e post identitario.

 

Una sorta, cioè, di “partito pigliatutto” che coltiva l’obiettivo di rappresentare istanze sociali, ceti e pezzi di società trasversali sempre meno marcati sotto il profilo politico e culturale e accomunati, semmai, dal giudizio che si dà sulle singole scelte del Governo. E di conseguenza del partito al potere. Non a caso, va avanti da mesi il dibattito sulla trasformazione del Pd da partito di “centro sinistra” o “di sinistra” in “partito della nazione”, cioè in un soggetto politico sempre più indistinto che ha superato la tradizionale ed antica dicotomia tra destra e sinistra.

 

In un quadro del genere, la presenza di una sinistra interna politica e sociale – a prescindere che sia in maggioranza o in minoranza – non faziosa e non  nostalgica, dovrebbe essere non solo utile ma anche indispensabile al fine di conservare, per quel che è possibile, la natura e il profilo di un partito di “centro sinistra”. Ma è proprio su questo versante che la spinta politica di quest’area si è progressivamente spenta. E non lo dico io. Ma è difficile, francamente, registrare oggi un commento, un giudizio, un articolo o una riflessione di qualsivoglia osservatore – di qualunque orientamento politico e di qualsiasi estrazione culturale – che individua nella sinistra Pd una componente importante che svolge un ruolo politico significativo e capace di condizionare l’elaborazione complessiva del partito. Quasi tutti, se non tutti, quando parlano della sinistra Pd si limitano alla medesima considerazione: e cioè, una componente che sbraita sino alla vigilia di una scelta politica importante e poi, puntualmente, ammaina le bandiere e scompare dall’orizzonte. Appunto, “abbaia alla luna”.

 

Ora, se non ci si vuol rassegnare ad un destino che rischia di essere già scritto in anticipo, forse è opportuno rivedere la strategia, l’iniziativa, la proposta e il comportamento di quest’area all’interno del Pd. Nel rispetto del principio di maggioranza, come ovvio, e nella lealtà che deve sempre contraddistinguere la presenza di una componente all’interno del partito, però o si cambia marcia o si dichiari che la minoranza nell’attuale Pd è un ferrovecchio da gettare alle ortiche. L’unica cosa sicura, e certa, è che non  si può proseguire sulla strada che sino ad oggi si è intrapresa. Perché, per dirla con il leader della “ditta”, Bersani, fare “l’ultimo dei “mohicani” nel Pd è più una prospettiva solitaria e singola che collettiva. È bene pensarci bene prima che sia troppo tardi.

 

Giorgio Merlo

Per gli anziani arriva l'infermiere di famiglia e comunità

medico sanitaL’infermiere effettuerà una valutazione complessiva dei bisogni di ogni singolo assistito, mediante una check-list standard, in collaborazione con il medico di famiglia e, se presenti, uno o più famigliari. La periodicità delle visite a domicilio sarà stabilita in base alle necessità

 

Inizierà nella seconda metà di febbraio in Val Maira e in Val Grana, nel Cuneese, la sperimentazione dell’infermiere di famiglia e dii comunità, che dovrà aiutare gli anziani a vivere autonomamente nel proprio domicilio il più a lungo possibile offrendo loro supporto nelle attività della vita quotidiana, nella promozione dell’inclusione sociale, nella prevenzione degli incidenti domestici, nell’assistenza nelle terapie, nel monitoraggio dei vari indicatori di salute, come ad esempio la glicemia. Il budget complessivo disponibile è di 2 milioni di euro.

 

Come annuncia l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, “la Regione Piemonte, come capofila in collaborazione con istituzioni pubbliche sanitarie e accademiche di Francia, Croazia e Austria, ha vinto questo importante progetto europeo all’interno del programma Spazio Alpino proponendo proprio il tema dell’infermiere di famiglia e comunità come supporto agli anziani in una società che cambia”-

Tutti gli anziani over 65 anni residenti, sia quelli con patologie o non autonomi, sia quelli in salute, vengono assegnati ad un infermiere di famiglia e comunità. Il numero verrà concordato in base alle peculiarità del territorio (dispersione, isolamento, viabilità) e alle attività che si deciderà di effettuare ma non sarà superiore a 500. L’infermiere effettuerà una valutazione complessiva dei bisogni di ogni singolo assistito, mediante una check-list standard, in collaborazione con il medico di famiglia e, se presenti, uno o più famigliari. La periodicità delle visite a domicilio sarà stabilita in base alle necessità.

 

“Mi aspetto che la sperimentazione funzioni e si dimostri utile per tutto il Piemonte – commenta Saitta – Un modello che da un lato produca riduzione della spesa sanitaria, grazie alla diminuzione dei ricoveri ospedalieri evitabili, e in generale al ricorso ai servizi sanitari, ma soprattutto il miglioramento della qualità della vita degli anziani. Per questo fin dall’inizio svilupperemo un modello di studio di popolazione impostato alla valutazione di efficacia. Il territorio delle valli cuneesi verrà confrontato con altre zone limitrofe in base a diversi indicatori di risultato: mortalità, ricoveri ospedalieri, istituzionalizzazioni, indicatori di qualità della vita, e verrà effettuata un’analisi economica del risparmio in termini di costi diretti e indiretti”.

 

Piero Mora

piero.mora@regione.piemonte.it

E' tempo di “Cinema in Verticale”

cine montagnaI 15 appuntamenti di questa edizione, come sempre ad ingresso gratuito, si svolgeranno nei Comuni di Caprie, Condove, Gravere, San Giorio di Susa, Salbertrand, Sant’Antonino di Susa e Villar Dora in Valle di Susa e nei Comuni di Giaveno e Orbassano nella limitrofa Val Sangone

 

Tra l’11 febbraio ed il 2 aprile 2016 si svolge la diciottesima edizione di “Cinema in Verticale”, rassegna sul cinema e la cultura di montagna che viene organizzata dall’associazione Gruppo 33 di Condove come anteprima del Valsusa Filmfest, festival sul recupero della memoria storica e sulla difesa dell’ambiente la cui XX edizione si svolgerà nel mese di aprile.La rassegna affronta varie tematiche legate alla montagna come l’alpinismo e altri sport legati alla verticalità, l’esplorazione, la salvaguardia dell’ambiente e delle specie animali, la cultura, la vita e le abitudini di piccole e grandi comunità montane. In ogni appuntamento, oltre alla proiezione di filmati, sono presenti ospiti quali autori e protagonisti delle immagini, alpinisti, guide alpine, scrittori ed esperti per dibattere ed attualizzare i temi. La rassegna è stata ideata come anteprima del Valsusa Filmfest nel 1999 per riservare attenzioni e riflessioni specifiche alla montagna che per gli abitanti della Valle di Susa riveste significati importanti. Nel corso degli anni è diventato un appuntamento molto atteso che richiama un numeroso pubblico e svolge anche un’importante funzione di aggregazione e divulgazione culturale.

 

I 15 appuntamenti di questa edizione, come sempre ad ingresso gratuito, si svolgeranno nei Comuni di Caprie, Condove, Gravere, San Giorio di Susa, Salbertrand, Sant’Antonino di Susa e Villar Dora in Valle di Susa e nei Comuni di Giaveno e Orbassano nella limitrofa Val Sangone.Gli ospiti sono Nico Valsesia, Marzio Nardi, Stefano Cordola, Roberto Mantovani, Linda Cottino, Carlo Alberto “Cala” Cimenti, Stefano Rogliatti, Dante Alpe, Alberto Bolognesi, Il gruppo 71° Parallelo e Luigi Cantore.La rassegna si aprirà giovedì 11 febbraio con Nico Valsesia, che presenta al Cinema Comunale di Condove, con supporto di fotografie e filmati,  le sue imprese “Salar” e “Aconcagua 7000” con le quali ha stabilito record mondiali e alle quali ha partecipato Giovanni Storti del celebre trio Aldo Giovanni e Giacomo, che da anni lo segue  con il fondamentale ruolo di “motivatore speciale”. Nico Valsesia, maestro di sci, runner, trailer, ciclista, ideatore e organizzatore di gare, è il più noto rappresentante italiano di trail running, uno sport che si differenzia dal ciclismo su pista e su strada in quanto si effettua su sentieri che sono abitualmente usati per l’escursionismo e perciò molto faticoso.

 

Massimo Iaretti

 

Palla e nascondino, ecco come giocare con i cuccioli

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“TU PORTI LU O LUI PORTA TE !?”

 Consigli cinofili di Enrico Coscarelli

 

Il gioco è il momento più importante per instaurare un legame unico; dedichiamogli del tempo, ma sappiate che quando lo fate non dovete avere distrazioni, tu e lui; bastano piccole sessioni da qualche minuto

 

Buongiorno carissimi lettori, il cucciolo è entrato nelle nostre case e la nostra vita prende un’altra piega.Il piccolo si è ambientato, le prime notti sono passate, e già ha incominciato ad amarci, la cosa più bella che possiamo fare è non tradire la sua fiducia e garantirgli una vita divertente, appagante e salutare; sembra un compito arduo e complicato, ma con le giuste nozioni è semplice, pare brutto detto così, però al cane basta poco.cane gioco

 

La cosa fondamentale a questo punto è il gioco, momento più importante per instaurare un legame unico; dedichiamogli del tempo, ma sappiate che quando lo fate non dovete avere distrazioni, tu e lui; bastano piccole sessioni da qualche minuto, in questo periodo il cucciolo si stanca velocemente quindi sarebbe inutile sfiancarlo, giochiamo e lo si fa riposare un po’.

 

Una cosa molto carina da proporre è il nascondino, quando è distratto andiamo a nasconderci e chiamiamolo, si cimenterà a cercarci, ad iniziare ad usare il fiuto, che è vero, è sviluppatissimo, ma dobbiamo incentivarlo ad usare, altrimenti rimarrà una dote potenziale non sfruttata, ed una volta averci trovato tante coccole e bocconcini; così facendo capirà anche il suo nome più velocemente.

 

I giochi più semplici che posso consigliarvi, ma credo che anche per le persone alle prime armi non sia una scoperta, sono: la pallina, a me piace averne a disposizione due uguali, non necessariamente dello stesso colore, due perché il cane può avere nel sangue l’indole al riporto, magari ci sarà anche colui che la riporta sin da subito, tanto meglio, però non per tutti è cosi, quindi gliene si tira una, il cucciolo la rincorre e la afferra, a quel punto aspettate che la molli per tirare l’altra in direzione opposta e così via, inizialmente l’autonomia del cane è di qualche lancio, fate in modo che siate voi a decidere quando smettere, in maniera tale che abbia sempre voglia quando glielo proponete; e poi lo straccio, molti ci vedono del male in questo gioco, io non sono d’accordo, gli insegniamo ad afferrare e lasciare, più che alzare l’aggressività gli apriamo la mente, certo è fondamentale rispettare le regole, quindi, glielo proponiamo, lo muoviamo, come se fosse una preda, il piccolo si incuriosisce, lo afferra, lo agitiamo un po’ e gliela diamo vinta per fargli prendere sicurezza, la volta successiva lo afferra, lo agitiamo un po’ e ci cane gioco 2fermiamo finché non molla e lo premiamo con un bocconcino, alterniamo queste due fasi, ma solo in questo periodo iniziale per far crescere l’autostima al cucciolo.

 

Un errore che commettono in molti è quello di lasciare i giochi a sua disposizione, evitate, teniamoli da parte, facciamogli capire che si gioca quando e quanto lo decidiamo noi, solo in questa maniera il cucciolo non vedrà l’ora che vi avviciniate a quel cassetto favoloso pieno di tante cose belle, tutte da condividere; vi sembrerà una sciocchezza ma questa è la base per avere un cane equilibrato e sereno.

Un cane che si diverte col proprio padrone non ha motivo di vagare in giro come se voi non esistesse.

 

Alla prossima puntata con l’inizio dell’uscita senza il cucciolo, come evitare l’ansia da separazione.

 

Enrico Coscarelli

 

DogLand Camp

349 65 58 270

enrico.coscarelli87@gmail.com

GTT SU TELEGRAM: ATTIVO IL SERVIZIO PER CONOSCERE GLI ARRIVI IN FERMATA

gtt telegramTramite l’applicazione di messaggistica istantanea Telegram è disponibile un nuovo servizio GTT, sviluppato in collaborazione con il CSI, che consente di conoscere gli arrivi in fermata dei tram e dei bus urbani e suburbani e di visualizzare le rivendite autorizzate più vicine

 

Il servizio è disponibile per tutti i principali sistemi operativi di smartphone e tablet (Android, iOS, Windows Phone, Linux).Usare Telegram è semplice: operazione preliminare è quella di scaricare gratuitamente (se non già presente nel proprio dispositivo mobile) l’app Telegram, ed inserire nella ricerca contatti la dicitura “@gttorari_bot“.

 

A questo punto per le ricerche è sufficiente inserire il numero della fermata di interesse riportato su ogni palina, oppure il nome della fermata voluta: sulla schermata verranno visualizzati gli orari dei passaggi in tempo reale ed una mappa in cui è mostrata la fermata e la zona circostante.

 

Altra importante novità del servizio è la possibilità di conoscere le rivendite di biglietti ed abbonamenti più vicine alla fermatarichiesta con l’indicazione del loro indirizzo e la visualizzazione degli esercizi direttamente su Google Maps.

 

Poche e semplici operazioni

 

1. Inserisci il codice o il nome della fermata di tuo interesse

 

2. Guarda i passaggi delle linee transitanti 

 

3. Richiedi l’elenco delle rivendite più vicine

 

4. Viualizza la mappa con la rivendita che vuoi raggiungere

 

 

"I RAGAZZI DI VITA" NELLA MIRABILE INTERPRETAZIONE DI VITTORIO SGARBI

sgarbiVIDEO DI TOMMASO AROSIO. VIOLINO DI VALENTINO CORVINO

 

Una lezione- spettacolo di un grande affabulatore : ha incantato il pubblico sul ‘600 infiorando la sua performance con graffianti excursus sull’attualità . Tema conduttore della serata: Caravaggio come Pasolini : un parallelismo tra due artisti che hanno condiviso grande sensibilità e intuizioni, interpreti di una diversità come sinonimo di unicità. In apertura sono state proiettate le immagini del corpo di Pasolini orrendamente straziato, commentate dalle vibranti parole di Alberto Moravia, profondamente scosso dall’accaduto.

 

“ Pasolini è la figura attraverso cui meglio si può capire il Caravaggio. Le loro storie si intrecciano nelle ricerche del critico d’arte Roberto Longhi, che ebbe come allievo lo stesso Pasolini e per primo fece riscoprire il Merisi a metà del ‘900 dopo tre secoli di oblio , dedicandogli la prima grande mostra a Milano. Con Caravaggio la vita stessa diventa arte, come per Pasolini, per cui l’esistenza passa per un abisso che non santifica.”

 

Sgarbi ha sottolineato alcune somiglianze impressionanti ed inquietanti tra i ragazzi di strada e i Bacchi di Caravaggio, tra personaggi come Franco Citti e Ninetto Davoli e i volti del Merisi, volti che non sono altro che i ragazzi di vita di Pasolini. Più precisamente, il fanciullo con il canestro di frutta è Ninetto Davoli, quello di Amor omnia vincit è identico a Pelosi. Il grande pittore è una delle grandi passioni di Sgarbi. A lui ha dedicato vari lavori, dalla mostra ancora in corso al Castello di Miradolo ( fino al 10 aprile) al testo “ Dal cielo alla terra”.

 

“ Le opere del nostro – ha detto Sgarbi – sono fotografiche, è il pittore della realtà. Si può dire che abbia inventato la fotografia, della realtà coglie l’”attimo decisivo”, per dirla con Bergson. La sua arte è improntata ai valori del popolo, della lotta di classe : anticipa, cioè, paure, stupori ed emozioni novecentesche, facendone un autore contemporaneo. Contemporaneo, perchè la sensibilità del nostro tempo gli ha restituito l’importanza della sua opera. Nessun artista è più vicino a noi, alle nostre paure, alle nostre emozioni di quanto non sia Caravaggio.”

Helen Alterio

Siccità record, a rischio le colture. E continua a proccupare l'emergenza smog

PO GRATTACIELO REGIONEcielo torinoLe condizioni meteo di questi giorni favoriscono gli incendi, molto violenti in particolare sulle montagne cuneesi

 

Il livello del Po non è mai stato così basso e l’allarme siccità incomincia a farsi sentire in alcuni comuni del Biellese e vercellese dove c’è carenza d’acqua. Il caldo primaverile fuori stagione in Piemonte è dovuto a un  “promontorio anticiclonico africano” che ha fatto nuovamente impennare le temperature: fino a 16 gradi a Pino Torinese. Dopo un breve calo, mercoledì nuova risalita delle temperature, il vento foehn di ricaduta riporterà le massime a 20 gradi, se non oltre. Le condizioni meteo di questi giorni favoriscono gli incendi, molto violenti in particolare sulle montagne cuneesi.

Oltre al già preoccupante problema dello smog, la siccità duratura  provoca danni all’agricoltura. Gli ortaggi invernali rischiano di essere compromessi e servirà adeguata irrorazione per il mais e la soia nei prossimi mesi. E dopo il caldo fuori stagione c’è il rischio di un successivo abbassamento delle temperature: le piante con le gemme già fiorite sarebbero vulnerabili al freddo.

 

Intanto i sindaci piemontesi fanno squadra e vogliono chiedere al governo una linea comune per fare fronte al problema inquinamento.

 

(Foto: il Torinese)