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LO SPORT / Manital Torino vince e risponde con carattere alle critiche

manital2manital3manital1manital4Manital Torino ha conquistato due punti importanti, grazie ai quali ha abbandonato la posizione isolata in coda alla classifica. Dopo la brutta performance di Venezia, i giocatori hanno risposto alle critiche, offrendo ai tifosi una performance convincente

 

Nella sfida casalinga contro Vitasnella Cantù, la squadra di casa ha mantenuto le aspettative con una vittoria sofferta, ma meritata. 79 a 72 il risultato finale. Dopo una partenza sprint che ha portato Manital Torino avanti di 14 punti, Vitasnella Cantù ha reagito nel secondo quarto riducendo, dapprima, le distanze e, poi, superando la squadra torinese, seppure per pochi punti con un parziale di +12 per la squadra ospite.

 

Il top scorer per la Manital al termine dei primi 20 minuti èstato Eyenga (8), seguito da Ebi (7) e DJ White (6). Nel terzo quarto, Manital Torino ha ripreso a difendere meglio ed trovare soluzioni offensive più concrete, anche se si è giocato punto a punto. Ebi si è portato a quota 17 punti ed ha troneggiato anche in difesa. Bene pure Kloof.

 

Nell’ultimo quarto, la squadra torinese ha reagito dimostrando di volere portare a casa i due punti. Grande prova di carattere e orgoglio grazie alle belle soluzioni di Ebi, di Eyenga, e di Kloof, ma nel complesso tutti hanno dato il proprio apporto. Alla fine anche Rosselli e Mancinelli hanno dato un contributo fondamentale.

 

Manital Torino ha conquistato due punti importanti, grazie ai quali ha abbandonato la posizione isolata in coda alla classifica. Dopo la brutta performance di Venezia, i giocatori hanno risposto alle critiche, offrendo ai tifosi una performance convincente.

 

Il giorno prima del match, il Coach Vitucci aveva chiesto di“mettere in campo orgoglio e determinazione, cambiando immediatamente l’atteggiamento sbagliato avuto a Venezia”ed aveva messo in conto che contro Cantù sarebbe stata una partita difficile, ma che sarebbe stato fondamentale“andare a caccia dei due punti, con tutte le nostre forze”.

 

L’arrivo del neo acquisto congolese, ex Sassari, Christian Eyenga è stato importante per la squadra grazie ai numerosi interventi in difesa ed ai suoi canestri in attacco. Ora Manital  Torino aspetta il rientro di Jerome Dyson che venerdì ha ripreso gli allenamenti, dopo l’aggressione subita settimane fa.

 

Complessivamente, una bella partita anche se un po’ sofferta: Manital Torino ha, però, meritato questa vittoria dimostrando carattere e qualità di gioco. Unico rammarico èstato il calo di attenzione nel secondo quarto che ha consentito alla squadra ospite di ridurre le distanze, salendo di tono.

 

Manuela Savini

Queste le formazioni:

 

Auxilium Cus Manital Torino

White 15, Giachetti, Mancinelli 4, Rosselli 12, Fantoni ne, Kloof 11, Mascolo ne, Dawkins, Eyenga 16, Miller 2, Ebi 19; allenatore Vitucci

 

Acqua Vitasnella Cantù

Ukic, Abass, Heslip, Zugno, Wojciechovski, Cesana, Johnson, Tessitori, Fesenko, Hodge; allenatore Bazarevich

La cultura si conferma regina di Torino: a migliaia sotto la pioggia per visitare i musei

CODA REALE MATISSE MUSEIIl Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact) ha offerto, come di consueto, ogni prima domenica del mese, l’ingresso gratuito in numerosi musei e aree archeologiche statali

 

Nonostante la pioggia ieri migliaia di persone hanno fatto la coda per visitare i musei e le mostre a Torino.  Segno che la cultura e il turismo rappresentano i due motori per lo sviluppo dell’economia cittadina. Del resto i recenti dati sui vent’anni di Abbonamento Musei Torino Piemonte, che consente il libero ingresso in oltre 100 musei, è cresciuto fino a  145 mila tessere  nel 2015. Gli abbonamenti sono stati 118.500 con un incremento di oltre il 16%. Complessivamente gli ingressi con tessera sono stati 753 mila:  una media di 6,3% per abbonato.

 

I musei più visitati  la Reggia di Venaria e la Gam, con oltre 102 mila ingressi. E ieri il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (Mibact) ha offerto, come di consueto, ogni prima domenica del mese, l’ingresso gratuito in numerosi musei e aree archeologiche statali. I monumenti e musei statali (e non) visitabili gratuitamente a Torino sono stati: Polo Reale di Torino, Galleria Sabauda, Museo Archeologico, Palazzo Carignano , Villa della Regina  In Piemonte il Mibact ha reso fruibile anche il Parco e Castello Ducale di Agliè. Numerosi i visitatori anche alle mostre si Matisse a Palazzo Chiablese e di Monet alla Gam. Quest’ultima chiuderà il 14 febbraio.

 

(Foto: Musei Reali Torino)

Pianeta Minori: l'intervento dell'avv. Bocciolini

boccioliniIl “Torinese” ha intervistato l’ Avv. Daniele Bocciolini, membro della Commissione famiglia e minori del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma

 

1)      Avvocato, è di sempre maggiore attualità il fenomeno del cyberbullismo.  Il fenomeno è responsabile di abbandoni scolastici,  di malesseri fisici e psicologici, oltre che di difficoltà relazionali e sociali da parte di pre adolescenti e adolescenti che vengono a trovarsi in situazioni di dileggio da parte dei coetanei. Come può essere combattuto nella società e nella scuola?

Con la Commissione e con la Polizia Postale stiamo portando avanti un progetto per I licei della Capitale proprio per sensibilizzare i ragazzi a questo fenomeno molto diffuso. Nella maggior parte dei casi, riscontriamo la mancanza di consapevolezza: i ragazzi non si rendono conto che commettere atti di bullismo è un reato e che, una volta superati a 14 anni di età si è pienamente imputabili, rischiando così anche il carcere. I ragazzi sono molto curiosi, spesso ci spiazzano con le loro domande e ho la sensazione che non siano ascoltati: inizialmente fanno difficoltà a raccontare episodi che li riguardano, ma alla fine si aprono. Ho notato anche, con mio sommo dispiacere, una mancanza di interesse da parte dei genitori e degli insegnanti: come se a loro non riguardasse. Addirittura ricordo una preside che mi confidò di aver raccolto le prove di un gravissimo episodio di bullismo ai danni di un ragazzo con un ritardo cognitivo. Mi chiese cosa avrebbe dovuto fare con le registrazioni perché i genitori del “bullo”, pur essendo stati debitamente informati, non avevano preso alcun provvedimento. 

 

2)       Di chi è, secondo lei, la colpa?

Questo giustificare a tutti i costi le condotte dei propri figli è la prova che la famiglia ha oramai abdicato alla funzione normativa: non è più in grado di dare regole. E i professori si sentono lasciati soli e senza adeguati strumenti. I minori sembra che vivano in un mondo senza adulti, come ne “Il signore delle mosche”. Probabilmente la colpa è quella di averli “adultizzati” in maniera eccessiva. La situazione è preoccupante perché anche se il bullismo è sempre esistito, le conseguenze oggi, con la diffusione virale dei contenuti attraverso i social network, possono essere devastanti. Pensiamo anche ai recenti casi di cronaca. Prima del gesto estremo, i ragazzi inevitabilmente mandano dei segnali, attraverso i propri comportamenti: lo fanno in famiglia, in classe. Dobbiamo essere in grado di coglierli prima che sia troppo tardi. 

 

3)      Esistono disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto di questo fenomeno?  Sono già in vigore e si stanno dimostrando efficaci?

A maggio è stato approvato con voto unanime in Senato, su iniziativa della sen. Elena Ferrara, un disegno di legge in materia di prevenzione e contrasto del fenomeno del cyberbullismo. Attualmente, però,  è fermo, all’esame della Camera.  Il decreto, tra le altre cose, regola la rimozione dei contenuti offensivi dalla rete, stabilisce quando debba intervenire il Garante della privacy e, soprattutto, introduce una misura di ammonimento nel caso di reati commessi da minorenni ma con età superiore ai 14 anni (il questore convoca il ragazzo insieme ai genitori e lo ammonisce sulla sua condotta). La finalità è quella di “responsabilizzare” tutti i soggetti coinvolti (minori, famiglie e scuola).

 

4)       Sono in aumento i reati contro i minori? 

Sono in aumento alcune tipologie di reati. Purtroppo sono in crescita i maltrattamenti e gli abusi di tipo sessuale. Sempre più frequenti sono poi i casi di adescamento on line (il cd. “grooming”) che consiste nel tentativo, da parte di una persona malintenzionata o di un pedofilo, di avvicinare un bambino o un adolescente per scopi sessuali, conquistandone la fiducia attraverso l’utilizzo della rete Internet, in particolare tramite chat, blog, forum e social networks. Il reato di adescamento di minorenni, recentemente introdotto nel nostro codice penale all’art. 609 undecies c.p. consiste nel compimento di qualsiasi atto volto a carpire la fiducia di un minore di età inferiore a sedici anni per scopi sessuali, attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante Internet o altre reti o mezzi di comunicazione. Nel nostro progetto per le scuole cerchiamo anche di informare i ragazzi proprio sui pericoli che si nascondono in rete.  

 

5)       Cosa ne pensa delle maestre recentemente arrestate a Pisa e a Pavullo, nel modenese, per maltrattamenti ?

C’è un inquietante tratto comune nelle indagini in qualche modo parallele delle maestre arrestate per aver picchiato i bimbi all’asilo: ovvero l’indifferenza, se non addirittura l’omertà, di alcune colleghe. E’ molto difficile che nessuno degli altri operatori si sia accorto di quello che realmente accadeva lì dentro. Le immagini riprese dalle telecamere che sono state sistemate successivamente dagli inquirenti sono agghiaccianti. Mi auguro che le pene siano esemplari. Un genitore, quando lascia un bambino a scuola, deve essere sicuro che sarà protetto e tutelato: non possiamo riempire gli istituti scolastici di telecamere perché vengono assunte persone totalmente incapaci e violente.

 

 Mara Martellotta

TORINO-CHIEVO 1-2: fischi e fiaschi allo Stadio Olimpico

chievo torotoro flagMARCATORI: 19′ pt Benassi al 19’, 33′ pt aut. Bruno Peres, 26’ st rig. Birsa.

 

TORINO (3-5-2): Padelli, Maksimovic, Glik, Moretti; B. Peres, Benassi (27 st Vives), Gazzi, Obi (12’ st Farnerud), Avelar; Immobile, Belotti (14′ st Maxi Lopez). A disp. Ichazo, Castellazzi, Molinaro, Zappacosta, Jansson, Gaston Silva. All. Ventura.

 

CHIEVO: Seculin, Frey, Dainelli (1’ st Spolli), Cesar, Gobbi; Birsa (dal 34’ del s.t. Costa), Pinzi, Radovanovic, Castro; M’Poku (16’ st Floro Flores), Inglese.  A disp. Bizzarri, Bressan, Sardo, Damian, Pellissier. All. Maran.

 

Fischi e fiaschi in quel dell’Olimpico espugnato dagli avversari del Chievo che costringono i granata ad un 2-1 meritato. Non delle migliori la prestazione dei padroni di casa che nelle ultime dieci partite hanno vinto solo una volta, e non dei più rosei neanche il rapporto tra tifosi e Ventura, altamente contestato per le sue scelte. La decisione del tecnico di mettere dal primo minuti Obi e Avelar, non ancora in forma ottimale, non è stata forse la più azzeccata, così come i cambi degli unici che spingevano un po’ in avanti la squadra: Immobile e Benassi oggi in gol. Per il resto soliti schemi di gioco, solita squadra che si spegne dopo la mezz’ora e, complice anche un autogol di Peres, lascia liberi gli avversari di trovare la vittoria.

 

Tutto sembra filar liscio come l’olio, in realtà, nella prima parte di gara che vede già da subito i granata impegnare in difesa gli avversari. Sul quarto d’ora è infatti Benassi che dal limite prova la botta e obbliga Seculin ad alzare la palla in corner. Bastano 3′ al numero 15 granata per non sbagliarla di nuovo: Immobile dalla sinistra serve un cross perfetto per il tap-in dell’1-0. Ha sete di gol e voglia di far bene il centrocampista di casa, oggi alla sua terza rete stagionale, tanto che al 24′ si rende ancora pericoloso dalla trequarti, ma questa volta Seculin ci mette la toppa. Non da meno il compagno Ciro Immobile che poco prima della mezz’ora spreca ingenuamente un’occasione da gol: sponda di testa di Belotti che serve Immobile, ma due tentativi falliti, entrambe ottime opportunità per mettere al sicuro il risultato. Scoccata la mezz’ora sembra ridestarsi anche la squadra di Maran, finora rimasta a guardare, e lo fa con Birsa che riceve palla da Pinzi ma da buona posizione angola troppo la palla terminata a lato. Tutto sembrava troppo bello per essere vero per Ventura, ed infatti non lo era. Tanto che al 35′ Bruno Peres ci mette lo zampino segnando un autogol su un inserimento di Castro in area.

 

Caricati dal pareggio i giocatori del Chievo al ritorno in campo non hanno timore a rendersi pericolosi anche loro. E’ infatti di nuovo Birsa dal limite dell’area a tentare la conclusione messa in corner da Moretti. Alla crescita dei clivensi risponde ancora Benassi, decisamente il migliore tra i suoi, che quasi al quarto d’ora viene servito da Immobile e manda il pallone di poco lontano dal palo alla destra di Seculin. E’ ancora Chievo però al 20′ con Inglese che libero in aria cerca il sorpasso evitato però dai guantoni di Padelli. A poco serve, in realtà, perché subito dopo un’ingenuità di Avelar su Castro decide il rigore trasformato da Birsa. Il toro cerca goffamente di limitare i danni ma ormai la frittata è fatta: il Chievo vince per la prima volta sul campo del Torino e supera in classifica gli avversari che rimangono fermi a 28 punti. Troppo pochi per un Torino che era partito in quarta e rallentando la corsa si è ritrovato in salita.

 

Valeria Tuberosi

L'Islam nel Bel Paese e il buon esempio del Marocco

comunitaislamLA GANGALA VERSIONE DI GIUSI /

di Giusi La Ganga

 

I giovani marocchini in Europa, e particolarmente in Italia, frequentano moschee la cui predicazione incita alla violenza, cosa che non avviene nelle moschee di casa. E la ragione, ahimè, è assai inquietante.  I luoghi di culto in Italia sono quasi tutti realizzati con soldi provenienti dall’Arabia Saudita, soprattutto tramite fondazioni ad hoc, che sono portatori della versione wahabita dell’Islam, gravida di suggestioni radicali e violente

 

Il mondo nell’era della globalizzazione è un mondo complesso, policentrico, non facile da comprendere e da decifrare. La crisi in Siria, il rapporto con la Russia di Putin e con l’Iran sciita, le vicende del prezzo del petrolio, la stagnazione in Europa e mille altre questioni, richiedono tutte analisi complesse e soluzioni difficili. La politica sembra invece essere malata di “sbrigatività”. Il peso del web, le oscillazioni dell’opinione pubblica, l’emotività di crescenti minoranze di cittadini porta a continue semplificazioni, che, amplificate dalla velocità di comunicazione, inducono ad errori e a visioni prive di qualsiasi lungimiranza. Questa premessa per introdurre il racconto di un piccolo ma significativo episodio.

 

Qualche giorno fa incontro, su segnalazione di una vecchia amica, un giovane marocchino, cresciuto a Torino e impegnato in numerose attività artistiche e di spettacolo. E’ una buona occasione per raccogliere qualche informazione sul Marocco e sullo scontro in atto nel mondo islamico. Mi conferma che il Marocco è sostanzialmente esente, per ragioni storico-politiche e assetti istituzionali, dalla presenza di un islamismo radicale e terroristico. Ma, aggiunge, finora…  Infatti, mi racconta, c’è una generazione di nuovi marocchini, quasi tutti cresciuti in Europa, che sta iniziando a diffondere una religione molto più aggressiva.  Incuriosito, mi faccio spiegare.  I giovani marocchini in Europa, e particolarmente in Italia, frequentano moschee la cui predicazione incita alla violenza, cosa che non avviene nelle moschee di casa. E la ragione, ahimè, è assai inquietante.  I luoghi di culto in Italia sono quasi tutti realizzati con soldi provenienti dall’Arabia Saudita, soprattutto tramite fondazioni ad hoc, che sono portatori della versione wahabita dell’Islam, gravida di suggestioni radicali e violente.

 

Se in Italia vi fossero moschee finanziate diversamente, la predicazione avrebbe contenuti religiosi e non politici, ma qui in Italia, mi dice, l’opinione prevalente è quella che per questi scopi i mussulmani devono arrangiarsi con soldi propri.E quindi un popolo tranquillo e con una forte propensione alla modernità si ritrova compartecipe di progetti assolutamente diversi e largamente non condivisi. Piccolo esempio di mancanza di lungimiranza. Nelle politiche di accoglienza questo è un tema che meriterebbe di essere approfondito. Ma se qualcuno lo facesse, apriti cielo!

 

Albania: l'ultima frontiera del Mediterraneo

 

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La giornalista della Gazzetta traccia un quadro realistico del Paese delle Aquile, sottolineando che esistono tanti problemi da risolvere, come le strade da risistemare e l’abusivismo edilizio e scrive ancora nel suo pezzo: ” l’Albania è ricca di bellezze mozzafiato, ma non è bella al 100%. Il mare, senz’altro, è una mirabile sorpresa: le perle del sud – da Dhermi a Ksamil, passando per la vivacissima e un po’ caotica Saranda – di certo non deludono. Acqua cristallina, spiagge da sogno (sabbia, ciottoli o scogli da cui tuffarsi nel blu) e abbuffate di pesce (ben cucinato) a prezzi davvero ridicoli per noi italiani sono più che sufficienti a trasformare un viaggio in un’esperienza meravigliosa”.

Torino, 80 anni di storia urbana fotografati dal cielo

mappa cittàLa postazione multimediale Vista dall’alto sarà presente in piazza Palazzo di Città 8f nei consueti orari di apertura (lunedì 15-18, da martedì a venerdì 10-18)

 

Torino vista dal cielo, da giovedì 28 gennaio presso Urban Center Metropolitano. Sarà possibile scoprire l’evoluzione urbanistica della città  attraverso le centinaia di immagini aeree che mostrano le trasformazioni urbane dal 1936 a oggi. Con un click la mappa navigabile è da oggi alla portata di tutti in una nuova postazione multimediale.

 

Il progetto sarà presentato mercoledì 27 gennaio ore 17 presso l’Urban Center Metropolitano (piazza Palazzo di Città 8/f – Torino) nell’ambito del Piemonte Visual Contest, concorso su digitale, dati e creatività organizzato da Consiglio regionale, Consorzio TOP-IX e CSI Piemonte. Tema di questa terza edizione sono le trasformazioni sociali, culturali ed economiche del territorio piemontese, che i partecipanti dovranno rappresentare attraverso progetti digitali di visualizzazione dati, mappe digitali, storytelling e data journalism.

 

Le i immagini aeree mostrano infatti come è cambiata in otto decenni  la fisionomia del capoluogo regionale. I fotogrammi  sono ora disponibili anche in formato digitale e consultabili con supporti elettronici grazie alla realizzazione di uno strumento di visualizzazione basato su un programma open source QGIS, ideato come supporto innovativo per i tecnici comunali. L’intero archivio storico aerofotogrammetrico, conservato e curato dal Servizio Informativo Territoriale e dalla Divisione Catasto e Tributi della Città di Torino, in collaborazione con il CSI Piemonte che ha fornito l’ausilio tecnico, sarà ospitato presso l’Urban Center per diventare sempre più accessibile a tutti i cittadini. Una possibilità che si aggiunge alle tante già disponibili attraverso il sito del Geoportale della Città.

 

Dalla postazione multimediale il pubblico potrà scoprire la trasformazione individuando un’area o addirittura scegliendo uno specifico indirizzo: appariranno le immagini dei 15 voli aerei cittadini che mostreranno quali interventi sono avvenuti sulla zona, oppure selezionare un anno specifico, dal 1936 al 2013. Tra le curiosità anche la presenza di aree annerite o tagliate: sulle immagini più datate infatti intervenne il Ministero della difesa che, all’epoca del rilevamento, rese inaccessibili le zone sensibili come le caserme o punti considerati strategici.

 

Per maggiori informazioni: www.urbancenter.to.it

Per partecipare al Piemonte Visual Contest: regolamento e premi su

www.piemontevisualcontest.eu

 

Le foto provengono dall’Archivio fotografico della Città di Torino

SETTIMANA RICCA DI EVENTI A SAN SEBASTIANO PO

san sebastiano po

Mercoledì 10 l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Beppe Bava organizza le celebrazioni per la Giornata della Memoria degli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia

 

Quella che si sta per aprire è una settimana ricca di iniziative per San Sebastiano Po, comune del Chivassese. Martedì 9 febbraio si chiudono i festeggiamenti del carnevale con il pranzo il società alla Società Operaia Colombaro. Mercoledì 10, invece, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Beppe Bava organizza le celebrazioni per la Giornata della Memoria degli italiani d’Istria, Dalmazia e Venezia Giulia, trucidati in una pulizia etnica alla fine della seconda guerra mondiale dai titini. Sabato 13, poi, parrocchia e circolo culturale organizzano una serata pro oratorio Regina Pacis con la proiezione di fotografie del campeggio 2015, mentre l’amministrazione comunale mette “in campo” l’iniziativa “Thè anziani in biblioteca”. E domenica all’Usr Ancora c’è la tradizionale fagiolata ed in parrocchia si celebra la “Giornata del malato”.

 

Massimo Iaretti

San Mauro, il Pd verso il voto

pd manifesto

 E Dallolio ? A quanto sembra il primo cittadino uscente non è intenzionato a farsi da parte e starebbe lavorando ad una propria lista civica

 

Si avvicinano le elezioni e cresce la fibrillazione nel Partito democratico, la maggiore componente della maggioranza che sostiene l’attuale sindaco Ugo Dallolio, all’inizio indipendente ma con tessera soltanto nell’ultima fase del suo mandato. E’ stato completato nei giorni scorsi nelle mani del presidente della sezione Pd, Ferdinando Raffero, il deposito delle candidature per le primarie che si terranno all’inizio del prossimo mese: in corsa ci sono due “capitani di  lungo corso” della politica sanmaurese, da un lato Maria Vallino, attuale presidente del consiglio comumale, dall’altro Pino Morvillo, già consigliere comunale, con una lunga esperienza di lavoro maturata all’estero. All’ultimo momento, però, Numinato Licari, un quarantenne con un buon curriculum professionale. E Dallolio ? A quanto sembra il primo cittadino uscente non è intenzionato a farsi da parte e starebbe lavorando ad una propria lista civica, comprendente – forse (ma qui è tutto nell’ipotetitico) – anche pezzi della sua attuale maggioranza. Ma questa è una storia tutta da scrivere.

 

Massimo Iaretti

 

La scelta di Barbara: aiutare gli altri con il sorriso e fare della bellezza interiore il proprio mantra

silli3silli1silli2Incontriamo Barbara Silli a Ciriè. Ci sta attendendo con il più piccolo dei tre figli, Giulio che gioca con un trattore nuovo. Finalmente ci presentiamo. Ci colpisce naturalmente il suo sorriso, che è una delle chiavi per capire cosa pensa la dottoressa Silli, di professione medico all’ospedale di Lanzo e modella per amore della vita. Bionda, occhi verdi, alta. Un fisico da modella, appunto. Ma la sua vocazione è fare il medico e farlo con il sorriso

 

Dottoressa Silli, ci spieghi come è nata questa passione per i servizi fotografici?

Nel mio lavoro di medico ospedaliero ogni giorno mi prendo cura dei pazienti; sovente ti trovi a fare i conti con malattie gravi e sei chiamata giustamente a spiegare a chi ti sta davanti o ai loro parenti ciò che non vorresti dire in quel momento ed allora ecco che entra l’energia pura della vita che mi aiuta ad affrontare la giornata e dire la verità con dolcezza e con la massima comprensione e compassione per il prossimo. Le emozioni della vita che ritrovo nella bellezza della natura, in un bel tramonto o in un angolo del paesaggio delle miei valli di Lanzo . Analogamente accade nello spazio che mi riservo nel tempo libero a posare come modella; l’obiettivo fotografico immortala la mia immagine e in un certo senso coglie il mio stato d’animo per quello che sto facendo e mi aiuta a ricaricarmi e a ripartire.

 

Essere modella, per Lei, è quindi un modo per trovare le energie dentro se stessa ed è come fare il pieno di luce… quando ha iniziato?

Si, è come se mi rigenerassi, dice sorridendo Barbara Silli. Una notte mentre il più piccolo dei miei figli non dormiva ho trovato su internet la possibilità di un servizio fotografico con un buono sconto. Ho deciso di provare, mi ha dato una grande emozione positiva e da allora coltivo l’hobby di fotomodella e passo dopo passo partecipo a sfilate e organizzo eventi. L’attività organizzativa è no-profit. Per “Stare Insieme” (pagina facebook) che nasce dall’amore e dalla volontà di stare insieme appunto nelle diverse occasioni, in qualsiasi evento e condividere lavori, interessi e passioni. Un modo per fare squadra in questo momento così difficile; aiutarci reciprocamente. E così proviamo a migliorare noi stessi e il mondo. Almeno ci proviamo!

 

Quindi possiamo dire madre, moglie, medico, modella e promotrice di eventi…

Si è proprio così. Cerco di conciliare tutto! Mi organizzo: il tempo per la famiglia, per il lavoro , e per i servizi fotografici e gli eventi come le sfilate. In primis mi occupo dei miei figli, naturalmente, come tutte le mamme. Giulio ha tre anni, Alessandro nove e Federica undici. Federica mi segue attivamente e partecipa anche lei con passione. Mi piace ricordare tra i tanti eventi che organizziamo quello avvenuto a San Carlo Canavese a cui hanno partecipato almeno 450 persone. Una presentazione di abbigliamento donna, uomo, bimbo e intimo con quattro negozi diversi. Ad fine agosto dello scorso anno a Cafasse una grande emozione collettiva ha pervaso la sfilata vintage di abiti da sposa in collaborazione con la pro-loco: più di cinquanta abiti sono stati reindossati e cosa dire delll’abito nero ( tempo di guerra) del 1944 di mia nonna che ho indossato per l’occasione: una felicità immensa!

 

Quali sono i sogni nel cassetto della dottoressa Barbara Silli?

Continuare ad impegnarmi in quello che sto facendo… E se possibile fare ancora di più! Vorrei viaggiare, conoscere tutte le culture, leggere un milione di libri e vedere mille spettacoli teatrali. Insomma… voglio continuare ad emozionarmi per la vita…che è meravigliosa.

 

Frambo