redazione il torinese

Cara cicca quanto ci costerai? I commenti dei torinesi alle multe anti-mozzicone

sigaretta ragazzaLe considerazioni dei torinesi riguardano anche la difficoltà di far rispettare il divieto e la necessità di prendere provvedimenti, ad esempio, anche sui marciapiedi sporcati dai cani

 

Gettare a terra un mozzicone di sigaretta o qualche cartaccia, da qualche giorno costerà caro: fino a 300 euro. Abbiamo chiesto ai nostri lettori sulla pagina Facebook del Torinese le loro opinioni sulla nuova sanzione e abbiamo ricevuto centinaia di risposte. Eccone alcune. Le considerazioni dei torinesi riguardano anche la difficoltà di far rispettare il divieto e la necessità di prendere provvedimenti, ad esempio, anche sui marciapiedi sporcati dai cani.

 

Mauro Alfredo
Mauro Alfredo Quando escono leggi simili ( che ovviamente sono fatte solo ed esclusivamente per fare cassa e nulla hanno a che vedere con il concetto di pulizia delle città ) penso sempre a un paio di questioni che andrebbero prese in considerazione 1 io sono un fumatore e intendo restare tale ,pago le sigarette 5.20 € al pacchetto per ogni singolo giorno , essendo un fumatore mi si accusa di gravare sul sistema sanitario al che mi faccio un conto è dico spendo ogni anno € 1898 solo di sigarette poi essendo artigiano Inps Inail pago tassa raccolta rifiuti casa officina ecc ecc tenendo presente che i filtri delle sigarette sono biodegradabili realizzati in pura cellulosa tenendo presente che il costo delle sigarette è al 89% fatto da tasse tenendo presente che nella mia intera vita con immancabili aumenti sigarette ho aiutato come tutti i fumatori i terremotati gli alluvionali ecc ecc tenuto presente che se i soldi spesi fossero usati per pagare operatori ecologici che veramente tenessero pulita la città vivremmo in luoghi pulitissimi ma ammesso e non concesso che volessi comportarmi civilmente e decidessi di buttare mozziconi in cestini mi si accusa di essere un incendiario potenziale credetemi ma veramente dal profondo del mio cuore scatta un irrefrenabile Ande a pievlu an tal cul ( per i non Torinesi usate la fantasia Emoticon wink

Luciana Neftci
Luciana Neftci Bene. Mi piacerebbe però’ vedere qualcuno che mette delle multe ai vari incivili in giro per le città’ non solo per le cicche cartacce ma anche per i padroni degli animali per i petardi ecc ecc…. mi piacerebbe anche che poi qualcuno le pagassero. Soprattutto alcune categorie di persone che,forti del fatto che non hanno niente, se ne infischiano e lo fanno anche per dispetto. Questa e’ una nazione che è’ capace solo di mettere sanzioni e balzelli vari…poi però non si vede mai nessuno che fa rispettare la Legge di turno. E non parlate di educazione individuale perché’ noi italiani capiamo solo le cose quando ci toccano in tasca…

Yo Francys
Yo Francys Penso che il senso civico dovrebbe consentire di rispettare queste buone regole senza esserne obbligati.. Ma poiché noi italiani non abbiamo il senso civico sviluppato, abbiamo bisogno di disciplina… A patto che questa disciplina venga attuata…

Giuseppina Scibinico
Giuseppina Scibinico Non piovendo da mesi, i marciapiedi di Torino sono una sozzeria incredibile, cacche di cani, sputi di giovani e anziani, cicche di sigarette dei fumatori …camminare senza pestare qualcosa è diventato un miracolo …

1 risposta
Ines Elisa Masoero
Ines Elisa Masoero siii certoo! ogni 50 mt dovrebbe esserci un vigile che controlla chi butta le cicche, chi lascia i cani fare di tutto, gli umani che fanno di tutto, i brutti maiali che sputano per terra e chissà quali altre cose. Ma non dovrebbero pagare una multa, ma lavorare e pulire marciapiedi e muri. mettere dei vasi con i fiori, eccc…..

Enrica Shakti Colombi
Enrica Shakti Colombi Giustissimo! Chiederei però al Comune di Torino di mettere qualche posacenere per le strade. Se no si rischia di dare fuoco a qualche cestino. I distratti che rischiano di buttare qualche mozzicone acceso in un cestino pieno di carta ce ne sono di sicuro.

Marina Manfrin
Marina Manfrin Abito nella nuova zona Politecnico, quasi tutte le mattine passano i vigili per dare le multe per divieto di sosta o finto intralcio. I marciapiedi sono latrine per cani. Raccolta rifiuti (considerato quello che paghiamo) inesistente.

Monica Rossi
Monica Rossi A me piacerebbe sapere come mai con tutti gli spazi creati appositamente, continuano ad esserci i marciapiedi devastati dalle cacche dei cani!!!! E le multe?????? Boh!!! Vediamo cosa succederà con le cicche!!

Sabrina De Leo
Sabrina De Leo Penso che sia giusto, anche se è triste constatare che non abbiamo ancora capito che il mondo è casa di tutti noi e non dovrebbe esserci qualcuno che controlla se abbiamo buttato la carta e il mozzicone delle sigarette nel cestino… dovrebbe essere una cosa che ci viene naturale….

Ernesto Nicolosi
Ernesto Nicolosi Minchiate: finisce come le multe ai padroni dei cani che non raccolgono le deiezioni dei loro animali. Meglio continuare con i divieti di sosta: è più facile!

Michela Di Stefano
Michela Di Stefano X tornare a bomba ricordate anche di fare i passaggi e le discese x gli invalidi e carrozzine che x muoversi è meglio stare chiusi in casa VERGOGNATEVI. a ma già li bisogna spendere nn si guadagna. E gli invalidi rimangono a casa o viaggiano x le strade con il rischio di essere investiti e pure MULTATI. E quante c’è ne.

Maria Contarino
Maria Contarino Verissimo nn sono solo cicche.. che vedi in giro ..c’è di tutto ..ai giardini nn puoi camminare che c’è la caccia dei cani ..I spazzini invece di pulire stanno al bar ..x me buttano lo stesso cicche e tutto …a me arrivano sul balcone le cicche cenere e tutt’altro.

Daniela Brio
Daniela Brio Quanta ipocrisia.
Nelle famiglie dette normali queste cose capitano spesso…

Anna Longato
Anna Longato si va benissimo leducazione ci deve essere ma per tutti anche per chi sputta a terra e se ne vedono ti fanno perfino rebaltarti lo stomaco e chi piscia lasciamo perdere ci sarrebero di cose vogliono che non si gettono i mozziconi a terra i cistiniiiiiiiiiiiiiiiiiii dove sono cominciate dare fazzoletti a quei porci che sputano

Dilva Bianco
Dilva Bianco sono d’accordo per le multe, sporcizia da evitare e il fumo nuoce alla salute e aumenta l’affollamento nella sanità pubblica che sarebbe di tutti, anche di chi non ha mai fumato

Eliana Fontana
Eliana Fontana Ke sarebbe ottimo !!!le facessero !! Anke se x imparare l educazione nn dovrebbe essere necessario ricorrere a questi mezzi !!l educazione é fondamentale in tt le cose !!ma è una dote ke poki hanno !

Walter Constantino
Walter Constantino Che siamo il paese dei balocchi, non fanno le multe per le deiezioni dei cani, extracomunitari che urinano in ogni luogo ecc.ecc.

Francesco Usai

 

Francesco Usai Giusto!…penso sia una cosa giusta! Un po’ di civiltà….e sapete che dico…che dovrebbero fare anche la multa a chi non raccoglie le cacche dei cani se non esiste già una sanzione per essa!

 

FROSINONE-JUVENTUS 0-2: CUADRADO E DYBALA PORTANO AVANTI I BIANCONERI

frosinone-juventus- RETI: st 28’ Cuadrado, 46’ Dybala.

 

FROSINONE (4-3-3): Leali; Rosi, Blanchard, Russo, Crivello; Gori (36st Soddimo), Chibsah (27st Frara), Sammarco; Tonev, D.Ciofani (41 st Longo), Dionisi. All: Stellone.

 

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini (32 st Rugani); Alex Sandro, Sturaro (21st Pereyra), Marchisio, Pogba, Cuadrado; Dybala, Morata(48st Favilli). All: Allegri.

 

Una partita difficile, complicata da sbloccare e si sa che se non si riesce a segnare sin da subito l’impresa diventa ben più ardua, ed il merito va di certo al Frosinone ben attento a non scoprirsi. Alla fine rivediamo la Juventus a cui ci siamo abituati in queste ultime 14 giocate e, a risolvere il tutto ci pensano Cuadrado e Dybala.

 

I bianconeri soffrono le assenze di Khedira e Mandzukic ma provano subito a prendere in mano la situazione, al 5’ grande occasione per Sturaro, ma il centrocampista non arriva sul cross di Alex Sandro, e dopo poco è Morata ad andare al tiro ma non impensierisce Leali. Il Frosinone pensa più a difendere ma, al 13’,inizia ad affacciarsi dalle parti di Buffon: lancio di Blanchard per Ciofani, che aggancia bene e dopo calcia fuori. I bianconeri, nonostante fatichino a trovare i propri spazi al 35’ riescono ad impensierire Leali. Sturaro con una conclusione violenta da fuori area costringe Leali a deviare. Nel finale la Juve va vicino al vantaggio prima con Dybala, servito da Morata con un colpo di testa e subito dopo, giusto alla scadere del primo tempo, Morata supera due avversari, arriva davanti a Leali e conclude ma calcia direttamente addosso al portiere.

 

Nella ripresa i bianconeri scendono in campo con maggior convinzione e provano ad alzare il ritmo, ma le occasioni da gol faticano ad arrivare. Cuadrado e Pogba provano a movimentare il tutto con delle conclusioni personali, ma l’equilibrio si spezza solo dopo mezz’ora del secondo tempo: Alex Sandro crossa rasoterra dalla sinistra, trova il varco e sul secondo palo sbuca Cuadrado che con il destro insacca dietro Leali. La partita entra nel vivo e Cuadrado va ancora altre due volte verso la porta avversaria, ma la mira non è dalla sua parte. Nel recupero Dybala, spezza qualsiasi dubbio e assicura il risultato con un gran gol che si infila nell’angolino di Leali. Non resta che aspettare l’incontro di sabato con il Napoli.

 

Roberta Perna

Le rime migranti

POZZI LIBROIl tratto distintivo di queste composizioni è rappresentato dall’uso della lingua e di quello che, volgarmente, viene definito dialetto ma che – a ben guardare – , essendo “una varietà della lingua”, ne ha la stessa dignità, trasmette emozioni e calore, traduce i sentimenti in parole spesso più appropriate di quanto possano fare le lingue ufficiali

 

Le rime migranti” di Paolo Pozzi –  poeta, studioso di culture ed espressioni dialettali – sono raccolte in un piccolo, minuscolo e prezioso libricino di cento pagine che  si può definire, non a torto, un “breviario poetico”. Il tratto distintivo di queste composizioni è rappresentato dall’uso della lingua e di quello che, volgarmente, viene definito dialetto ma che – a ben guardare – , essendo “una varietà della lingua”, ne ha la stessa dignità, trasmette emozioni e calore, traduce i sentimenti in parole spesso più appropriate di quanto possano fare le lingue ufficiali.  Del resto, come dice il famoso linguista americano Noam Chomsky, le lingue “sono dialetti con un esercito, una marina e una bandiera”. Paolo Pozzi  usa le “varietà dellaconvento 2 chiesa suore lingua” che ben conosce con garbo e maestria, sia quella “bosina” – che svela la radice paterna, legata al territorio della provincia di Varese – che quelle friulane e istriane, rispettivamente della madre e della moglie, frutto del pluralismo linguistico che si trova sulla linea del confine orientale, dove la tradizione mitteleuropea sfuma nei Balcani.

 

Lì si toccano due mondi: l’Occidente, dove la verità è adeguamento della cosa all’intelletto; e l’Oriente, dove la verità è ciò che sembra che la cosa sia. Con un velo di malinconia perché, come ha scritto Paolo Rumiz, “in Europa l’Oriente non c’è più, l’hanno bombardato a Sarajevo, espulso dal nostro immaginario, poi l’hanno rimpiazzato con un freddo monosillabo astronomico: ‘Est’. Ma l’Oriente era un portale che schiudeva mondi nuovi, l’Est è un reticolato che esclude”. Nella poesia di Paolo Pozzi non c’è nulla di freddo, non esistono reti diverse da quelle dei pescatori e l’acqua salata dell’Adriatico si mescola con quella dolce del Maggiore.  Nella silloge “Le rime migranti” prendono corpo le atmosfere del Verbano, dove sente “l’acqua che sciaborda contro i sassi” ( vive a Brisino, sopra Stresa, dove si può spaziare con lo sguardo sul lago Maggiore) e dei monti che lo circondano ( “come stirate dalle dita del vento, delle nuvole grigie si strappano sulle cime della Val Grande”), così come quelle della Varese d’antan, della “dolce e aspra” Istria e del mare che ama (“Non si può solo camminare sulla riva per capire cosa vuol dire Mare! Ma con l’impeto di un’onda che ti spinge a vele tese, prova a navigare..”). L’amore – per Marisa, la moglie – è declamato un po’ ovunque, quasi fosse il lievito dell’impasto dei suoi pensieri, e così anche per la natura, sia che si presenti come l’immagine del cielo , sotto le spoglie di uno stelo di acetosella o nelle foglie che, sottovento, girano su se stesse in vortice, “macinate dalla tramontana”.

 

convento 1 chiesaStupendo il parallelo tracciato nelle due poesie intitolate “controvento” – una in dialetto bosino, l’altra in friulano – dedicate al Convento delle Romite Ambrosiane sulla cima del Sacromonte di Varese (“Erta e dritta, alta sul bastione una croce di ferro antico,battuto e arricciolato, par che ti inviti a cercare Dio e a fermarsi:non è tempo sprecato..”) e al Convento sull’isola di San Francesco del Deserto, nella Laguna di Venezia ( “Una croce ti aspetta sulla riva fatta di legno, antico a tarlato, pare che ti invogli a cercar Dio e a fermarsi..non è tempo buttato”). Ci sono anche riflessioni sociali, immagini d’attualità sull’Europa e sul dramma dei migranti – segno di una sensibilità ricca, profonda, mai banale – in questo peregrinare tra le brume e le nebbie del lago e l’ombra del campanile “dritto e aguzzo” di Pinguente (la croata Buzet di oggi, che fu sede del potere veneziano in Istria). Da quel paese d’origine, la moglie – con la madre, due fratelli e tre sorelle – dovette emigrare durante il dramma dell’esodo forzato degli italiani dall’Istria e dalla Dalmazia. Grazie ai consigli per “facilitare la lettura del dialetto bosino”, Paolo Pozzi invita non solo  a leggere questo prezioso “breviario poetico” ma a farlo ad alta voce perché – come scrive nell’introduzione Silvia Metzeltin – “la poesia dialettale, anche scritta, si può decifrare più facilmente con il ricorso dell’oralità, alla lettura a voce alta o sommessa”.

 

Marco Travaglini

Sangue, il futuro delle donazioni

sangue avis sanitaConvegno organizzato dall’Avis regionale Piemonte che ha voluto fare il punto sul sistema trasfusionale italiano

 

Una legge importante che ha sancito la donazione di sangue gratuita, anonima, non retribuita, periodica e responsabile, ma la cui piena attuazione richiede di essere completata superando alcuni nodi critici.

 

Questo il focus del convegno ospitato a Palazzo Lascaris organizzato dall’Avis regionale Piemonte che ha voluto fare il punto sul sistema trasfusionale italiano, a 10 anni dall’approvazione della legge 219 del 2005 che disciplina le attività trasfusionali e della produzione nazionale di emoderivati.

 

“Fra i pregi di questa legge c’è stato il riconoscimento del ruolo importante delle associazioni del terzo settore all’interno di un confronto paritario con le istituzioni” ha affermato il consigliere regionale Daniele Valle, presidente della Commissione Cultura. “Ora a fronte dell’invecchiamento della popolazione si pone un problema prospettico che dovrà essere affrontato per evitare che, con l’incremento del bisogno di donazioni, si riduca invece la popolazione disponibile”.  

 

La legge 219 ha stabilito alcuni obiettivi fra cui l’autosufficienza nel garantire il sangue e i suoi componenti, la qualità e la sicurezza dei prodotti e delle prestazioni trasfusionali, l’appropriatezza nella gestione e uso clinico del sangue e ha sancito un sistema interamente pubblico, dalla selezione del donatore alla trasfusione, compresa l’emovigilanza.

 

“Con la nuova normativa si sottolinea e valorizza il compito delle associazioni e federazioni, ovvero chiamare i donatori e fidelizzarli mediante una convocazione puntuale e programmata”, ha spiegato Vincenzo Saturni, presidente nazionale Avis. “Ora fra le criticità da risolvere rimane il problema di garantire anche l’autosufficienza per i medicinali plasmaderivati e rafforzare il peso delle strutture di coordinamento regionale”.

“È importante ricordare come grazie alla legge 219 le attività trasfusionali siano state riconosciute fra i livelli essenziali di assistenza” , ha commentato Maria Rita Tamburini, direttore Ufficio VIII sangue e trapianti del Ministero della Salute. “Negli anni è poi proseguito il lavoro attuativo ma permangono ancora delle disomogeneità fra regioni che è necessario superare, ad esempio nei processi di autorizzazione, accreditamento e nelle verifiche”.

 

Il convegno, moderato dal presidente regionale Avis Giorgio Groppo, ha contato anche la partecipazione di Antonio Saitta, assessore regionale alla Sanità, dell’onorevole Mino Taricco, di Elide Tisi, vicesindaco del Comune di Torino, del direttore Cns Giancarlo Liumbruno, del presidente Simpti Claudio Velati, della responsabile Crcc Piemonte Rosa Chianese e della presidente della Commissione Sanità Emilia Grazia De Biasi.

 

www.cr.piemonte.it

Le emozioni in finanza possono condurci fuori strada

ferrareseL’angolo del Private Banker / di Fabio Ferrarese

 

Ciclicamente accade che i Mercati finanziari vengano colpiti da fasi di accentuata volatilità, nelle quali accade che la fiducia degli investitori venga in qualche modo minata da incertezze di natura  economica, da cambiamenti in materia di politiche monetarie o fiscali, da contagi finanziari o ancora da tensioni geopolitiche. Che cosa fare in questi momenti? Prima di tutto bisogna non farsi prendere dal panico, ma usare la calma per razionalizzare i dati reali e poi bisogna andare a cercare nel passato quali sono stati i comportamenti e le scelte che effettivamente hanno pagato. Sono passati 26 anni da quando ho iniziato questa magnifica esperienza nel mondo degli investimenti di natura finanziaria ed oggi ho maturato le seguenti convinzioni:

 

INTERNET WEBLE FASI DI RIBASSO DEI MERCATI POSSONO DIVENTARE MOMENTI INTERESSANTI.  Le fasi di discesa  sono uno dei momenti naturali di un Mercato al rialzo: è normale, direi persino salutare, assistere a più di una correzione nel corso di un Mercato rialzista. Uno storno dei Listini azionari è spesso un buon momento per investire in azioni, perché le valutazioni delle Società diventano più appetibili e chi decide di comprarle ha maggiori possibilità di realizzare rendimenti al di sopra della media al momento del rimbalzo di Mercato. Alcuni dei peggiori ribassi a breve termine sui mercati azionari sono stati storicamente seguiti da rimbalzi e nuovi massimi.

 

USCIRE E TENTARE DI RIENTRARE NEI MERCATI NORMALMENTE NON PAGA.

I risultati delle esperienze passate ci insegnano che perdere anche solo cinque dei giorni di migliore performance nel mercato può avere un impatto devastante sui risultati a lungo termine, quindi ne consegue che rimanere investiti consente di trarre beneficio dalla tendenza al rialzo delle Borse nel lungo periodo. Quelle che in gergo tecnico vengono definite come “le strategie di market timing”, con continue chiusure e aperture di posizioni, alla fine rischiano di pregiudicare i vostri rendimenti futuri perché il tempo di entrata e di uscita dai Mercati è la cosa più difficile da cogliere, rischiando, così facendo, di lasciarsi sfuggire i giorni di recupero migliori e le opportunità di acquisto più interessanti che si presentano normalmente nei periodi di volatilità.

 

NEL LUNGO PERIODO IL RISCHIO AZIONARIO RIPAGA. Chi decide di investire in azionario si assume dei rischi maggiori rispetto, ad esempio, a chi investe in titoli obbligazionari di Enti Sovrani, ma è anche ripagato da rendimenti mediamente più alti nel lungo termine. Per comprendere bene questo aspetto dell’investimento va ricordato che rischio e volatilità non sono sinonimi. I prezzi delle azioni possono oscillare più del loro valore intrinseco durante gli alti e bassi dei Mercati, per cui la volatilità dei prezzi spesso crea soltanto delle opportunità. Nel lungo termine le quotazioni azionarie sono determinate dagli utili societari ed è dimostrato come di solito esse superino di gran lunga gli altri tipi di investimento in termini reali (cioè al netto dell’inflazione).

 

Per chi decide dunque di fare degli investimenti quello che può fare veramente la differenza per vivere correttamente e serenamente le proprie scelte è  l’impostazione mentale. Se siete consapevoli sin dall’inizio che può accadere che nel corso di un investimento emergano delle  fasi di volatilità come quella che attualmente stiamo vivendo, è difficile che poi veniate colti di sorpresa ed è assai più probabile che riusciate a reagire razionalmente. Se riuscite ad accettare che  la volatilità è una parte integrante dell’investimento, diventerà poi certamente più semplice assumere un atteggiamento razionale e restare concentrati sugli obiettivi di lungo termine.

 

Per curiosità ed approfondimenti potete scrivere a fabio.ferrarese@yahoo.it

GREENPEACE IN ALTA QUOTA: NO ALLE SOSTANZE PERICOLOSE NELL'ABBIGLIAMENTO OUTDOOR

greenpeaceGreenpeace Torino sceglie la Val Chisone per dire no ai PFC nell’abbigliamento outdoor

 

Dalle località sciistiche ai parchi urbani, dai boschi ai monti di tutta Italia gli attivisti di Greenpeace e gli amanti della natura si sono uniti per protestare contro la presenza di sostanze chimiche pericolose e persistenti, dannose per la salute e l’ambiente, nei prodotti dei maggiori marchi del settore outdoor. Anche i volontari del gruppo locale di Greenpeace di Torino hanno partecipato a questa protesta globale, che si è tenuta in questi giorni in forme diverse in 19 Paesi del mondo dall’Australia alla Cina, dalla Germania alla Slovenia, recandosi in vari luoghi della Val Chisone (TO).

 

Nel rapporto “Tracce nascoste nell’outdoor”, pubblicato qualche settimana fa da Greenpeace, emerge come alcuni marchi presi in esame – tra cui The North Face, Patagonia, Mammut, Salewa e Columbia – continuino a usare PFC per impermeabilizzare i loro prodotti, nonostante si dichiarino sostenibili e amanti della natura.

 

I PFC sono composti chimici che non esistono in natura e, una volta immessi nell’ambiente, possono diffondersi ovunque, inquinando anche le aree più remote del Pianeta, accumulandosi nei tessuti degli animali e persino nel sangue umano. Queste sostanze, infatti, possono causare seri danni al sistema riproduttivo e ormonale, oltre ad essere collegati a numerose malattie gravi come il cancro.

 

“Piuttosto che andare in montagna con abbigliamento contenente PFC, abbiamo deciso di vestirci in modo insolito per far riflettere gli appassionati di montagna e sport all’aria aperta ma anche i marchi più popolari del settore sulla necessità di non usare sostanze pericolose” afferma Giuseppe Ungherese, campagna inquinamento di Greenpeace Italia.greenpeace2

 

Greenpeace ha analizzato 40 prodotti (votati nei mesi scorsi dagli appassionati di tutto il mondo sul sito web dedicato), trovando PFC non solo nell’abbigliamento, ma anche in scarpe, tende, zaini, corde e perfino sacchi a pelo. Solo in 4 prodotti non sono stati rilevati PFC, dimostrazione del fatto che solo poche aziende si stanno muovendo nella direzione giusta. Tuttavia questo risultato, ancora limitato a pochi prodotti, indica che è possibile produrre abbigliamento impermeabile non utilizzando sostanze chimiche così pericolose. 

 

“È paradossale che quando indossiamo l’abbigliamento per le nostre attività in mezzo alla natura contribuiamo a contaminarla con sostanze pericolose. Con la protesta di oggi gli appassionati dell’outdoor chiedono con forza ai loro marchi preferiti di invertire la rotta e scegliere alternative più sicure. Aziende leader del mercato come The North Face devono smettere subito di inquinare consapevolmente l’ambiente ed eliminare tutte le sostanze tossiche” conclude Ungherese.

 

Leggi il rapporto “Tracce nascoste nell’outdoor”: http://www.greenpeace.org/italy/Global/italy/report/2016/Detox/Tracce-nascoste.pdf

 

La Biblioteca per la salute è online

computer webConsente agli operatori della sanità piemontese (personale sanitario e amministrativo delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere, Arpa, specialisti ambulatoriali, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta) di accedere gratuitamente ad articoli, pubblicazioni scientifiche e banche dati sui temi della salute e dell’ambiente

 

Centralizzare l’acquisto degli abbonamenti delle più importanti riviste scientifiche, ottimizzare l’accesso alle informazioni, evitando sprechi di risorse pubbliche da parte delle singole aziende sanitarie regionali, e mettere a disposizione degli operatori della sanità pubblicazioni e banche dati indispensabili per la loro attività è la funzione della Biblioteca virtuale per la Salute del Piemonte (BVS-P), la cui attività è stata finanziata dalla Giunta regionale anche per gli anni 2016, 2017 e 2018.

 

La Biblioteca Virtuale per la Salute, istituita dalla Regione nel 2009 e gestita dal Centro di documentazione regionale per la promozione della salute dell’Asl TO3, consente agli operatori della sanità piemontese (personale sanitario e amministrativo delle aziende sanitarie locali e delle aziende ospedaliere, Arpa, specialisti ambulatoriali, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta) di accedere gratuitamente ad articoli, pubblicazioni scientifiche e banche dati sui temi della salute e dell’ambiente. Da qualsiasi postazione internet aziendale o personale si possono consultare, attraverso autenticazione, circa 1100 riviste elettroniche di grande rilevanza scientifica, importanti banche dati (tra le quali Cochrane Library, Codifa, Embase), alcuni archivi digitali ad accesso libero, come BioMed Central, PLoS – Public Library of Science, Inoltre, si possono effettuare ricerche con il motore PubMed della U.S. National Library of Medicine e si può accedere a circa 400 e-books, tra cui la collezione Biomedical and Life Sciences dell’editore Springer.

 

“Si tratta di un servizio molto innovativo che ha consentito di rendere fruibili le risorse elettroniche a tutti gli operatori della sanità regionale in modo generalizzato, realizzando anche un significativo contenimento dei costi – commenta l’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta – Per questo abbiamo ritenuto necessario sostenere un’attività che nel corso degli anni si è consolidata come un utile ed efficace strumento per l’aggiornamento e la formazione degli operatori. La complessità del sistema sanitario è tale che è indispensabile poter accedere facilmente a informazioni di qualità, confrontando studi e ricerche nazionali ed internazionali, anche al fine di favorire l’appropriatezza delle cure, che è una delle sfide principali se si vuol garantire sostenibilità al sistema”.

 

La centralizzazione degli abbonamenti ha anche permesso una significativa riduzione della spesa (oggi di 1,8 milioni di euro, praticamente dimezzata rispetto dai 3,5 milioni ante 2009), ponendo fine alla pratica per cui ogni azienda sanitaria procedeva autonomamente agli abbonamenti delle riviste, con duplicazioni e sovrapposizioni negli acquisti.

 

Gianni Gennaro

gianni.gennaro@regione.piemonte.it

Verso l’edizione numero 70 della Mostra di San Giuseppe

casale 22In programma alcuni incontri di prestigio sul tema del florovivaismo

 

Lavora a pieno ritmo la macchina organizzativa della Mostra Regionale di San Giuseppe, che si svolgerà a Casale Monferrato – Quartiere Fieristico della Cittadella dall’11 al 20 marzo prossimi. Manazza Gefra Srl, la società specializzata nel settore fieristico di Cassolnovo (Pavia) che organizza l’evento anche per il 2016, ha preso possesso degli uffici di via Martiri di Narrirya che rimangono aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17 – telefono 0142/71944, fax 0142/453992. Posta elettronica: mostra.sangiuseppe@virgilio.it

 

Come già annunciato, l’edizione di quest’anno, la settantesima della serie vedrà un ritorno alle origini di “Fiera dei fiori”, grazie alla presenza di Coniolo, comune che organizza ogni anno nell’ambito del contenitore “Riso & Rose in Monferrato” l’evento – ormai di carattere nazionale – Coniolo Fiori. E proprio in quest’ottica, oltre allo spazio in Mostra si stanno preparando due eventi di livello, in entrambi i fine setttimana della manifestazione, con relatori qualificati e la presenza di Asproflor, associazione che rappresenta i florovivaisti italiani e organizza il concorso dei “Comuni Fioriti”.

 

L’edizione del settantesimo, inoltre, conferma Arteinfiera, giunta alla ventiduesima edizione,, seguita anche quest’anno dal suo ideatore, l’artista e critico d’arte, Piergiorgio Panelli che sta lavorando per presentare una “squadra” di artisti di livello, e “CasaleComics”, appuntamento con gli eroi di carta del mondo della Sergio Bonelli Editore, curato dallo staff organizzativo di Monferrato Eventi in liquidazione.

 

La Mostra, per cui è stato chiesto il patrocinio dell’Amministrazione Comunale guidata da Titti Palazzetti, inoltre, vedrà riconfermati i due ingredienti che hanno contribuito al notevole afflusso di pubblico nelle ultime edizioni, sempre a cura di Manazza Gefra Srl, ovvero l’ingresso gratuito per tutti i visitatori ed il percorso obbligato a giorni alterni. Quest’ultimo accorgimento consentirà a tutti i visitatori di prestare la necessaria attenzione a tutte le proposte innovative che  erranno presentate dagli espositori nei vari settori merceologici.

 

 

 

: mostra.sangiuseppe@virgilio.it

 

LO SPORT / Manital Torino vince e risponde con carattere alle critiche

manital2manital3manital1manital4Manital Torino ha conquistato due punti importanti, grazie ai quali ha abbandonato la posizione isolata in coda alla classifica. Dopo la brutta performance di Venezia, i giocatori hanno risposto alle critiche, offrendo ai tifosi una performance convincente

 

Nella sfida casalinga contro Vitasnella Cantù, la squadra di casa ha mantenuto le aspettative con una vittoria sofferta, ma meritata. 79 a 72 il risultato finale. Dopo una partenza sprint che ha portato Manital Torino avanti di 14 punti, Vitasnella Cantù ha reagito nel secondo quarto riducendo, dapprima, le distanze e, poi, superando la squadra torinese, seppure per pochi punti con un parziale di +12 per la squadra ospite.

 

Il top scorer per la Manital al termine dei primi 20 minuti èstato Eyenga (8), seguito da Ebi (7) e DJ White (6). Nel terzo quarto, Manital Torino ha ripreso a difendere meglio ed trovare soluzioni offensive più concrete, anche se si è giocato punto a punto. Ebi si è portato a quota 17 punti ed ha troneggiato anche in difesa. Bene pure Kloof.

 

Nell’ultimo quarto, la squadra torinese ha reagito dimostrando di volere portare a casa i due punti. Grande prova di carattere e orgoglio grazie alle belle soluzioni di Ebi, di Eyenga, e di Kloof, ma nel complesso tutti hanno dato il proprio apporto. Alla fine anche Rosselli e Mancinelli hanno dato un contributo fondamentale.

 

Manital Torino ha conquistato due punti importanti, grazie ai quali ha abbandonato la posizione isolata in coda alla classifica. Dopo la brutta performance di Venezia, i giocatori hanno risposto alle critiche, offrendo ai tifosi una performance convincente.

 

Il giorno prima del match, il Coach Vitucci aveva chiesto di“mettere in campo orgoglio e determinazione, cambiando immediatamente l’atteggiamento sbagliato avuto a Venezia”ed aveva messo in conto che contro Cantù sarebbe stata una partita difficile, ma che sarebbe stato fondamentale“andare a caccia dei due punti, con tutte le nostre forze”.

 

L’arrivo del neo acquisto congolese, ex Sassari, Christian Eyenga è stato importante per la squadra grazie ai numerosi interventi in difesa ed ai suoi canestri in attacco. Ora Manital  Torino aspetta il rientro di Jerome Dyson che venerdì ha ripreso gli allenamenti, dopo l’aggressione subita settimane fa.

 

Complessivamente, una bella partita anche se un po’ sofferta: Manital Torino ha, però, meritato questa vittoria dimostrando carattere e qualità di gioco. Unico rammarico èstato il calo di attenzione nel secondo quarto che ha consentito alla squadra ospite di ridurre le distanze, salendo di tono.

 

Manuela Savini

Queste le formazioni:

 

Auxilium Cus Manital Torino

White 15, Giachetti, Mancinelli 4, Rosselli 12, Fantoni ne, Kloof 11, Mascolo ne, Dawkins, Eyenga 16, Miller 2, Ebi 19; allenatore Vitucci

 

Acqua Vitasnella Cantù

Ukic, Abass, Heslip, Zugno, Wojciechovski, Cesana, Johnson, Tessitori, Fesenko, Hodge; allenatore Bazarevich