redazione il torinese

Primarie sì o no? Grattacapi da sinistra a destra

tosettoSTORIE DI CITTA’ / di Patrizio Tosetto

 

Cambieranno molte cose da oggi a quando si voterà. In particolare un Piero Fassino che, sembra, ritornato alla giovanile voglia di lottare. Politicamente “azzeccando” le mosse politiche sia a destra ( appoggio dell’ex governatore Enzo Ghigo e l’onorevole Michele Vietti ) sia a sinistra ( l’autorevole appoggio del sindaco per antonomasia Diego Novelli e la formazione di una lista civica di sinistra capitanata dall’assessore Gian Guido Passoni)

 

 

Grattacapi a destra e sinistra per le lezioni amministrative nella nostra città. Da sfondo un sondaggio, si dice riservato, che oltre un mese fafassino 33 dava Giorgio Airaudo tra il 3% e l’8%. Piero Fassino al 42%  e  Chiara Appennino al 38%. Salta all’occhio subito la piccola distanza tra il sindaco uscente e la candidata 5 stelle. Cambieranno molte cose da oggi a quando si voterà. In particolare un Piero Fassino che sembra ritornato alla giovanile voglia di lottare. Politicamente “azzeccando” le mosse politiche sia a destra (appoggio dell’exgovernatore Enzo Ghigo e l’onorevole Michele Vietti) sia a sinistra (l’autorevole sostegno del sindaco per antonomasia Diego Novelli e la formazione di una lista civica di sinistra capitanata dall’assessore Gian Guido Passoni). Ma anche il sindaco ha, appunto, le sue gatte da pelare. Deve fare i conti con un Pd provinciale semplicemente inesistente. Sia come proposte che come numero di iscritti. Eppure, nonostante i pochi iscritti, sezioni o divise in correnti, o con chi si rifiuta, nonostante l’iscrizione di svolgere attività politica in sezione. Serpeggia molto malcontento. Fare o non fare le primarie per la scelta dei candidati a presidente di quartiere.appendino

 

Domenica sembrava che la scelta fosse stata fatta: bisogna farle. Oggi due importanti esponenti del Pd, tra cui un ex presidente di quartiere e consigliere comunale, mi inducevano alla calma. Molto difficile fare queste primarie di quartiere. Si oppongono dei maggiorenti locali che vogliono propri candidati, e soprattutto problemi di coalizione. Scusate, non ho capito? Semplice: come si fa a garantire ai Moderati un candidato a presidente? Eccolo l’inossidabile Mimmo Portas, deputato della repubblica in quotapd Pd, con il suo immancabile Rolex ai convegni indetti da Roberto Rosso che confessa che ci sta pensando dove collocarsi, se a destra o sinistra. Del resto nei Moderati, gente che va gente che viene. Pensate, persino Mario Laus Presidente del Consiglio Regionale, massimo dirigente Pd è transitato nei Moderati. Contraddico gli interlocutori : fare scegliere agli elettori attraverso le primarie e dunque il voto? Un eloquente silenzio è la risposta. Anche per questo Piero Fassino sta istituendo squadre di giovani per la campagna elettorale. Ora i grattacapi della Destra. Evitare l’estinzione politica in questa città. Dieci anni di cocenti sconfitte dove i sindaci di sinistra sono stati eletti al primo turno.

 

Roberto-RossoUnica strada affrancarsi da Silvio Berlusconi e Matteo Salvini. Entrambi non hanno avuto un positivo giudizio della propria classe dirigente locale. Roberto Rosso ha chiesto invano le primarie. Disturbavano il “manovratore, probabilmente interessato ad altre cose. Vedendo probabilmente a ragione il tentativo di rivitalizzare il rapporto con l’elettore. Tra gli elettori c’è stanchezza. Molti parlano di sistema anti partiti, di un possibile ritorno al qualunquismo, all’antipolitica. Io, molto più prosaicamente vedo, sento persone stufe dell’incancrenirsi dei problemi. Con una certa invidia verso Chiara Appennino che semplicemente ha detto: sono io la candidata a Sindaco, o come ama definirsi Sindachessa. Sembra che nessuno, prima delle elezioni per scegliere ciò che si vuole scegliere, voglia far votare. Questo non è un bene per la democrazia.

Alloggio va a fuoco per le candele accese

vigili fuoco 1 Gli anziani sono stati trasportati all’ospedale Martini per il fumo che hanno respirato

 

Una coppia di coniugi, lui  68 anni e lei 63, sono stati soccorsi dai vigili del fuoco nella notte per l’ncendio del loro appartamento a Torino, in zona Gerbido, in via Bovio. Le fiamme – informa l’Ansa – si sono propagate molto probabilmente a causa delle candele lasciate accese dalla coppia che si era addormentata. Gli anziani sono stati trasportati all’ospedale Martini per il fumo che hanno respirato, ma le loro condizioni non sono gravi.
    

Al via il collegamento elettrico Piemonte-Savoia

francia italiaPrevede  190 km di linea di cui 95 km in Italia e 95 km in Francia per collegare le stazioni elettriche di Piossasco  e Grand’Ile

 

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha dato il via libera alla variante localizzativa al collegamento elettrico Italia-Francia, il  “Piemonte-Savoia”). Lo comunica la società Terna. Con 26 Km di cavi interrati in corrente continua si tratta di  un progetto “unico al mondo per le soluzioni ingegneristiche, tecnologiche e ambientali”, afferma Terna. Prevede  190 km di linea di cui 95 km in Italia e 95 km in Francia per collegare le stazioni elettriche di Piossasco  e Grand’Ile.

BIKE SHARING SOTTO LA MOLE, AUMENTANO LE STAZIONI

castello bicibikesharingbike2185 stazioni attive ToBike su tutto il territorio cittadino

 

Nei prossimi mesi verrà ampliato il servizio di Bike Sharing arrivando a un totale di 185 stazioni attive ToBike su tutto il territorio cittadino. Questa è la decisione attuata dalla Giunta comunale su proposta dell’assessore all’Ambiente Enzo Lavolta.

 

Negli ultimi cinque anni – sottolinea l’assessore Enzo Lavolta – il bike sharing ha triplicato il numero di stazioni, raggiungendo oggi il numero di 132 stazioni, e ha ampliato la rete nei comuni a ovest nell’area metropolitana, con l’obiettivo di arrivare a 185 stazioni nei prossimi mesi, coprendo il 70 percento del territorio cittadino”.

 

La Città continuerà la ricerca di nuovi finanziamenti per permettere di coprire tutte le altri parti del territorio cittadino che restano ancora escluse dal Bike Sharing.

 

In relazione ai servizi dedicati alla mobilità su due ruote, l’assessore Lavolta ricorda che “l’Ufficio biciclette della Città di Torino ha realizzato un portale informativo (“Torino in bici”) che offre numerosi servizi ai cittadini e da cui è possibile accedere alla piattaforma Bu.Net realizzata con la collaborazione di 5T”.

 

www.comune.torino.it – foto: il Torinese

Per i nomadi gli alloggi del ras delle soffitte: "Il Comune sapeva"

profughi_protesta_2 “Gli esponenti del Comune di Torino hanno detto che andava bene e di procedere”

 

Per alloggiare i nomadi sgomberati dal campo di lungo Stura Lazio la risposta erano gli alloggi di Giorgio Molino, l’uomo conosciuto come il ‘ras delle soffitte’ e il Comune lo sapeva. Questo il succo di una conferenza stampa indetta da Terra del Fuoco, una delle due associazioni chiamate in causa dall’inchiesta per turbativa d’asta aperta dalla magistratura. “Nelle riunioni di coordinamento del progetto – hanno detto i rappresentanti dell’associazione – è stata avanzata la disponibilità di sedici appartamenti ed è stato detto che la proprietà era di Molino. Ma gli esponenti del Comune di Torino hanno detto che andava bene e di procedere”.

 

(foto: archivio)

“Un tormentato dopoguerra”. L’esodo giuliano-dalmata nei cinegiornali d’epoca

dalmati emigazioneUtilizzando come lente di ingrandimento le immagini dei cinegiornali del tempo, la serata del 10 febbraio intende approfondire le vicende dell’esodo giuliano‐dalmata e del confine orientale d’Italia

 

“Un tormentato dopoguerra”. L’esodo giuliano-dalmata nei cinegiornali”. Con questo titolo, mercoledì 10 febbraio, alle 20,15, al Cinema Massimo Tre di via Verdi a Torino, verranno proiettati documenti storici per il Giorno del Ricordo. L’iniziativa è promossa dall’Archivio nazionale cinematografico della Resistenza, l’Archivio nazionale cinema d’impresa, la Fondazione Vera Nocentini, l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza in collaborazione con il Museo nazionale del cinema, l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, la Città Metropolitana di Torino e il Comitato Resistenza e Costituzione del Consiglio regionale piemontese. Alla serata interverranno Nino Boeti, Vice Presidente del Consiglio Regionale del Piemonte;Antonio Vatta, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia;Paola Olivetti, Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza;Marcella Filippa, Fondazione Vera Nocentini;Sergio Toffetti,Archivio Nazionale Cinema d’Impresa. Utilizzando come lente di ingrandimento le immagini dei cinegiornali del tempo, la serata intende approfondire le vicende dell’esodo giuliano‐dalmata e del confine orientale d’Italia. Una pagina della storia italiana inserita nel tormentato dopoguerra europeo, segnato da trattati di pace e spostamenti forzati di popolazione. Intrecciando realtà e propaganda i cinegiornali fissano i riflessi e le sfumature dell’esodo connettendo le partenze e gli arrivi degli esuli, e il loro difficile inserimento nella complessa realtà dell’Italia del dopoguerra. Le sequenze, frutto di un montaggio di filmati provenienti dal prezioso patrimonio dell’Istituto Luce e dell’Archivio Nazionale Cinematografico della Resistenza, dedicano particolare attenzione alla Questione di Trieste che scuoterà la storia nazionale fino al 1954, quando, dopo la firma del Memorandum di Londra, la città giuliana torna definitivamente a far parte del territorio italiano.

 

Marco Travaglini

 

Ridere fa dimagrire: si bruciano calorie!

DI LEI RIDERE COPPIAAnche la scienza conferma che ridere fa bene alla salute ed aumenta il nostro benessere e la forma fisica, perché si bruciano calorie

 

Ridere fa dimagrire e non è uno scherzo, infatti si bruciano calorie. Questa notizia è sta confermata dalla scienza. Eminenti scienziati e ricercatori inglesi, dopo avere effettuato vari studi con spettatori di programmi televisivi comici, hanno evidenziato che una risata intensa riesce a bruciare fino a 120 calorie orarie.

 

La direttrice Helen Pilcher, che ha coordinato il gruppo di ricercatori e lo studio svolto, ha dichiarato che ridendo intensamente si muove un notevole numero di muscoli ed il loro sforzo porta a bruciare molte calorie. Non solo, se si ride si ha la possibilità di ossigenare il sangue, eliminando tossine, che sono causa di varie patologie.

 

La quantità di calorie bruciate in un’ora di divertimento intenso, in cui la risata è intensa, porta allo stesso risultato di mezz’ora di sollevamento pesi, uno sport, come siamo a conoscenza non esattamente facile e molto impegnativo. Analogamente una casalinga che sistema la casa per tre quarti d’ora, brucia le stesse calorie.

 

Quando ridiamo infatti si cotraggono non solo i muscoli del viso, ma anche gli addominali, allo stesso modo degli esercizi fisici. Naturalmente questa notizia non ci deve fare eliminare la palestra o il movimento fisico, di cui conosciamo tutti i benefici, ma se associamo anche qualche oretta di buone e salutari risate, ne goderemo i risultati. In presenza di una sana alimentazione , servono ottanta ore di risata intensa, per perdere un chiletto.

 

E’ chiaro che non possiamo ridere ottanta ore continuamente, ma se consideriamoil tempo nell’arco di un anno, otteniamo che ci bastano venti minuti di risate al giorno, per perdere in media un chilogrammo all’anno. Naturalmente seguendo un sano stile di vita e muovendosi anche solo per una passeggiata al giorno all’aria aperta. Giorno dopo giorno i minuti si sommano e possiamo quindi ottenere il risultato voluto, prendendo in considerazione tutti i metodi.

 

Vedendo una serie televisiva comica e ridendo insieme agli amici, anche il nostro corpo ne risentirà positivamente. Le nostre nonne ripetevano all’infinito che “il riso fa buon sangue” e certamente non alludevano all’alimento, ma alle risate. Una buona ossigenazione al sangue e ridere porta anche questo beneficio, fa in modo che tutti gli organi e gli apparati del nostro organismo migliorino la loro funzionalità e di conseguenza tutto il corpo stia bene.

 

www.dilei.it

La tenacia di Elvira

Nata nel 1887, era figlia di un ingegnere, dipendente delle Ferrovie e di una contadina. Appena conseguito il diploma di maestra elementare, preferì lasciare Roma – era cresciuta tra la Capitale e Torino – per insegnare  a Taino, il piccolo paese lombardo sulle pendici collinari della sponda “magra” del lago Maggiore

 

elvira pajetta1Il 13 settembre del 1963, si spegneva Elvira Berrini, “mamma Pajetta”.Lo stesso giorno di settembre in cui, 25 anni  fa,cessava di vivere anche il maggiore dei suoi figli, Giancarlo. Elvira, nata nel 1887, era figlia di un ingegnere, dipendente delle Ferrovie e di una contadina. Appena conseguito il diploma di maestra elementare, preferì lasciare Roma – era cresciuta tra la Capitale e Torino – per insegnare  a Taino, il piccolo paese lombardo sulle pendici collinari della sponda “magra” del lago Maggiore,  di cui la famiglia era originaria. Quando si trasferì a Torino, dove sposò l’avvocato Carlo Pajetta, insegnò nel popolare e operaio Borgo San Paolo, il “borgo rosso”. Qui divenne amica e compagna di lotta di Camilla Ravera e qui nacquero i suoi primi due figli,  Gian Carlo e Giuliano. Il terzo e ultimo, Gaspare, nato a Taino il 27 giugno del 1925, morì giovanissimo in combattimento contro i nazifascismi  a Megolo, in Val d’Ossola,  il 13 febbraio 1944. elvira pajetta comune2

 

Arrestata col marito per l’impegno politico dei figli maggiori ed esonerata perciò dall’insegnamento, “mamma Pajetta” (come sarebbe stata affettuosamente chiamata nel secondo dopoguerra), fu tra le animatrici a Torino del “Soccorso rosso” e fece spesso la spola con la Francia, quando Giuliano vi si era rifugiato. Neppure la dolorosa perdita di Gaspare la indusse a desistere dalla lotta elvira pajetta3antifascista. Dopo la Liberazione, Elvira fu consigliere al Comune di Torino e assessore alla Pubblica Istruzione. Attivissima nel suo partito, il Pci,  e nell’Unione Donne Italiane, presidente dell’Istituto piemontese per la storia del movimento di Liberazione, fu sicuramente tra le donne più popolari del Piemonte nel secondo dopoguerra. Colpita da un grave male, lo combatté vanamente per due anni e, alla sua morte, venne sepolta nella stessa tomba che il giovane Gaspare divideva con l’amico Aldo Carletti, nel piccolo cimitero di Megolo. Nello stesso luogo all’ombra del Cortavolo dove, nel tempo, l’intera famiglia Pajetta si è riunita per sempre.

 

Marco Travaglini

Buon compleanno, Metrò! Biglietto unico e grande festa del decennale il 21 febbraio

metro genteSono stati 45 milioni i chilometri percorsi dall’apertura ad oggi, pari a quattro volte il tragitto dalla Terra alla Luna. L’opera è costata un miliardo di euro, ne serviranno altri 500mila per i prolungamenti in programma

 

Era il  4 febbraio 2006 quando il primo treno inaugurò la  tratta della nuova metropolitana torinese tra Porta Nuova e la stazione Fermi di Collegno. In occasione del decennale il Comune e Gtt hanno deciso di festeggiare, il 21 febbraio, con una giornata di spettacoli all’interno del metrò.

 

metro 2La festa coinvolgerà anche la linea 13, che da poco è tornata ad essere coperta dai tram anziché dagli autobus. Per festeggiare i dieci anni del metrò, viene anche riproposto il biglietto unico a 1,50 euro. In programma eventi con musica e animazioni nei locali sotterranei delle fermate.

 

Nel  corso del 2015 la metropolitana (lunga 13,2 km da Lingotto a Collegno) ha registrato una media di circa 110mila passaggi quotidiani. Sono stati 45 milioni i chilometri percorsi dall’apertura ad oggi, pari a quattro volte il tragitto dalla Terra alla Luna. L’opera è costata un miliardo di euro, ne serviranno altri 500mila per i prolungamenti in programma. Nel 2015 i passeggeri sono stati più di 41 milioni. Il totale nei dieci anni è di 277 milioni per  un milione di corse.

 

 

10 anni di Metropolitana: breve storia della Metropolitana automatica di Torino (fonte: Gtt)metro 1

 

1998: la Città di Torino affida a SATTI (oggi GTT) l’incarico di gestire progettazione, realizzazione ed esercizio dell’opera.
1999: il 21 aprile viene firmata la delibera CIPE che aumenta dal 35 al 60% la quota di finanziamento garantita dal Governo centrale.
2000: il 19 Dicembre, a Collegno, si da il via ai lavori della Linea 1 della metropolitana automatica di Torino.
2002: il 22 ottobre la talpa “Valentina” inizia a scavare il tunnel sotto corso Francia dalla stazione Fermi. Il 20 gennaio 2003 conclude lo scavo alla stazione Pozzo Strada.
2003: il 7 marzo la talpa “Madama Cristina” inizia a scavare dalla stazione Principi d’Acaja e termina il lavoro alla stazione Pozzo Strada il 9 dicembre.
2004: dal 4 febbraio al 17 giugno la talpa “Valeria” realizza il tratto di galleria tra Porta Susa e Principi d’Acaja. Il 10 Novembre arriva il primo treno dallo stabilimento Siemens di Praga.
2005: il 18 marzo, con l’arrivo della talpa “Valeria” nella stazione di Porta Nuova, viene completata la galleria della metro, dalla stazione Fermi, a Collegno, sino a Porta Nuova, a Torino. Il 9 settembre, nel tratto XVIII Dicembre-Massaua, viene realizzato il primo viaggio prova con le autorità cittadine.
2006: il 4 febbraio viene inaugurata a Torino la prima tratta della linea 1 della prima Metropolitana Automatica d’Italia. Il 20 marzo viene metro 10trasportato il 1° milione di passeggeri. Il 30 marzo iniziano in via Nizza i lavori per la realizzazione del prolungamento della linea 1 da Porta Nuova a Lingotto.
2007: il 5 ottobre viene inaugurata la seconda tratta della linea 1 da XVIII Dicembre a Porta Nuova.
2011: il 6 marzo viene inaugurato la tratta della linea 1 da Porta Nuova a Lingotto.
2011: il 9 settembre viene aperta la stazione metro Porta Susa integrata con la ferrovia.
2012: iniziano i lavori per il prolungamento Sud “Lingotto – Bengasi”.
2015: viene redatto il progetto preliminare della tratta “Collegno – Cascine Vica”, attualmente in attesa di approvazione da parte del CIPE

 

(Foto: il Torinese)

800 richieste da tutta Italia per adottare i cuccioli di pitbull

canileSolo sabato, ben 85 visite di possibili affidatari. I 32 cani,  vivevano in condizioni di degrado
 

Al canile municipale di strada Cuorgné sono già arrivate 800 mail di richiesta per adottare i pitbull messi sotto sequestro dopo l’operazione della polizia municipale, il 13 febbraio scorso, in un appartamento di via Martorelli, a Torino. Tante le telefonate da tutta Italia e, sabato, ben 85 visite di possibili affidatari. I 32 cani vivevano in condizioni di degrado. Ora si attendono ora le disposizioni della magistratura. In Comune l’opposizione critica però l’amministrazione torinese: “La questione era stata sollecitata da due anni – afferma il capogruppo di Forza Italia, Andrea Tronzano – E nonostante le segnalazioni non era stato fatto nulla, in particolare sulle verifiche delle condizioni igienico-sanitarie dell’appartamento”.