redazione il torinese

Siccità record, a rischio le colture. E continua a proccupare l'emergenza smog

PO GRATTACIELO REGIONEcielo torinoLe condizioni meteo di questi giorni favoriscono gli incendi, molto violenti in particolare sulle montagne cuneesi

 

Il livello del Po non è mai stato così basso e l’allarme siccità incomincia a farsi sentire in alcuni comuni del Biellese e vercellese dove c’è carenza d’acqua. Il caldo primaverile fuori stagione in Piemonte è dovuto a un  “promontorio anticiclonico africano” che ha fatto nuovamente impennare le temperature: fino a 16 gradi a Pino Torinese. Dopo un breve calo, mercoledì nuova risalita delle temperature, il vento foehn di ricaduta riporterà le massime a 20 gradi, se non oltre. Le condizioni meteo di questi giorni favoriscono gli incendi, molto violenti in particolare sulle montagne cuneesi.

Oltre al già preoccupante problema dello smog, la siccità duratura  provoca danni all’agricoltura. Gli ortaggi invernali rischiano di essere compromessi e servirà adeguata irrorazione per il mais e la soia nei prossimi mesi. E dopo il caldo fuori stagione c’è il rischio di un successivo abbassamento delle temperature: le piante con le gemme già fiorite sarebbero vulnerabili al freddo.

 

Intanto i sindaci piemontesi fanno squadra e vogliono chiedere al governo una linea comune per fare fronte al problema inquinamento.

 

(Foto: il Torinese)

Allarme sicurezza, che tempi! Il contadino, stanco dei furti subiti, blinda il pollaio

gaklline pollaio“Il mio vicino si è trovato nella stessa condizione e ha deciso di mettere una porta blindata dopo che i ladri gli avevano portato via una trentina di galline”

 

“Sono venuti due volte i ladri e hanno fatto razzia di galline nel mio pollaio. Ho denunciato il fatto ai carabinieri, naturalmente contro ignoti. Quando mi è stato fatto notare che nel pollaio si poteva entrare con facilità, per evitare che questo fatto si verifichi un’altra volta ho deciso e ho fatto mettere una porta blindata”. A parlare è il signor Raffaello agricoltore di un centro della pianura del Casalese che, colpito per un paio di volte dai furti delle sue galline e polli ha deciso di blindare il proprio pollaio. E raggiunto al telefono non ha nessuna difficoltà a confermare che quella che sembrava una voce è invece una realtà. Anzi rilancia e spiega che non è il solo ad aver preso una simile decisione: “Il mio vicino si è trovato nella stessa condizione e ha deciso di mettere una porta blindata dopo che i ladri gli avevano portato via una trentina di galline”. Altro che “galline in fuga”, come erano state descritte nel celebre film. Spesso i pollai sono presi nel mirino da vere e proprie bande di razziatori e sembrano ormai lontani i tempi in cui “ladro di polli” era un’espressione utilizzata per descrivere un delinquente di piccolo cabotaggio, magari una persona affamata, alla ricerca di qualcosa con cui sfamarsi. E che i volatili sono gettonati dalla delinquenza, anche una volta passati a miglior vita, lo dimostra il furto avvenuto qualche tempo fa in Valcerrina dove sono stati sottratti anche dei polli congelati. E, ovviamente, stando così le cose cambiano anche i sistemi di difesa e di prevenzione da parte dei proprietari e i pollai blindati che sino a qualche tempo fa sembravano se non fantascienza, quanto meno una stranezza sono diventati, almeno nel Casalese, una realtà. Questo tipo di furti, naturalmente, è soltanto una sfaccettatura del più ampio problema della microcriminalità, sia nelle città che nei paesi che sta comunque alzando il livello di coesione sociale tra i cittadini nel segnalare alle forze dell’ordine fatti o passaggi anomali e segnalarseli poi tra loro (come avviene nel sistema del controllo del vicinato).

 

Massimo Iaretti

 

SAMPDORIA-TORINO 2-2: "Prima che finisca il match il Gallo canterà due volte!"

samp toro“Prima che finisca il match il Gallo canterà due volte!”, sembra essere questa la previsione adattata al contesto della gara al Marassi tra blucerchiati e granata. E’ Belotti, infatti, a strappare il 2-2 agli avversari, tutto al 94′, come qualche mese fa, ma questa volta ed essere beffati sono i doriani di Montella

 

Marcatori: 20’ st  Muriel, 25’ Belotti, 39’ st Soriano, 49′ st Belotti.

 

Sampdoria (3-4-2-1): Viviano; Cassani, Ranocchia, Moisander; Sala (25’ pt Diakitè) (1’ st Christodoulopoulos), Palombo, Ivan, Dodò; Correa (33’ st Quagliarella), Soriano; Muriel.A disp.: Puggioni, Brignoli, Skriniar, Krsticic, Barreto, Carbonero, Cassano, Alvarez, Rodriguez. All.: Montella.

 

Torino (3-5-2): Padelli; Maksimovic, Glik, Moretti; Zappacosta, Gazzi, Acquah (1’ st Baselli), Benassi (25’ Maxi Lopez), G. Silva; Belotti, Martinez (17’ st Immobile). A disp. Castellazzi, Ichazo, Jansson, B. Peres, Farnerud, Molinaro, Vives, Obi, Avelar. All.: Ventura.toro bandiera

 

“Prima che finisca il match il Gallo canterà due volte!”, sembra essere questa la previsione adattata al contesto della gara al Marassi tra blucerchiati e granata. E’ Belotti, infatti, a strappare il 2-2 agli avversari, tutto al 94′, come qualche mese fa, ma questa volta ed essere beffati sono i doriani di Montella. Prezioso come l’oro questo notevole gol di testa di un giocatore alquanto decisivo negli ultimi match, prezioso soprattutto perché i granata hanno collezionato una sola vittoria nelle ultime otto gare. Se Ventura sorride compiaciuto da una parte, dall’altra Montella fa tutto tranne che gioire. Quattro sconfitte di fila per i blucerchiati, a cui si aggiunge un pareggio in extremis. Il tecnico doriano aveva forse stupito tenendo in panchina Cassano e l’ex appena arrivato Quagliarella, così come Ventura lasciando in panchina Immobile, assieme a Baselli e Bruno Peres.

 

Alquanto tranquillo, anche troppo, l’andamento della squadra di casa, che rischia il gol più di una volta in avvio di gara. E’ Martinez, infatti, a trovare il primo pallone al 6′ con un sinistro dalla distanza deviato da Viviano. Ed è sempre Martinez a rendersi pericoloso 1′ dopo con Acquah che apre per l’attaccante che si allunga ma viene anticipato da Viviano. Sembra dar segni di vita anche la squadra di casa con Muriel che al 10′ si gira e cerca la conclusione, ma Padelli risponde presente. Fino a questo momento di sicuro match più granata che doriano con la manovra di casa che stenta a decollare grazie all’insistente pressing della squadra ospite. Si fa vedere ancora Acquah poco prima della mezz’ora che dopo una calvalcata da centrocampo tenta la conclusione intercettata di nuovo da Viviano.

 

Nella ripresa le squadre tentano di dare più sprint alla gara ancora a secco di gol. Ventura prova a cambiare le carte in tavola inserendo Immobile al posto del migliore in campo Martinez. A poco conta perché dopo pochi minuti, intorno al 20′ è la Sampdoria a sbloccare quasi a sorpresa il match: assist di Dodò dalla fascia sinistra, e Muriel mette dentro di testa sul secondo palo, nulla da fare per Padelli. Ma i granata non ci stanno ad essere beffati dopo una prestazione tutto sommato soddisfacente e dopo 5′ rimettono le cose a posto con il primo canto del Gallo: il numero nove, lasciato clamorosamente libero da Ranocchia, approfitta del cross di Immobile e sigla il pareggio. Ora è un match alquanto frenetico di batti e ribatti tra due squadre desiderose di riscatto che non vogliono mollare la presa. E’ clamorosa l’occasione di Immobile sulla mezz’ora che prova a dribblare il portiere superando Ranocchia, ma Viviano risponde ancora presente.

 

Ma a far festa a 5′ dalla fine sono ancora i doriani che fanno esplodere il Marassi con il gol del vantaggio di Soriano sul secondo palo. Gol che sembra, appunto, chiuderei il match e regalare a Montella la vittoria tanto desiderata. Se non fosse che il Gallo ancora non è stufo di cantare, deciso a farlo proprio sullo scadere del match, nel 4′ minuto di recupero, con un bellissimo colpo di testa servito di nuovo da Immobile. Colpo di testa beffa per la Sampdoria, ma salvezza per i granata che possono tirare un sospiro di sollievo.

 

Valeria Tuberosi

Mezz'ora può bastare a salvarti la vita

andosIl cancro, malattia ormai comunemente definita “cronica” e di grande impatto sociale (nell’ultimo ventennio è significativamente aumentato in tutto il mondo il numero di persone viventi con una precedente storia di tumore), è da considerarsi sempre più curabile grazie anche screening periodici e soprattutto a controlli medici all’avanguardia

 

In occasione della Giornata Mondiale contro il cancro, si è tenuta oggi, presso palazzo Lascaris, la conferenza per la campagna informativa sulla prevenzione del tumore al seno.

 

Nel corso della presentazione, che ha visto la partecipazione e l’intervento di Mauro Laus, presidente del Consiglio Regionale e Daniela Ruffino, vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte, è stato mostrato il contributo video inserito nell’ambito della campagna di screening informativo, realizzata dall’ ANDOS-Associazione nazionale donne operate al seno- sezione di Torino, con il patrocinio della Consulta femminile e della Consulta Giovani della Regione.

 

Il cancro, malattia ormai comunemente definita “cronica” e di grande impatto sociale (nell’ultimo ventennio è significativamente aumentato in tutto il mondo il numero di persone viventi con una precedente storia di tumore), è da considerarsi ai giorni nostri, sempre più curabile grazie anche screening periodici e soprattutto a controlli medici all’avanguardia. In Italia ad esempio, secondo le stime di Aiom- Airtum (Associazione italiana del registro dei tumori) nel 2014 si è passati dai circa 1.300mila sopravvissuti nella prima metà degli anni Novanta ai 3 milioni nel 2014.

 

Cinzia Pecchio, presidente della Consulta femminile regionale e la Dott. ssa Fulvia Pedani, oncologa, curatrice del progetto e coordinatrice di ANDOS Onlus nazionale, hanno evidenziato- durante i loro interventi- l’importanza di una adeguata campagna informativa per combattere e sconfiggere la malattia e la necessità di diffondere, soprattutto nei giovani, una corretta cultura di prevenzione e diagnosi precoce.

 

Una presentazione significativa e per alcuni aspetti molto emozionante, soprattutto perchè ha visto come vere protagoniste del progetto, quelle donne che non solo hanno avuto il coraggio e la forza di affrontare e combattere il cancro ma anche di testimoniare ( sia attraverso lo spot in favore della prevenzione, sia oggi in aula) di come, a volte, mezz’ora di tempo possa davvero salvare la vita.

 

In un mondo sempre più frenetico, sommersi da mille impegni, pare impossibile avere il tempo sufficiente da dedicare alle proprie passioni, ai propri affetti, ai piaceri della vita e alla cura di se stessi.

Tra frenesia e fretta le giornate avanzano e il timer del tempo che scandisce la nostra giornata sembra correre sempre più veloce.

Il tempo è una risorsa preziosa che va gestita con oculatezza perché se è vero che il <<tempo è denaro>> è altrettanto vero che mezz’ora può salvarci la vita.

In mezz’ora possiamo fare tante cose, anche uno screening gratuito di qualità ed efficace per una diagnosi precoce del tumore al seno che può salvarti la vita e sicuramente migliorarne la qualità.

Lo spot vuole stimolare questa buona abitudine grazie alla partecipazione di cinque donne che hanno combattuto il cancro in prima persona.”

 

 (foto: il Torinese)

Simona Pili Stella

Nomadi sgomberati in lungo Stura lazio, indagini Gdf su case senza requisiti

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 La Corte europea di Strasburgo lo scorso marzo aveva sospeso lo sgombero

 

Si torna a parlare della vicenda dei nomadi sgomberati dal maxi campo abusivo di lungo Stura Lazio: sarebbero stati  sistemati in case senza requisiti, tema oggetto dell’l’inchiesta di procura e guardia di finanza da cui sono scaturiti tre avvisi di garanzia e una serie di perquisizioni a Torino, a Cuneo e a Roma. Gli inquirenti stanno esaminando  le aziende che, come raggruppamento temporaneo di imprese, gestirono il servizio del Comune nel 2013. 

 

Ipotizzato il reato di turbativa d’asta. La vicenda riguarda l’uso di alloggi in affitto dall’immobiliarista Molino, noto come il “ras delle soffitte”. Sono sotto la lente le associazioni che si sono aggiudicate la gara da 5 milioni di euro: Aizo, Valdocco, Terra del Fuoco, Stranaidea, Liberi tutti oltre alla Croce rossa. Due i presidenti delle associazioni indagati: Paolo Petrucci, della coop Valdocco, e Oliviero Alotto presidente di Terra del Fuoco, mentre Molino è sotto inchiesta  per abusi edilizi.

 

 La Corte europea di Strasburgo lo scorso marzo aveva sospeso lo sgombero. Alla luce delle spiegazioni fornite  dalle autorità locali, le operazioni alla baraccopoli erano riprese e oggi sono pressoché terminate. Maurizio Marrone, di Fratelli d’Italia, presentò una denuncia, e ora parla di “una forte picconata a un sistema di potere”.

Condannati i tre violentatori della ragazza disabile

moi scontri1moi1 La Città di Torino  si è costituita parte civile 

 

 Due le condanne a 8 anni e 4 mesi, e una  a 8 anni. Così si è chiuso  il processo nei confronti di tre immigrati di origine africana accusati di avere sequestrato e violentato una giovane disabile nel  complesso dell’ex villaggio olimpico del Moi a Torino. La sentenza è stata pronunciata con rito abbreviato. La famiglia della ragazza ha ottenuto una provvisionale di 120 mila euro.

 

La procura della repubblica aveva chiesto la condanna a 8 anni di carcere. La Città di Torino  si è costituita parte civile e ha richiesto un indennizzo per danno di immagine. 

 

(Foto: il Torinese)

Grande attesa per Automoto Retrò a San Valentino

Presenti  Autobianchi, il registro storico Land Rover e Mercedes First Hand, oltre a Jaguar e Lotus, famosa per le sue realizzazioni estreme

 

Una quindicina le Case automobilistiche che prenderanno parte lingotto bandieraalle iniziative  motoristiche Automotoretrò e Automotoracing, nei padiglioni di Lingotto Fiere. Presente anche lo stand ufficiale Abarth Classiche, casa italiana nata nel 1949 come scuderia sportiva, diventata celebre grazie alle sue vetture uniche per stile,  velocità ed attitudine. Nello stand Ford sarà invece  presentata la nuovissima Ford Mondeo Vignale, per celebrare la  Carrozzeria, fondata nel 1946 da Alfredo Vignale. Presenti  Autobianchi, il registro storico Land Rover e Mercedes First Hand, oltre a Jaguar e Lotus, famosa per le sue realizzazioni estreme. Al Lingotto anche la giapponese Mitsubishi, Ssangyong e Suzuki, nota per aver vinto  il Pikes Peak International Hill Climb.

 

(Foto: il Torinese)

Anche Sgarbi per Alessandri a Palazzo Lascaris

sgarbi2La mostra propone – a poco meno di sedici anni dalla scomparsa, avvenuta il 15 maggio 2000 – parte della vasta produzione del pittore torinese, profondo conoscitore dell’arte tibetana e autore di numerosi dipinti ispirati alla tradizione filosofica e religiosa orientale

 

“Nel proporre parte dell’opera multiforme di Lorenzo Alessandri all’attenzione dei cittadini il Consiglio regionale rende omaggio a un importante artista piemontese e alla storia dolorosa e troppo spesso trascurata del Tibet”, ha dichiarato mercoledì 3 febbraio il critico d’arte Vittorio Sgarbi visitando la mostra “Il Tibet di Alessandri”, allestita a Palazzo Lascaris fino al 4 marzo. 

 

La mostra propone – a poco meno di sedici anni dalla scomparsa, avvenuta il 15 maggio 2000 – parte della vasta produzione del pittore torinese, profondo conoscitore dell’arte tibetana e autore di numerosi dipinti ispirati alla tradizione filosofica e religiosa orientale.

 

“Un’opportunità – ha sottolineato Sgarbi, ricevuto a Palazzo dalla vicepresidente dell’Assemblea Daniela Ruffino – per riscoprire alcune opere di questo pittore visionario che, a metà degli anni Sessanta, fondò a Torino Surfanta, il movimento artistico interprete di un linguaggio fantastico e surreale in contrasto con quello astratto e concettuale dell’epoca”.

 

L’allestimento comprende 17 dipinti a olio riferiti al viaggio in Nepal e in Tibet, che Alessandri fece nel 1973 e nel 1991, e 15 statuette tibetane risalenti al XV-XVII secolo appartenute alla collezione privata del pittore; completano la mostra una selezione di fotografie dal forte impatto emotivo scattate durante i viaggi in Oriente.

 

Sgarbi ha già dimostrato ripetutamente il proprio interesse nei confronti di Alessandri e della sua arte firmando un intervento sul catalogo della mostra, curato da Concetta Leto, e realizzando un videointervento visibile su CrpTv, la social tv dell’Assemblea regionale

L’esposizione è visitabile, a ingresso gratuito, fino a venerdì 4 marzo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 18

 

www.cr.piemonte.it

Senza sponda

AIME1AIME2Decine, centinaia di migliaia di migranti; migliaia di esistenze travolte dalle onde del mare o spezzate dalla fatica sulle sabbie dei deserti. Profughi in viaggio per raggiungere una parte del mondo che sognavano e speravano migliore, una sponda dove credevano di essere accolti

 

Le chiamano “vite senza sponda“: sono quelle dei migranti che cercano rifugio in Europa, entrando dalle “porte” in Grecia e da noi, in fuga da bombardamenti e carestie, da cambi di regime, guerre e povertà, violenze tribali e l’ombra nera del Califfato. In fuga dagli incubi, che si tratti della Nigeria di Boko Haram, della Libia in preda all’instabilità politica, dell’Egitto sconvolto dalle conseguenze dolorose della sua “primavera” mancata o della Siria in balia dell’Isis. Decine, centinaia di migliaia di migranti; migliaia di esistenze travolte dalle onde del mare o spezzate dalla fatica sulle sabbie dei deserti. Profughi in viaggio per raggiungere una parte del mondo che sognavano e speravano migliore, una sponda dove credevano di essere accolti. Ma le cose non sono andate così e così, nei fatti dolorosi di ogni giorno, non accade. In un’Italia dalla memoria troppo corta, che dimentica spesso e volentieri il suo stesso passato di migrazione, è facile identificare nei profughi dei nuovi barbari, colpevoli di invadere le nostre coste per impoverirle, se non per depredarle. Eppure il più grande esodo della storia moderna è stato il nostro,  quello degli Italiani. A partire dal 1861 sono state registrate più di ventiquattro milioni di partenze. Si trattò di una migrazione di massa che toccò tutte le regioni italiane.

 

Tra il 1876 e il 1900 l’esodo interessò prevalentemente le regioni settentrionali con tre regioni che fornirono da sole la metà dell’intero contingente migratorio: il Veneto il Friuli Venezia Giulia e il Piemonte. Poi, nei due decenni successivi il primato migratorio passò alle regioni meridionali. Dunque, una reazione diversa sarebbe possibile, proprio ricordando le nostre radici: imparando ad accogliere umanamente chi cerca rifugio sulle sponde italiane, per non cadere in quella che papa Francesco a Lampedusa ha chiamato “globalizzazione dell’indifferenza“. È ciò che propone lo scrittore e studioso Marco Aime con il suo libro “Senza sponda. Perché l’Italia non è più una terra d’accoglienza”. Un pamphlet, agile e provocatorio, che getta una luce nuova sui casi più tragici della nostra attualità grazie agli strumenti dell’antropologia, indagando tra il “noi” ed il “loro”, tra italiani e stranieri. Le osservazioni taglienti di Aime ci mostrano che le uniche frontiere davvero invalicabili sono quelle radicate nelle nostre menti.

 

La costruzione della nazione, con la definizione di caratteri etnici unificanti e principi morali condivisi, è avvertita come un’imposizione estranea, che spinge alla diffidenza verso ogni confronto. ”Non siamo capaci di pensare agli altri come nostri simili, ci chiudiamo nel recinto della cittadinanza, dell’identità, della pauradenuncia il padre dell’antropologia italiana. Una più o meno presunta appartenenza culturale diventa un motivo valido per escludere, per nascondere quel razzismo e quella xenofobia che non nascono tanto da un conflitto di interessi tra “noi” e gli “altri”, ma dalla proiezione delle nostre angosce sociali, delle nostre paure. Senza cittadinanza non c’è democrazia. E così, democraticamente, escludiamo gli stranieri. Non pensando che anche noi abbiamo percorso le strade del mondo in cerca di un angolo migliore dove vivere o almeno sopravvivere.

Marco Travaglini

QUOTE ROSA, GARIGLIO (PD): "OTTIMA LEGGE, ORA SUBITO MODIFCA LEGGE ELETTORALE"

consiglio X 1Dalla prossima legislatura almeno il 40% dei Consiglieri regionali sarà formato da donne

 

 “Dopo il voto della Camera finalmente diventa legge il riequilibrio di genere anche nei Consigli regionali, esprimo la mia piena soddisfazione per un’ottima legge”. Lo dichiara Davide Gariglio, capogruppo in Regione Piemonte e segretario regionale del Partito democratico. “Dalla prossima legislatura – prosegue – almeno il 40% dei Consiglieri regionali sarà formato da donne: è un traguardo importante di cui il Partito democratico è particolarmente orgoglioso in quanto proposto dal gruppo democratico al Senato. Quindi – continua Gariglio – dobbiamo avviare al più presto la modifica della legge elettorale del Piemonte, anche per garantire l’equilibrio di genere. Con il voto di oggi si promuove la più ampia attuazione dell’articolo 51 della Costituzione – conclude – e il Pd conferma di essere promotore del cambiamento istituzionale”.