redazione il torinese

La Juve pareggia 0-0 a Bologna, Allegri: "Non si può vincere sempre"

Quando lunedì  al San Paolo arriverà il Milan il Napoli potrà sperare nel sorpasso

Allegri

La Juve pareggia 0-0 a Bologna e quando lunedì  al San Paolo arriverà il Milan il Napoli potrà sperare nel sorpasso. Massimiliano  Allegri, che annuiva il suo tifo per i rossoneri nel match partenopeo dice su Bologna: “Ai  miei ragazzi non posso rimproverare nulla, è stata una partita davvero complicata”. E il tecnico bianconero aggiunge: “adesso niente ansia o pessimismo, perché un pareggio non deve e non può cancellare tutto cio che abbiamo fatto. Non si può pensare di vincere sempre, ci sono anche avversari come iil Bologna, che ha davvero giocato una gran bella partita”. La Juve si ferma così  a 15 vittorie consecutive.

La biodiversità delle praterie alpine nelle Alpi Occidentali

MONTAGNA FOTOA Bussoleno – Borgata Argiassera, ex Scuole elementari.  Da sabato 20 febbraio

Il Museo Regionale di Scienze Naturali e l’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie presentano, dal 20 febbraio al 30 giugno 2016, la mostra itinerante “La biodiversità delle praterie alpine nelle Alpi Occidentali”, nella sede del nuovo Laboratorio Ambiente Cultura Montana del Parco Naturale Orsiera Rocciavrè presso le ex scuole elementari, Borgata Argiassera, Bussoleno.

La mostra, a cura di Bruno Bassano, Antonello Provenzale e Ramona Viterbi, è realizzata in collaborazione con l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche, il Parco Nazionale Gran Paradiso e il Parco Naturale Orsiera-Rocciavré.

L’esposizione propone un centinaio di fotografie dedicate alla biodiversità delle praterie alpine, alla complessa rete di rapporti trofici cheMONTAGNA GALLI caratterizza questi ecosistemi e alle strategie utilizzate da piante e animali per affrontare le difficoltà associate all’ambiente di alta montagna.

Attraverso l’esempio delle praterie d’alta quota, viene proposto un approccio “ecologico” che privilegia la presentazione dei meccanismi che regolano la dinamica degli ecosistemi e rendono possibile la diversità degli organismi viventi. Vengono anche evidenziati i cambiamenti in corso nell’ambiente montano, a causa del riscaldamento globale e della modifica delle pressioni antropiche.

La mostra rappresenta un progetto di divulgazione che, unendo la passione e la competenza dei fotografi naturalisti che hanno fornito le immagini con le attività di ricerca scientifica, intende costruire una piccola “storia naturale per immagini” delle praterie alpine e della biodiversità che esse ospitano.

 
MONTAGNA VOLPISede:  Laboratorio Ambiente Cultura Montana, presso ex scuole elementari, Borgata Argiassera, Bussoleno (To)
Inaugurazione:  20 febbraio 2016, ore 16,00
Periodo: 20 febbraio  – 30 giugno  2016
Orario apertura: terza domenica di ogni mese e 2 giugno, ore 14.00 – 18.30
Altri giorni visita su appuntamento /  Visite guidate riservate alle scuole
Info: Tel +39 0122 47064 | info.alpicozie@ruparpiemonte.it  www.parchialpicozie.it

Taxi "unico", due numeri per un solo servizio più efficiente

taxi xxtaxiSi cercherà di dimezzare i tempi di attesa e di evitare  lo spreco di carburante

Le due cooperative RadioTaxi e ProntoTaxi da oggi costituiscono una sola rete di impresa. I numeri telefonici “storici” restano gli stessi – 5730 e  5737 – ma tra le due realtà non ci saranno differenze. L’obiettivo è un servizio migliore da parte di una flotta di mezzi che per la città e l’area metropolitana può contare su 1400 auto bianche. Si cercherà di dimezzare i tempi di attesa e di evitare  lo spreco di carburante.

 
(Foto: il Torinese)

Il programma di Rosso dal bonus anziani al rilancio delle periferie

“Più vigili in strada, con l’obiettivo di garantire la sicurezza alle nostre donne e ai nostri bambini e non per sanzionare i cittadini. In tal modo, la nostra Torino diventerebbe una delle città più sicure d’Europa”

ROSSO2

Il programma elettorale di Roberto Rosso, che si presenta candidato sindaco di Torino con il sostegno di Ncd, Udc e diverse liste civiche è stato presentato nella sede elettorale di via Alfieri 18.  “Intendiamo rilanciare Torino, rendendola più competitiva, attraente e sicura” dice Rosso. Tra gli obiettivi precipui vi è quello di dare precedenza ai torinesi nel settore sanitario, assistenziale, case popolari e asili nido. Come il bonus pater familias, il quale principalmente si occupa di garantire lo stato di benessere dei propri figli, anche la pubblica amministrazione deve tutelare in primis i propri cittadini. Particolare attenzione sarà riservata ad anziani e disabili, categorie che beneficeranno di una molteplicità di agevolazioni.

“Per i primi istituiremo il “bonus anziani”, – spiega il candidato – consistente in un’agevolazione sulla fiscalità comunale, dipendente dall’età e dal reddito, e rivisiteremo gli abbonamenti speciali per gli over 65 su tutte le linee GTT. Mentre per la seconda categoria garantiremo il diritto alla mobilità attraverso l’eliminazione delle barriere architettoniche a attraverso la stipulazione di una convenzione con le compagnie di taxi. Per incrementare il livello di efficienza e produttività delle partecipate comunali occorre modificare il ruolo del Comune, da imprenditore al mero compito di indirizzo e di controllo, nelle aziende da essa partecipate”

rosso roberto

Rosso è convinto che “soltanto debellando il sistema clientelare, che da anni regna a Torino,  l’utente potrà beneficiare di un servizio più efficiente al minor costo. Per fronteggiare il crescente bisogno di sicurezza sarà installata una telecamera per ogni condominio, finanziata per il 50% dal Comune, collegata alla Centrale Unica della Polizia Municipale, la quale tempestivamente potrà reprimere gli atti delinquenziali. Più vigili in strada, con l’obiettivo di garantire la sicurezza alle nostre donne e ai nostri bambini e non per sanzionare i cittadini. In tal modo, la nostra Torino diventerebbe una delle città più sicure d’Europa”.

ROSSO3Prosegue il candidato: “Torino da anni è suddivisa in due categorie: quella di seria A, il centro storico, e quella di serie B, tutte le periferie, le quali necessitano di una impellente riqualificazione. Si provvederà allo sgombero dei campi rom, nei quali vige la totale anarchia, e alla destinazione degli edifici pubblici, liberati dagli squatter e dai clandestini, ai giovani talenti in cerca di strutture per poter esprimere il proprio talento”.

Nell’ambito dei trasporti, invece “sarà realizzata la linea 2 della metropolitana, attraverso l’interramento della linea 4 tramviaria, che collegherà verticalmente, da Linghotto a Falchera, la città e la linea 3 da Settimo a Venaria, un arco che attraversa l’area universitaria, la zona della Dora e Porta Palazzo. L’interramento della ferrovia, il cosiddetto passante ferroviario, proseguirà fino al Lingotto con l’edificazione di una nuova moderna Stazione. La stazione di Porta Nuova verrà chiusa al traffico ferroviario, conservando le sue parti esterne e diventando un attraente Museo, sull’esempio della Gare d’Orsay a Parigi. Al posto della ferrovia si potranno edificare edifici di pregio, comprensivi di spazi commerciali innovativi, pienamente integrati nel contesto urbano, grandi viali alberati e spazi per la cultura, l’aggregazione e l’attività ludico-sportiva. Insomma, nascerebbe il Grand Boulevard, da Porta Nuova fino al Lingotto, tratto distintivo della Torino del XXI secolo”.

Il programma di Roberto Rosso è partecipativo: chiunque può far pervenire una propria istanza sul sito internet www.robertorossosindaco.it.

 
(Foto: il Torinese)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Addio a Umberto Eco, il grande scrittore "mandrogno"

eco umberto2Eco nacque ad Alessandria il 5 gennaio del 1932, senza mai dimenticare le sue origini e abbandonare i suoi tratti caratteriali “mandrogni”
 

Umberto Eco, celebre scrittore, filosofo e semiologo è morto a 84 anni, ieri sera, nella sua abitazione. La famiglia ne ha dato notizia al quotidiano “la Repubblica”, con il cui gruppo editoriale ha collaborato per decenni (sull’Espresso con la rubrica ‘storica’ “La bustina di Minerva”). Eco nacque ad Alessandria il 5 gennaio del 1932, senza mai dimenticare le sue origini e abbandonare i suoi tratti caratteriali e l’accento “mandrogni”. Nella città piemontese, dove lo scrittore frequentò il Liceo Classico “Plana”, il suo ricordo è ancora vivo. “Baudolino”, una delle sue opere è intitolata al santo patrono della città. A Torino  studiò al Collegio universitario Renato Einaudi. Immortale tra i suoi libri ‘Il nome della rosa’ scritto nel 1980 (da cui venne tratto l’omonimo film che divenne successo mondiale) e ‘Il pendolo di Foucault’, nel 1988). Il suo ultimo lavoro, ‘Numero zero’, è stato pubblicato lo scorso anno. Eco ha scritto, inoltre, saggi di semiotica, estetica medievale, e filosofia.

L’Italia dello zero virgola

garauIL MONDO DEL BIO / di Ignazio Garau *

La ripresa continua a essere debole e la speranza di lasciarsi alle spalle gli anni più bui della crisi si scontra con prospettive internazionali di grande incertezza, con rischi complessivi in aumento. Capacità di innovazione, agricoltura e territorio, coniugate in una visione di sostenibilità, sono le parole chiave per uscire dalla crisi che ci attanaglia.

Certo gli indicatori economici del nostro paese hanno cambiato segno da un po’ di tempo a questa parte ed evidenziano movimenti verso l’alto nell’ordine di qualche decimale di punto percentuale. Variazioni molto contenute e sempre a rischio. E’ l’Italia dello zero virgola, come l’ha descritta il Censis solo qualche settimana fa nel suo 49° Rapporto sulla situazione sociale del Paese/2015, un’Italia in letargo, che riparte solo per piccoli gruppi, che paga uno scollamento tra la “politica” e il corpo sociale. Un’Italia, dice il presidente del Censis Giuseppe De Rita citando Filippo Turati, fatta di “mezze tinte, mezze classi, mezzi partiti, mezze idee e mezze persone”.piemonte italia

Il mercato del lavoro continua a segnare il passo, dopo il rimbalzo conseguente all’entrata in vigore del Jobs Act, che comunque non ha portato neppure lontanamente a recuperare la situazione pre-crisi. E’ una situazione di blocco, molto diversa dalle condizioni presenti in molti paesi europei, che registrano un calo della disoccupazione più marcato. In Italia chi è senza lavoro ha perso anche la speranza di trovarlo. Se esaminiamo l’occupazione giovanile (15-24 anni) il tasso di disoccupazione si è attestato a dicembre 2015 al 37,9%, il tasso più basso degli ultimi tre anni, ma ancora incredibilmente elevato, considerato che è praticamente raddoppiato in sei anni, con un picco del 42,7% nel 2014.

Il tasso di inflazione rimane bloccato, nonostante gli sforzi della BCE, gli investimenti sono nulli. Chi ha le risorse non si sogna certo di impiegarle nell’attività economica e chi ha idee e volontà di intraprendere nuove iniziative non riesce a accedere al credito.

E’ un corto circuito continuo, quando sembra che si stia superando la crisi in un’area del pianeta, Europa o Stati Uniti, ecco che la stessa si riaccende in Asia, Giappone o Cina, in una situazione di precarietà continua. La guerra diventa fisiologica in contesto di incertezze di questo tipo e appare come “la continuazione della politica con altri mezzi”, come affermava il Generale e teorico militare Carl von Clausewitz. “Siamo entrati nella Terza guerra mondiale, solo che si combatte a pezzetti, a capitoli”, ha avuto modo di affermare senza mezzi termini Papa Francesco.

renzi matteo2Il modello economico che ha conquistato il pianeta nel secolo appena trascorso si é incartato su se stesso, anche la Cina e le economie dei paesi emergenti sono coinvolte nella crisi ormai globale e navigano a vista, eppure non si rinuncia alla speranza che tutto possa rimettersi in carreggiata, recuperando le condizioni di sviluppo precedenti.

Puntare a una ripartenza dell’economia, ma per andare dove?

Nella scrittura cinese la parola “crisi” è composta con due ideogrammi, uno rappresenta il pericolo, l’altro indica l’opportunità. In una stagione di grandi difficoltà occorre cogliere le opportunità, avere il coraggio di individuare i percorsi nuovi che possono produrre miglioramenti effettivi, nell’interesse di tutti e non solo di qualche ristretto gruppo, per ricostruire una prospettiva e una speranza nel futuro.

E’ ancora il rapporto del Censis che ci evidenzia che qualche cosa accade, che gli italiani, comunque, provano a muoversi. Certo non più come collettività, non dentro un “progetto generale di sviluppo” che non esiste più da tempo, ma da singoli, all’interno magari di piccoli territori, o di piccoli gruppi sociali.

Qualcosa dell’Italia migliore è rimasto: “lo scheletro contadino”, che non è un mero attaccamento alle radici. Vince chi esporta (l’export vale il 29,6% del Pil), chi riesce a inventare “un nuovo stile italiano” riuscendo a innovare i settori tradizionali, coniugando “qualità, saper fare artigiano, estetica, brand”. Vince un settore trasversale per vocazione come quello creativo-culturale e vince l’agroalimentare, che nell’anno dell’Expo fa il boom di esportazioni e riconquista la leadership nel mercato mondiale del vino (con oltre 3 miliardi di export). Vince il settore turistico che registra un costante incremento dei flussi anche in questi anni di crisi.AGRICOL SAN GIORGIO

Sono queste le risorse su cui il nostro paese deve puntare, la capacità di innovazione, il settore della cultura e del turismo, l’agroalimentare, l’agricoltura. Un’agricoltura multifunzionale, capace di garantire la custodia e la qualità del nostro prezioso territorio, dei nostri paesaggi agrari, di valorizzare la nostra ricchezza di biodiversità e di tradizioni. Certo il modello non può essere quello di un’agricoltura industriale e produttivi sta, occorre scegliere la strada di un’agricoltura biologica, valorizzando un settore che continua a crescere pur in una situazione di contrazione dei consumi alimentari, che ottiene la fiducia dei consumatori e che contribuisce in maniera significativa all’export del nostro settore agroalimentare.

La nostra agricoltura, dunque, la nostra filiera agroalimentare non è solo uno dei primi motivi per i quali il mondo intero ama l’Italia. Non è solo uno dei comparti più forti del made in Italy. È anche quello che più di altri, in modo più maturo e articolato, ha fatto della green economy una leva per crescere. È tra quelli più dinamici e innovativi, anche grazie al numero crescente di giovani che scelgono un mestiere decisamente rivalutato rispetto a qualche anno fa; quello del contadino.

Territorio è un’altra parola chiave. Negli ultimi anni, nei tanti e diversi territori del nostro paese sono nate le espressioni imprenditoriali migliori di quella “green economy” sempre più concreta, a partire proprio dal mondo dell’agricoltura e, soprattutto dell’agricoltura biologica. Nei territori sono nate le più grandi storie imprenditoriali italiane.

I distretti rurali, i distretti agroalimentari di qualità, i distretti artigianali e industriali che si sono sviluppati in Italia rappresentano frequenti storie agriturismodi successo. Per le piccole imprese rappresenta l’opportunità di compensare gli svantaggi della ridotta dimensione aziendale con l’elevata specializzazione, flessibilità nell’uso dei fattori produttivi, e sviluppo di reti di collaborazione e informazione.

Anche l’esperienza dei bio-distretti sta crescendo in Italia (e in Europa). Il Bio – Distretto è l’accordo mediante il quale i soggetti interessati alla crescita economica sostenibile del loro territorio si impegnano a definire e a sviluppare un progetto comune attento alla conservazione delle risorse, alla compatibilità             ambientale e alla valorizzazione delle differenti opportunità della loro realtà territoriale.

L’avanguardia non è più la “grande impresa”, ma le tante realtà, dal nord al sud del paese, che sono riuscite e che si stanno impegnando per sviluppare un progetto territoriale.Le strade per uscire dalla crisi sono tracciate, occorre riconoscerle e percorrerle con convinzione.

*Presidente ItaliaBio
ciao@italiabio.net
 
 

LA DIASPORA DEL TESTOSTERONE

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PUNTI DI (S)VISTA /

di Tersilla Garella

 
Cresciute a pane e Walt Disney, all’inizio cerchiamo il principe azzurro, in seguito l’infame che ci fa piangere, ma poi no, stiamo troppo male e torniamo a volere il bravo ragazzo. Se ci guardiamo intorno è una disfatta su tutta la linea. Il maschio alfa con l’ego smisurato romperà pure, ma per favore riprendetevi

Ieri, fermandomi per un giro da Sephora in via Roma, mi sono imbattuta – mio malgrado- in una scena terrificante. Una ragazza accompagnata dal fidanzato che usava quest’ultimo come consigliere di make up, chiedendogli quale colore di fondotinta scegliere e quale mascara preferisse. Come fosse la sua migliore amica con qualche pelo in più. Tocca ammettere che anche noi donne abbiamo una piccola parte di responsabilità in questo sfacelo di portata apocalittica.

Sì, perché cresciute a pane e Walt Disney, all’inizio cerchiamo il principe azzurro, in seguito l’infame che ci fa piangere, ma poi no, stiamo troppo male e torniamo a volere il bravo ragazzo, però no dai, la storia non è abbastanza travagliata e tutti i film insegnano che non esiste vero amore senza qualche intoppo.

Sì, forse li abbiamo leggermente disorientati. E adesso la situazione è quella che è. Se date un rapido sguardo al web, capirete di cosa io stia parlando. Fino a qualche anno fa eravamo abituate a foto di uomini sexy, con lo sguardo seducente. Ebbene, pare si siano rincretiniti tutti. A partire da quel figo di Banderas che si è rinchiuso nel mulino a parlare con Rosita.

Durante la mia indagine, quattro sono i soggetti tipo che sono rimasti impressi – ahimè- nella mia mente. All’ultimo posto, l’uomo che cerca di simulare uno sguardo magnetico ed ammaliante, quasi sempre con il cielo plumbeo a far da sfondo, come fosse il protagonista di “Cime tempestose”. Senza invece rendersi conto di essere un morto di fuffa qualsiasi.

Al terzo posto, c’è l’uomo che si fa il selfie ravvicinato indossando gli occhiali da sole polarizzati, con lo scopo di mostrare il paesaggio riflesso nelle lenti.  Almeno allontanati un po’ dalla fotocamera. Riesco a vederti i peli nel naso.

Al secondo posto, il pavone esibizionista che sceglie la suspense e non mostra il proprio volto, ma solo i propri addominali. Come se avere la tartaruga scolpita lo rendesse automaticamente appetibile. Da donna non so se essere più sconcertata pensando alla scarsa considerazione che uno così possa avere del mio cervello o all’idea che magari qualche volta questa sua trovata geniale del muscolo esibito abbia pure funzionato.

E al primo posto troviamo lui. Quello che si fa il selfie con la boccuccia, facendo finta di mandare un bacio a chissà chi. Molto probabilmente alla mamma, la sua unica fan.
Insomma, se ci guardiamo intorno è una disfatta su tutta la linea. Il maschio alfa con l’ego smisurato romperà pure, ma per favore riprendetevi.

Per la paura delle multe i mozziconi "in mostra" sui cestini dei rifiuti

sigaretta ragazza

Dopo l’entrata in vigore delle sanzioni antifumo molti torinesi non buttano i mozziconi di sigaretta per terra, giustamente. Ma li spengono direttamente sui cestini della spazzatura, lasciandoli lì in bella mostra. Anche questo non è un bello spettacolo per il  decoro e il rispetto dell’ambiente. Ecco alcuni commenti in proposito, da parte dei nostri lettori.

Silvia Psiko
Silvia Psiko Torino ha solo da diventare più furba. Esistono cestini con sotto l’immondizia e sopra portacenere. 
Meno lamentele e più fatti.

Flavia Bo
Flavia Bo Non Torino deve diventare più furba ma chi ci governa deve mettere più testa !!!! 

Serena Ferrarello
Serena Ferrarello Se ci fossero più posacenere magari sapremmo dove buttarli… 
Io sono la prima per il rispetto altrui, ma se tutti collaborassero sarebbe meglio (in primis il Comune)
 
Flavia Bo
Flavia Bo Sti deficienti fanno la legge senza provvedere prima ai posacenere !!!!  inoltre i bidoni della spazzatura fanno schifo …. Vergogna comuni di Torino !!!

Nika Flash
Nika Flash È un suggerimento per il comune, non puoi fare una legge e non aggiornare le cose!

Fabio Elias
Fabio Elias Aumentiamo il numero dei posacenere.

Fernanda Marcassoli
Fernanda Marcassoli in Italia l’ importante è sanzionare, fornire soluzioni non è previsto…

Mosca Rosa
Mosca Rosa E dove li devono buttare?

Debora Cusimano
Debora Cusimano Attrezzati Torino

Francesco Giustra
Francesco Giustra Non fumate…e meglio!

Febbraio 2006, si accende il braciere olimpico e Torino cambia volto

Olimpiadi torinoLa città della Mole è una delle mete italiane più ambite, al pari di Venezia o Firenze. Impensabile, soltanto dieci anni fa. Come sarebbe stato impensabile che il New York Times indicasse in Torino – come ha indicato quest’anno – uno dei luoghi irrinunciabili da visitare nel mondo

Da quel febbraio 2006 tante cose sono cambiate. I Giochi olimpici invernali hanno trasformato Torino. La città conosciuta da sempre come capitale dell’industria, un po’ troppo grigia e fumosa, da allora si presenta agli occhi del mondo come luogo di arte, storia e cultura. Le presenze turistiche dall’Italia e da tanti Paesi stranieri si sono moltiplicate, in questi dieci anni: la città della Mole è una delle mete italiane più ambite, al pari di Venezia o Firenze. Impensabile, soltanto dieci anni fa. Come sarebbe stato impensabile che il New York Times indicasse in Torino – come ha indicato quest’anno – uno dei luoghi irrinunciabili da visitare nel mondo.

La cerimonia di apertura, il 10 febbraio 2006, fu per numero di spettatori il programma TV più visto al mondo nel corso dell’anno e vinse due Emmy Awards. Alla sfilata, presero parte le rappresentanze di 80 nazioni, e ad accendere la fiamma Olimpica sul braciere alto 57 metri, fu la dieci volte medagliata olimpica Stefania Belmondo.

E ora bisogna guardare avanti. Ha scritto sulla Stampa Carlo Azeglio Ciampi, presidente della repubblica che il 10 febbraio 2006 inaugurò i Giochi olimpici: “il decennale delle Olimpiadi del 2006 non è la celebrazione di un passato successo; deve essere una sottoscrizione solenne dell’impegno a intraprendere con determinazione, con serietà, con rigore l’attività necessaria a conferire a Torino, in misura crescente, i tratti di una grande città europea, ricca di storia e di cultura, al tempo stesso modernamente attrezzata”.  Questa la sfida che attende la città e i torinesi.

moi1IL PROGRAMMA DEI FESTEGGIAMENTI (Gli orari potrebbero subire variazioni)

Nutrito il programma dei tre giorni di festa per celebrare i dieci anni dai Giochi di Torino 2006. Il 26, 27 e 28 febbraio i volontari di dieci anni fa sono invitati a tornare in pista. Giovedì 25 febbraio all’URBAN CENTER la Mostra Fotografica: “Torino è un’altra Città – 2006-2016 il viaggio continua”.

Venerdì 26 febbraio Incontro delle Scuole Elementari con Atleti Olimpici: Impianto Sportivo Palatazzoli. Inaugurazione presso Camera Mostra: “Torino 2006-2016 i miei Giochi Olimpici” con concorso aperto a cittadini h 18:00 Inaugurazione presso il MUSEO DELLA MONTAGNA di una Mostra fotografica e selezione di cimeli olimpici h 17 Proiezione filmati in piazza Castello.

Sabato 27 febbraio Staffetta celebrativa con vessilliferi. La staffetta tocca le 10 circoscrizioni, per circa 30 km, con una decina di tappe in luoghi di nuova trasformazione. Partenza da piazza Palazzo di Città alle10:00 circa con cerimonia alla presenza del Sindaco. Arrivo in Piazza Castello, in concomitanza con l’inizio del programma serale. Penultima tappa in Piazza Vittorio dove la staffetta incontra i Volontari, gli ex dipendenti Toroc, le rappresentanze delle realtà sportive torinesi, gli Alpini della Taurinense e la Banda della Polizia Municipale per la sfilata verso Piazza Castello. Accompagna la staffetta l’Associazione Cori Piemontesi con interventi all’avvio, all’arrivo e nelle tappe intermedie, con la partecipazione di circa 1000 coristi in totale. Grande Sfilata di Volontari Olimpici, ex dipendenti Toroc, Alpini, rappresentanze delle realtà sportive torinesi e Banda musicale dei Vigili Urbani, da p.za Vittorio a p.za Castello. In Piazza Vittorio dalle 16 alle 17circa attività di animazione per i Volontari ed il pubblico. Cerimonia in Piazza Castello, dalle 16.30 apertura del palco con intrattenimento ed esibizione cori ore 17:30-20.30. Accensione del Braciere Olimpico. Alzabandiera. Saluto istituzionale delle Autorità presenti Sindaci di altre città olimpiche e Medagliati Olimpici e Paralimpici Torino 2006. Intrattenimento musicale e spettacolo di video e luci. Grande concerto finale con Nicola Piovani sui temi delle musiche da film a cura di Regione Piemonte. Serata Olimpica. Dalle  21- 24, proiezione filmati di RAI Teche al Museo del Cinema; musei e negozi aperti; cori alpini; dj-set in Piazzale Valdo Fusi, Galleria STADIO OLIMPICO BRACIEREUmberto I e Galleria San Federico e somministrazione bevande calde (con sostegno di associazioni varie commercianti/esercenti). Attività di intrattenimento sulla Pista del Ghiaccio di piazza Carlo Alberto.

Domenica 28 febbraio Incontro/talk-show su valore dei Giochi: eredità sportiva, effetti economici ed imprenditoriali, spinta alla riqualificazione urbana, cambiamenti socio-psicologici, eredità sportiva, presso CAMERA dalle h 10:30 alle 12:30* Momento istituzionale conclusivo, h 16:00 – 17:00*, in Piazza Castello, con intrattenimento musicale, chiusura istituzionale, intervento del Liceo musicale Cavour, coro CAI UGET, spegnimento del Braciere Olimpico e Inno di Mameli suonato dalla Banda della Polizia Municipale. A seguire, dalle ore 17.00 spettacolo di pattinaggio di figura su ghiaccio in Piazza Carlo Alberto. Altre iniziative sui tre giorni Ten years on ice: Pista pattinaggio su ghiaccio con animazioni in Piazza Carlo Alberto e mercatino in Piazza Solferino a cura del Comitato Regionale Piemonte Fisg Tour del centro offerti da Guide Turistiche Tram Storici in piazza Castello Annullo Filatelico e Mostra Filatelica Mostra disegni scuole Iniziative di scambio pins olimpici per i Volontari Torino 2006 Altre iniziative di animazione e diversificate con contributi di vari attori locali.

Nell’ambito dei festeggiamenti previsti dal Fisg (Federazione Italiana Sport del Ghiaccio) e dalla Città di Torino sorgerà un villaggio dedicato allo sport, al food internazionale, all’artigianato e all’animazione. In Piazza Solferino si svolgerà un percorso gastronomico e di artigianato che partirà dall’Europa per raggiungere le nazioni più importanti degli sport invernali dei vari continenti che hanno partecipato all’Olimpiade torinese, con stand e animazioni. In piazza il meglio del food, artigianato e spettacoli etnici. Al mercato olimpico sarà possibile incontrare gli atleti che hanno vinto le medaglie olimpiche. Dagli spettacolari laser alle fontane luminose danzanti del Festival Torino Street fino alle grandi bande italiane, tanti saranno gli spettacoli dislocati in tutta l’area.  Orari: da lunedì a giovedì 10 – 22, venerdì e sabato 10 – 24 e domenica fino alle 22.

Gabriele confessa l'omicidio di Gloria. La mamma del ragazzo nega di essere coinvolta

rosboch

AGIORNAMENTO Gabriele Defilippi, l’ex allievo di Gloria Rosboch, fermato ieri dai carabinieri per l’omicidio della professoressa di Castellamonte, ha confessato nella notte di avere preso parte all’assassinio con il suo amico Roberto Obert, anche lui fermato e reo confesso. La notizia giunge all’Ansa dal suo legale, Pierfranco Bertolino.Continua a negare ogni proprio coinvolgimento, invece, Caterina Abbattista, la madre di Gabriele anche lei fermata ieri dai militari dell’Arma. Ma Gabriele e l’amico con cui aveva una relazione  Roberto Obert, si accusano a vicenda. Lo afferma il procuratore di Ivrea, Giuseppe Ferrando. Scrive l’Ansa: “Abbiamo due confessioni con ruoli ribaltati. Obert ha detto che a strangolare la professoressa Rosboch è stato Defilippi, ma quest’ultimo ha rilasciato delle dichiarazioni di verso opposto. Entrambi, però, sono collocati con certezza sulla scena dell’omicidio”. I due sono accusati di omicidio premeditato e occultamento di cadavere.

VENERDI E’ stato ritrovato a Rivara il cadavere della professoressa Gloria Rosboch. Il corpo senza vita della donna era nel canale di scolo di una discarica: per il suo recupero è stato richiesto l’intervento della squadra sommozzatori dei vigili del fuoco. Subito dopo il ritrovamento è stato fermato Gabriele Defilippi, lo studente 22enne sospettato della scomparsa della sua insegnante,che nei giorni scorsi era stato interrogato per  ore dai carabinieri, insieme con sua madre Caterina Abbattista: la donna è stata fermata dai carabinieri in serata, con l’accusa di concorso in omicidio. E’ stato un amico di Gabriele Roberto Obert, 55enne di Forno Canavese, ad aver portato i carabinieri sul luogo dove è stato trovato il corpo. «E’ stato Gabriele a strangolarla, io non ho fatto nulla», avrebbe dichiarato. Come Defilippi anche lui è stato fermato con le imputazioni di omicidio volontario e occultamento di cadavere. La donna sarebbe stata strangolata nell’auto di Obert e il cadavere trasportato nella discarica.

defilippi rosbochI carabinieri del nucleo investigativo di Torino, che hanno convocato la seconda insegnante e l’hanno interrogata pensano  che anche lei sia stata vittima di un raggiro

Giovedì 18 febbraio – Nel giallo della scomparsa di Gloria Rosboch entra in scena un’altra insegnante che è stata presente in qualche modo nella vita di Gabriele Defilippi, il ragazzo 22enne accusato di avere truffato la professoressa scomparsa da Castellamonte lo scorso 13 gennaio.  Quel giorno disse ai genitori che sarebbe andata ad una riunione nella scuola in cui insegnava, ma da allora non la videro più. Per la scomparsa, la procura di Ivrea ha aperto un’inchiesta, ad oggi senza indagati, in cui si ipotizza l’omicidio. I genitori di Gloria sostengono che non avrebbe avuto motivo di uccidersi, neppure dopo la vicenda della truffa ai suoi danni da parte di Gabriele: per lui e per un inesistente progetto di lavoro aveva prelevato dal suo conto in banca tutti i suoi risparmi, oltre 180 mila euro che consegnò al ragazzo, senza mai più rivedere la somma di denaro.  I carabinieri del nucleo investigativo di Torino, che hanno convocato la seconda insegnante e

carabinieri-casel’hanno interrogata pensano  che anche lei sia stata vittima di un raggiro. La donna forse ha avuto una relazione col ragazzo – o comunque un legame di amicizia – conclusosi nel 2013, quando il ragazzo era appena maggiorenne. Sono intanto riprese nelle scorse ore le ricerche di Gloria, concluse al momento senza esito, alle quali hanno preso parte i vigili del fuoco, coadiuvati dal pastore belga Larcos appartenente unità cinofile e i carabinieri.