Fischi e cori della curva Maratona per sostenere il Toro, in campo per Torino-Empoli, quando l’arbitro Chiffi ha fischiato il minuto di silenzio in memoria del presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, su invito del presidente del Coni Giovanni Malagò a tutte le Federazioni nazionali. Tutti gli spettatori sugli spalti si sono alzati in piedi, in rispettoso silenzio. Ma dalla curva granata si è levato qualche fischio, prima del coro “Torino siamo solo noi”.
Il Consiglio di amministrazione di Eurofidi, il più grande consorzio di garanzia fidi d’Italia, partecipato al 19% dalla Regione Piemonte attraverso Finpiemonte Partecipazioni, ha votato per mettere in liquidazione la società.

Unico voto contrario quello del rappresentante della Cassa di Risparmio di Savigliano. La notizia è stata comunicata ai lavoratori in presidio davanti alla sede del consorzio, a Torino, dove si è svolta anche l’assemblea dei soci. E’ stato già convocato un nuovo cda per nominare i liquidatori. E’ da sottolineare che i dipendenti di Eurofidi non hanno ammortizzatori sociali. Il presidente del Consiglio ha ricevuto, insieme con l’assessora alle Attività Produttive Giuseppina De Santis, una delegazione dei lavoratori del consorzio.
Alla Casa d’Aste Sant’Agostino una mostra interamente dedicata all’artista, insieme a una sua opera allestita per la prima volta
“The leader is present”, ovvero il progetto di Max Papeschi, è il protagonista indiscusso delle settimane artistiche dal 13 al 30 settembre prossimi presso la Casa d’Aste Sant’Agostino. L’esposizione, curata da Vanessa Carioggia e Caterina Musazzi, prrsenta una personale tutta dedicata all’artista Max Papeschi, classe 1970, approdato nel mondo dell’arte contemporanea alla fine del 2008, dopo un’esperienza da autore e regista sia teatrale sia cinematografico, suscitando un grande clamore con l’esposizione di una sua opera gigante affissa sulla facciata di un palazzo al centro di Poznan, in Polonia. La mostra si sviluppa lungo una duplice direzione, da una parte una personale, appunto, concepita quasi come una retrospettiva, con una raccolta di pezzi storici di Papeschi dal 2008 a oggi, accanto alla presentazione, negli spazi della Casa d’Aste Sant’Agostino, del suo ultimo lavoro cui si sta dedicando, intitolato ” Welcome to North Corea”, realizzato con la partecipazione di Amnesty International Italia. L’artista in questo lavoro gioca con la falsa investitura di ambasciatore culturale della Corea del Nord e del suo dittatore Kim Jong Un, allo scopo di attirare e sensibilizzare media e opinione pubblica sui crimini del regime nordcoreano. Max Papeschi rielabora in versione parodistica alcune delle più importanti opere d’arte contemporanea, da Andy Wahrol a Damien Hirst, passando per Banksy, Maurizio Cattelan, Lucio Fontana e Marina Abramovich, in cui il leader nordcoreano viene collocato al centro della scena come se tutti gli artisti, persino quelli non più in vita, avessero deciso all’unisono di rendergli omaggio attraverso la loro opera. In questo modo Papeschi ottiene, con uno stile espressivo e irriverente, la dissacrazione del culto della personalità, portandolo alle estreme conseguenze: il Kim Jong Un spunta dai tagli di Fontana o rifiuta, altezzoso, di scambiare lo sguardo di Marina Abramovich.Per tutta la durata della mostra, fino al 30 settembre, presso il negozio ” The secret room” in via Carlo Alberto 40 verrà allestito il corner-store del brand Made in North Corea, nell’ambito del progetto “Welcome to North Corea”, il cui ricavato dalla vendita dei prodotti sarà in parte devoluto a Amnesty International.
Mara Martellotta
Esposizione Casa d’Aste Sant’Agostino, corso Tassoni 56, Torino
Tel 011/437770
Orari: lunedì chiuso
Martedi -sabato: 10.30- 13.30, 15-19.30
Temporale Shop via Carlo Alberto 40
Orari:lunedì chiuso
Martedi – sabato 10.30-13.30, 15-19.30
Ecco le partite della quinta giornata del campionato di calcio di Serie A in programma mercoledì 21 settembre alle 20.45: Milan-Lazio (ant. martedì, h 20.45); Bologna-Sampdoria (h 18.30) Atalanta-Palermo Chievo-Sassuolo Empoli-Inter Genoa-Napoli Juventus-Cagliari Pescara-Torino Roma-Crotone Udinese-Fiorentina
AVVISTAMENTI / di EffeVi
C’è la diffusa tentazione di alzare irragionevolmente l’asticella per giudicare la performance del Sindaco Appendino: non si può pretendere che i problemi incancreniti in 23 anni ininterrotti di formula PD vengano risolti in due mesi. E i perdenti dovrebbero elaborare il lutto e rendersi utili, invece di rosicare dalle tribune

A differenza della Raggi, non ha firmato il patto leonino con la Casaleggio e associati; non ha subito il balletto di nomine, polemiche, rimozioni o spostamenti di personaggi ingombranti legati a gestioni precedenti (a Torino non c’è un Daniele Frongia): anzi, gli assessori sono tutti (nel bene e soprattutto nel male) quelli annunciati prima delle elezioni. Chiara Appendino, sta cercando obbiettivamente di barcamenarsi, traballando vistosamente su una barca piena di falle, con la quale rischia di affondare precocemente.
Ma i problemi che stanno venendo clamorosamente alla luce in questi giorni vengono da lontano, e non dipendono certo dalle qualità amministrative di un Sindaco sulla sedia, per essere precisi, da due mesi e mezzo.
La perdita del Salone del Libro, per esempio, riflette la caduta verticale del potere di trazione (economica, culturale) di Torino, nascosta da anni di retorica dell’eccellenza: pomposa, falsa, provinciale. E poi certo non ha aiutato la circostanza che la Fondazione abbia firmato un contratto
capestro con un operatore privato, forse non senza l’intervento dei massimi vertici dell’Amministrazione (sono indagati i vertici della società e l’ex assessore alla cultura, in attesa – dicono gli spifferi – di sviluppi clamorosi). Il pasticciaccio delle aziende comunali, nei cui bilanci è stata occultata una fetta di debito del Comune, talmente grande da determinarne- se accertato – il fallimento tecnico, è stato creato e alimentato in decenni da amministratori nominati da Palazzo Civico e da cosiddetti “tecnici” sempre troppo compiacenti, con rarissime eccezioni. Gli scarsi investimenti produttivi da parte di privati e i livelli record di disoccupazione e disagio sociale sono il prodotto dell’incapacità ventennale di promuovere un progetto che non fosse il debole doping fondato sulla moltiplicazione disordinata di festival e rassegne, spesso cialtrone ed elitarie a un tempo, quasi sempre pagate dal contribuente più che da sponsor e biglietti. Persino l’invasione delle alghe del Po, pure affrontata dalla nuova amministrazione con leggerezza fondata sul velleitarismo ecologico, è improbabile che sia il castigo fulmineo di Dio su una Torino che ha osato voltare le spalle al PD, quanto forse la conseguenza di disattenzioni da parte delle Giunte degli ultimi anni (Regione e Comune), dell’Arpa, dell’Autorità di bacino. Ricordiamo peraltro che il PD subalpino non ha mai avuto un buon rapporto con il Dio Po, dai battelli che si incagliavano alle spiagge artificiali che finivano
sommerse al primo temporale estivo.
Colpisce leggere sui giornali cittadini, per non dire sui social, l’alluvione di commenti non costruttivi, velenosi e talvolta francamente sciocchi, di ex assessori degradati a consiglieri comunali, di vecchie glorie del PD subalpino, di ex amministratori che, puntando il dito contro questi problemi come se fossero frutto di una maledizione della Appendino, in realtà si autodenunciano, nel migliore dei casi, per disattenzione. Non sarebbe ora di elaborare il lutto, di cogliere le opportunità di un azzeramento dell’antico regime per studiare una nuova proposta di governo, più fresca, più convincente, che non sia espressione pura di una macchina di potere? Se ne facciano una ragione: se i Torinesi avessero voluto votare un politico di razza con grande esperienza, come nel PD ne restano pochi, Fassino sarebbe stato perfetto.
Siamo onesti: sulla giunta Appendino non mancano le ombre: c’è un vicesindaco che ha apertamente dichiarato una crociata contro l’intero settore industriale delle costruzioni; la maggioranza è sostenuta da consiglieri amministrativamente acerbi e in molti casi piuttosto
eclettici; gli assessori sono un’incognita o una scommessa azzardata. I nodi stanno venendo al pettine tutti insieme, e sarà inevitabile commettere errori, oscillando tra rotture ideologiche (come l’idea di rinunciare al tunnel di Corso Grosseto o denunciare la TAV) e continuità (come il mancato ricambio in molti ruoli chiave, o gli ammiccamenti a Chiamparino), anche per antiche fedeltà a un establishment che comprendeva il PD ma non si esauriva in esso: certi ambienti associativi, imprenditoriali, circoli famigliari e amicali.
Ma vogliamo lasciare al Sindaco almeno uno-due anni di lavoro in proprio, vogliamo concederle la possibilità di scegliere, assumendosene la responsabilità, segno e direzione della sua gestione, prima di maturare un giudizio? Un sindaco non è un Messia.
(foto: il Torinese)
L’Ansa riporta così le parole di Chiara Appendino: “Stiamo lavorando per un progetto importante che valorizzi la storia trentennale di una manifestazione apprezzata da tutti, e siamo disponibili ad ascoltare proposte e idee. Ma l’ipotesi che a Torino si faccia una sorta di festival culturale e a Milano la vera e propria fiera non ci va per nulla bene, non la sposeremo mai”. La prima cittadina di Torino incontrerà martedì a Roma il ministro Franceschini e aggiunge: “Faremo il punto della situazione, intanto stiamo ovviamente continuando a lavorare”.C’è un asse privilegiato tra Roma e Milano, visto che Franceschini e il sindaco Sala sono del Pd? “non credo proprio che la vicenda del Salone abbia a che fare con una battaglia politica tra Pd e Movimento Cinque Stelle. Si tratta di una grande manifestazione italiana che necessita la massima tutela”, commenta la sindaca.
(foto: Antonello Preteroti)
Massimiliano Allegri parla ancora dello 0-0 con il Siviglia all’esordio in Champions League.”Il pareggio non deve essere vissuto come un fallimento, bisogna avere grande equilibrio. Il Siviglia non ha fatto un tiro in porta, mentre noi abbiamo avuto sette palle gol, ma non si è vinto . Andiamo avanti tranquillamente. Nessuna cosa ci deve far strambare da una parte o dall’altra“.
Poi il tecnico della Juventus commenta i fischi di ieri sera a Genova e a Bari durante il minuto di silenzio per la scomparsa del presidente emerito della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. “I fischi mi hanno fatto uno strano effetto, visto il personaggio che è stato e che cosa ha rappresentato per l’Italia. “Se ne va Carlo Azeglio #Ciampi, uomo di statura morale e senso di responsabilità e dello Stato: ha riempito di orgoglio tutti i livornesi!”, ha scritto Allegri su Twitter
Il salame piemontese alla conquista del mondo
Il Salame Piemontese Igp vuole andare alla conquista del mondo. Il Consorzio , presentato a Palazzo Lascaris a Torino, è formato dalle aziende Raspini, Franchi, Al.pi e Aimaretti, e produce complessivamente 150 tonnellate con un valore della produzione di 1,5 milioni. “Il salame Igp e il suo Consorzio rilanciano un’eccellenza dell’agroalimentare piemontese. La nostra regione ha una grande tradizione nell’allevamento dei suini di qualità e per la denominazione d’origine”, affermano il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino e l’assessore all’Agricoltura, Giorgio Ferrero. “Vogliamo far crescere la denominazione con il coinvolgimento di tutti i componenti della filiera e con il sostegno delle istituzioni”, dicono Umberto Raspini, presidente del consorzio e Andrea Franchi, vicepresidente. Almeno altri quattro cinque produttori potrebbero entrare nel consorzio.
Sono alte due metri e dipinte con colori diversi: rosa, blu, bianche. Sono le “chiocciolone” in vetroresina, simbolo dell’associazione Slow Food che organizza il Salone del Gusto, che da ieri occupano pacificamente alcune piazze strategiche di Torino, come piazza san Carlo e piazza Carignano. Son già protagoniste di centinaia di selfie di torinesi e turisti. Il Salone, per la prima volta all’aperto al valentino e nel centro città, si apre il 22 settembre.
(Foto: il Torinese)
Tiro con la balestra a Miradolo
Sabato 17 settembre al Castello di Miradolo, a San Secondo di Pinerolo sarà ospitata la gara tra i Campioni e Maestri d’Arme di tiro con la balestra antica da banco delle compagnie iscritte alla LITAB (Lega Italiana Tiro con la Balestra). Si tratta di un evento imperdibile organizzato dal Comune di Prarostino e dall’Associazione dei Balestrieri di Roccapiatta. Alle 15 un suggestivo corteo storico attraverserà il parco del Castello di Miradolo per aprire il torneo e dare il via alla gara: Compagnie provenienti da tutta Italia si sfideranno nel tiro al bersaglio tra tamburini, sbandieratori, nobili e dame in costume medievale.
Massimo Iaretti