Nella cornice di Ecomondo, il salone internazionale della green economy svoltosi a Rimini, la Città di Torino è stata insignita per la sezione manutenzione di parchi e giardini pubblici del premio “La Città per il verde”. Si tratta della diciassettesima edizione di un riconoscimento che ogni anno viene riconosciuto ai centri italiani che si distinguono per la cura del patrimonio ambientale. Il progetto premiato, realizzato dal personale comunale, riguarda il censimento puntuale, a fini gestionali, del verde pubblico cittadino, attraverso l’utilizzo di un software freeware QGIS, che permette di quantificare e definire i diversi ambiti di manutenzione (giardino attrezzato, giardino scolastico, viale, parco, area verde, ecc.), dando loro un identificativo. Il premio che verrà consegnato concretamente alla Città consiste in un sistema brevettato Argo Tag, che permette di identificare gli alberi in viali e parchi e sarà utilizzato per etichettare, attraverso cartellini personalizzati, gli alberi donati dai cittadini all’Amministrazione nell’ambito dell’iniziativa “Regala un albero alla tua città”. Per la sezione “Verde Urbano” è stato anche conferito un Premio Speciale Fuori Concorso alla Regione Piemonte e alla Cabina di regia del Progetto Corona Verde.

A Torino è stata inoltre riservata la menzione speciale per la migliore iniziativa messa in campo nell’ambito del volontariato per la gestione degli spazi verdi. A essere premiato è Torino Spazio Pubblico, un progetto del Servizio Arredo Urbano per realizzare attività di cittadinanza attiva nella cura di beni comuni (“Volontariato civico promosso dall’Assessorato comunale all’Urbanistica”). Si tratta di una attestazione di stima nei confronti dei cinquecento cittadini che prestano quotidianamente servizio e al quale hanno aderito nel tempo studenti, lavoratori, disoccupati, pensionati ma anche senior civici, lavoratori di pubblica utilità, richiedenti asilo, operando in oltre 50 aree della città, si occupa principalmente di piccola manutenzione degli arredi urbani e del suolo pubblico (verniciatura delle panchine, svuotamento dei
tombini, raccolta rifiuti, ripristino scalinate in pietra); è attivo nella cura e nella potatura delle piante (floricoltura e semina delle aiuole, orti urbani, giardini, pulizia dei prati) effettuando un monitoraggio costante degli spazi d’intervento.L’iniziativa è attiva in diversi quartieri. Attualmente tra le principali aree di intervento in cui si opera Torino Spazio Pubblico vi sono i Parchi della Colletta, della Confluenza, quello dei Caduti dei Lager Nazisti, il Monte dei Cappuccini, Parco Europa di Cavoretto, Villa della Regina, Via Rubino, Piazza Livio Bianco, il Giardino di Italia ’61 e il Rodari in corso Moncalieri, i giardini della Circoscrizione 4 e il cortile del Liceo Cattaneo, Piazza Marmolada, Via Tommaso Villa, il giardino della Biblioteca Civica Centrale e quello della Biblioteca Geisser, le aiuole dell’Istituto Bosso Monti e alcuni orti urbani (come il vivaio di via Bertola 56 o il Giardino Laura Morvillo di via Ricaldone).
(p.v.) – www.comune.torino.it
foto: il Torinese
Per approfondimenti:
e-mail: torinospaziopubblico@comune.torino.it
fb:https://www.facebook.com/pages/Torino-Spazio-Pubblico/1381595002109450
blog: https://torinospaziopubblico.wordpress.com/
sito:http://www.comune.torino.it/arredourbano/spazio-pubblico/to_spazio_pubbl/index.shtml
sito Verde pubblico: www.comune.torino.it/verdepubblico
Regala un albero alla tua città : http://www.comune.torino.it/verdepubblico/2010/alberi10/regala-un-albero.shtml


Giovedì 17 novembre ore 15,30. Aula Magna del Liceo M. d’Azeglio – Via Parini 8, Torino
E’ stata accolta dal tribunale di Ivrea la richiesta della procura e sono quindi stati concessi gli arresti domiciliari a Caterina Abbattista


particolare. Il gianduiotto altro non è che un concentrato di piemontesità in due ingredienti base tipici del territorio: nocciole piemonte IGP e cioccolato. Il savoiardo è un biscotto il cui nome contiene già la perfetta geolocalizzazione: leggeri e friabili, nascono in quella che fu la regione della Savoia. Il vermouth è un prodotto che nasce a Torino duecentotrenta anni fa proprio a lato di Piazza Castello. C’è un racconto del territorio dietro questi tre semplici prodotti che vengono mescolati tra di loro per dare vita al Dolce Torino, il dessert proposto come alternativa al classico Bonèt presso L’Osto del Borgh Vej.
piatti di pesce in menù. Non mancano, tuttavia, i classici agnolotti del plin al sugo d’arrosto, i tajarin, la battuta di fassona, il vitello tonnato preparato senza la maionese come vuole l’antica tradizione.La cantina dei vini è ben fornita e sembra un magnifico giro, in cui ogni regione d’Italia è adeguatamente rappresentata. Il locale, una trattoria elegante, si affaccia su una della piazzette più carine di Torino, Piazza IV Marzo, a pochi passi dal Duomo, centro nevralgico della movida della città. Buon appetito, quindi.
Mercoledì 9 novembre si è svolta al Cinema Massimo di Torino la conferenza stampa di presentazione del 34° TFF
Testo e regia di Monica Luccisano Musiche di Hume, Holborne, Dowland, Locke, de Sainte Colombe, Marais, anonimi del XVI secolo
In occasione del 181esimo compleanno di Cesare Lombroso, (nella foto) si è tenuto a Torino, dal 4 al 6 Novembre, il Festival della Criminologia. Nella città più misteriosa d’Italia, professionisti italiani ed internazionali hanno cercato di spiegare al grande pubblico cosa si nasconde dietro al “male”, in che modo esso si manifesta e quali sono le tecniche d’investigazione attualmente esistenti
“addetta al settore”, ho trovato davvero interessante e ben delineata l’idea di creare una lente d’ingrandimento su quegli aspetti legati al crimine tanto osannati dai media, che spesso, presi dalla foga dello scoop momentaneo, tendono a veicolare false informazioni. Vivere in periferia può condurre con più probabilità alla messa in atto di condotte criminali? Com’è possibile tutelare i beni culturali ed artistici della nostra Nazione? Quanto la criminalità organizzata si è infiltrata sul territorio piemontese? In che modo la psicologia può essere impiegata nell’investigazione dei crimini violenti e non? Questi ed altri quesiti hanno trovato risposta attraverso gli interventi di insegnanti, esperti dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, criminologi, psicologi, medici, giornalisti, avvocati, giuristi, filosofi, artisti. Un bravissimo Picozzi, attraverso una chiacchierata intervallata dalla proiezione di spezzoni di film, ha spiegato cosa si intende per profiler, fornendo dettagli della sua vita personale e professione che hanno certamente arricchito il dibattito.
Di come, attualmente, esistono strumenti che permettono di combattere, con un’altissima percentuale di vittoria, il cybercrime; delle nuove macchine della verità e dei nuovi algoritmi che rappresentano la vera sfida del futuro perché attraverso il loro utilizzo sarebbe possibile prevedere il crimine. Minority report non è più fantascienza. Questi momenti di discussione si sono alternati con una rassegna cinematografica a cura dell’associazione Museo nazionale del Cinema e una mostra fotografica, estremamente suggestiva, intitolata “Torino nera: crimini e criminali d’altri tempi” in collaborazione con La Stampa e l’Archivio di Stato di Torino. Eventi culturali che arricchiscono ancora di più il popolo sabaudo, sempre incline ad assorbire nuove conoscenze. Anche le location che facevano da sfondo sono state scelte con cura. Ad esempio, nella Cornice di Palazzo Ceriana Mayneri, a contrapporsi
allo stile ottocentesco delle sale immense e adorne, ci si è interrogati,tra le varie cose, su come curare il male, donando un alone di mistero ed inquietudine ad un argomento che già di per sé ne era ricco. Sul sito del festival,