redazione il torinese

Danni maltempo di novembre, stato di emergenza: 51 milioni di euro al Piemonte

po111Il Consiglio dei ministri  ha deliberato lo Stato di emergenza per gli eventi calamitosi verificatisi in Piemonte nelle scorse settimane nelle province di Cuneo e Torino e  in Liguria (Province di Savona e Imperia). Lo ha annunciato il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Enrico Costa, che nei giorni scorsi, con il presidente della Regione, Sergio Chiamparino,  ha effettuato sopralluoghipo888 nei  comuni colpiti dall’alluvione. “È stata stabilita – dice Costa all’agenzia Ansa – una previsione iniziale per i primi interventi in Piemonte di 51 milioni di euro, individuando 36.902.647 euro a valere da subito sul Fondo per le emergenze nazionali che verranno integrati, appunto, fino al complessivo ammontare di 51 milioni”. E’ poi stata definita una previsione iniziale per la Regione Liguria di 11 milioni di euro, che consentirà di intervenire sulle situazioni più complesse.

 

(foto: il Torinese)

LAVOLTA: “PIU’ TUTELE PER I FIGLI DI GENITORI SEPARATI”

lavolta“Nel solco di quanto già tracciato dalla precedente Amministrazione, ho depositato un atto di indirizzo che impegna il Consiglio comunale di Torino ad istituire un registro della bigenitorialita. Parallelamente ho ritenuto utile sollecitare la Regione Piemonte affinché promuova analoga iniziativa presso i Consigli comunali dei Comuni piemontesi, e il Parlamento italiano affinché dia finalmente seguito alla modifica del testo della legge sull’affido condiviso (L.54/2006)”. Così il consigliere comunale Pd di Torino Enzo Lavolta, vicepresidente della Sala Rossa. Una recentissima indagine ISTAT (novembre 2016) analizzando i dati dal 2005 al 2015 ha rilevato che “….al di là dell’assegnazione formale dell’affido condiviso, che il giudice è tenuto a effettuare in via prioritaria rispetto all’affidamento esclusivo, per tutti gli altri aspetti considerati in cui si lascia discrezionalità ai giudici la legge non ha trovato effettiva applicazione.” Si tratta, aggiunge Lavolta, di “un’iniziativa quanto mai opportuna, per difendere e rafforzare i diritti dei figli di genitori non più conviventi ad avere un rapporto stabile con entrambi, e ricevere le cure, l’educazione e l’affetto che meritano.”

Tutti quanti voglion fare il jazz… anche a Natale!

Teatro Regio, lunedì 19 dicembre 2016 ore 20.30

 

regio 2«Tutti quanti voglion fare il jazz perché resister non si può al ritmo del jazz!», così attacca la celebre canzone contenuta nel film d’animazione Disney Gli Aristogatti. Chi non ricorda Romeo, Scat e la sua band trascinare Duchessa e i suoi micini nel ritmo così speciale e coinvolgente che solo il jazz possiede? Questo e molto altro, potete scommetterci, accadrà al Teatro Regio lunedì 19 dicembre alle ore 20.30 con il concerto Tutti quanti voglion fare il jazz… anche a Natale! Gli ingredienti ci sono tutti: un trio jazz, il Luigi Martinale Trio composto da Luigi Martinale al pianoforte, Mauro Battisti al contrabbasso e Paolo Franciscone alla batteria; il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi” e il pubblico, che sarà invitato a partecipare cantando. A mescolare sapientemente tutti gli ingredienti toro regio teatrosarà il direttore Claudio Fenoglio, cui si deve anche l’idea del concerto e che, insieme a Luigi Martinale, ha curato tutti gli arrangiamenti.  In programma canzoni tradizionali natalizie e celebri composizioni jazz. Il concerto si inserisce nel cartellone de Al Regio in famiglia, iniziativa che propone spettacoli, opere e concerti particolarmente adatti ai nuclei familiari e a condizioni di biglietteria eccezionalmente favorevoli: biglietto intero € 15 e under 16 € 10, in vendita alla Biglietteria del Teatro Regio (tel. 011.8815.241/242, aperta da martedì a venerdì ore 10.30-18, il sabato ore 10.30-16), un’ora prima dello spettacolo e telefonicamente al n. 011.8815.270 (ore 9-12, da lunedì a venerdì). Info – Tel. 011.8815.557. Lunedì 19 dicembre alle ore 10.30 è prevista una recita dedicate alle scuole; sabato 7 gennaio il concerto sarà replicato al Palazzo delle Feste di Bardonecchia. Le attività rivolte alle scuole sono realizzate in collaborazione con la Fondazione Cosso, gli Amici del Regio e la Fondazione Banca Popolare di Novara. Per informazioni, contattare l’Ufficio Attività Scuola al numero 011.8815.209 e consultare il sito www.teatroregio.torino.it. Per ulteriori informazioni e approfondimenti è attivo il blog La Scuola all’Opera.

 

(foto: il Torinese)

Grandi eventi 2017, da Cioccolatò (che raddoppia) a Kandinsky

cioccolato1 La sindaca Chiara Appendino, con gli assessori Sacco e Leon, ha illustrato all’Ascom i grandi eventi culturali e turistici che si terranno sotto la Mole nel 2017. I momenti clou saranno la duplice edizione di CioccolaTò – una a a febbraio e una a novembre) e la mostra “L’emozione dei colori nell’arte” che verrà allestita alla alla Gam dal 14 CIOCCOmarzo al 23 luglio con opere di Kandinsky, Klee e  Balla. Nei progetti della Giunta comunale si ipotizza di “spalmare”  ContemporaryArt lungo tutto il mese di novembre e non solo durante Artissima. Il  Jazz Festival, sarà sostituito da Narrazioni Jazz, insiema al Salone del Libro. Palazzo Civico sta poi  sta trattando con i vertici di Slow Food per  ospitare le anteprime di Cheese e di Slow Fish.

 

(foto: il Torinese)

Creare impresa grazie a Startmap Piemonte

start-map“Startmap rappresenta per il Piemonte una grande novità nel mondo dell’imprenditoria giovanile”. Con queste parole Alessandro Benvenuto, presidente della Consulta regionale dei Giovani, ha aperto la presentazione della piattaforma Startmap, strumento digitale per conoscere le condizioni necessarie alla creazione d’impresa, realizzato con il supporto della Fondazione Human Plus. Partendo dalla Guida cartacea all’ecosistema piemontese, realizzata nel 2014 grazie alla collaborazione della Consulta con la Regione e l’Agenzia Piemonte Lavoro, è stato possibile mettere a punto uno strumento digitale più fruibile e in continuo aggiornamento. La piattaforma vanta 150 soggetti mappati e tutti i servizi disponibili nell’ecosistema imprenditoriale regionale per fornire informazioni utili a coloro che intendano avviare, o abbiano già avviato, un percorso aziendale. “Ho avuto modo – ha evidenziato Benvenuto – di seguire il progetto fin dal suo inizio e ritengo che, grazie anche al lavoro e alla professionalità della Fondazione Human Plus, il Piemonte oggi offre un servizio studiato per i giovani e il loro approccio al mondo del lavoro”. Alessandro Mercuri, responsabile dell’area StartUp della Fondazione, ha sottolineato come “il Piemonte sia la prima regione ad avere una piattaforma di questo genere, pensata sul modello già avviato con successo in Gran Bretagna, Canada e Israele”. Gli stakeholder possono essere rintracciati sul sistema attraverso dieci categorie di servizi offerti (ad esempio punti informativi, formalità amministrative e risorse finanziarie), tipologia degli attori (supporto al business, associazioni di categoria, finanzia, capitale umano) oppure circoscrivendo la zona di interesse per provincia.

 

DR – www.cr.piemonte.it

 

Nuova aula studio della Biblioteca di Chieri

chieri-arco_di_piazza_umberto_iDa venerdì 16 dicembre, alle ore 18, apre la nuova aula studio della Biblioteca di Chieri. La sala espositiva di oltre 300 metri quadrati è stata riqualificata con oltre 40 postazioni per lo studio e la lettura e più di dieci postazioni per il coworking. In questo caso si tratta di spazi di lavoro in condivisione, pensati per chi gestisce un’attività indipendente. La nuova sala sarà aperta, momentaneamente, dalle 9 alle 13 dal lunedì al venerdì. Il programma dell’inaugurazione: prevede la rappresentazione di Farhrenheit 451, tratto dal classico della fantascienza di Ray Bradbury con gli attori Francesca Cassottana ed Alessandro Berruti con musiche di Ilaria Lemmo. Inoltre è allestita la mostra fotografica di Giancarlo Cazzin “Due volti di Chieri”.

Massimo Iaretti

La saga degli ebrei in Piemonte

sinagoga coda“Questo lavoro apre una finestra, dal 1400 ai giorni nostri, sulla storia delle comunità ebraiche in Piemonte che parte da Abramo e Amedeo Foa fondatori a Savigliano della prima di queste comunità. Una storia che passa attraverso lo Statuto Albertino e la follia della shoah.

Con queste parole si è espresso il vicepresidente del Consiglio regionale, Nino Boeti – con delega al Comitato Resistenza e Costituzione che ha promosso la pubblicazione con la Comunità ebraica e l’Amicizia ebraico-cristiana di Torino – aprendo il 15 dicembre, nella Sala Viglione di Palazzo Lascaris, la presentazione del volume “Gli ebrei in Piemonte”, lezioni di Alberto Cavaglion.

Il vicepresidente ha poi ricordato che il recente conferimento della medaglia d’oro al merito civile alla Regione Piemonte deriva anche dalle “gesta compiute dalla popolazione piemontese, durante la Guerra di Liberazione, per proteggere gli ebrei dalla furia nazifascista”.

Dario Disegni, presidente della Comunità ebraica di Torino, riallacciandosi a quanto affermato dal vicepresidente Boeti, ha evocato la figura del partigiano piemontese ebraico, Emanuele Artom, ed ha parlato dell’opera di Cavaglion come “di un volume agile per scopi didattici e divulgativi, necessario per ricordare che la presenza ebraica non è limitata solo alle tragiche vicende della Seconda guerra mondiale”.

Maria Chiambretto, vicepresidente Amicizia ebraico-cristiana Torino, ha colto l’occasione per ricordare Paolo Debenedetti, recentemente scomparso e che aveva sempre incoraggiato questa pubblicazione mentre, Chiara Pilocane, docente di Lingua e letteratura ebraica presso l’Università di Torino, prendendo l’abbrivio dalle affermazioni di Disegni, ha evidenziato “l’abilità letteraria di Alberto Cavaglion, veramente fuori dal comune, dove la capacità nel raccontare e spiegare si sposa con il rigore scientifico, conferendo al libro quella chiarezza espositiva che ne permette la fruibilità anche da parte dei non addetti ai lavori”.

L’opera più che avere una pretesa di completezza è destinata a fornire uno spaccato di mezzo millennio di presenza ebraica in Piemonte, raccogliendo una serie di conferenze e lezioni tenute da Cavaglion all’inizio degli anni 2000, pubblicate in una prima edizione semplificata, adesso rivista dallo stesso autore. “per raccontare la continuità di mezzo millennio di presenza nella nostra regione che ha anche vantato personalità di grande valore e un intrecciarsi di storie ed aneddoti unici”, come affermato dallo stesso autore.

AB – www.cr.piemonte.it

Foto: il Torinese

Al Salone Internazionale del Libro nasce il Superfestival

salone 2016 libroSono 12 i primi aderenti, dall'”Economia” di Trento alla “Mente” di Sarzana

Il XXX Salone Internazionale del Libro di Torino sarà la vetrina dei festival culturali italiani. Un Superfestival in cui le esperienze più interessanti e creative da tutta la Penisola si incontreranno portando ciascuno il meglio dei propri autori e la peculiarità della propria formula. L’idea è nata da Marco Cassini, l’editore di Sur, e da Gianmario Pilo, libraio de La galleria del libro di Ivrea: insieme ideatori e organizzatori de La Grande Invasione, il festival della lettura che si tiene a inizio giugno nella città olivettiana. Il progetto è sviluppato assieme salone 12al Salone e sotto gli auspici del Centro per il Libro e la Lettura, che già aveva dato vita alla rete delle Città del libro di cui il Superfestival rappresenta una nuova tappa. I primi 12 festival che hanno aderito sono: Festival dell’Economia (Trento, Economia), I Boreali(Milano, Cultura nordica), Porte Aperte Festival (Cremona, Letteratura), Home Festival (Treviso, Musica rock), La Grande Invasione (Ivrea, Letteratura), Festival della Mente (Sarzana, Scienze), Bilbolbul (Bologna, Fumetto), Urbino Città del Libro (Urbino, Letteratura), Gita al faro (Ventotene, Letteratura), Un’altra galassia (Napoli, Letteratura), I Dialoghi di Trani (Trani, Bisceglie, Corato, Scienze umane), Marina Cafè Noir (Cagliari, Letteratura). E altri sono in arrivo.

Quarant’anni di salute a Torino. Grimaldi (SEL): intervenire per ridurre le diseguaglianze è possibile

È stato audito  in aula a Palazzo Lascaris il Professor Costa dell’ASL TO3 in merito ai dati epidemiologici della città di Torino.

 

medico sanitaGli studi esposti hanno analizzato quarant’anni di salute a Torino in relazione alle principali trasformazioni e alle politiche che le hanno accompagnate o contrastate. La riorganizzazione della sanità regionale dovrà infatti basarsi su una piattaforma di analisi dei bisogni e dei problemi necessaria per la futura programmazione.

 

A Torino esiste un sistema di indagine retrospettivo che guarda alla situazione di salute fin dagli anni ‘70. Esso mostra che la speranza di vita è salita senza interruzione per tutti i gruppi sociali, ma il titolo di studio è una chiave fondamentale: in cima alla scala ci sono infatti i laureati.

 

La posizione sociale della persona e il suo grado di controllo sul proprio destino influenzano fortemente la salute, perché incidono sulla dose di esposizione ai fattori di rischio psicosociali, ai fattori di rischio ambientale, ai fattori di rischio legati agli stili di vita pericolosi e alle barriere all’accesso alle cure migliori. Il paradosso è dunque che chi ne avrebbe più bisogno è meno capace di utilizzare le risorse di cui necessita.

 

Alla fine degli anni 2000 a Torino, a ogni kilometro percorso sulla linea 3 del tram dalla collina alle Vallette e Falchera si perde un anno di speranza di vita. Ciò significa che la città ha ereditato ancora delle differenze, di cui occorre indagare origini e soluzioni. Inoltre, i migranti sono più esposti perché meno in grado di cogliere i messaggi di prevenzione, che quindi vanno adeguati.

 

In generale, a ogni posizione della scala sociale corrisponde uno stato di salute. Ciò significa che le politiche selettive non bastano, ossia non serve concentrare gli interventi a favore di chi si trova sottosanita una data soglia. Servono invece politiche universalistiche proporzionate al bisogno. Occorre ad esempio intervenire sui contesti capacitanti e contrastare i singoli fattori di rischio tramite la sanità e le opportunità offerte da smart city, preoccuparsi dell’allocazione delle risorse e moderare le conseguenze sociali dell’esperienza di malattia.

 

“Appare chiaro che la sanità pubblica in questi anni di crisi abbia attutito il colpo della recessione. Tuttavia, tutto ciò che è sempre rimasto fuori dalla sanità e dai livelli essenziali di assistenza, e che quindi non è rilevato da questa ricerca, potrebbe presentare un aumento delle diseguaglianze:” – dichiara il Capogruppo di SEL Marco Grimaldi –“l’odontoiatria, per esempio, ma soprattutto le non autosufficienze legate all’invecchiamento della popolazione. Il sistema sanitario non si fa carico degli assegni di cura; quanto ciò influenza le nostre politiche? Quanto aggrava il divario fra chi ha più risorse e chi ne ha meno? Infine anche il servizio sanitario pubblico non è realmente accessibile a tutti: la popolazione migrante, che non può disporre del medico di base, è spesso tagliata fuori. Intervenire su quest’ultimo punto comporterebbe anche un risparmio per il sistema sanitario. E poi: è possibile incidere sulla qualità del vivere in città, migliorare gli stili di vita grazie a un’offensiva culturale più chiara del pubblico?”

 

Convinse il marito a uccidere l’amante?

carabinieri bloccoIl 7 febbraio 2017 alla Corte di Assise di Bari inizierà il processo per l’omicidio del 28enne Stefano Melillo. Il suo corpo senza vita fu trovato in un pozzo di un casolare abbandonato nei pressi del campo sportivo di Binetto, nel Barese, il 13 giugno 2016. Oltre al 40enne Crescenzio Burdi, in carcere con le accuse di omicidio premeditato e occultamento di cadavere, a rispondere del delitto è anche l’amante della vittima, la moglie del presunto assassino, Addolarata Cuzzi, 29 anni. E’ ritenuta l’istigatrice del delitto, accusata di concorso morale nell’omicidio. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la ragazza intendeva interrompere la relazione con la vittima e avrebbe  così convinto il marito a uccidere Melillo. L’amante sarebbe stato attirato nel campo sportivo con un pretesto e il marito lo avrebbe strangolato con una corda e infine colpito alla testa con una spranga di ferro e una pietra. Il corpo fu poi occultato in una cisterna d’acqua.