La torinese Giada Russo, due volte campionessa italiana nel 2014 e nel 2015, allenata da Claudia Masoero e da Edoardo De Bernardis dell’Ice Club Torino, conquista la medaglia di bronzo alle spalle di Carolina Kostner, tornata alle gare in questa stagione dopo una pausa di due anni, e di Roberta Rodeghiero. La pattinatrice diciannovenne ha presentato due programmi con ottimi contenuti artistici, uno short sulla musica del Requiem “Memorial” e un free su una musica classica l’”Adagio” di Mahler e ha conquistato la terza posizione con il punteggio di 175.74.“Sono soddisfatta di questa gara nella quale mi sono dovuta confrontare con atlete di livello e con una Carolina Kostner che si conferma come una grandissima pattinatrice a livello internazionale” ha affermato Giada Russo.

“Quando a 15 anni ho esordito nella categoria senior – ha proseguito la Russo- all’Agorà di Milano, nel 2012, avevo ottenuto la medaglia di bronzo proprio alle spalle di Carolina e di Valentina Marchei.
Mi è sembrato di rivivere quei momenti e quelle emozioni. Era importante affrontare la competizione con serenità e credo di essere riuscita a farlo. Adesso mi attendono alcuni galà, a Pinerolo e a Torino, poi riprenderò la preparazione e spero di essere convocata per le Universiadi. Sarebbe un altro sogno che si realizza”.“Dedico questo bronzo – ha concluso l’atleta torinese – ai miei genitori che sono sempre accanto a me, alla mia seconda famiglia, quella composta dai miei due allenatori e a tutti coloro che mi sostengono ai quali va il mio grazie più sentito”.
Barbara Castellaro
Ufficio stampa Ice Club Torino
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“E’ uno scontro diretto contro l’antagonista numero uno, ma la sfida non è decisiva”.
Su delega della Procura della Repubblica di Torino, i carabinieri hanno notificato una decina di avvisi di garanzia, con perquisizioni presso società legate alla gestione dei servizi cimiteriali come Afc e Socrem
L’indagine prese il via da una denuncia per truffa aggravata presentata nel 2014 dal presidente e amministratore delegato di Afc. La vicenda riguardava presunti rimborsi illeciti per trasferte. Sono state individuate altre anomalie a carico di alcuni amministratori e dirigenti. L’ accusa sosterrebbe che il bilancio non sarebbe stato realizzato correttamente producendo negli anni 2013-2014-2015 una distribuzione di utili in realtà inesistenti. C’è anche l’accusa di avere turbato la gara per la cremazione aggiudicata alla Socrem. La sindaca Appendino ha precisato che si tratta di fatti precedenti l’attuale amministrazione comunale.
direttore ha evidenziato il supporto che la Regione può offrire alle istituzioni culturali piemontesi,un supporto che, in passato, è spesso mancato.Luca Dal Pozzolo,direttore dell’Osservatorio Culturale del Piemonte ,nella sua relazione ha offerto motivi di informazione e di riflessione molto importanti.Dal Pozzolo ha posto in evidenza un fatto quasi sottaciuto,ma assai rilevante : la difficoltà di dialogo tra istituzioni culturali e mondo scolastico.E’ una specie di incomunicabilità che,salvo le eccezioni come il liceo d’Azeglio di Torino e poche altre realtà scolastiche piemontesi,dura da molti anni. Questo fosso va colmato al più presto soprattutto nell’interesse dei giovani. Il Centro “Pannunzio” ebbe per decine di anni un rapporto talmente privilegiato con il mondo della scuola che nel suo statuto venne affermata, a partire dagli Anni 80 ,la particolare attenzione verso le istituzioni scolastiche del territorio oltre, com’è naturale,al rapporto storico con l’Università .
mediazione tra scuola e territorio,come affermava tanti anni fa il sociologo Filippo Barbano. Dal Pozzolo ha inoltre evidenziato la necessità di certezze nei tempi della erogazione di eventuali contributi ad eventi importanti. Senza queste certezze le realtà più fragili economicamente sono gravemente penalizzate e le iniziative in cantiere costrette a snaturarsi rispetto ai progetti iniziali. A questo proposito potremmo citare esempi relativi al 2015 che lasciano perplessi, come un convegno su Valdo Fusi a cui venne negato un contributo regionale,dopo lo svolgimento dell’evento in ottobre, con una mail spedita nel pomeriggio del 31 dicembre. Inoltre,riprendendo il discorso dell’assessore Parigi, è stato evidenziato come non si possa pensare alla cultura solo in funzione del turismo. E’ una scelta che va oltre certe posizioni emerse,ad esempio, durante la Giunta Cota, malgrado l’apertura a tutto campo dell’assessore Coppola. Forse andrebbe anche evidenziato come le istituzioni culturali non debbano essere necessariamente delle imprese che perseguono il profitto perché l’ associazionismo fondato sul volontariato che non persegue per statuto fini di lucro, merita il rispetto che gli deriva dalla nobiltà-la parola è grossa,ma non è fuori posto – di un impegno in nome di ideali, in tempi in cui essi sembrano essersi appannati.
nota poco gradevole è il fatto che tra i consiglieri regionali presenti fin dal mattino si siano notati solo il vicepresidente Nino Boeti, attento da sempre ai temi culturali e il presidente della Commissione Cultura del Consiglio Regionale Daniele Valle che ha chiuso il convegno insieme all’assessore Parigi. Forse altri consiglieri hanno preferito mischiarsi al folto pubblico che ha riempito il teatro. Il convegno ha registrato relazioni e interventi dei maggiori e più autorevoli esponenti interessati alla cultura piemontese ,ma non sempre, com’era naturale che accadesse ,c’è stata una visione d’insieme dei reali problemi del settore.Il fatto però che si sia aperto un confronto a tutto campo rappresenta invece un punto di arrivo inaspettato,ma soprattutto un punto di partenza. Da ieri ,forse, è lecita una rinata speranza. I lavori degli Stati Generali sono una risposta molto seria e concreta all’inconcludenza del Movimento 5 stelle torinese che riesce ad esprimersi solo con dei no, rivelandosi incapace di ogni proposta positiva nel campo della cultura e, più in generale, dell’amministrazione. La “decrescita felice” anche in campo culturale ? Ghigliottinando esperienze e persone non si produce altro che la paralisi e l’arretramento.
organizzata dai Musei Reali di Torino, con il sostegno della Compagnia di San Paolo e della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino; media partner Rai TGR. Le meraviglie del mondo presenta al pubblico uno straordinario momento del collezionismo sabaudo: quando, tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, con il duca Carlo Emanuele I si forma il primo ricchissimo nucleo delle raccolte di pittura, scultura e oggetti preziosi che da subito godettero di grande fama internazionale. In mostra sono esposte 250 opere alle quali si aggiungono 80 album di acquerelli e numerosi prestiti internazionali: per la prima volta la magnifica collezione di Carlo Emanuele I viene riunita in un’unica esposizione, come forse non accadeva dai tempi del duca. Il 30 agosto 1580 moriva il duca Emanuele Filiberto e saliva al trono il figlio Carlo Emanuele I (detto Il Grande), appena diciottenne, che regnerà per ben cinquant’anni, dal 1580 al 1630.