redazione il torinese

Olivero guida l’Unione Comuni della Valcerrina

Fabio Olivero, sindaco di Odalengo Grande e presidente dell’Associazione dei Comuni del Monferrato è da martedì 10 gennaio alla guida dell’Unione dei Comuni della Valcerrina.

olivero iari

 

Lo ha eletto, all’unanimità, il consiglio dell’Unione che si è svolto nella sede di Cerrina. A proporne la candidatura è stata Maria Rosa Dughera, presidente uscente e sindaco di Mombello Monferrato, che aveva convocato per l’ultima volta in questa veste l’organo deliberante. Confermata la delega, di natura consiliare, a Massimo Iaretti, consigliere di minoranza del Comune di Villamiroglio, a breve verrà decisa dal neo – presidente l’attribuzione delle deleghe assessorili e del vice presidente. L’incontro si è tenuto in un clima molto costruttivo e di grande cordialità. L’Unione della Valcerrina, dopo l’uscita di Serralunga di Crea, diventata effettiva dal 1 gennaio 2017, è composta da otto comuni: Cerrina, Cereseto, Gabiano, Mombello Monferrato, Moncestino, Odalengo Grande, Ponzano, Villamiroglio.

JOBS ACT E ART. 18, PICHETTO (FI): EVITATO UN PASSO INDIETRO

pichetto manifesto“Esprimo il mio apprezzamento per la pronuncia della Consulta che ha evitato un pericoloso passo indietro ideologico per l’Italia sulla parte del Jobs Act inerente l’abrogazione dell’articolo 18. Sui due requisiti ammessi credo che invece sia giusto lasciare ai cittadini le valutazioni in merito: ci sarà tempo per dividersi tra sì e no”. A sostenerlo il coordinatore regionale di Forza Italia in Piemonte, Gilberto Pichetto.

Conclude Pichetto: “Già oggi, senza articolo 18, le imprese italiane faticano a stare al passo con la ripresa economica internazionale, rallentate da quella inestricabile zavorra di vincoli legislativi e burocratici che continua ad ammorbare il nostro Paese: figuriamoci se fossimo tornati indietro su questo punto. La pronuncia della Consulta sull’articolo 18 conferma una battaglia che il centrodestra ha portato avanti per primo”.

 

(foto: il Torinese)

L’accoglienza diventa opportunità? Sette milioni di euro ai Comuni

profughi 2Al termine dell’incontro del  Tavolo regionale sull’Immigrazione tenutosi in Prefettura a Torino ( in videoconferenza, con il capo del dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, del Viminale, Mario Morcone), parla Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte: «È stata l’occasione per fare il punto sull’accoglienza in Piemonte e definire le modalità per rendere operativo sul territorio regionale il piano stilato dall’ANCI» . «Il dato significativo – prosegue Cerutti – è che dei 1.201 comuni piemontesi, in 902 non è attivo alcun progetto di accoglienza, nė SPRAR né CAS. La Regione Piemonte è disponibile ad accompagnare un processo di graduale redistribuzione, come per altro ha già fatto nel corso del 2016. A oggi l’accoglienza sul territorio piemontese conta 13.077 migranti coinvolti in progetti CAS di gestione CERUTTIprefettizia e solo 1.250 in progetti SPRAR gestiti da 46 comuni» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.

Nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) al dieci gennaio 2017 i migranti  erano 13.077 distribuiti in modo equo sul territorio regionale: il 40% sulla provincia di Torino, circa 5.247, e il 60% sulle altre province, circa 7830. Nel dettaglio: 1.594 in provincia di Alessandria, 1.062 in provincia di Asti, 622 in provincia di Biella, 2.070 in provincia di Cuneo, 1.201 in provincia di Novara, 700 in provincia di Vercelli, 582 nel VCO.

Secondo l’assessora «Uno dei nodi da affrontare è quello dei piccoli comuni che devono essere necessariamente accompagnati nell’attivazione di percorsi di accoglienza, o favorendo la loro unione o tramite la gestione da parte dei consorzi socio assistenziali. La notizia positiva è che finalmente il meccanismo degli incentivi, richiesto da tempo sul tavolo nazionale al Viminale, porterà alle amministrazioni comunali piemontesi più di 7.000.000 di euro per spese senza vincolo di destinazione» – ha dichiarato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.REGIONE PALAZZO

Ecco come saranno distribuite le risorse: 3.773.000 alla Città Metropolitana; 1.112.000 alla provincia di Cuneo; 937.000 alla provincia di Alessandria; 608.000 alla provincia di Asti; 638.000 alla provincia di Novara; 358.000 alla provincia di Biella; 324.000 al VCO; 360.000 alla provincia di Vercelli.

«La novità che annunciamo oggi ci permette dunque di parlare di accoglienza come opportunità per le comunità che decidono di ospitare» conclude Cerutti.

Prima edizione del Carnevale di Mirafiori Sud

carnevaleUna festa di carnevale nel quartiere, come una volta, con sfilata in maschera e raduno in piazza per festeggiare insieme, giocare e premiare le maschere più rumorose, divertenti e creative!

Organizza un gruppo in maschera e partecipa alla sfilata con i tuoi amici, familiari, conoscenti e vicini di casa. Potrete vincere il premio per il gruppo mascherato più rumoroso o più divertente o più creativo. Puoi partecipare alla sfilata anche da solo, ma dovrai essere mascherato. Saranno premiate le cinque maschere più fantasiose. Se partecipi come gruppo, segnala la vostra presenza entro il 10 febbraio a carnevale.mirafiorisud@gmail.comSe non desideri travestirti, vieni comunque alla sfilata e alla festa di piazza: trascorrerai un pomeriggio piacevole e divertente e una serata in compagnia nel tuo quartiere. Noi del progetto “Essere anziani a Mirafiori sud” ci saremo. Ti aspettiamo insieme ai tuoi amici, familiri, conoscenti e vicini di casa.

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Per maggiori informazioni, contattare Elena al 347 0444787 o via email a carnevale.mirafiorisud@gmail.com

Torna la neve. Poi Pioggia congelante, freddo e vento a 100 km

neve3Torna la  neve, solo pochi centimetri, giovedì in Piemonte. Ma il fenomeno più diffuso sarà la pioggia congelante prevista in particolare sul basso Piemonte. Venerdì invece arriveranno  venti burrascosi con raffiche oltre i 100-120 chilometri. La Smi, Società Meteorologica Italian, mette in allerta per la pioggia congelante, particolarmente insidiosa,  mentre nevischio e neve, con depositi modesti, su pianure e colline riguarderanno tutta la regione, ma sopratutto il nord-est del Piemonte. Venerdì 13 ci saranno nevicate e tormente sui monti, in quota, tra Torinese e Valle d’Aosta e sull’ Ossola. In pianura cielo sereno con  l’aria fredda che porterà le minime fino a -10 a quota 1.000 metri e -7 in pianura.

 

(foto: il Torinese)

Ladro 60enne ruba auto a poliziotto. Ma scivola sul ghiaccio e finisce in ospedale

polizia-michelotti3Un ladro ha rubato un’auto, ma la sua vittima era un poliziotto. Il malvivente è rimasto bloccato al passaggio a livello della ferrovia Canavesana ed è stato aggiunto dal proprietario del veicolo. C’è stata una breve colluttazione e il ladro  ha tentato di scappare.  E’  però scivolato sul ghiaccio, battendo la testa, tanto da essere ricoverato in ospedale. L’episodio è accaduto a Bosconero. Il ladruncolo maldestro è un sessantenne già conosciuto alle forze dell’ordine , ed è stato  fermato dai carabinieri della compagnia di Chivasso.

“Da Treblinka, da Auschwitz. Vasilij Grossman e Primo Levi: dialogo fra Testimoni”

levi-ebreiLunedì 23 gennaio, con un doppio appuntamento ( ore15.00 per scuole e stuidenti; ore20.45 per la cittadinanza ) presso il Teatro Carignano di Torino si svolgerà la Lettura scenica “Da Treblinka, da Auschwitz. Vasilij Grossman e Primo Levi: dialogo fra Testimoni”. I testi sono tratti dall’Inferno di Treblinka di Vasilij Grossman e dal Rapporto sull’organizzazione igienico-sanitaria di Auschwitz di Primo Levi e Leonardo De Benedetti. In prossimità del Giorno della Memoriae nell’anno del 30° anniversario della scomparsa di Primo Levi,  questo reading teatrale di grande impatto esplorerà la realtà del Lager da due prospettive diverse usando come guida le parole di Primo Levi su Auschwitz e quelle che il giornalista e straordinario scrittore russo Vasilij Grossman grossman-ebreiha dedicato a Treblinka. La lettura scenica sarà diretta e interpretata da Valter Malosti, mentre la selezione dei testi è curata da Domenico Scarpa e Marco Sisto. L’iniziativa è promossa dal Centro Internazionale di Studi Primo Levi (via del Carmine 13 – Torino) e dal Centro StudiVasilij Grossman (via delle Rosine 15 – Torino) in collaborazione con il Teatro Stabile di Torino e il contributo del Consiglio regionale del Piemonte attraverso il Comitato Resistenza e Costituzione.  Ingresso libero. Per la  prenotazione delle scuole: amministrazione@primolevi.it

Il “Sultano” Erdogan e la Turchia sotto assedio

Non si contano quasi più i nemici del “Sultano”. Sono talmente tanti che spuntano da ogni parte ma lui sembra incrollabile, granitico come un giannizzero imperiale, e pronto a rispondere colpo su colpo. La Bisanzio del terzo millennio, sfigurata e insanguinata, resiste agli assalti del Califfo, alle cannonate dei curdi, dei golpisti, dei fantomatici gulenisti e alle pressioni europee contro la deriva autoritaria in atto. Non mancano poi gli attacchi di quelle cosiddette forze oscure, un intreccio devastante di nazionalisti, estremisti di sinistra e servizi segreti deviati, che tramano tra le moschee di Sultanahmet e il Bosforo per colpire nel mucchio nei momenti più critici.

erdo

Non è forse un caso che l’assalto armato di una giovane recluta jihadista (secondo la tv di stato turca è originario del Kirghizistan, repubblica dell’Asia centrale) alla discoteca dei vip a Istanbul (almeno 39 morti), rivendicato dall’Isis con un messaggio scritto per la prima volta in lingua turca, sia avvenuto poche ore dopo l’entrata in vigore della tregua tra il regime siriano e i ribelli che dovrebbe porre fine alla guerra civile. Il voltafaccia di Erdogan, passato dal sostegno iniziale al Califfo allo scontro totale degli ultimi mesi, ha irritato non poco i miliziani dello “Stato Islamico” che lo accusano di tradimento e puntano il dito contro una Turchia definita dalla propaganda del Califfato perfino “apostata e sostenitrice dei cristiani infedeli”. L’obiettivo della neonata Triplice Intesa, Russia-Turchia-Iran, è quello di chiudere in fretta la crisi siriana e spartirsi il territorio in sfere di influenza ma prima bisogna cancellare la presenza dell’Isis in Siria.

ISTANBUL OZPETEK

La riconquista di Aleppo non significa la fine del conflitto. I combattenti jihadisti resistono nell’est del Paese, a Raqqa e a Deir el-Zor, nei sobborghi di Damasco e hanno da poco ripreso Palmira. Da metà luglio, dal giorno del fallito golpe contro Erdogan, il Paese della Mezzaluna vive praticamente sotto assedio con un netto calo di turisti stranieri terrorizzati dall’eventualità di saltare in aria visitando un museo, una moschea, una chiesa bizantina o un bazar. La Turchia è nel mirino non solo dei terroristi jihadisti ma anche degli estremisti curdi del Pkk e del Tak (i Falchi per la libertà del Kurdistan) che dieci anni fa sono usciti dal Pkk e hanno rivendicato stragi e attentati. Tra autobombe, kamikaze e attacchi terroristici è stato un anno e mezzo di sangue per la Turchia, dall’esplosione a Diyarbakir durante il raduno del partito filo-curdo Hdp, in piena campagna elettorale, il 5 giugno 2015 (4 morti e 400 feriti) alla strage nella notte di Capodanno al Reina di Istanbul. Il Fronte curdo ribolle di tensioni sia dentro la Turchia che nei Paesi limitrofi.

ISTANBUL LUSTRASCARPE

Con i curdi turchi, repressi e bombardati, è in corso una lunga guerra interna e una lotta separatista da oltre 30 anni. Nel giorno in cui l’uomo forte di Ankara aveva presentato in Parlamento la sua riforma presidenziale, il 10 dicembre scorso, con la quale potrebbe restare al comando del Paese fino al 2029, due esplosioni sconvolsero la zona davanti allo stadio del Besiktas ma il bersaglio dei terroristi non erano i tifosi ma la polizia anti-sommossa. Nell’attacco, firmato dai falchi del Tak, sono morte 38 persone tra cui 30 poliziotti. Il movimento curdo aveva già colpito in tre occasioni l’anno scorso, due volte ad Ankara e una volta a Istanbul. Dopo l’attentato le autorità turche hanno arrestato un centinaio di membri del partito filo-curdo che in una Turchia sempre più “sultanizzata” vanno ad aggiungersi alle oltre 40.000 persone incarcerate negli ultimi mesi con l’accusa di far parte di gruppi terroristici. Sono finiti in galera anche 200 giornalisti oltre a scrittori, accademici, economisti, decine di politici tra cui i leader della formazione curda presente in Parlamento e numerosi amici e collaboratori del predicatore Fethullah Gulen, in autoesilio negli Stati Uniti dopo essere stato per tanti anni alleato di Erdogan che ora lo accusa di essere l’ideatore del tentato colpo di stato del 15 luglio. Per non parlare della chiusura di almeno 150 organi di stampa e case editrici. Ora si guarda con preoccupazione alla riforma costituzionale voluta dal partito al potere, l’Akp (Giustizia e Sviluppo) che trasformerà il Paese in una repubblica presidenziale dando a Erdogan ampi poteri esecutivi. Potrà emanare decreti legge, sciogliere il Parlamento e decretare lo stato di emergenza. Rimarrà in carica per due mandati, dieci anni in totale. I primi voti favorevoli alla riforma sono già arrivati nei giorni scorsi dalla Commissione parlamentare sulla riforma costituzionale. Poi toccherà all’Assemblea legislativa, e se sarà approvata, la riforma sarà votata in un referendum nella prossima primavera. Il sultano potrebbe governare fino al 2029 con poteri speciali, più a lungo di Ataturk, ma nel frattempo la guerra di Erdogan contro i suoi mille nemici è destinata a continuare. Migliaia di combattenti sono tornati dalla Siria ma sono arrivati anche dal Caucaso e dall’Asia centrale e si apprestano a colpire la Mezzaluna che prima forniva loro le armi e il sostegno logistico per rovesciare il regime di Assad e adesso invece li combatte insieme alle potenze cristiane.

ISTANBUL MOSCHEA BLU

Le immagini dei camion, scortati dai militari turchi, diretti in Siria con missili e bombe per i jihadisti dell’Isis e i qaedisti di Al Nusra hanno fatto il giro del mondo. Le epurazioni di Erdogan contro i golpisti estivi hanno indebolito soprattutto le forze di sicurezza, le unità dell’esercito e i servizi di intelligence incarcerando o allontanando dal lavoro migliaia di persone tra poliziotti e alti ufficiali. Anche per questi motivi si apre una fase molto pericolosa, a rischio per la stabilità del Paese, e l’elenco degli attentati potrebbe allungarsi. E verrà il giorno del giudizio. “I grandi condottieri della storia ottomana, come Solimano il Magnifico, giudicheranno il mio operato”, ricorda il sultano, nostalgico di ottomanesimo. Nella realtà dei fatti però il presidente turco non si ispira tanto a Solimano ma ai sultani più sanguinari e tirannici dell’Impero.

Filippo Re

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Fonte: settimanale “La Voce e il Tempo”, domenica 8 gennaio 2017

Intossicato da monossido, grave imprenditore 36enne

carabinieri xxE’ in gravi condizioni  un uomo di 36 anni soccorso questa mattina dal 118 in una villetta in via Fratelli Berra, a Ozegna. E’ rimasto intossicato dal monossido di carbonio prodotto dal malfunzionamento di una caldaia. Sono stati i familiari, che abitano al piano inferiore della stessa villetta, a dare l’allarme. Indagano i carabinieri di Agliè. Il 36enne è un imprenditore della zona, ora è  ricoverato all’ospedale di Ivrea.