Il violinista ex enfant prodige e il direttore d’orchestra McAdams protagonisti del concerto di Carnevale all’ Auditorium Rai, su musiche di Strauss, Bizet, Paganini e Bernstein
David Garrett sarà il protagonista del concerto di Carnevale dell’ Orchestra Sinfonica della Rai, in programma martedì 28 febbraio, alle 20.30 all’Auditorium Rai Arturo Toscanini di Torino.Garrett è uno dei violinisti di maggior successo internazionale e ha iniziato a suonare il violino a soli quattro anni, debuttando a dieci con la Filarmonica di Amburgo. A tredici anni è stato l’artista più giovane in assoluto a firmare in esclusiva un contratto con la Deutsche Grammophon. È inconfondibile la sua capacità di raggiungere anche le più giovani generazioni attraverso la mescolanza di elementi provenienti dalla musica colta, pop, rock e rhythm-and- blues. Sul podio, a dirigere l’Orchestra Rai, il direttore d’orchestra americano McAdams, già apprezzato con questa orchestra nel 2011 per l’esecuzione, in forma di concerto, dell’opera “Mozart y Salieri” di Nikolaj Rimskij-Korsakov e, nel 2015, per “Les pecheurs des perles” di
Georges Bizet. Per festeggiare il Carnevale il concerto prevede un programma di brani brillanti, la cui apertura sarà affidata all’ Ouverture dal “Die Fledermaus” di Johann Strauss figlio, seguita da due pagine per violino di grande virtuosismo, interpretate da Garrett, la Czardas di Vittorio Monti e il celebre Capriccio n. 24 di Paganini, proposti nelle versioni per orchestra. La prima parte della serata si concluderà con una suite dalla Carmen di Bizet, mentre nella seconda parte si susseguiranno i Three dance episodes dal musical di Leonard Bernstein “On the town”, la danza ungherese n. 5 di Brahms, nella versione per violino e orchestra interpretata da Garrett, le Quattro danze del balletto Estancia di Alberto Ginastera e il Mambo da West Side Story di Bernstein. Il concerto si concluderà con l’ Ouverture dall’operetta di Offenbach “Orphee’ aux enfers” con il su celebre Can-can. Sempre McAdams e David Garrett saranno anche i protagonisti dei concerti in programma giovedì 2 marzo alle 20.30 e venerdì 3 marzo alle 20 all’ Auditorium Rai di Torino. Il programma verterà sull’ Ouverture KV 527 del Don Giovanni di Mozart, il concerto in re maggiore op. 35 per violino e orchestra di Cajkovskij, la sinfonia in tre movimenti di Igor Stravinskij e il notissimo Bolero di Maurice Ravel. Un’ora prima dei concerti saranno messi in vendita gli ingressi non numerati.
Mara Martellotta
Info:0118104653


Il CRESSC (www.cressc.org) è il primo Centro a gestione multidisciplinare in Italia per la diagnosi e cura delle malattie rare neurologiche Siringomielia e Sindrome di Chiari: si tratta di malattie ad elevato impatto economico-sociale perché sono croniche e progressive, colpiscono l’età giovanile-adulta (età media 48 anni), in prevalenza donne (75%), causano disabilità nel 50% dei casi e necessitano di una diagnosi tempestiva per beneficiare di interventi chirurgici e di farmaci specifici. In Piemonte la prevalenza stimata è di 4,73:100.000 per la Siringomielia e 7,57:100.000 per la Malformazione di Chiari.
Nazionale Malattie Rare
Sono quattro i nomi dei dirigenti della Gtt che dopo l’incidente, avvenuto lo scorso novembre ai battelli Valentino e Valentina, sono entrati nell’inchiesta della procura di Torino. I due traghetti, addetti per la navigazione turistica sul Po, vennero travolti dalla piena del fiume che ne sradicò le ancore trascinandoli entrambi contro il ponte della Gran Madre; uno dei due battelli (precisamente Valentina) dopo essere stato trascinato oltre le arcate del ponte, si inabissò nelle acque del fiume in piena. Il procedimento è stato aperto per naufragio colposo. Secondo un consulente della procura infatti, le due imbarcazioni sono state travolte e trascinate via a causa di un ormeggio non adeguato ed idoneo. Dal 2010 però esisteva un progetto del Politecnico che avrebbe reso molto più sicuro l’ancoraggio. Il progetto, richiesto all’epoca personalmente da Gtt, non è stato mai attuato.
Il Gruppo motociclistico Centauri d’Acciaio di Frassineto Po


Al modico prezzo di un euro si potrà girare una settimana intera in bici
tra il Comune e «Comunicare», la società del Tobike. Potrebbe essere una prima risposta per combattere l’inquinamento durante gli stop al traffico ma sarebbe sempre in vigore al di là dei blocchi. Si incomincia tra pochi giorni . #tobikenosmog, questo il nome del progetto, sarà accessibile dalle 133 stazioni di ToBike attraverso un abbonamento settimanale al prezzo simbolico di 1 euro. Ma attenzione: la
DAL FRIULI VENEZIA GIULIA
Mercoledì 8 marzo alle 10, in occasione della Giornata internazionale della donna, la Consulta regionale delle elette, in collaborazione con Agis, propone la proiezione del film 7 minuti di Michele Placido per le studentesse e gli studenti degli Istituti di I e di II grado del Piemonte.
Rigoni Stern viveva sull’altopiano d’Asiago in una casa ai margini del bosco. In prossimità della sua abitazione sorgevano due larici: “Me li vedo davanti agli occhi ogni mattina e con loro seguo le stagioni; i loro rami quando il vento li muove, come ora, accarezzano il tetto”.
diventa grigia, rugosa e fessurata. (con l’età gli umani assomigliano agli alberi!)”. Infatti, lo scorrere del tempo si può leggere nel numero dei cerchi nel tronco degli alberi ed anche nella corteccia, così come l’avvizzirsi della pelle e l’incedere degli anni “segnano” il nostro invecchiare. Nei boschi sul versante del Mottarone che guarda verso il Verbano dove, fin da piccolo ,sono andato “a far legna” con mio padre, s’imparava presto a conoscere virtù e difetti degli alberi. Dal nocciolo -lungo, dritto, uniforme nel diametro – si ricavavano il manico del rastrello e altri attrezzi. Lo stesso si faceva con il frassino, il faggio (per la “ranza”, la falce da fieno) e il duro corniolo, per i “denti” del rastrello. La casa era riscaldata dalla stufa a legna,ma dal taglio dell’albero all’imboccatura della stufa, ci si “scaldava” sei, sette volte. Dopo aver tagliato la pianta (faggi o o robinia, castagno o rovere) la si “sramava”, portandola, poi, fuori dal bosco, in spalla. A pezzi lunghi fino a tre metri, trascinati per un paio di chilometri sul sentiero fino a valle (grazie ad una corda legata all’anello fissato ad un cuneo di ferro che si”piantava” nel tronco) gli alberi “scendevano” e, successivamente, con il tronco di nuovo a spalla, percorrevamo un altro chilometro fino alla cascina vicino casa dove c’erano la legnaia e la sega “circolare”. Azionata con un sistema di pulegge collegate ad un motore di Vespa V 98 “farobasso” del 1948, la sega serviva a tagliare il tronco a tocchi che poi, in ultimo, con un colpo d’ascia ben assestato venivano spaccati a metà. Per il taglio ci si regolava con la luna. L’influenza dell’astro d’argento apriva gli occhi su di un’infinità di regole e di “buone pratiche”.Il legname del tetto andava tagliato ai primi di marzo così, in caso d’incendio, le travi sarebbero rimaste sì scure, annerite, affumicate, ma sane e riutilizzabili. Se non si voleva che il legno marcisse sotto le intemperie andava tagliato,indipendentemente dalla luna, gli ultimi giorni di marzo, in modo da risultare quasi impermeabile. La legna da ardere si tagliava d’inverno, da novembre in poi, solo inluna calante. Se, poi, si voleva un bosco sano e forte, il taglio andava organizzato per ottobre, in luna crescente. Questo lo potevamo far noi, per le nostre necessità ma c’era anche chi seguiva un’altra logica. Ricordo un racconto di Mauro Corona,lo scultore-alpinista-scrittore di Erto, nella valle del Vajont. Scriveva che, tagliando in quel periodo il bosco, questo si rigenerava, rapidamente, ma la legna tagliata in quel momento pesava meno e, quindi, i boscaioli storcevano il naso (“minor peso,meno guadagno”). La stessa linea di crescita di un albero era ed è importante. Dipende da tante cose e non è uguale per tutti, anche se tutti crescono in verticale. L’andatura può andar su dritta, ma anche girare a destra o a sinistra. 
Sabato 18 una riunione a cura dell’Associazione Pugilistica Valenzana